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Degustatori Ais

Approfondimento Garda Doc

di Sara Missaglia - 26 ottobre 2017 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 14 ottobre, a Ponti sul Mincio (MN), la squadra dei Degustatori di AIS Lombardia si è data appuntamento presso la Cantina Colli Morenici per un incontro/confronto di grande interesse che aveva come protagonista il Garda Doc.

Denominazione riconosciuta nel 1996, il Garda Doc ricomprende le provincie di Mantova, Verona e Brescia e ha ricevuto il testimone da dieci storiche denominazioni dell’area del Lago di Garda tra Lombardia e Veneto per un totale di circa 31.000 ettari vitati e 7 milioni di bottiglie prodotte. 

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Il Consorzio di Tutela, riconosciuto nel 2016, ha modificato il disciplinare di produzione e inserito la tipologia spumante bianco, unico in etichetta a poter riportare la denominazione di Garda Doc: l’obiettivo produttivo è quello di raggiungere nel 2020 circa 20 milioni di bottiglie. 

Carlo Alberto PanontIl lavoro dei Degustatori di AIS Lombardia si è concentrato sull’interpretazione e valorizzazione del prodotto e del territorio con l’analisi di alcuni vini già sul mercato, altri in cerca di definizione. Un vero banco di prova per esprimere e condividere opinioni e valutazioni: il confronto diventa anche crescita, sia per i degustatori, guidati nel percorso dal Direttore del Consorzio Carlo Alberto Panont, sia per il Consorzio stesso, che si attende un importante feedback dalla giornata. 

Il contest dedicato agli spumanti Garda Doc di fatto si è tradotto in una “experience”: un’attenzione particolare al mercato ed al consumatore, all’insegna di un vino caratterizzato dalla beva piacevole, immediata, apprezzata da un pubblico eterogeneo, costituito non solo da intenditori o estimatori di eccellenze.

Calici freschi, con un rapporto costo/qualità vincente: gusti molto floreali e fruttati, palati accattivanti, piacevoli e immediati. Molto interessanti anche le versioni rosé, con un impatto gustativo e olfattivo assimilabile ai parametri di approccio immediato, ma al tempo stesso vini completamente differenti da quelli prodotti in Oltrepó Pavese o in Franciacorta per via della mancanza di pinot nero. 

25 vini divisi in 5 batterie, con protagonisti spumanti Metodo Martinotti (o Martinotti lungo) e Metodo Classico, con periodi permanenza sui lieviti o in legno assimilabili alle più note bollicine franciacortine e trentine. L’identità di un brand si costruisce anche con un’etichetta accattivante, che riproduce attraverso 10 piccole onde (le denominazioni storiche), il movimento del Lago di Garda: non solo acqua ma anche aria, perché l’Ora è il vento che spira e mitiga le correnti più fredde da Nord, con benefici per la viticoltura di queste zone. 

Ne abbiamo approfittato anche per scambiare qualche impressione con due protagonisti del Consorzio e della denominazione presenti durante la nostra giornata di approfondimento. A partire dal Presidente del Consorzio Garda Doc, Luciano Piona.

Come ha vissuto la giornata di oggi?

È stata per noi una giornata interessante e importante, perché è la prima volta che realizziamo una degustazione così allargata e qualificata di quelli che sono i nuovi prodotti all'interno della denominazione. Sono quindi anche un po' emozionato: si tratta chiaramente di un primo assaggio, è una denominazione neonata che muove i primi passi e quindi anche per noi è un'esperienza nuova con i degustatori ufficiali di Lombardia.

Ci dobbiamo aspettare ulteriori appuntamenti con Ais Lombardia prima che sia definito il lancio sul mercato degli spumanti Garda Doc?

Assolutamente sì. Sarà nostra cura cercare di capire l'evoluzione dei prodotti per meglio andare a proporli e raccontarli ai consumatori.

Positivo quindi il contributo di Ais Lombardia e del team di degustatori?

Positivissimo, utile e costruttivo anche nei feedback che a breve ci aspettiamo dopo questa intensa giornata.

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Presente anche Cesare Gozzi della Cantina Gozzi di Monzambano, qui con altri produttori del Consorzio.

La giornata di oggi è una tappa importante nel percorso di definizione del progetto: cosa vede nel futuro a breve e medio termine per lo spumante Garda, tipologia centrale della denominazione?"

Per natura sono sempre stato ottimista e vedo molto bene questo prodotto: non si tratta di un vini "nuovo", lo facciamo già: si tratta solo di interpretare le esigenze del consumatore valorizzando il patrimonio enologico locale

Parliamo allora di qualcosa di più difficile, come ad esempio della produzione dei rosé, per certi versi più ardita: quale accoglienza sul mercato per questo tipo di prodotto?

Il rosé è difficile perché subisce l'andamento delle mode, con annate in cui registra maggiore gradimento ed altre dove risulta più in calo. A me piace molto perché questa tipologia presenta uno spettro molto ampio di impiego, con un molteplicità di abbinamenti.

Durante la giornata sono stati presenti il Consorzio, enologi, sommelier e degustatori, produttori ed autorità locali delle tre province del Consorzio, ingaggiate anche per la promozione turistica: la sensazione è che ci sia un consenso forte sul progetto da parte di tutti i protagonisti, ce lo conferma?

C'è molta unità, oltre alla consapevolezza che per fare marketing nella valorizzazione di un territorio, per dare forza all'economia bisogna essere in tanti e uniti. Da soli non si va da nessuna parte.

Credit foto: Paolo Valente