Col d’Orcia; eleganza e innovazione a Montalcino
Racconti dalle delegazioni
28 novembre 2025
AIS Mantova incontra una delle aziende di riferimento di Montalcino, che ha abbracciato la viticoltura biologica ben prima che diventasse una tendenza.
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AIS Mantova lo scorso 30 ottobre ha dedicato una serata di approfondimento alla storica realtà di Col d’Orcia, una delle aziende più rappresentative di Montalcino. A guidarci nel corso della serata il Delegato AIS di Mantova Luigi Bortolotti e Gianni Belfiore, Responsabile Commerciale di Col d’Orcia e profondo conoscitore del territorio e del sangiovese. Insieme ci hanno offerto una degustazione magistrale ed una panoramica veramente esaustiva dello stile Col d'Orcia e dell'evoluzione del sangiovese a Montalcino.
Un po' di storia
La Val d’Orcia, riconosciuta come Patrimonio UNESCO, è un territorio incastonato nel cuore della Toscana meridionale che si estende lungo l'entroterra senese, a ridosso del confine umbro e con lo sguardo rivolto alle pendici del Monte Amiata. Un'ampia distesa di colline, modellata dalle acque del fiume Orcia.
La mezzadria ha tradizionalmente plasmato questo paesaggio, incentivando una produzione diversificata: tabacco, grano duro, legumi, olive e foraggio per l'allevamento di bestiame, passando per i boschi, fonte di legname e di pregiati tartufi. Il mosaico agricolo era completato da piccoli vigneti, spesso adiacenti alle case coloniche, che fornivano il vino per il consumo familiare.
È in questo contesto, dove oggi solo una minima parte del territorio è destinata a vigneti - circa il 15% - che Col d'Orcia affonda le sue radici. La sua origine risale al 1890, quando la famiglia fiorentina Franceschi acquistò la proprietà, allora nota come Fattoria di Sant’Angelo in Colle. Dopo la divisione ereditaria nel 1958, Stefano Franceschi denominò la sua parte Col d'Orcia. Nel 1973, la famiglia Cinzano, già affermata nel settore dei liquori, acquisì la tenuta, sfruttando la propria rete commerciale per lanciare i primi millesimi di Col d'Orcia. Sotto la guida del Conte Alberto Marone Cinzano, la superficie vitata venne ampliata significativamente, tendenza proseguita dal figlio Francesco, che ha portato Col d'Orcia a essere uno dei maggiori produttori di Brunello a Montalcino. In anni recenti, la cantina ha intrapreso una transizione verso l'agricoltura biodinamica, consolidando il proprio impegno per la qualità e la sostenibilità, nel pieno rispetto delle tradizioni del territorio.
Il territorio
Il terreno della Val d’Orcia è caratterizzato da un equilibrio tra suoli complessi, esposizioni favorevoli e microclimi distintivi. Nella parte sud-occidentale di Montalcino, dove si trova Col d’Orcia, prevalgono suoli di galestro alternati ad argille antiche e sedimenti calcarei; le altitudini tra 250 e 450 metri sono ideali per maturazioni lente, la costante ventilazione proveniente dal Tirreno e le forti escursioni termiche, si rivelano fondamentali per far maturare profumi e freschezza. Lo stile finale del sangiovese che nasce in questo terroir è teso, elegante e longevo, dove la componente acida e la trama tannica si integrano in un profilo verticale, pienamente identificativo del versante occidentale di Montalcino.
La degustazione
La serata è stata un'occasione per sviscerare le nuances tra le diverse interpretazioni del Rosso e del Brunello. Il percorso di assaggio si è articolato in tre batterie. Ogni vino degustato ci ha consentito di apprezzare come questa azienda interpreta nelle sue varie forme il Territorio della Val d’Orcia, dall’eleganza immediata del Rosso, alla complessità della Riserva Poggio al Vento, per chiudere poi con un vino di tradizione, il Pascena Moscatello di Montalcino DOC.

1° Batteria
Rosso di Montalcino DOC 2023
Sangiovese in purezza da agricoltura biologica, coltivato sulla collina di Sant’Angelo ad una altitudine di circa 250 mt s.l.m.. Questo vino prevede un passaggio in botte di circa 10-12 mesi ed un successivo affinamento in bottiglia. Al calice si presenta di un rosso rubino intenso e brillante. Al naso frutto rosso croccante, marasca e ribes, sentori floreali come la violetta. Al palato si percepiscono immediatezza gustativa, la componente tannica è sottile e ben amalgamata. Un’interpretazione fresca della denominazione, dove emerge tutta la gioventù del vitigno.
Rosso di Montalcino DOC 2022- Vigna Banditella
Interpretazione più strutturata e moderna del Rosso. Le uve di questo vino provengono da cloni di sangiovese selezionati con la consulenza dell’Università di Firenze, allevati nel vigneto Banditella, piantato nel 1998. L’affinamento è più lungo rispetto al Rosso, oltre un anno in barriques e tonneaux. Rosso rubino intenso al calice, al naso è più complesso, dalla marasca del rosso alla ciliegia nera, confettura e spezie leggere, vaniglia. Al palato il sorso è importante, di grande profondità, sentori di mirtillo nero, sottobosco con un tannino ben integrato. Una piacevole energia acida che lascia spazio ad ulteriore evoluzione.
