David Léclapart: la Champagne autentica di Trépail
Racconti dalle delegazioni
06 luglio 2026
Ci sono vignaioli che producono Champagne e altri che riescono a trasformare un luogo in un racconto. David Léclapart appartiene a questa seconda categoria: a Trépail, piccolo gioiello della Montagne de Reims, ha costruito un’identità fondata su biodinamica, ascolto della vigna e rispetto assoluto del terroir, dando vita a vini capaci di esprimere la più autentica anima delle annate.
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Un incontro speciale con David Léclapart, uno dei vigneron più innovativi e rappresentativi della Champagne contemporanea, ha permesso di conoscere da vicino la filosofia che accompagna i suoi vini. Attraverso un collegamento video con il produttore, insieme all’importatore Stefano Sarfati e al sommelier Andrea Montini presenti in sala, è emerso il ritratto di un uomo profondamente legato alla propria terra e determinato a produrre vini capaci di raccontarne senza compromessi il territorio.
Le origini e la scelta biodinamica
L’azienda Léclapart nasce a Trépail, villaggio della Montagne de Reims conosciuto come la “Perla Bianca” della Champagne per la forte presenza dello chardonnay, che rappresenta circa il 90% dei vigneti. Una peculiarità sorprendente in una zona storicamente dominata dal pinot noir.
David appartiene alla quarta generazione di una famiglia di vignaioli. Dopo la scomparsa del padre nel 1996 prende la guida dell’azienda con una scelta radicale: convertire integralmente i tre ettari di proprietà alla biodinamica, trasformandosi in récoltant manipulant e iniziando a vinificare le proprie uve.
La biodinamica diventa così non solo un metodo agricolo - le pecore pascolano liberamente tra i filari contribuendo al controllo dell’erba e alla fertilizzazione naturale del terreno - ma una vera filosofia produttiva basata sull’equilibrio tra suolo, pianta, clima e uomo. Nei vigneti vengono valorizzate biodiversità, selezione massale e interventi minimi, con l’obiettivo di preservare la vitalità della vigna e affrontare anche le nuove sfide climatiche.
David approfondisce questi principi presso la Scuola di Agrobiologia di Beaujeu, in Borgogna, e completa la propria formazione presso Leclerc-Briant, storica Maison pioniera della biodinamica in Champagne.
Trépail, un terroir unico nella Champagne
Situato sul versante orientale del massiccio boscoso della Montagne de Reims, Trépail beneficia di un’esposizione favorevole, con luce solare nelle prime ore della giornata e la protezione della montagna dalle temperature più estreme.
Il terroir è fortemente influenzato sia dalla composizione dei suoli sia dalle condizioni climatiche. La vicinanza alla foresta determina temperature più fresche e maggiore umidità rispetto ad altre zone della Champagne.
I vigneti si sviluppano su due versanti distinti del villaggio. Da un lato prevale un gesso più friabile, dall’altro un gesso più compatto e silex. Queste differenze si riflettono direttamente nello stile dei vini: nelle parcelle più alte, ventilate e con terreni più leggeri, si riscontra un’acidità più incisiva, mentre nelle zone inferiori, dove sono presenti argille, l’acidità appare più morbida e armoniosa e si ha maggiore struttura.
Dai suoi tre ettari frammentati, Léclapart seleziona attentamente le diverse vigne. L’Amateur e L’Artiste nascono dall’unione di più parcelle, mentre L’Apôtre rappresenta l’espressione di un singolo lieu-dit, La Pierre Saint Martin, dove il gesso affiora quasi in superficie. Le vigne, piantate dal nonno nel 1946, costituiscono uno dei patrimoni storici dell’azienda.
Lo chardonnay come identità territoriale
Lo chardonnay di Trépail trova in questo ambiente una delle sue espressioni più interessanti: mantiene freschezza, energia e capacità evolutiva. Nei vini giovani emergono note agrumate, floreali e fruttate, mentre con il tempo l’affinamento sui lieviti sviluppa sentori più complessi di miele, cera d’api, burro e pan brioche.
La qualità di questo chardonnay ha portato anche alcune grandi Maison della Champagne a scegliere le uve di Trépail per arricchire i propri assemblaggi con freschezza e tensione. Trépail rientra tra i 17 villaggi classificati Premier Cru della Champagne con una valutazione del 95%.
