home > degustatori ais > un viaggio nel tempo assieme ai marsala delle cantine florio

Stampa

[0] Commenti

Degustatori Ais

Un viaggio nel tempo assieme ai Marsala delle Cantine Florio

di Davide Gilioli e Gabriele Merlo - 04 ottobre 2018 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 29 settembre Luigi Bortolotti e Sebastiano Baldinu, responsabili dei Degustatori di AIS Lombardia, hanno inaugurato la nuova stagione con un incontro memorabile, dedicato al Marsala, riscoperto attraverso la storia e le eccellenze di Cantine Florio

Esistono sostanzialmente due tipi di degustazioni: per la didattica, si deve privilegiare la preparazione tecnica e l’imparzialità del giudizio; vi è poi un approccio puramente emozionale, in cui ci si dimentica delle forma e si libera il cuore. Raramente accade che questi due aspetti possano coincidere: è il caso di questa straordinaria degustazione con protagonisti alcuni storici Marsala.

Degustatori AIS Lombardia | Viaggio nel Marsala delle Cantine Florio

Guidati da Benedetta Poretti, responsabile della comunicazione del Gruppo Duca di Salaparuta (cui appartiene anche Cantine Florio) e dall’enologo Francesco Miceli, si viene catapultati nelle maestose cantine originali, risalenti al 1833, ove riposano i preziosi Marsala, ottenuti dai grappoli di grillo, catarratto e inzolia dorati dal sole. Tutto intorno, i fenicotteri si alzano in volo dalle saline dello Stagnone, increspate dalla brezza iodata del Mediterraneo. 

Degustatori AIS Lombardia | Viaggio nel Marsala delle Cantine Florio

La prima batteria è dedicata alla gamma attualmente in commercio:

  • Terre Arse 2002 Vergine Secco, che profuma di croccante alle mandorle, fichi caramellati, incenso, grano arso, umami. L’assaggio mostra freschezza, intensa sapidità e una leggera sensazione tannica. Secco e cremoso al tempo stesso, si rivela perfetto come aperitivo - servito fresco - con un crostino al burro e acciughe salate o con la bottarga.
  • Baglio Florio 2001 Vergine Secco: subendo una micro-ossigenazione in caratelli, esibisce un corredo olfattivo più complesso, con ricordi di distillato, frutta secca, noci, mela cotta, chiodi di garofano, cenere. Bocca ricca e muscolosa, ma di grande equilibrio e proverbiale sapidità.
  • Targa “Riserva 1840” 2004 Sup. Riserva Semisecco, deve il suo nome alla storica corsa automobilistica siciliana ideata nel 1906 dalla famiglia Florio. Offre note di prugna cotta, datteri, mandorle, nespole essiccate, liquirizia e scorza d’arancia amara. Sorso morbido e avvolgente fino al rassicurante finale.
  • Donna Franca Sup. Riserva Semisecco Ambra nasce dal blend di Marsala conciati mediante l’aggiunta di mistella, mosto cotto e distillato di vino, invecchiati dai 15 ai 30 anni in botti di rovere. Potente, ma dotato di intrinseca finezza. Profuma di castagne, macchia mediterranea, timo, noce moscata e anice stellato, espandendosi su sentori di resina, tabacco, cacao amaro, torrefazione. L’assaggio è ricco, ammaliante, di sontuosa persistenza.

Degustatori AIS Lombardia | Viaggio nel Marsala delle Cantine Florio

La seconda batteria porta invece la consacrazione del Marsala, rappresentato in una delle sue più alte espressioni: Aegusa (antico nome dell’Isola di Favignana), un Sup. Riserva Semisecco prodotto solamente nelle annate eccezionali. Tre i millesimi degustati, tutti accomunati da vitalità, freschezza e pulizia di bocca sorprendenti:

  • 1974: sentori che spaziano dai fichi secchi alla caramella d’orzo, dalla carruba al tamarindo, su suggestioni di spezie come cardamomo, curcuma, zenzero, pepe bianco;
  • 1964: si aggiungono echi balsamici di eucalipto, note di cacao amaro e polvere di caffè;
  • 1952: rosmarino, note iodate e ferrose, caffé d’orzo, finale cremoso e spiazzante, di caramello salato.

Degustare il Marsala assieme a chi lo produce ci ha permesso di sviscerare le tecniche enologiche, i misteri e ogni singola sfaccettatura di questo vino, ma è solo assaggiandolo ad occhi chiusi che si percepisce nel profondo il valore di un prodotto storico, che affonda le radici in una tradizione centenaria e che troppo spesso è stato relegato al ruolo di semplice “vino da meditazione”, dimenticandosi della sua ecletticità a tavola, anche con cibi salati e molto saporiti. 

Commenta la notizia

[0] Commenti

Inviaci il tuo commento su questo articolo e condividi il tuo punto di vista con tutti gli altri lettori.

Se ancora non l'hai fatto registrati oppure accedi inserendo la tua mail e la tua password.