Cortona è Syrah! Cronaca di un’identità annunciata

Otto vini, otto sfumature di Syrah, otto cantine e una domanda per i produttori : «Che cos’è per te il vino?» A Cortona il celebre vitigno francese prende forma tra profumi, carattere e interpretazioni diverse. Una serata che racconta il territorio calice dopo calice, fino a una piacevolissima sorpresa finale.

Alessia Figini

Ci sono territori che scelgono un vitigno. E poi ci sono vitigni che, quasi misteriosamente, scelgono un territorio. A Cortona, nella Toscana sud-orientale al confine con l’Umbria, è accaduta proprio questa seconda storia, sorprendentemente nitida, coerente e riconoscibile. Oggi parlare di Cortona significa inevitabilmente parlare di syrah. A svelarci le virtù di questo poliedrico vitigno è Alessandra Marras, relatrice AIS e profonda conoscitrice del territorio toscano.

Fin dalle prime battute, Alessandra Marras introduce un dettaglio tanto linguistico quanto simbolico: parla infatti de la syrah al femminile, scelta non casuale, ma legata all’idea di un’uva vigorosa, florida, vitale, capace di esprimere energia e sensibilità insieme. 

In una regione dominata storicamente dal sangiovese, Cortona rappresenta un’eccezione, un’isola geologica affacciata sulla Val di Chiana e accarezzata dal Lago Trasimeno, dove la syrah ha trovato un linguaggio tutto suo, distante tanto dai modelli francesi quanto dalle interpretazioni del Nuovo Mondo. Non la copia di qualcosa che già c’è, ma un’espressione autonoma, mediterranea e profondamente territoriale.

La DOC Cortona nasce nel 1999 e oggi conta trentadue soci produttori e ben 118 ettari, dei 222 vitati, dedicati alla syrah. Il sangiovese arretra, mentre il territorio compie una scelta sempre più precisa e coraggiosa. L’attuale disciplinare è in fase di revisione con una direzione chiara: eliminazione di alcune tipologie storiche, maggiore centralità della syrah, introduzione della menzione “Superiore” e possibilità di valorizzare l’affinamento anche senza il passaggio obbligato in legno. Una libertà produttiva non consueta, che testimonia la maturità raggiunta dalla denominazione.

Il futuro sembra già scritto: Cortona DOC sarà automaticamente syrah. Un’identificazione forte, quasi totalizzante, che pochi territori italiani possono vantare con tale chiarezza. 

Cortona, la storia

Tra miti fondativi che intrecciano Bibbia e classicità, la storia di Cortona affonda le radici nella civiltà etrusca, straordinariamente avanzata nella gestione agricola e idraulica della Val di Chiana. Furono proprio gli Etruschi a iniziare il controllo delle acque del Clanis, il fiume da cui la zona prende il nome, mentre la celebre Tabula Cortonensis, lastra bronzea del III-II secolo a.C., che riporta un atto notarile in cui si cita un vigneto, testimonia una società già profondamente organizzata attorno alla terra ed alla sua gestione.

Nei secoli successivi il territorio attraversa dominazioni, impaludamenti, bonifiche e rinascite. I Medici e poi gli Asburgo-Lorena ridisegnano la valle, fino ad arrivare a quell’equilibrio paesaggistico immortalato perfino da Leonardo da Vinci in una mappa di impressionante accuratezza, quasi osservata dall’alto attraverso uno sguardo contemporaneo.

Qui il mare c’era davvero

Ma è soprattutto la geologia a spiegare il destino viticolo di Cortona.

Qui il mare c’era davvero. Le antiche ingressioni marine, il successivo ritiro delle acque e la formazione dei bacini lacustri hanno creato una straordinaria varietà di suoli. Le aree più vocate della DOC si trovano nelle fasce collinari esterne alla zona lacustre: in alto dominano marne e arenarie, più in basso compaiono argille profonde e verso il lago sabbie silicee.

