Full immersion nel Lugana

Approfondimento dedicato al Lugana per il Gruppo Degustatori AIS Lombardia, che si sono dati appuntamento per una giornata dedicata a tutte le tipologie ammesse dal disciplinare di produzione, accompagnati da uno dei migliori sommelier d’Italia e conoscitore del territorio, Artur Vaso.

Alessia Di Domenico

Oltre 27 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, delle quali quasi 2/3 destinate all’export; 2.600 ettari vitati distribuiti lungo la sponda meridionale del Lago di Garda - in un areale tra le provincie di Brescia e Verona - oltre 215 aziende, tra viticoltori e imbottigliatori: sono questi i numeri e i “muscoli” del Lugana DOC, una denominazione interregionale tra Lombardia e Veneto, oggi in forte crescita che, con la sua intensa attività di esportazione, è diventata ambasciatrice della vitivinicoltura italiana nel mondo. 

A questa importante DOC è stato dedicato l’approfondimento didattico del Gruppo Degustatori AIS Lombardia, tenutosi lo scorso sabato 21 marzo 2026. Un appuntamento chiave, in vista delle prossime sessioni della Guida AIS 2027, che ha permesso ai degustatori lombardi di analizzare organoletticamente campioni di Lugana delle cinque diverse tipologie ammesse dal disciplinare: Spumante, Lugana Base, Superiore, Riserva, Vendemmia Tardiva e di riflettere sulle sfumature gustative dovute ad una serie di parametri oggettivi come le differenti annate, altimetrie, suoli, esposizioni e tecniche di vinificazione.  

I lavori sono stati aperti dai saluti di benvenuto del Presidente di AIS Lombardia Hosam Eldin Abou Eleyoun, della neo nominata vice-presidente di AIS Lombardia, Rossella Ronzoni, del vice-responsabile, del Gruppo Degustatori Simone Bevilacqua e, come già in altre occasioni, del curatore della Guida ViniPlus ® di Lombardia, nonché vice-campione Nazionale 2026 e 2024 e Miglior Sommelier di Lombardia 2017, Artur Vaso. 

Il terroir del Lugana: suoli, microclimi e vitigno 

Grande conoscitore del territorio del Lugana, Artur Vaso ha curato un approfondimento didattico sulla denominazione, illustrando le caratteristiche pedo-climatiche del territorio e delineando i tratti salienti del vitigno principe, il Trebbiano di Lugana o Turbiana.

Anticamente il territorio del Lugana era coperto dall’antica “Selva Lucana”, un foltissimo bosco acquitrinoso, che solo con un’importante bonifica voluta dalla Serenissima Repubblica di Venezia a partire dal Quattrocento, venne convertito alla coltivazione di cereali.

Nella parte lombarda della denominazione si concentrano sia la maggioranza dei comuni (quattro su cinque: Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato in provincia di Brescia) che gli ettari vitati (quasi 2.000 sono coltivati nel Bresciano), mentre a quella veneta, dove si trova solo comune di Peschiera del Garda, spetta il primato del volume commerciale: il 60% della produzione è infatti imbottigliato da aziende veronesi.

Dal punto di vista vitivinicolo, il territorio del Lugana è diviso in due grandi zone: quella pianeggiante delle argille bianche, più compatte e dure, che si estende lungo l’entroterra tra Desenzano, Sirmione, una parte del comune di Pozzolengo e Peschiera e quella di natura più collinare che, dalla celebre Torre Monumentale di San Martino della Battaglia corre verso Pozzolengo da un lato e verso Lonato dall’altro. Nella prima troviamo il cuore pulsante della denominazione, che tra Rovizza e Lugana, esprime lo stile più “lacustre” e minerale e che racchiude altresì una delle sottozone più interessanti, quella di San Benedetto di Lugana, in provincia di Verona, vero e proprio “cru” della denominazione. 

Nella seconda zona, le argille si fanno più sabbiose e si combinano ad elementi ghiaiosi; la pianura cede il passo a dolci ondulazioni del terreno, con altitudini che raggiungono i 130 metri; i vini sono meno sapidi, più tesi e freschi. 

