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Enjoy Collio 2017. Benvenuto, Anno Zero!

di Sofia Landoni - 27 giugno 2017 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

La verità è che sono estremamente territoriali, i vini del Collio. Forse, anche più di altri. Degustando l’uno o l’altro vino, quello che emerge potentemente è il legame viscerale con le terre che gli hanno dato i natali. Terre talmente espressive che, in un’accoglienza generosa, riescono a trasmettere i loro specialissimi caratteri anche ai vitigni internazionali, rendendoli parte integrante di una sola famiglia.

La presentazione delle nuove annate vede sfilare sotto le papille gustative dei giornalisti le diverse tipologie di vini facenti parte dell’attuale Doc, siano essi ottenuti da vitigni autoctoni o “adottivi”. In questo variegato ballo delle debuttanti, c’è modo di fare la conoscenza delle new entry. Vitigno e territorio interagiscono, in una risultante che pare essere di omaggio proprio al secondo. Esso va ad apporre la firma ad ogni vino, in quello che ha tutta l’aria di essere un reale legame di appartenenza.

CollioTerrenoOgni vino partorito da queste colline porta in dote una straordinaria mineralità, unica e riconoscibile, che in molti casi diventa presupposto per finezza ed eleganza. In particolar modo il pinot bianco in questa zona riesce a mostrarci la parte più nobile e raffinata di sé, diventando un vino di gran classe e con ottime predisposizioni all’affinamento. Quest’ultima caratteristica, a onor del vero, è un altro fil rouge che accomuna tutti i vini del Collio. Sono vini che, inizialmente, mantengono del riserbo e non si fanno guardare per tutto ciò che sono, lasciando un grande punto interrogativo sul volto di chi vi si accosta. E anche in questo, sono come la loro bella terra. Al primo impatto chiusa, impenetrabile, resa diffidente dalla storia che l’ha vista vittima di vicende tragiche nel corso di invasioni e guerre.

Ma è una terra che è stata, ed è tutt’ora, capace di sorprendere; si è rialzata ed ha ripreso più forte di prima. Così il suo vino, dapprima difficile da comprendere, è capace poi di svelare, nel tempo, tutta la ricchezza, il carattere e il fascino che cela. Un’ anima preziosa e ben nascosta, insomma, come si fa per i migliori segreti. Un po’ come avviene per quello che i produttori locali affermano essere il cuore pulsante del territorio del Collio: la Ponca. Si tratta di una stratificazione di marne e arenarie di origine eocenica che, sotto l’azione degli agenti atmosferici, tende a disgregarsi facilmente, dando origine ad un terreno estremamente granuloso. Da questa formazione rocciosa del tutto particolare, arriva l’impronta minerale distintiva dei vini del Collio.

Collio | Vigneti

A fronte di un’ identità territoriale così forte, il percorso di crescita del vino del Collio non poteva portarlo altrimenti che verso la Docg. Questa è la grande novità di Enjoy Collio 2017 o, come dice il Presidente del Consorzio Robert Princic, l’anno zero. Un progetto, tuttora in definizione, che guarda al 2037 e che si pone una serie di obiettivi finalizzati a comunicare e promuovere il territorio. Nel nuovo disciplinare proposto, si assisterà all’ingresso di un Collio Gran Selezione e di un Pinot Grigio Superiore. Il primo sarà il massimo vertice espressivo del Collio e si comporrà di friulano dal 40 al 70%, ribolla gialla fino ad un massimo del 30% e malvasia, anch’essa fino al 30%, con un periodo minimo di affinamento di 24 mesi. Sarà inoltre possibile specificare in etichetta comuni e zone di provenienza delle uve, così da iniziare a definire le sfaccettature qualitative legate ad una prima idea di zonazione. La creazione di un Pinot Grigio Superiore, con imposizioni di rese per ettaro inferiori e vinificazioni più lunghe, ambisce invece alla comunicazione del territorio attraverso un linguaggio più internazionale. In tutti i vini della Docg, la parola Collio campeggerà in etichetta con un carattere mai inferiore ai 2 cm, a simbolo e riconoscimento del ruolo di protagonista che giocherà in questa nuova denominazione.

Come tutti i percorsi alla loro fase iniziale, ci sono prospettive ed entusiasmo. E non c’è cosa più interessante, che dare fiducia ad un desiderio di crescita e stare a vedere cosa succederà. 

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