La syrah qui cambia volto in continuazione, a secondo delle diverse aree in cui nasce e cresce: 

  • l’area occidentale e centrale, dominata dall’argilla, dove nascono vini potenti e concentrati;
  • la zona sud-orientale, più sabbiosa e limosa, che regala espressioni delicate e precoci;
  • l’area del “macigno”, fatta di arenarie compatte e galestro, capace di donare freschezza, dinamismo e tannini raffinati.

Anche il clima gioca un ruolo decisivo. Cortona vive di un equilibrio particolare tra mediterraneità e influssi appenninici. Le estati sono calde, ma ventilate grazie all’azione mitigatrice del Lago Trasimeno; l’Appennino protegge dai venti freddi del nord e le escursioni termiche di settembre preservano profumi e acidità. Le oltre 2800 ore di sole annue rappresentano un patrimonio ideale per la syrah, amante della luce.

La syrah, uva di territorio

È in questo contesto che la syrah smette di essere varietà internazionale e diventa voce del territorio.

Arrivata in Toscana nella seconda metà dell’Ottocento insieme ad altri vitigni francesi, la syrah trova però la propria consacrazione nella seconda metà del secolo scorso. Dopo la fillossera, il varietalismo internazionale sembrava la risposta moderna alla ricostruzione viticola. Ma a Cortona succede qualcosa di diverso: il vitigno francese incontra un terroir capace di trasformarlo profondamente. “Il genio del vino è nel vitigno” diceva Guyot, e la syrah, che nasce da dureza e mondeuse e vanta una parentela con teroldego e lagrein tramite il progenitore che è il pinot nero, rispecchia perfettamente questa affermazione.

Nel 1992 nasce il primo Syrah in purezza della zona, “Il Bosco” della cantina Tenimenti D’Alessandro. Da allora Cortona inizia lentamente a essere osservata con crescente attenzione internazionale, quasi come un laboratorio italiano della syrah.

Il vitigno, del resto, possiede caratteristiche affascinanti e complesse: grappolo allungato e semi spargolo, buccia sottile e pruinosa, vigoria medio-elevata, maturazione tardiva. Ama i terreni limosi, ma teme sia l’eccesso idrico sia la siccità estrema, nonostante sopporti il caldo meglio di tanti altri vitigni. 

Quando si parla di profumi e aromi, il primo da citare è il rotundone, la molecola responsabile delle celebri note soprattutto di pepe nero, ma anche erbe aromatiche e spezie. La sua presenza dipende dal clima, dalla maturazione, dalla gestione della chioma e dalle tecniche di vinificazione. Ma a Cortona la syrah non si esaurisce mai nella sola spezia: parla anche di sole, di argilla, di vento e di pietra.

Qui il vitigno ha trovato il proprio genius loci. Non sa di Francia, non cerca imitazioni del Rodano. Sa di Val di Chiana.

Ed è forse questa la vera grandezza di Cortona oggi: aver capito che l’identità non nasce dalla ripetizione di un modello, ma dalla capacità di ascoltare la propria terra.

Per questo non esiste un unico profilo organolettico della syrah di Cortona. Ogni vino racconta una sfumatura diversa del territorio, senza rigidità stilistiche imposte. È il territorio stesso ad aver scelto la pluralità come forma di autenticità.

La degustazione

La splendida degustazione guidata da Alessandra Marras è stata arricchita dalla presenza di due produttori, Mirco Zappini e Fabrizio Doveri, arrivati appositamente da Cortona e presenti per offrire un ulteriore approfondimento sul territorio, le peculiarità del vitigno e le caratteristiche dei vini prodotti.

Cortona Syrah DOC - Linfa 2023 - Fabrizio Dioniso

Il primo vino della serata è Linfa, di Fabrizio Dioniso. Alessandra chiede «che cos’è per te il vino?» e lui risponde «è un flacone di territorio, memoria liquida, in quella bottiglia bisogna ritrovare tutto quello che quell’annata ci ha regalato, o tolto». Il suo vino nasce da vigne poste su suoli sabbiosi e con abbondante scheletro, con una produzione limitata di circa 2000 bottiglie. Siamo nella parte orientale verso il macigno, con componenti di marne e arenarie.

