Vini d'Europa seconda puntata. Svizzera, Ungheria, Serbia, Spagna, Croazia, Francia

Giovedi 9 maggio, presso l’Antica Osteria Rapella, è andata in scena la seconda serata sui vini d'Europa condotta, come sempre con grande maestria, dal relatore Guido Inverizzi.

Marco Moretti

 

Serata Ais Sondrio Vini d'Europa Seconda PuntataCome accaduto per la prima serata, la degustazione verte sull'assaggio di 6 vini, uno in rappresentanza di ogni paese del vecchio continente. Ma andiamo con ordine.

Il primo paese scelto arriva dalla Svizzera: è il Le Murettes di Robert Gilliard, annata 2012, prodotto con il Fendant, vitigno a bacca bianca che cresce nella Svizzera francese. Nel bicchiere si svela di un bel paglierino: cristallino, si apre con note di agrumi e pesca, il tutto arricchito da una vena erbacea molto gradevole. In bocca si rivela essere quasi mentolato, con delle sensazioni che ricordano la salvia. Fresco ed equilibrato dal tenore alcolico non troppo elevato (12,5% vol.) favorisce in modo positivo la bevilità di questo bianco.

Ci spostiamo poi in Ungheria, con un formato alquanto insolito: un Furmint, versione secca, dell'ormai famosa casa Diznoko, annata 2011. Paglierino carico alla vista, floreale al naso, a cui si aggiungono note di susina bianca e un tocco di mineralità, che si svela in seguito preponderante soprattutto al palato insieme ad una sapidità davvero notevole. Un vino gradevole e interessante.

È il turno poi della Serbia e qui devo dire che gli elogi sono stati davvero molti. Il Sauvignonasse 2006 di Blasic ha stupito veramente tutti, sin dal colore: un ambrato carico di una tonalità ammaliante. Il naso lasciava intuire lo stile della lunga macerazione sulle bucce, complesso, al limite dell'ampio con un susseguirsi di frutta secca, caramello, noce, mou, liquirizia, erbe officinali, caffé. Al palato, poi, è strutturato, avvolgente, morbido, equilibrato, con una vena alcolica (14% vol.) integrata alla perfezione. Molto lungo anche il finale: insomma, la vera sorpresa della serata, oltretutto con un rapporto qualità-prezzo incredibile.

Degno rappresentante anche il vino spagnolo proveniente dall’Andalusia: lo sconosciuto Vigiriega, vitigno che qui cresce in altura a 1300 metri con risultati eccellenti. Solo 2800 bottiglie prodotte per il Blancas Nobles. Dorato intenso, anch'esso prodotto con lo stile della macerazione sulle bucce, totalmente privo di SO2, balzano subito al naso le note di erbe officinali, il rabarbaro, il chiodo di garofano e poi ancora menta e alcuni aromi terziari come lo smalto. In bocca entra con un intensità vigorosa, un bianco quasi tannico, non facile, ma di una complessità gustativa e una persistenza importante. Anche in questo caso l'acool c'è (14% vol.), ma non si sente...almeno fin che si e' seduti.

Serata Ais Sondrio Vini d'Europa Seconda PuntataSi passa ai rossi: il Poulsar di Tissot 2011, della Jura francese, e l’ “Ottocento Nero” di George Clai (Refosco, Terrano, Merlot e Cabernet Sauvignon), croato, biodinamico dichiarato, entrambi appartenenti al listino “Tripla A” della Velier. Il primo è un rosso rubino scarico con riflessi granati: al naso si avverte un po' di volatile e una forte speziatura che richiama il bergamotto. In bocca compare anche il vegatale con un insieme di fiori appassiti.

Il secondo vino invece appaga più al naso che al palato, dove risulta essere un po' troppo standard nel gusto. Sembra quasi un taglio bordolese di discreta fattura, ma non entusiasma: rubino carico impenetrabile, naso di liquirizia e frutta sotto spirito, con una leggera nota erbacea (data dal cabernet). Insomma, due vini ben fatti, ma nella media.

La serata è proseguita con i piatti che ci sono stati serviti in abbinamento ai vini, che hanno trovato una perfetta corrispondenza soprattutto con i vini bianchi, i veri protagonisti della serata. Insomma, c'é un mondo...ops un Europa la fuori da sorseggiare!

 

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