Grazie alle brezze del lago di Garda, il microclima è piuttosto mite e dall’andamento costante, con poche escursioni termiche tra il giorno e la notte. Condizioni alle quali si è adattato perfettamente il Trebbiano di Lugana, un vitigno a lungo ed erroneamente ritenuto un parente stretto del Verdicchio – ricorda Artur Vaso - che presenta un grappolo medio, compatto, buccia spessa, mediamente pruinosa, polpa ricca di zuccheri, che possono facilmente sviluppare un titolo alcolometrico elevato. Tardivo e versatile, si presta tanto alla spumantizzazione, quanto alle versioni ferme, anche da vendemmia tardiva.

La Degustazione

Il programma della giornata ha previsto l’assaggio di 15 vini, proposti in 5 batterie:  Lugana DOC Spumante, Lugana DOC, Lugana DOC Superiore, Lugana DOC Riserva, Lugana DOC Vendemmia tardiva.  

Prima batteria

Lugana Doc Metodo Classico – Brut - 60 Mesi – 2015 - Bulgarini 
Lugana Doc Metodo Classico – Brut - Zenato 
Lugana Doc Metodo Classico - Extra Brut - 2021 Famiglia Olivini 

La prima batteria ha messo a confronto tre interpretazioni della tipologia spumante, prodotte in diverse annate e con diverso dosaggio. Presente nel disciplinare di produzione dal 1975, rappresenta, al di là dell’esiguità del numero di bottiglie prodotte, una tradizione consolidata, sia con metodo Charmat, che con Metodo Classico.

Il primo campione è firmato dall’azienda Bulgarini, che ha sede nel caratteristico borgo medievale di Pozzolengo, e con la sua acidità estremamente garbata, rispecchia fedelmente i tratti dell’annata 2015: calda e avara di precipitazioni. Al naso si esprime su riconoscimenti tipici del vitigno Turbiana, come frutta tropicale, fiori bianchi, con qualche accenno vegetale di erbe aromatiche fresche e di mandorla. L’assaggio è elegante, sapido e molto coerente col lungo affinamento sui lieviti e si segnala come il miglior vino della batteria. 

Il secondo calice ci porta nella sponda veronese del Lago di Garda, a Peschiera, dove Zenato, storico nome della Valpolicella, interpreta il Trebbiano di Lugana in versione spumante, esaltandone i profumi floreali e di frutta esotica e la freschezza, con un affinamento di 32 mesi sui lieviti. 

Chiude la batteria il Lugana DOC Metodo Classico Extra Brut 2021 di Famiglia Olivini, che svetta rispetto al precedente per incisività gustativa e tipicità. A seguito di un riposo sui lieviti di circa 36 mesi, all’olfatto si esprime con profumi fruttati e balsamici ed al palato ha piacevole cremosità e caratteristica sapidità. Il perlage è finissimo. 

Seconda batteria

Lugana DOC - Arciera - 2024
Lugana DOC - Pilandro  - 2025
Lugana DOC – Terralbe - Montezovo – 2025

La seconda batteria ha proposto tre declinazioni di Lugana “base” o d’annata, che da solo costituisce il 90% della produzione e rappresenta il motore commerciale della denominazione. 

Il Lugana DOC di Arciera è prodotto nella suggestiva frazione di Peschiera, San Benedetto di Lugana, sulla sponda veronese del Lago di Garda e presenta i tratti tipici di questa tipologia: dal colore paglierino con riflessi verdolini, ai richiami olfattivi di frutta a polpa gialla e fiori bianchi, alla pronunciata freschezza sostenuta da piacevole sapidità. 

Ananas, banana, pesca gialla, impreziosite da salvia e timo, delineano il profilo olfattivo generoso e d’impatto del secondo Lugana DOC, dell’azienda Pilandro, con sede a Desenzano del Garda, nella parte Sud della Denominazione, contraddistinta dalla presenza di terreni argillosi. L’assaggio è fresco e sapido, di coerente linearità ed armonia, che ha bisogno di qualche minuto per esprimersi al meglio. 

Il terzo campione in degustazione ci riporta a Peschiera, dove  Montezovo – azienda originaria della Valpolicella - possiede la tenuta Le Civaie, dove su suoli di argille chiare e compatte, il Trebbiano di Lugana presenta un corredo aromatico che rimanda alle erbe aromatiche (timo secco, rosmarino, guarrigue) agli agrumi e ai fiori bianchi e mostra un profilo gustativo molto gastronomico, di vibrante freschezza e dal finale sapido e persistente. 

