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Il mondo del vino e la sostenibilità possibile

di Paolo Valente - 08 novembre 2017 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Un pubblico numeroso ed attento ha partecipato, nell’ambito del 51 °Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, ad un interessante seminario dal titolo “La Vitivinicultura – Cultura e sostenibilità ambientale”

ConvegnoSostenibilita_Taormina_CongressoAisInteressanti e propositivi gli interventi del nutrito numero dei relatori che hanno riflettuto, moderati da Davide Gangi, ognuno dal suo punto di vista, sulla necessità di un’agricoltura dall’accentuata sostenibilità ambientale a tutela del territorio anche in ragione dei mutamenti climatici a cui stiamo assistendo. 

I lavori sono stati introdotti da Camillo Previtera, presidente regionale AIS Sicilia, che ha sottolineato come la sostenibilità sia un tema sostanziale anche e soprattutto in considerazione delle continue devastazioni del territorio, dei frequenti e diffusi incendi, dello smaltimento dei rifiuti senza scrupoli. È un tema caro alle aziende vitivinicole che sottende e veicola il concetto di qualità della produzione.

Il produttore Michele Faro, ha evidenziato come sostenibilità in Sicilia significhi anche coltivare la vite secondo la forma di allevamento tradizionale dell’alberello. Quindi non estirpare le vigne vecchie solo in nome di più alte rese produttive, ma ristrutturare i vigneti e le piante centenarie che rappresentano dei veri e propri monumenti della storia del territorio. Queste viti, riportate allo splendore di una volta, sapranno donare uve di grande concentrazione e qualità superiore seppure in presenza di quantità limitate.

Gaetano Maccarone, responsabile del progetto Sostain di Tasca d’Almerita, ha presentato le caratteristiche principali di questa iniziativa volta a incrementare la sostenibilità in agricoltura. Numerosi sono gli indicatori che possono essere monitorati per poter intraprendere azioni migliorative. Si va dal consumo di energia per bottiglia prodotta al peso del relativo vetro e di conseguenza al carbon footprint, dall’uso di diserbanti alla numerosità dei trattamenti. Sostain è un progetto esportabile, con i dovuti adeguamenti, anche in altri territori.

Riccardo Cotarella ha rilevato come il tema scelto da AIS per il suo convegno corrisponda, casualmente, a quello del prossimo simposio di Assoenologi. Per il presidente di Assoenologi, la sostenibilità è una cosa seria e passa attraverso la conoscenza e la scienza. Banalizzare la sostenibilità è solo un modo per mascherare il proprio agire, è far finta di essere sostenibili senza averne la consapevolezza e le indispensabili conoscenze.

Antonio Rallo, Presidente di DOC Sicilia, ha ricordato quanto la Denominazione, nata nel 2012, abbia fatto per tutelare il nome Sicilia come brand e come la produzione sia crescita negli ultimi anni. Numerose sono state le attività a sostegno dei piccoli produttori. 

La giovane produttrice ragusana Arianna Occhipinti ha ribadito con forza come la terra non sia una proprietà esclusiva ma sia stata affidata ai coltivatori affinché possano tramandarla ai propri figli; è importante quindi rispettarla e custodirla per il futuro. E custodirne anche le sfaccettature autoctone e le biodiversità privilegiando le varietà indigene, rifiutando la monocoltura, affiancando colture diverse affinché si accresca anche l’esperienza personale dell’agricoltore e diventi egli esso stesso veicolo di contemporaneità e modernità comunque coerente con la tradizione. 

L’agronomo Aurora Ursino ha sottolineato come il global warming abbia creato, in Italia, nell’ultimo anno, danni all’agricoltura pari al 30%; una parte dei problemi può essere mitigata con tecniche agronomiche preventive. Occorre adottare approcci più sostenibili: risparmio energetico ed idrico, utilizzo di portainnesti adatti ad ambienti siccitosi, agricoltura di precisione che interviene solo dove e se necessario. E poi ancora monitoraggio in campo filare per filare, interventi antiparassitari non a calendario ma solo all’occorrenza. Il lavoro risulterà aggravato, piacevolmente aggravato, a tutto vantaggio di un impatto inferiore sia in termini di principi attivi diffusi sul terreno che di impatto generale sull’ecosistema. Il rispetto per l’ambiente, in sintesi, significa la gestione del vigneto puntuale per evitare ogni genere di spreco.

Riccardo Cotarella è intervenuto nuovamente evidenziando come i dati di Assoenologi mostrino una diminuzione del 28% della produzione del 2017 rispetto all’anno precedente. 
Il presidente inoltre cerca di fare chiarezza sul binomio poca quantità, alta qualità smentendo questo parallelismo. Le gelate primaverili hanno colpito i germogli migliori, quelli che danno maggior qualità; inoltre il clima caldo accompagnato da perdurante siccità ha stressato notevolmente le piante che hanno ridotto la qualità delle uve. Cotarella ricorda inoltre che i tecnici di Assoenologi e Assoagronomi hanno un approccio scientifico supportato da lunga esperienza che consente loro di supportare le aziende per mitigare i danni delle annate difficili.

Il giornalista Bruno Vespa, nel suo relativamente nuovo ruolo di produttore di vino, ha chiarito subito che ama il vino perché è una creatura e ricorda come dietro ogni bottiglia ci siano uomini e storie. Nel suo intervento si sofferma sulla cultura e sulla comunicazione del vino. Ed in particolare su come sia importante il ruolo del sommelier nei ristoranti. A tale proposito ha personalmente invitato il ministro Martina a farsi promotore per l’inserimento, nel piano di studi delle scuole alberghiere, del corso per sommelier. Il poter chiarire al cliente la qualità di un vino anche in funzione del suo prezzo, delle caratteristiche e della zona di produzione, è di vitale importanza per i produttori.

L’onorevole Giuseppe Castiglione, sottosegretario MIPAAF, evidenzia come il settore viticolo sia strategico per lo sviluppo del Paese. Alcune esperienze siciliane, come quelle nella zona dell’Etna e a Pantelleria, sono esempi di viticoltura sostenibile ottenuti grazie al lavoro dei produttori supportati da una proficua collaborazione con le Istituzioni. Il testo unico sul vino e il decreto sui contrassegni di stato che intende combattere le contraffazioni, sono esempi di quanto la Pubblica Amministrazione sia vicina ai viticoltori con il fine ultimo della ricerca della qualità.

Antonello Maietta, presidente nazionale AIS, ha concluso notando come la viticoltura in Sicilia, con le sue caratteristiche, possa compiutamente rispondere alle esigenze del consumatore moderno che richiede soprattutto originalità. Centinaia di vitigni autoctoni, varietà del territorio e biodiversità sono alcuni dei plus di questa regione. Occorre credere nel patrimonio regionale senza cedere a facili compromessi. 
AIS è e resterà sempre a fianco delle realtà locali per raccontare il patrimonio vitivinicolo della penisola.