La filosofia in cantina: purezza ed essenzialità
Il principio guida di Léclapart è l’autenticità: il vino deve essere una lettura fedele dell’annata e del luogo da cui proviene. Per questo i suoi champagne sono sempre legati a una singola vendemmia e non vengono dosati.
Pur essendo di fatto millesimati, non possono essere dichiarati tali, perché il disciplinare richiede a tale scopo anche un invecchiamento obbligatorio di minimo tre anni in cantina e capita invece che, per motivi di spazio, da Léclapart ciò non sia sempre possibile. Sull’etichetta non viene quindi indicato l’anno del millesimo, ma sulla retroetichetta viene indicato l’anno della vendemmia e quello di sboccatura.
L’assenza di zucchero dopo la sboccatura permette di cogliere con maggiore precisione le differenze climatiche tra le annate. La solforosa viene utilizzata in quantità minime, nell’ordine di 20-30 mg/l, mentre la vinificazione segue un approccio poco interventista: fermentazioni con lieviti indigeni, lunghi affinamenti sulle fecce fini, senza bâtonnage, senza travasi o filtrazioni e nessun intervento volto a standardizzare il vino. Viene svolta fermentazione malolattica e i lieviti selezionati vengono aggiunti solo per la presa di spuma.
Anche il legno viene utilizzato come strumento di evoluzione e non come elemento aromatico dominante: Léclapart sceglie barrique usate provenienti dalla Borgogna, tra cui quelle di Domaine Leflaive, capaci di accompagnare il vino senza coprirne l’identità.
Gli champagne e il patrimonio aziendale
Nelle annate favorevoli la produzione, che conta 18.000-20.000 bottiglie, si articola in quattro etichette principali: L’Amateur, L’Artiste, L’Apôtre e L’Astre. Quest’ultima rappresenta l’unico vino ottenuto da pinot noir, mentre gli altri sono principalmente basati sullo chardonnay. Quando l’annata è particolarmente difficile, tutto il raccolto invece confluisce in un unico champagne, L’Aphrodisiaque, sintesi dell’annata e dello stile produttivo.
La superficie vitata è composta per circa l’80% da chardonnay e per il restante 20% da pinot noir, utilizzato anche per la produzione di Coteaux Champenois bianchi e rossi.

Le annate in degustazione
La degustazione, magistralmente guidata da Andrea Montini, ha messo in evidenza alcune annate significative della nuova era climatica della Champagne.
Il 2018, vendemmia tra le più precoci della storia regionale, ha dato vini ricchi e maturi, caratterizzati da grande intensità. Il 2019, dopo gelate primaverili e temperature estive elevate, ha raggiunto un equilibrio notevole grazie a una fase finale di maturazione ideale. Il 2020 ha regalato vini equilibrati, capaci di unire maturità e freschezza.
Tra le annate più recenti, il 2022 viene considerato un millesimo eccezionale: un’estate asciutta e regolare ha favorito chardonnay puri e pinot noir profondi, con grande potenziale evolutivo.
La degustazione
L’Amateur – vendemmia 2022 – sboccatura aprile 2025
100% chardonnay proveniente da vigne giovani di Trépail, Premier Cru, vinificato esclusivamente in acciaio e affinato 24 mesi sui lieviti. È uno champagne che colpisce immediatamente per verticalità e purezza.
Alla vista mostra brillantezza e luminosità, indice di grande vitalità. Il naso racconta subito il territorio: più che la componente fruttata emerge la matrice minerale della Champagne, con richiami di gesso, pietra e una delicata nota di pietra focaia. Emergono poi sentori agrumati, crema di limone e una sfumatura esotica di mango e ananas.
Al palato è teso, slanciato e preciso: non cerca volume ma profondità, con una trama verticale sostenuta dalla freschezza e dall’affinamento in acciaio. La corrispondenza tra naso e bocca è impeccabile, con una persistenza sorprendente per un vino di grande finezza. Un’espressione pura dei terreni di Trépail, tra gesso e silex.
L’Artiste – vendemmia 2020 – sboccatura aprile 2025
100% chardonnay da vigne di circa 40-50 anni, provenienti da parcelle Premier Cru. Vinificazione per metà in acciaio e per metà in barrique, con 36 mesi di affinamento sui lieviti.
