Spagna: i territori lontano dai riflettori – Seconda parte

Spagna: i territori lontano dai riflettori – Seconda parte

Mondo Vino
di Paola Lapertosa
29 dicembre 2020

Continua il racconto del quarto appuntamento di Annessi e Connessi con Luisito Perazzo alla scoperta del Centro e del Sud della Spagna.

Estremadura

La produzione vinicola dell'Estremadura, una regione sud-occidentale della Spagna al confine con il Portogallo, è prevalentemente concentrata lungo le rive del fiume Guadiana che tradizionalmente produce soprattutto vini bianchi, ma che si sta convertendo alla produzione di vini rossi di qualità che beneficiano di ideali condizioni geografiche e climatiche.


La DO Ribera del Guadiana è la più importante della regione e si esprime su un territorio di 31000 ettari caratterizzato da un clima mite e da terreni fertili con sabbia rossa e blocchi di calcare. Il vasto territorio è suddiviso in sei sottozone: Tierra de Barros, Ribera Alta, Ribera Baja, Matanegra, Canamero e Montànchez.

Quadrante Meridionale

L’Andalusia è la terra baciata dal sole con una particolare posizione geografica tra alte montagne e mare che la rende perfettamente adatta alla coltivazione della vite. Famosa per i suoi vini fortificati, viene oggi riconosciuta anche per altre tipologie di vini tipicamente andalusi.

La DO più famosa è Sherry - Sanlucar de Barrameda, istituita nel 1935 e oggi denominazione del vino liquoroso che ha reso la produzione vinicola andalusa famosa in tutto il mondo. Si trova nella provincia di Cadice, ed è collocata in un territorio delimitato a nord dal Guadalquivir, a sud dal Guadalete e a ovest dall’Atlantico. Il clima è mediterraneo, i terreni sono bianchi (albarizas e albarizones) e la vendemmia è manuale. 

Il triangolo dello sherry comprende le città di Jerez de la Frontera, El Puerto de Santa Maria e Sanlucar de Barrameda e in ognuna di queste località le bodegas danno vita a un vero capolavoro, possibile grazie alle particolari condizioni naturali della zona che permettono lo sviluppo della flor, alla maestria di esperti enologi attraverso un complesso processo di lavorazione e la maturazione solera y criaderas. Le uve principali sono il palomino dalla bassa acidità e facile ossidabilità, il pedro ximénez dall’elevata concentrazione zuccherina e il moscatel che ha maggiore carattere aromatico di frutti freschi ed erbe aromatiche. Secondo la tradizione, dopo la vendemmia le uve sono lasciate appassire al sole su un esparto, ossia stuoie di erba, per perdere il contenuto di acqua e accrescere la percentuale di zucchero. Viene poi aggiunta una piccola quantità di yeso, ossia gesso, per favorire la precipitazione dei cristalli di tartrati e dare al mosto un po' più di acidità. Dopo la pigiatura il vino viene posto in piccole botti riempite non oltre il 90% della capacità, mentre la fermentazione dei giorni successivi dà vita alla vera protagonista dello sherry, la flor, una particolare muffa che si sviluppa nelle botti scolme e che isola il vino dall’aria regolandone l’ossidazione. Esistono diversi tipi di sherry, alcuni dal colore chiaro e altri più scuri, alcuni secchi e altri dolci, alcuni con titolo alcolometrico del 15% altri fino a 18-20%, alcuni con flor e altri senza, alcuni commerciali e altri più rari. 


Il quadrante meridionaleLa formazione naturale della florpermetterà di dare vita a uno sherry della tipologia Fino, il più delicato, il più fine fra gli sherry, di colore chiaro, secco e con apprezzabile acidità rispetto alla tipologia Oloroso, più robusta, più scura e disponibile sia nella versione secca sia in quella dolce. Gli stili appartenenti alla categoria Fino sono il Manzanilla, noto per la sua eleganza e delicatezza, un piacevole accenno sapido e un gusto che si fa quasi “marino”, il Fino, dagli aromi raffinati e complessi, e l’Amontillado che, dopo essere stato prelevato dalla solera viene fortificato e posto in un barile dove maturerà senza la protezione della flor, ossia in modo ossidativo, diventando così più scuro e con aromi tostati e di nocciola. Degli Oloroso fanno invece parte l’Oloroso, in cui non si è sviluppata la flor e pertanto fortemente esposto agli effetti dell’ossidazione che lo rendono scuro, alcolico e ricco di aromi; il Cream, creato appositamente per il mercato Inglese e caratterizzato da una dolcezza maggiore degli Oloroso ottenuta aggiungendo quantità elevate di pedro ximénez; il Pedro Ximénez, prodotto esclusivamente con uve pedro ximénez diventando denso, sciropposo e dolce, con struttura robusta e aromi complessi di frutta secca. A questi si aggiunge il Palo Cortado, che ricorda al naso l’Amontillado e al gusto l’Oloroso.

La DO Condado de Huelva è la più occidentale della regione e racchiude 2500 ettari e 29 bodegas: i vigneti sono a circa 30 metri, il clima è mite, la piovosità abbondante e i terreni calcarei-alluvionali e sabbiosi. In questa denominazione il vitigno dominante è lo zalema che si presta molto bene per la produzione di vini ossidati. Le tipologie della denominazione sono Jovenes, per vini bianchi secchi, leggeri e fragranti, floreali ed erbacei e Afrutados, simili ai Jovenes ma con rese più basse; Corrientes, per vini fortificati; Condado Palido, per vini paglierini, con invecchiamento con la flor e 15-17% di alcol; Condado Viejo, per vini ambrati con invecchiamento ossidativo e 15-23% di alcol.

A sud della provincia di Cordoba si producono vini della denominazione Montilla-Morilessu terreni alberos, ossia albarizas, nell’alto Moriles e ruedos, terreni con prevalente sabbia, nella Sierra de Monti. Il clima mediterraneo e caldo permette al pedro ximénez, all’airén e al baladì di esprimersi con ottimi risultati.

La DO Malaga interessa solo il comune omonimo e le sue 5 sottozone: Norte, Montes, La Serranìa, Axarquia, Costa Occidental. L’area è caratterizzata da un clima variegato, un suolo calcareo, di albarizas, sabbia e argilla che permette al pedro ximénez, all’airén, al doradilla e al lagrima di raggiungere ottimi livelli di qualità. Nella medesima area viene prodotta anche la DO Sierras de Malaga in cui vengono coltivati maximen, doradilla, romè e vitigni internazionali.

Un viaggio intrigante alla ricerca di luoghi magici, unici e forse meno conosciuti che ha donato quel calore di cui abbiamo tanto bisogno, in questo preludio d’inverno.