home > racconti dalle delegazioni > ais lecco visita il südtirol

Stampa

Racconti dalle delegazioni

AIS Lecco visita il Südtirol

di Valerio Mondini - 08 maggio 2018 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Terzo viaggio di AIS Lecco alla scoperta del Südtirol sotto la guida esperta dell’amico Andrea Iocco, il nostro Virgilio, sempre alla scoperta di case vinicole emergenti e di qualità. Due giorni intensi, interessanti e impegnativi: e questa volta le tre “i” sono vere.

Si parte con la visita alla cantina WASSERERHOF di Fiè allo Sciliar in valle Isarco, situata in un maso del 1300.

La superficie vitata è attualmente di circa 4 ettari, che a breve si estenderanno a 6 riconvertendo la parte coltivata a mele. Il vitigno più esteso è il pinot bianco, classico della zona, ma ci sono anche sauvignon, chardonnay e pinot grigio, in crescita.

Solo vitigni a bacca bianca dunque, perché quelli a bacca rossa come schiava e lagrein sono coltivati nell’azienda storica di famiglia Mumelterhof a Costa.

Christoph Mock ci accompagna nella visita e ci racconta subito dell’ironia del nome: la “casa dell’acqua”, a causa delle numerose sorgenti in zona, per una azienda che produce vino.

Le degustazioni in cantina sono riservate agli esperimenti, ai vini in preparazione, alle prove di macerazione. Si parte con un Pas Dosè del 2015 ancora in evoluzione, che non ha subito travasi e con un basso contenuto di solforosa inferiore ai 15 mg/l. Sarà la prima annata ufficiale di bollicine per Wassererhof, che intende però crescere in questa direzione, visto che le premesse sono buone e il livello qualitativo soddisfacente.

Poi si passa ai diversi esperimenti con chardonnay la cui fermentazione è stata bloccata, pinot grigio assemblato da legno nuovo, legno usato e acciaio, macerazioni carboniche, fermentazioni spontanee, macerazioni più o meno lunghe.

Uno studio in continua evoluzione, con una lavorazione del pinot grigio piuttosto insolita per la zona.

I vini vengono invece serviti a tavola, regno del fratello gemello Andreas che si occupa della cucina, che offre prodotti tipici locali da coltivazione e allevamenti dell’azienda.  

Sauvignon 2016: affinamento per l’80% in acciaio e per il resto in legno. Naso gradevole, delicato, molto fresco e persistente in bocca. Gradazione alcolica sostenuta, che però non disturba.

Pinot bianco 2016: affinamento al 50% in acciaio e lo stesso in legno. Pinot blanc con 2-3% di Incrocio Manzoni. Naso evoluto, elegante in bocca, con un legno un po’ troppo marcato.

St. Magdalener Classico 2016: 97% schiava, 3% lagrein. Pigiatura soffice, due settimane sulle bucce, criomacerazione per 4 giorni in celle frigo a 5-6 gradi, lagrein in legno, schiava in acciaio e in botte di castagno. Da un anno in bottiglia. Profumo intenso e sapore deciso, con un buon tannino.

Cabernet Riserva 2015: 85% cabernet sauvignon, 15% cabernet franc. Da un vigneto del 1980, passa 18 mesi in barrique, di cui due terzi in legno nuovo. Naso importante e sapore intenso e persistente.

Appena concluso il pranzo ci si sposta rapidamente per fare visita a Thomas Niedermayr, che è stato anche ospite a Lecco: un fuori programma che è però ormai una tappa fissa delle escursioni in Alto Adige.

Thomas ci conduce nella sua nuova cantina ancora in costruzione, ricavata sotto una parte di un vecchio vigneto, con la facciata isolata dal porfido e ricoperta da uno strato di oltre un metro di terra. Anche qui abbiamo l’occasione di assaggiare in anteprima alcuni Sonnrain, Solaris, Bronner, e il vino di punta ”Abendrot”, orange wine dal vitigno Souvignier Gris con 3 mesi di macerazione, tutti vitigni PIWI (pilzwiderstandfähig, vitigni resistenti ai funghi) per eccellenza, che Thomas spilla direttamente dalle botti e dai tini in cui si stanno affinando. Anche per queste prove il giudizio è favorevole e testimonia l’eleganza e la qualità dei suoi vini biodinamici. 