Terza Batteria

Lugana DOC Superiore - Campo Serà – Fraccaroli - 2024
Lugana DOC Superiore -  Ca’ Lojera - 2022
Lugana DOC Superiore - Molin - Ca’ Maiol – 2023

La terza sequenza di assaggi è dedicata alla tipologia “Superiore” in un gioco di annate e di provenienze. Introdotto nel disciplinare di produzione nel 1998, ha un affinamento minimo di almeno un anno e per questo il suo profilo sensoriale è più complesso della versione base. Nel calice tende ad avere riflessi dorati; i profumi sono più articolati - dalle erbe di campo, alla mela matura, agli agrumi maturi (mandarino in primis), e se elevato in legno, presenta note di nocciola e spezie; ha maggior struttura e intriganti sfumature “salate”.

Apre la batteria Il Lugana Superiore “Campo Serà” di Fraccaroli, annata 2024. L’azienda, con sede a Peschiera del Garda, conduce oggi 50 ettari di vigneto e continua una tradizione di famiglia, nata nel 1912. Il loro “Campo Serà” nasce dal vigneto “Cru”, su suoli di tipo calcareo – argilloso e viene affinato per sei mesi in botte grande sulle fecce fini e per sei mesi in acciaio, per poi riposare quattro mesi in bottiglia, prima di essere immesso in commercio. Al naso spiccano sfumature di citronella e mela verde, affiancate da albicocca e vaniglia; in retro-olfazione emergono radice di china e liquirizia e il sorso è morbido, con acidità attenuata e un ricordo di mandorla amara nel finale. 

Decisamente più evoluto, il profilo del secondo campione proposto, il Lugana DOC Superiore 2022 di Ca’ Lojera: un vino che nasce a soli 330 m dal Lago di Garda, in località Rovizza di Sirmione, su terreni argillosi di origine morenica. L’azienda, una delle più autentiche e rappresentative della zona, nacque alla fine degli anni Ottanta e propose la sua prima annata nel 1992. Il loro Lugana DOC Superiore fermenta per il 90% in acciaio e per il 10% in barrique e affina per dodici mesi in botti di legno da venticinque ettolitri sulle fecce fini, con bâtonnage regolare e conclude il suo percorso con una sosta di sei mesi in bottiglia. Il risultato è un vino dal profumo complesso, che ricorda l’acquavite di frutta, l’albicocca matura, le note balsamiche e al palato si imprime con una struttura piena, titolo alcolometrico importante e spiccata sapidità.  

Chiude la batteria il Lugana DOC Superiore “Molin” annata 2023 di Ca’ Majol. Il nome “Molin” è un toponimo, a Desenzano del Garda, dove l’azienda possiede una vigna che forma quasi un corpo unico di 13 ettari, di cui alcune parcelle di vecchie viti, di quasi 40 anni. Se ne ricava un Lugana DOC Superiore dalla grinta sapida e dalle sfumature odorose fruttato-balsamiche, frutto di un élévage in acciaio e cemento per nove mesi sulle fecce nobili in sospensione. 

Quarta Batteria

Lugana DOC Riserva - Antico Vigneto - Corte Anna - 2021
Lugana DOC Riserva - Sercè - Feliciana - 2022
Lugana DOC Riserva - Il Bepi - La Rifra - 2023

Il Lugana DOC Riserva rappresenta la naturale evoluzione della tipologia Superiore: deve affinare per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, ha tonalità cromatiche più intense, profumi più evoluti e complessi, con richiami di pietra focaia e sentori balsamici; al palato ha sapidità più incisiva e persistente.

Il Lugana DOC Riserva “Antico Vigneto” di Corte Anna è il frutto di vecchie viti di almeno ottant’anni, collocate a Sirmione. L’affinamento di diciotto mesi in acciaio sulle fecce fini rende il vino voluminoso e morbido al palato, con sentori di agrumi, fiori gialli e un inatteso residuo zuccherino un po’ sopra le righe.  

Il secondo campione ci porta a Pozzolengo, dove l’Azienda Agricola Feliciana produce con uve leggermente appassite, il Lugana DOC Riserva Sercè. L’affinamento avviene in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere, per terminare con una sosta di sei mesi in bottiglia. Il vino che ne deriva è tutto giocato sulla sapidità, a tratti leggermente amaricante, è scontroso e un po’ rustico, verticale e davvero persistente.

