Le UGA del Chianti Classico: 11 variazioni sul tema

Le UGA del Chianti Classico: 11 variazioni sul tema

Nascono le UGA. Cosa accade per il Chianti Classico? Cosa sono le UGA, e perché è stato scelto questo nome? Insieme alla sommelier Alessandra Marras, due incontri per approfondire quella che rappresenta una svolta epocale per una delle più storiche e famose denominazioni italiane

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INFORMAZIONI

Monza e Brianza

dal Giovedì 02 Febbraio 2023 al Giovedì 16 Febbraio 2023

Monza, Sede AIS Monza Brianza Via Borgazzi 83 (ingresso da via Gorizia)

Costo Soci AIS 90 euro

Orario
dalle 21:00

Per informazioni
E-mail: eventi@aismonza.it

«La terra è lo spartito della natura, lo slancio artistico di una condizione particolarmente favorevole; il vitigno è lo strumento che può suonare le note scritte del luogo, le mani della donna e dell’uomo leggono la partitura musicale e la interpretano».
Sandro Sangiorgi, L'invenzione della gioia. Educarsi al vino. Sogno, civiltà, linguaggio. Porthos Edizioni

Le UGA rappresentano una svolta epocale per il Chianti Classico, che è, a tutti gli effetti, una delle denominazioni italiane più famose nel mondo. Un atto concreto e dovuto che inevitabilmente implica, per i produttori in primo luogo, un cambio di prospettiva: la necessità di prendere coscienza delle proprie radici più profonde, di comprenderne la complessità e fedelmente restituirla “in bottiglia” senza più poter prescindere da un prezioso senso di appartenenza a una comunità.

Il 16 giugno 2021, dopo un lungo e travagliato percorso, l’Assemblea dei Soci del Consorzio Vino Chianti Classico approva, con il 90% dei consensi, la modifica del disciplinare di produzione della storica denominazione che prevede l’introduzione di un elenco di 11 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), ovvero “una suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità. Per arrivare, poi, a indicare in etichetta il nome del borgo o del villaggio”.

Platone nel "Cratilo" – un dialogo nel quale è trattato il tema dell’attingere col linguaggio all’intima essenza delle cose – sostiene che è necessaria l’esistenza di una natura al di fuori del nome perché possa nascere una reale nominabilità. Senza questa natura, senza quest'essenza, rimarrebbe inutile l’atto del nominare.

Dare un nome significa dare un’identità, distinguere da tutti gli altri, attribuire/riconoscere caratteristiche e qualità che rendano unico e irripetibile. Attribuire un nome non può quindi essere un atto superficiale: il nome è il simbolo dell’essenza e della sostanza stesse.

San Casciano, Greve, Panzano, San Donato in Poggio, Radda, Castellina, Gaiole, Castelnuovo Berardenga, Lamole, Montefioralle, Vagliagli sono i nomi scelti per individuare le singole unità che danno vita a un insieme identitario più ampio che proprio della sua natura composita fa la sua grandezza e la sua unicità: il Chianti Classico.

In un itinerario condiviso, volutamente pensato in due tappe, perché per realmente assaporare e sentire un luogo è necessario il ritmo del “cammino”, cercheremo di risalire alle radici più profonde che hanno reso possibile questa nominabilità. Attraverseremo uno a uno questi territori nel tentativo di imparare a leggerne l’interezza del profilo. Perlustreremo i luoghi, cercando di comprendere e ascoltare l’espressione che degli stessi il calice ci regala. Scopriremo le differenze per valorizzarle, proveremo a cogliere le sfumature per apprezzarne l’unicità.

Programma

  • Primo incontro | giovedì 2 febbraio 2023
  • Secondo incontro |  giovedì 16 febbraio 2023

Conduce gli incontri

Alessandra Marras, nata a Milano ma di origini liguri, approda a Monza dopo aver vissuto in diverse città d'Europa. Sommelier e degustatore AIS, collabora con il gruppo servizi di AIS Lombardia e da anni è docente ai corsi per sommelier negli Istituti Alberghieri. Ha realizzato un corso di avvicinamento al vino per la sezione di Enologia della Banca Centrale Europea, dove tuttora conduce degustazioni tematiche. Appassionata di Toscana e sangiovese, ma non solo, mantiene verso il vino un approccio emotivo e socratico, perché ogni nuovo bicchiere offre una storia da raccontare e un'occasione per imparare.

Vini in degustazione

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