Tardo pomeriggio e serata che sono infatti dedicate alla “Tag des Weines”, la “Giornata del Vino”, presso la storica residenza Lanserhaus di San Michele Appiano, dove sono presenti 19 produttori di Appiano e 8 cantine di Caldaro, con oltre 170 etichette diverse. E’ l‘occasione perfetta per confrontare i diversi stili di lavorazione degli stessi vitigni e le interpretazioni che ciascun vignaiolo sa dare al proprio lavoro. Oltre al già citato Thomas Niedermayr, da segnalare anche i banchi di Abraham, Stoblhof, Englar, Lieselehof e la distilleria Ortler con le sue incredibili acqueviti. Degustazione inoltre di specialità alimentari dell’Alto Adige e, per concludere, una apprezzata selezione di formaggi caprini di Capriz abbinata a tutti i vini passiti prodotti nella regione. 

 AIS Lecco in visita in Alto Adige

La mattina seguente è dedicata alla visita della cantina Lieselehof di Caldaro e al suo museo della vite. Guida affidata al titolare Werner Morandell, che ci accompagna in una esperienza ricca e affascinante. Anfitrione perfetto, Werner ci racconta i suoi quarant’anni di vita in vigna, delle sue passioni, della sua conversione al biologico, degli esperimenti locali, dei vigneti al passo della Mendola e a 1300 metri in Dolomiti, delle ricerche all’estero, del suo museo. Ascoltando questo pioniere del biologico non si può che restare colpiti dalla sua passione e competenza.

La visita inizia nel museo delle viti, vigneto in cui Werner coltiva più di 350 diverse varietà di vitigni provenienti da tutto il mondo e in cui ciascuna pianta è identificata da una targa col nome del vitigno, il paese di provenienza e il tipo di portainnesto. Non vengono impiegati prodotti chimici e i metodi di coltivazione sono esclusivamente naturali.

Lo stesso concetto che utilizza per la coltivazione dei prodotti dell’orto, da conservare sotto la neve, o per il suo brut, vinificato col metodo ancestrale, senza l’aggiunta di zuccheri, ma partendo dallo zucchero naturalmente presente nell’uva colta a maturazione e che richiede però una conservazione in vasche raffreddate a 0° da settembre a maggio.

La degustazione che segue si svolge direttamente sul prato della tenuta.

Lieselhof Brut (Clarice): Souvignier Gris. Elegante e profumato.

Julian: Bronner e Johanniter. Naso delicato, sapore intenso e corposo. 

Weissburgunder: pinot bianco. Intenso e fruttato.

Amadeus: schiava. Fresco e morbido. Molto gradevole.

Feldherr: cabernet sauvignon, cabernet franc, carmenère. Profumo intenso, strutturato, persistente.

La stessa qualità riscontrata in Werner la si ritrova appieno nei suoi vini, che sono molto apprezzati da tutti i presenti.

Per il pranzo ci si sposta presso il maso KinigHof a Signato – Renon, a quasi 1000 metri di altezza, con una vista spettacolare sulle cime innevate delle Dolomiti, grazie alla splendida giornata di sole che ci accompagna.

L’aperitivo è l’occasione per stappare due magnum di spumante metodo classico da produzione biodinamica, Haderburg pas dosè 2013.

Per finire si arriva, dopo una breve passeggiata tra i boschi, al maso storico dell’azienda Plattner di Costalovara, sede del museo del miele per una degustazione di prodotti locali e provenienti da tutta Italia e anche da altre parti del mondo, come il miele della Transilvania.

Davvero due giorni piacevoli e accattivanti, organizzati al meglio: un’esperienza da ripetere e…appuntamento al prossimo anno per AIS Lecco con qualche altra novità in programma!