La vinificazione avviene con diraspatura ad acino integro, con vendemmia manuale, fermentazione in giare di terracotta, breve passaggio in cemento, macerazione sulle bucce per almeno sei mesi e poi in bottiglia per almeno un anno. Annata non facile la 2023, in cui ha piovuto tanto in primavera, grande rischio di peronospora, ma la syrah ha reagito molto bene, si adatta e tira fuori risorse che altri vitigni non hanno, puntando quindi ad un fulgido futuro.

Nel calice si presenta con un colore vivace, violaceo, non estremamente concentrato. Il profilo olfattivo è delicatissimo, emerge per primo il fiore fresco, la viola, il frutto arriva con un ribes che dà idea di freschezza già al naso, ma c’è anche una vena scura di grafite e liquirizia. In bocca la freschezza è notevole, la parte salina dà spina dorsale a frutta e fiore, melograno, macchia mediterranea e alloro, la parte mentolata ricorda una mentina ripiena di liquirizia, c’è una nota di mandarino, il tannino è presente e alleggerisce la struttura, grande bevibilità. Estrema eleganza, l’obiettivo di Cortona è posizionare il vino in un intermedio che non esiste nei Syrah che conosciamo.

Cortona Syrah DOC 2023 - Tenuta Angelici Agriturismo Henni

Per il produttore Ivano Mazzoleni «il vino è vita! Un’avventura che ogni anno sorprende sempre di più».

È il vino più alto di questa degustazione, 500 m s.l.m., tre ettari vitati a syrah, il suolo è sasso, scheletro e scisti, vendemmia manuale, vinificazione tradizionale, macerazione su bucce per quindici-venti giorni, maturazione acciaio e bottiglia, 3500 bottiglie prodotte.

Il colore ha una bella fittezza, il galestro dona al naso sensazioni di ferro, ruggine, mirtillo di bosco, ma c’è anche una parte affumicata e del pepe nero che fa pizzicare le narici, e poi le olive nere. L’altitudine delle vigne e l’escursione termica tirano fuori il rotundone, profumi di rosa macerata, polvere da sparo, rabarbaro, il pepe in bocca è piccante, si sente genziana, radice di liquirizia, mirto e un’importante parte salina. È un vino più scuro e profondo del precedente, ugualmente elegante, con tannino e struttura. Possiamo qui constatare che non è necessariamente il legno a modificare il vino, ma in questo caso, con molta identità, lo fa il luogo di produzione.

Cortona Syrah DOC 2023 - Stefano Amerighi

Stefano Amerighi inizia a produrre vino nel 2002, a Poggiobello di Farneta, nella parte occidentale della DOC, là dove le argille sono predominanti. Dice «il vino per me è un patto di nuova socialità, è una visione futuribile di nuovo umanesimo». Ha appena terminato di impiantare un vigneto maritato come facevano gli Etruschi. 

Ha nove ettari di syrah, a 850 m s.l.m., produce 50000 bottiglie, lavora in biodinamica. L’allevamento delle piante è a candelabro, fa selezione massale. Il terreno è prevalentemente argilla, poi gesso e limo, La vinificazione prevede diraspatura, uva in parte lasciata a chicchi interi e parte pigiata con piedi, fermentazione spontanea senza solforosa e senza controllo della temperatura, macerazione di venti giorni, parte a grappolo intero, maturazione in uova di cemento. 

Nel calice il vino si presenta con un colore fitto, molto violaceo, il frutto fresco è protagonista, con l’arancia sanguinella, oliva taggiasca, pepe, ginepro, parte mentolata. C’è molta struttura, in bocca è snello, ma con materia, la parte salina è predominante, c’è menta fresca, acqua di pomodoro e salamoia, i tannini sono scalpitanti, ma levigati senza spigoli. Rientra perfettamente nel profilo dei suoli argillosi. 

Cortona Syrah DOC - Crano 2022 - Baldetti Wine

Siamo verso il lago, su suoli con forti presenze di arenarie, 300 m s.l.m., otto ettari di syrah, vinificazione in rosso con délestage, macerazione sulle bucce per quindici-venti giorni, dodici mesi parte in tonneau, parte in cemento e cocciopesto, diciotto mesi in bottiglia.

