di Antonio Tonola - 23 novembre 2011 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA ![]()
Rudolf Steiner, sloveno classe 1861, inventore dell’antroposofia, idea filosofica che vede l’uomo al centro di tutte le sue attività, rivolse le sue attenzioni scientifiche anche nel campo agricolo dando nel 1924 le basi alla biodinamica ed al suo ente di controllo (Demeter)Ecco i personaggi che con il loro studio e lavoro ci hanno fornito il materiale da cui abbiamo preso ispirazione e l’elenco dei produttori che hanno animato le sale dell’accogliente ed elegante Grand Hotel della Posta di Sondrio mercoledi 16 novembre 2011.
Un evento organizzato dalla Delegazione AIS di Sondrio, che ha coinvolto molti associati e, grazie alla sponsorizzazione di AIS Lombardia, ha offerto la possibilità di accedere al banco d’assaggio per degustare gratuitamente tutti i 17 vini presenti, genuine espressioni del terroir di molte zone vinicole italiane particolarmente vocate, dalla nostra Valtellina, al Friuli, al cuore del Prosecco, dal basso Piemonte alla Langa, sino a giungere in Sicilia, passando dal grossetano a Montalcino e dall’Abruzzo di Emidio Pepe.
Più vini sono risultati da subito piacevoli, alcuni molto buoni, altri di più difficile comprensione, ed hanno permesso a molti dei partecipanti di confrontarsi per la prima volta con le loro peculiarità organolettiche, magari difficili, ma sicuramente salubri , data la totale esclusione di additivi o coadiuvanti in vinificazione ed il basso contenuto di solforosa. Vini ambasciatori di territori che meritano di essere conosciuti, accuditi e salvaguardati. Territori collinari a volte scoscesi che con la vite riescono a trarre le energie necessarie per mantenersi gradevoli paesaggisticamente e anche stabili. Le tristi notizie di quest’ultime settimane ci riportano quanto possa essere tragica , la forza della natura quando viene violata e abbandonata dall’incuria.
Toccanti le testimonianze dei produttori, che a cuore aperto si sono confrontati con i convenuti che hanno riempito la sala del Grand Hotel della Posta, evidenziando quello che è ormai sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono guardare e capire.
La vitivinicoltura convenzionale, quella dei tanti trattamenti fitosanitari fatti in maniera indiscriminata nei vigneti, come di tutti gli interventi su mosti e vini in cantina, sta sempre più mostrando i suoi limiti, e moralmente per sempre più agricoltori risulta impossibile perseguire questa strada senza iniziare a pensare di percorrerne delle altre a minor impatto ambientale, e rispettose del terroir .
Tre ottimi piatti cucinati con cura dallo chef Aurelio della Torre, hanno piacevolmente accompagnato gli ultimi tre vini della serata, il Frappato di Arianna Occhipinti , il Brunello di Montalcino di Florio Guerrini ed il Moscato d’Asti della famiglia Bera.
Coccolati dal personale di sala del lussuoso Hotel, presi dall’effluvio di cibi e vini pregiati, abbiamo tutti passato una piacevolissima serata, anche spensierata, che però penso abbia lasciato in tutti noi la gratificante sensazione di aver goduto del lavoro di chi per noi, si applicato con amorevole dedizione.
Non è certamente poco!
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