Cerasuolo di Vittoria, anima rossa siciliana

Due amici, due vitigni, un grande rosso, il sole e l’arte della Trinacria. Il racconto della serata dedicata al Cerasuolo di Vittoria che Adriana Licciardello e Davide Gilioli hanno condotto nella Delegazione AIS di Milano

Gabriele Merlo

Adriana Licciardello e Davide Gilioli sono due giovani relatori e degustatori AIS, la loro amicizia nasce cinque anni fa sui banchi di AIS Milano; hanno condiviso tutto il percorso di studi ed ora hanno deciso far scoprire al pubblico meneghino il Cerasuolo di Vittoria, sorprendente vino rosso siciliano ottenuto da uve frappato e nero d’avola nella parte meridionale dell’Isola. 

Adriana, è una sicula autentica, diffidente, ascolta in silenzio e con attenzione, se ci entri in sintonia ti apre letteralmente il cuore. Ricorda il vitigno frappato: elegante, difficile, dal tannino esuberante e una tagliente acidità. Davide è ferrarese, un sorriso coinvolgente e un’innata simpatia, con il suo savoir-fare riuscirebbe a vendere la sabbia nel deserto. Il nero d’avola è il suo vitigno: generoso, caldo, dal colore cerasuolo e dalla spiccata morbidezza. Spesso è nell’unione degli opposti che si ottiene l’armonia. Dall’assemblaggio tra frappato e nero d’avola nasce questo tesoro enologico che profuma di macchia mediterranea.

 

I relatoriPrima e unica DOCG siciliana ottenuta nel 2005, 256 ettari vitati suddivisi in tre province: Ragusa, Caltanissetta e Catania, due aree geologiche diverse tra loro, una pianeggiante sabbiosa e l’altra collinare argillosa, l’80% dei vigneti coltivati in regime biologico; questi sono solo alcuni dei numeri che rendono il Cerasuolo di Vittoria un’eccellenza nel panorama enologico siciliano. In un territorio in cui i greci furono i primi a coltivare la vite, fu agli inizi del 1600, che vennero impiantati i primi vigneti “moderni” grazie a Vittoria Colonna Henriquez. Oggi gli ettari e i produttori stanno aumentando rapidamente e i vini prodotti nella zona più antica, quella maggiormente vocata secondo la tradizione, possono anche fregiarsi della menzione “classico”, affinando per un ulteriore anno. 

I nostri due relatori non erano soli in questa avventura, in qualità di portavoce del vino e del territorio c'erano tre produttori: Guglielmo ManentiGiovanni Gurrieri e Paolo Calì. Ognuno con la volontà di portare una testimonianza non solo del proprio lavoro ma dell’intera denominazione. 

Guglielmo Manenti inaugura la degustazione raccontandoci del suo Cerasuolo di Vittoria DOCG 2014 dell’omonima azienda agricola, situata in Contrada Bastonaca e aderente al Consorzio dei Vigneri di Salvo Foti. Un nettare che risplende nel calice di un rosso rubino, fini nuance di ciliegia, lampone, fragola, malva e una leggera speziatura dolce. Pulito all’assaggio è fresco, invitante, dotato di una piacevole sapidità. Persistenza giocata su note di ciliegia e mentolate. Affina unicamente in acciaio.  

I viniTocca ora al Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2014di COS, celebre azienda biodinamica fondata dai tre amici Cilia-Occhipinti-Strano. L’affinamento di 18 mesi in botti di rovere di Slavonia dona al vino un ventaglio olfattivo complesso, frutta rossa matura, spezie scure, macchia mediterranea, chinotto e arancia amara. La bocca è avvolgente, scura anch’essa, richiama la china e note ematico-ferrose.  

Il terzo vino degustato è il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2013 di Poggio di Bortolone. Pierluigi Cosenza coltiva i quindici ettari di vigna collinare producendo questo Cerasuolo maturato in acciaio. Sprigiona sentori di marasca, violetta ed erbe aromatiche. L’assaggio è fine, pulito, persistente, dal tannino cesellato e dall’equilibrata freschezza.

Si prosegue con il vino di Giovanni Gurrieri, il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Don Vicè 2013. Giovanni ci racconta della sua azienda di Chiaramonte Gulfi, zona vocata per la viticoltura, e della sua ampia gamma di vini prodotti, tra cui il Don Vicè, un Cerasuolo “di razza” che affina per 18 mesi in acciaio e tonneaux. Il colore rosso granato tradisce profumi di cannella, liquirizia gommosa, amarena, cenere e garrigue. Al palato è rotondo ma anche agile e fresco, ben proporzionato.  

La salaTorniamo indietro di qualche anno per degustare il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Forfice 2011 dell’Azienda Vitivinicola Paolo Calì. Stringendo il calice tra le dita, Paolo ci mostra le dune marine preistoriche in cui affondano le radici le sue vigne e spiega della lunghissima macerazione di ben cento giorni delle uve destinate a questo vino di grande struttura. Ammalia con note di tabacco biondo, pellame, cannella e noce moscata. Assaggiandolo colpisce per la pulizia, il tannino evidente ma elegante e una lunga persistenza mentolata e piccante che ricorda lo zenzero. 

Chiudono la serata il video con i saluti di Marco Calcaterradell’Azienda Avide, bloccato a Ragusa dalla neve (ebbene sì, anche nel profondo sud possono cadere tanti candidi fiocchi di neve!), e il suo Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Barocco 2011. Nettare di un profondo rosso granato, regala sensazioni di frutta rossa matura, mousse al lampone, cioccolato al latte, rosmarino e lentisco. La struttura in bocca è impattante, sapida e perfettamente corrispondente al naso, un Cerasuolo da invecchiamento. 

Un ultimo sorso dai calici rubini e ci salutiamo così, ammirando le fotografie scattate quest’estate da Adriana nella barocca Noto, nella misteriosa Modica, immagini che immortalano la campagna e il mare della costa ragusana. Rimangono le calorose strette di mano, i sorrisi degli amici produttori e il sole della Trinacria a scaldare i nostri cuori.