L’annata 2022 è stata caldissima e siccitosa, il vino, per il produttore Gianluca Bandetti «significa identità».  Nel calice il colore si presenta fitto, la parte floreale è predominante con profumi di glicine e rosa carminio, poi arrivano grafite, pepe, cacao, che ritorna in bocca insieme al tabacco, la parte salina è meno spiccata rispetto ai precedenti vini, ma c’è una nota di caramella mou che rivela una dolcezza più marcata. Il suolo è più drenante, le maturazioni più veloci, la parte agrumata qui è assente, il tannino è molto morbido grazie al passaggio in legno. 

Cortona Syrah DOC - Villa Passerini 2022 - Cantina Canaio

Il quinto vino in degustazione è presentato direttamente dal produttore in sala. Per Mirco Zappini «il vino è pazienza imbottigliata, è l’unico prodotto agricolo che ti permette di viaggiare nel tempo». Il suo viaggio è iniziato nel 2012, quando ha ristrutturato il casale che ora ospita la cantina e che nel 2014 ha dato alla luce la sua prima annata di syrah. L’azienda possiede cinque ettari e mezzo vitati, di cui quattro a syrah, mezzo ettaro a merlot e un ettaro di riesling e viognier. Cantina Canaio produce quattro syrah in purezza e un quinto, blend di bacca bianca e nera, così come consentito dal nuovo disciplinare per Cortona, Superiore e Rosè che indica un minimo di 95% di syrah e fino ad un 5% anche bacca bianca. Mirco ama la sua terra, ci racconta che, arrivando a Cortona dall’autostrada, non si immagina di arrivare in zona vinicola, perché le vigne quasi non si vedono, bisogna cercarle tra campi di girasoli, grano e colza, in un territorio ricco di biodiversità. 

Villa Passerini è un progetto particolare. Il vigneto si trova vicino al macigno, su un terreno di argilla, limo e infiltrazioni di galestro, e proprio per questo terreno così minerale si è deciso di vinificare utilizzando anfore di terracotta naturale, non vetrificata, un materiale iper ossigenante che contrasti la tendenza della Syrah, anche qui usata in purezza, ad andare in riduzione ed evitare lo sviluppo di sentori di stalla. In anfora il vino si apre in minor tempo nelle sue parti migliori floreali speziate e fruttate. Il passaggio poi in legno servirà a garantire una maggiore longevità. 

Nel bicchiere il vino ha un colore fitto, a naso risulta subito elegantissimo, con frutto fragrante, fiore e pepe, nonostante l’annata calda. È un vino succoso, in bocca sprigiona menta, agrumi, cioccolato, è un vino agile, ma con potenziale di invecchiamento lunghissimo.

Cortona DOC - Particella 134 2021 - Cantine Faralli Winery

«Per me il vino è un’emozione che prende forma. È un linguaggio silenzioso che parla a chi sa ascoltarlo» questa è l’idea di vino di Andrea Faralli, dell’omonima cantina. L’azienda agricola ha dieci ettari vitati, agricoltura integrata con lotta guidata. Tra le viti si pianta il favino, una leguminosa che serve per fissare l’azoto nelle piante. In degustazione abbiamo questo vino di una piccola particella, la vigna è a 300 m s.l.m., raccolta manuale, fermentazione in cemento con lieviti indigeni, quattro follature al giorno, poi tonneau e un anno in bottiglia. L’annata 2021, bella e abbastanza equilibrata, ha regalato a questa syrah un colore concentrato, a naso si percepisce amarena, una punta di acidità, pepe piccante, oliva nera, fiore appassito e scuro, rosa rossa carnosa, pietra focaia, in bocca spicca una parte salina e una parte di vaniglia, rosmarino, i tannini sono vivaci, la struttura è avvolgente. Quando il vino si scalda, aumenta l’accento floreale accompagnato da legno e sandalo che donano un profilo molto rotondo.