Il terzo campione è il Lugana DOC Riserva “Il Bepi” di La Rifra e ci porta a Desenzano, in località del Pilandro, su terreni argilloso-calcarei. Ha un corredo aromatico composto da profumi di frutti tropicali come la papaia, di agrumi, note floreali e di erbe officinali. Nel finale, emerge un sentore di pietra bagnata e di sensazioni salmastre e iodate. All’assaggio, è dotato di buona acidità e struttura, morbido e salino al tempo stesso, con una nota alcolica leggermente fuori-posto. 

Quinta Batteria

Lugana DOC Vendemmia Tardiva - Corte Sermana - 2022
Lugana DOC Vendemmia Tardiva - 31 Ottobre - Cobue - 2021
Lugana DOC Vendemmia Tardiva - Perla del Garda - 2018
Lugana DOC Vendemmia Tardiva - Filo di Arianna - Tenuta Roveglia - 2021

Quattro interpretazioni di Lugana DOC Vendemmia Tardiva hanno permesso ai Degustatori Lombardi di valutare differenze in intensità cromatica, caratteristiche aromatiche e gestione della sur-maturazione. Si è trattato della batteria più difficile e sfidante della giornata, poiché i campioni proposti hanno mostrato forti contrasti. Lontano dalla dolce viscosità di un passito, questo Lugana viene infatti ottenuto con una raccolta tardiva delle uve, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio. Le uve, più ricche e concentrate, conferiscono maggiore morbidezza e consistenza; il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità e il corredo aromatico si arricchisce di complessità. 

Col primo campione siamo a San Benedetto di Lugana, vicino Peschiera, dove Corte Sermana, a soli quindici metri dal Lago di Garda, si dedica alla vitivinicoltura dal 2009. Il loro Lugana Vendemmia Tardiva non ha convinto la platea, a causa di una spiccata nota amaricante, in netta contraddizione con la tipologia, e a causa di un profilo olfattivo contratto e poco espressivo. 

Di maggior residuo zuccherino, con ben sessantotto grammi / litro, anche se sapientemente bilanciati dalla sapidità, il Lugana DOC Vendemmia Tardiva “31 Ottobre” annata 2021 di Cobue. Vinificato e affinato in acciaio, racconta perfettamente il terroir di Pozzolengo, con lievi accenti ossidativi nel bouquet, in cui emergono prima note di frutti tropicali come il mango, poi rimandi ai fiori di gelsomino e quindi di mandorla. Al sorso, svela una pronunciata impronta dolce. 

A seguire viene proposto il Lugana DOC Vendemmia Tardiva 2018 di Perla del Garda, che mostra una maturità differente, frutto sia dell’annata calda, che del terroir. Questo vino origina dalla zona collinare di Lonato del Garda, con vigneti posti a 150-250 metri sul livello del mare. Fermenta e affina in acciaio. All'esame organolettico, si presenta con un colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Frutta candita, agrumi e zafferano sono i protagonisti del profilo olfattivo; al palato è dotato di un buon equilibrio tra la dolcezza e il retrogusto sapido-amaro degli agrumi. 

Pulito, fine, meno ovvio e più bevibile dei precedenti, il quarto campione di Lugana DOC Vendemmia Tardiva, il “Filo di Arianna” 2021 di Tenuta Roveglia, un’azienda iconica del territorio, che ha vinto importanti riconoscimenti sia nella Guida Vitae, che in ViniPlus. Si caratterizza per una forte personalità, grazie all’affinamento in botti grandi di rovere, che ne esalta il corredo aromatico contraddistinto da frutta esotica e sentori di mandorle tostate. Ha corpo pieno, morbido e vellutato. 

La giornata didattica giunge così all’epilogo. I Degustatori Lombardi hanno potuto cimentarsi con tutte le declinazioni di Lugana ammesse dal disciplinare e con vini spesso molto diversi tra loro e difficili da valutare in uno sfidante, ma utilissimo “allenamento”.   

Ringraziamo tutti i produttori che hanno contribuito alla giornata coi loro vini, la squadra servizi di AIS di Brescia per l’eccellente gestione delle temperature di servizio, Artur Vaso per la sua guida e per il sempre costruttivo confronto, l’azienda Cascina Carretto che ha ospitato l’evento e Simone Bevilacqua per l’ottima organizzazione.