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Racconti dalle delegazioni

Viaggio Studio di Delegazione in Borgogna

di Laura Giovanazzi e Antonio De Rosa - 10 maggio 2018 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal 20 al 22 aprile 2018 si è svolto il viaggio studio della Delegazione di Sondrio alla scoperta della Borgogna. Tre giornate intense e interessanti, accompagnate da un clima decisamente estivo che ci ha anche consentito di visitare le vigne e il territorio.

Abbiamo alloggiato nella cittadina di Beaune, piccola capitale della Cote d’Or e all’estremo nord della Cote che ha preso il suo nome. Presso quelli che sono i resti dell’antico castello, voluto da re Luigi XI al momento dell’annessione del Ducato di Borgogna al Regno di Francia nel XV secolo, abbiamo visitato la ditta Bouchard Pere&Fils, arricchita da cantine suggestive e da un meraviglioso giardino.

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Come da tradizione borgognona, la degustazione è cominciata dai vini rossi a base di pinot noir, per proseguire coi bianchi di chardonnay, molto strutturati. La cantina possiede vigne in tutti i comuni della Cote d’Or e abbiamo degustato i “Village” (Gevrey-Chambertin e Pommard, millesimi 2014), due 1er Cru (Beaune Les Marconnez e Nuits-Saint-Georges Les Cailles, millesimi 2013). Infine un Grand Cru “Le Corton” 2013. Per quanto riguarda i bianchi, meritevole di menzione è stato il 1er Cru “Chassagne-Montrachet Morgeot”, millesimo 2013.

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Il giorno dopo, presso il Domaine “Rion” a Vosne Romaneé, la simpatica titolare m.me Armelle Rion ci ha accompagnati per le celeberrime vigne, tra le quali la Romanée-Conti e La Tache e ci ha fatto fare una bella degustazione dei suoi vini in cantina. Visita e vini sicuramente da raccomandare. Meritevole di menzione, in particolare, il loro 1er Cru “Les Chaumes” 2015, che promette una buona evoluzione e il Grand Cru “Clos de Vougeot” 2013.

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Nel pomeriggio abbiamo visitato Domaine Bertagna a Vougeot, dove sorge il Castello del Clos de Vougeot, ultimato nel Rinascimento, che ci ha affascinato per la sua storia, raccontata attraverso un filmato, legata alla Confraternita dei Chevaliers de Tastevin. Si capisce molto della Borgogna, della sua capacità – per opera di sommeliers e appassionati - di fare sistema dopo la crisi dei primi anni trenta e delle grandi potenzialità dovute a intelligenti operazioni di marketing del territorio. Prima di ripartire, abbiamo visitato il capolavoro di Beaune, l’Hotel-Dieu, meraviglia dell’arte fiammingo-borgognona della metà del XV secolo, voluto dal mecenate e filantropo Nicolas Rolin come ospedale dei poveri e rimasto in esercizio continuativamente fino al 1971. Oggi trasformato in museo, mostra un’interessante esposizione dei ferri “del mestiere” chirurgico e medico, nonché l’antica farmacia.

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