Brunello di Montalcino DOCG 2020
Annata giovane ma già sorprendentemente equilibrata. Le uve vengono coltivate a circa 300 mt s.l.m.. Invecchiamento di circa 4 anni in botti di Allier e Slavonia e successivo affinamento in bottiglia di almeno 1 anno. Al calice il rosso rubino assume riflessi granati. I profumi di questo calice sono più nitidi di frutto rosso, erbe balsamiche e sottobosco. Il tannino è fine, ed anche qui ben integrato, retrogusto fruttato e persistente, acidità viva, con ottima prospettiva evolutiva. Esempio perfetto dello stile classico di Col d’Orcia.
2° Batteria
I successivi tre vini in degustazione vengono prodotti da uve selezionate manualmente del Vigneto Nastagio. Questo vigneto si estende per circa 8 ettari ad una altitudine di 200-250 mt s.l.m., qui il terreno franco argilloso è tra i più ricchi di calcare della tenuta. La maturazione è medio-tardiva mentre l’affinamento prevede il primo anno in tonneaux di rovere francese da 5 hl e successivamente 2 anni in botti di rovere. L’affinamento in bottiglia è di almeno 1 anno.
Brunello di Montalcino DOCG 2019 - Vigna Nastagio
Al calice si presenta rubino granato intenso, di ottima consistenza. All’olfatto è complesso e profondo, si apre su sentori di frutta rossa matura, prugna in confettura e ciliegia sotto spirito, note terziarie di spezie dolci ad arricchire il naso, tabacco. Al palato rivela una trama tannica fitta e ancora in evoluzione, ben integrata nella struttura del vino. Erbe mediterranee, menta selvatica, liquirizia. Potente e concentrato, con un finale persistente di spezie e terra umida.
Brunello di Montalcino DOCG 2018 - Vigna Nastagio
Colore rubino granato di media intensità al calice, limpido e brillante. Al naso si esprime con eleganza floreale, note di viola e rosa appassita, integrate da nuances balsamiche di erbe aromatiche e sottobosco. Al palato armonioso, con tannini setosi e una piacevole freschezza acida. Finale lungo e raffinato, con un retrogusto di leggera tostatura. Un'interpretazione gentile e immediata del Brunello, caratterizzata da equilibrio e finezza. Una annata molto differente rispetto alla precedente in termini climatici ma con caratteri che offrono continuità in termini di qualità.
Brunello di Montalcino DOCG 2016 - Vigna Nastagio
Calice rubino granato intenso, profondo e compatto. Al naso si percepisce la complessità di un'annata memorabile, con profumi di frutta rossa matura, mora e ciliegia, tabacco e spezie complesse. Al palato si rivela potente e longevo con tannini ben presenti nella struttura. Lunga persistenza gusto-olfattiva con retrogusto fruttato e speziato. Un Brunello con prospettiva evolutiva eccezionale.
3° Batteria
Brunello di Montalcino DOCG Riserva 2015 – Poggio al Vento
Questo Brunello nasce da un’idea di un’idea di Francesco Marone Cinzano e Franco Biondi Santi che decisero di creare questo cru riserva da cloni particolari di sangiovese coltivati nel Vigneto Poggio al Vento, situato a circa 300 mt di altitudine sulla Collina di Sant’Angelo in Colle. Prodotto selezionando le annate migliori - solo undici vendemmie sino ad ora - all’affinamento di 3 anni in botti di rovere di Allier e Slavonia, segue l’affinamento in bottiglia per circa 2 anni. Al calice si presenta rubino granato intenso con riflessi aranciati, denota un’evoluzione più spiccata. Olfatto complesso e maturo, con sentori di prugna in confettura, tabacco, spezie orientali e un leggero tocco balsamico. Al gusto si presenta ampio, caldo e avvolgente, con tannini morbidi e ben integrati. La struttura acida bilancia la ricchezza del frutto, conferendo equilibrio e persistenza. Finale lungo e speziato.
Brunello di Montalcino DOCG 2015 – Vigna Nastagio
Prodotto da una selezione ristretta di sangiovese, questo vino affina per un anno in tonneaux di rovere francese da 5hl, successivamente in botte di rovere, ed infine per almeno un anno in bottiglia. Al calice si presenta rubino impenetrabile con riflessi granati, di grande concentrazione. Al naso è di grande complessità, intensità ed eleganza, con note di frutta nera matura, amarena sotto spirito, spezie dolci, vaniglia. Al palato è denso e stratificato, con una trama tannica potente ma elegante. L'equilibrio tra potenza e tensione è esemplare. Vino di grande struttura e persistenza, con un lunghissimo finale fruttato e speziato. Un'interpretazione più moderna ed immediata rispetto alla Riserva Poggio asl Vento, destinata a un lungo affinamento.
Moscadello di Montalcino DOC Vendemmia Tardiva 2019 - Pascena
Chiude la serata la vendemmia tardiva della famiglia, prodotto in numero limitato – circa cinque mila bottiglie - nasce da uve di moscato bianco. L’affinamento avviene in vasche di acciaio con successivo lungo affinamento in legno. Di colore giallo paglierino dorato intenso, brillante e luminoso. Il naso è ricco e aromatico, con note di frutta esotica, scorza d'arancia candita, albicocca disidratata e spezie dolci, zafferano e vaniglia. Al palato la dolcezza è ben bilanciata da una vivace acidità che ne esalta la freschezza. Il finale è lungo e luminoso, con un retrogusto fruttato e speziato.