Pink Moon. La Costa si tinge di rosa

Questa volta la luna è rimasta nascosta tra veli di nuvole nere e chi è arrivato alla Cascina La Costa a Perego, con vista panoramica sulla valle del Curone e le sue vigne, ha dovuto evitare nubifragi e allagamenti, che non sono comunque bastati per tenere lontani gli amanti del buon bere.

Valerio Mondini

La Costa Perego

Vista l’instabilità del tempo la serata si è svolta all’interno della cascina, ma questo non ha tolto verve alla festa e le note dello swing all’italiana de “Gli Imbroglioni” hanno potuto risuonare ancora più amplificate fino a tarda notte.

Dopo le ostriche e lo champagne dello scorso anno, l’appuntamento di luglio è riservato questa volta ai vini rosé, ma lo spirito goliardico e festoso della serata rimane lo stesso e si propone con forza per diventare un classico anche in futuro.

Si parte subito con un rosé nazionale, proveniente dalla Campania e più precisamente dalle colline del Sannio: è il Prestige Rosée - Masseria Frattasi (www.masseriafrattasi.it), un Aglianico in purezza dal colore rosa tenue, fruttato e delicato, fresco e abbastanza morbido.

I convenuti si disperdono tra le varie sale su più livelli della cascina a degustare e a scambiarsi opinioni, ma si radunano spontaneamente a ondate nella sala del camino, dove è allestito il banco di degustazione, o nella sala di ingresso dove si esibisce il gruppo musicale: il silenzio torna quando Guido Invernizzi “strappa” il microfono al cantante per descrivere caratteristiche e qualità del vino in degustazione.

In un’altra sala vengono serviti i prodotto in degustazione, salumi della cascina (bresaola di Madesimo dell’officina gastronomica MA!, crudo dolce di Marco d’Oggiono, crostini con lardo e 'bureoula' di Sartirana e salame della Brianza con verdure dell’orto in pinzimonio) e formaggi del territorio (formaggella fresca e stagionata, caprini freschi e stagionati della “Latteria Maggioni” di  Montevecchia, taleggio della Valsassina e formaggi di capra del Malnido dell’Azienda Agricola Capricio in abbinamento con mieli e confettura fatta in casa) con pane bianco e integrale a lievitazione naturale e focacce della cascina.

E’ quindi la volta del Cremant d’Alsace – Domaine Engel (www.fernand-engel.fr), un rosè d’Alsazia da pinot nero in purezza, da agricoltura biologica e biodinamica. Di un colore rosa brillante emana sentori di frutta fresca, su cui spicca in assoluto la fragola. Fresco e molto morbido si fa apprezzare per il suo equilibrio.

Tra un calice e l’altro si susseguono anche le degustazioni degli ottimi risotti del ristorante “La Scarpata”: risotto alle ortiche del Parco, risotto di nonna Ines con pomodoro mantecato all’olio del Lario, risotto giallo alla milanese con midollo di bue.
Non mancano gli aneddoti del buon Guido Invernizzi che ci ricorda come il vino rosé fosse considerato il vino della perdizione e venisse servito nei bordelli, tra i bohémien e quindi nei salotti della “Belle Époque”.

Si prosegue con il Puro Rosé - Movia (www.movia.si), particolare metodo classico biologico sloveno che passa l’intero ciclo di vita a testa in giù, “in punta”, senza zuccheri e lieviti selezionati aggiunti, con il dégorgement da farsi al momento della degustazione. Pinot Nero al 60-70%, Ribolla al 20-30% e Pinot Grigio al 10% compongono questo rosé molto caratteristico e apprezzato.

Il delegato Ronnie Penati si cimenta nella sboccatura manuale: sempre tenendo il magnum capovolto, toglie la graffa metallica che fissa il tappo, lo fa saltare e raddrizza rapidamente la bottiglia per impedire che fuoriesca troppo vino, oltre quello necessario a eliminare i residui della fermentazione ….

 … prontamente imitato dal sommelier Andrea Iocco.

Si chiude in bellezza con il Rosè de Saigneé 1er Cru - Larmandier-Bernier (www.larmandier.com), un altro Pinot Noir biologico in purezza della regione Champagne. Vino potente e vivace, che colpisce per la sua brillantezza e per la varietà dei sapori e sentori che riesce a trasmettere.

Ancora una volta si susseguono balli e danze, guidati dal ritmo dell’orchestra e tra un Paolo Conte e uno Jannacci, un Capossela e una samba, parte anche il “trenino” dei più allegri.

Al momento dei saluti, ecco finalmente la luna, a lungo invocata, che spunta beffarda tra le nuvole a rischiarare la vallata e il cammino del ritorno.

 

Una nazione senza bordelli è come una casa senza bagni.
Marlene Dietrich

 

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere

Charles Baudelaire


A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti

Oscar Wilde

 

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