Rispetto a L’Amateur mostra maggiore ampiezza e complessità. Il perlage è finissimo e il profilo aromatico si apre su agrumi più maturi, mandarino e cedro, accompagnati da note floreali, erbe aromatiche e una piacevole sfumatura balsamica. L’evoluzione porta sentori di burro fuso, spezie dolci e una delicata impronta di fungo. In bocca il vino si allarga maggiormente, mantenendo però una forte tensione verticale e una chiusura salina. La bollicina è setosa, elegante, con una lunga persistenza e con sentori agrumati e mentolati. Uno champagne di grande fascino gastronomico, capace di unire finezza e profondità.
L’Apôtre – vendemmia 2020 – sboccatura aprile 2025
Premier Cru, 100% chardonnay da una singola parcella, La Pierre Saint Martin, vinificato in legno e affinato 44 mesi sui lieviti.
È il vino che più evidenzia il rapporto tra suolo e materia. Il gesso quasi affiorante del lieu-dit dona una straordinaria impronta minerale, mentre il legno accompagna il vino aumentando complessità e cremosità. Il profilo aromatico è ricco e raffinato: agrumi freschi, foglie di chinotto, erbe officinali e spezie da cucina si intrecciano a una componente fruttata matura. Al palato ha maggiore peso e volume rispetto ai precedenti vini, ma mantiene energia grazie alla sapidità e all’acidità.
È un vino profondo, vitale, capace di riempire la bocca senza risultare pesante, dove materia e freschezza convivono perfettamente.

L’Aphrodisiaque – vendemmia 2019 – sboccatura 2025
Blend composto da 80% chardonnay e 20% pinot noir provenienti da vecchie vigne, Premier Cru. Nasce nelle annate più difficili, quando non vengono prodotte le altre etichette, diventando una sintesi dello stile Léclapart.
Fermentazione malolattica svolta, passaggio in legno e affinamento di 60 mesi sui lieviti, senza dosaggio. Alla vista presenta un colore oro intenso e un perlage finissimo. Il naso è complesso e stratificato: mela verde, zest di limone, zenzero, note speziate e richiami di albicocca si fondono a una delicata impronta del legno. È un bouquet ricco ma sempre pulito, senza deviazioni. In bocca rappresenta un equilibrio tra tensione, freschezza, rotondità e persistenza. Il pinot noir dona maggiore struttura e profondità, con richiami di frutti rossi, ribes e mirtillo.
Uno champagne completo, che unisce energia e complessità.
L’Aphrodisiaque – vendemmia 2018 – sboccatura 2023
La versione 2018, con 48 mesi sui lieviti e affinamento in botti di rovere usate, mostra un’evoluzione più avanzata rispetto alla 2019.
Il profilo aromatico è leggermente meno ampio ma molto definito: emergono erbe officinali, agrumi, menta e una componente di frutto rosso più evidente grazie al tempo trascorso dopo la sboccatura. Al palato è più morbido e rotondo, con una freschezza meno marcata, ma una grande presenza gustativa. Il pinot noir conferisce volume e struttura, rendendolo un vino particolarmente gastronomico, dalla chiusura lunga e pulita.
Una Champagne da tavola
Gli champagne di Léclapart dimostrano una grande vocazione gastronomica: i più verticali trovano equilibrio con piatti freschi e marini, crudité di mare, crostacei e preparazioni leggere, mentre le versioni più complesse, grazie alla profondità aromatica e alla struttura, accompagnano preparazioni più ricche, come risotti ai frutti di mare, pesce al forno, carni bianche, preparazioni con tartufo o formaggi stagionati.

A conclusione della serata Stefano Sarfati e Andrea Montini hanno voluto richiamare l’attenzione su un aspetto fondamentale, talvolta sottovalutato: il servizio di vini così unici, identitari e iconici. Per valorizzarne appieno il bouquet aromatico ed espressivo, hanno sottolineato l’importanza di utilizzare un calice ampio e leggero, capace di favorire lo sviluppo dei profumi e di rivelare tutta la finezza e la complessità dello champagne. Altrettanto determinante è la temperatura di servizio, idealmente compresa tra i 10 e i 12 °C, che consente di esaltare la componente aromatica mantenendo equilibrio, profondità e precisione gustativa.
Perché lo champagne non è soltanto un vino: è territorio, energia e materia. È l’espressione autentica di una storia, di un clima e di una cultura che, attraverso ogni sorso, continuano a raccontare l’anima di una delle più straordinarie regioni vitivinicole del mondo.