Cortona Syrah DOC Riserva 2019 - Poggio Sorbello

Solo 666 bottiglie prodotte di questo Syrah Riserva, 500 litri di vino, una produzione microscopica che non si fa tutti gli anni, ma solo nelle annate migliori, e questa 2019 è stata un’annata fantastica. Il produttore Daniele Baldetti è chiaro e sintetico: «il vino per noi è l’espressione dei nostri vigneti, della cura che viene a loro rivolta attraverso la conoscenza e l’esperienza di generazioni nella coltivazione della vite in questo nostro particolarissimo terroir».

Le viti crescono su un terreno di argilla e sabbia, la raccolta viene fatta con cernita manuale acino per acino, la fermentazione avviene in 

tini acciaio a temperatura controllata, macerazione di 40-45 giorni, un anno in barrique nuove di rovere francese, un anno in cemento, due anni in bottiglia. A naso sentiamo più erbe aromatiche che pepe, poi olive, mora di rovo, mirtillo, il legno non si avverte, la mentuccia sì. Il sorso si carica di liquirizia, tabacco, cacao, sale, la freschezza percepita tende all’ eucalipto, all’origano e alla scorza di arancia candita. È un vino di sette anni che mantiene grande freschezza e promette un notevole potenziale di invecchiamento. 

Cortona Syrah DOC – L’Usciolo - Cantina Doveri (campione da botte 2025)

L’ultimo vino della serata è una vera e propria chicca: Alessandra Marras ci ha portato questa esclusiva prova di botte direttamente spillata da lei nella cantina di Fabrizio Doveri, fiero produttore che guida un’azienda biologica dove la chimica è ridotta a zero, nel pieno rispetto della natura e dell’espressività del terroir.

Il produttore, presente in sala, dice «il vino per me è passione, è sfida, il vino è un’incognita» e la sfida, in questa serata, è proprio far percepire l’essenza più autentica del vitigno nella sua piena espressione produttiva. Nel calice, questa syrah colpisce immediatamente per la straordinaria concentrazione cromatica, con intense sfumature porpora che raccontano la sua energia giovanile. È un vino ancora agli inizi del suo percorso evolutivo, quasi una “spremuta” di succo d’uva, viva e vibrante, dove frutto e fiore si intrecciano con grande immediatezza. Emergono note di lampone, chinotto ed erbe aromatiche, accompagnate da un tannino molto promettente, che lascia intuire un’interessante evoluzione futura.

Il terreno argilloso su cui cresce la vite, contribuisce a donare struttura e profondità al vino, mentre l’estetica dell’etichetta, realizzata in juta, richiama il forte legame con la terra e la tradizione. Il nome, l’usciòlo, si ispira alla piccola porticina situata davanti alle botti, un dettaglio semplice, ma evocativo che ha finito per rendere questa bottiglia molto riconoscibile. 

Ma non finisce qui, ecco che per il pubblico in sala arriva un’inaspettata e graditissima sorpresa, Alessandra Marras ci vuole deliziare con un’ulteriore espressione di syrah, e da una Jeroboam viene versato nei calici un superbo Cortona Syrah DOC Il Bosco 2001 di Tenimenti Luigi D’Alessandro. L’azienda, già citata in apertura di serata, fu la prima a piantare barbatelle del Rodano e a produrre la prima syrah in purezza di Cortona. La degustazione ci sorprende, il vino, dopo venticinque anni, conserva un’innegabile freschezza, il colore è rubino intenso con riflessi granati, come ci si aspetta dopo il lungo affinamento, al naso emergono amarena, visciola, agrumi e delicate note tostate, senza alcun cedimento evolutivo. Al palato si intrecciano sentori di cuoio, caffè, menta, in un sorso ancora vivo e armonico.

Con questo vino, pioniere dell’affascinante avventura toscana di questo vitigno che vi abbiamo raccontato finora, si chiude la serata. Cortona, in fondo, è davvero un’isola: una terra che parla una lingua tutta sua, e la syrah, qui, ha imparato a tradurla nel vino.