Fattoria dei Barbi: storia, cultura ed evoluzione del Brunello di Montalcino
Racconti dalle delegazioni
05 maggio 2026
Una serata guidata da Stefano Cinelli Colombini ha visto come protagonista otto bottiglie che raccontano l'evoluzione e la straordinaria longevità di uno dei vini, simbolo dell'Italia nel mondo. In abbinamento quattro diverse stagionature del Parmigiano Reggiano del Caseificio Frizza di Pegognaga.
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Dal Rosso di Montalcino a un Brunello del 1986. Il 9 aprile la Delegazione di Mantova è stata guidata in un percorso che ha visto il tempo e la cultura come grandi protagonisti nel calice. In abbinamento a questi importanti vini, un’altra grande icona della gastronomia italiana: il Parmigiano Reggiano, degustato in varie annate introdotte da Andrea Mariotti, tecnico caseario e casaro del Caseificio Frizza.

Il vino come cultura
Tre grandi espressioni di Rosso di Montalcino ci hanno fatto subito entrare nel vivo della degustazione. Sin dall’inizio, la guida di Stefano Cinelli Colombini ha sottolineato il valore del vino come elemento di cultura, ricordando che nel corso dei secoli il vino è stato modificato e biodiversificato dall’uomo, che lo ha adattato ai propri gusti. Una prospettiva che non nasce solo dalla passione personale, ma affonda le sue radici in una famiglia che ha fatto la storia di Montalcino e della viticoltura italiana.
Stefano Cinelli Colombini rappresenta infatti una famiglia che ha radici profonde nella storia di Montalcino e nella tradizione vitivinicola italiana. I Colombini fin dal Medioevo si sono distinti nel tempo per le numerose cariche di rilievo che i suoi membri hanno rivestito nelle istituzioni senesi e montalcinesi, ed ecclesiastiche - tra gli antenati possono essere annoverati anche beati.
La vocazione enologica prende forma nell’Ottocento con Paolo e Pio Colombini, padre e figlio, artefici delle prime bottiglie di Brunello. Il vero slancio innovativo arriva però con Giovanni Colombini che nel 1938 apre la prima enoteca pubblica italiana a Montalcino, introduce la vendita per corrispondenza e avvia le esportazioni di Brunello, portando il vino toscano nel mondo. Dalla metà del ‘900, Fattoria dei Barbi cresce anche come punto di riferimento per il turismo. La tradizione divenne il motore di crescita ed evoluzione dell’azienda.
Oggi Fattoria dei Barbi, rappresenta non solo una realtà vitivinicola di oltre 86 ettari, ma anche il simbolo di una tradizione familiare che, da più di seicento anni, custodisce e valorizza le radici e i valori della cultura montalcinese. Un patrimonio che si rinnova ogni giorno, testimonianza concreta del vincolo tra queste terre e la famiglia Colombini custode della tradizione montalcinese.
Un partner d’eccezione
L’eccellenza toscana ha trovato nel corso della serata un partner d’eccezione, altrettanto custode di artigianalità e storia: il Parmigiano Reggiano. Presentato da Andrea Mariotti, tecnico caseario e casaro responsabile del Caseificio Frizza di Pegognaga (MN), Società agricola fondata nel 1951 che raccoglie e trasforma in Parmigiano Reggiano ogni anno circa 165mila quintali di latte conferiti da 20 soci.
Andrea ci ha presentato le diverse stagionature di formaggio in degustazione, 36, 60 e 80 e oltre 90 mesi, evidenziando le caratteristiche che possono impattarne la produzione, come il siero innesto utilizzato, diverso tra casaro a casaro, e di come nel corso degli anni i profumi siano cambiati adattandosi al tipo di foraggio utilizzato in allevamento.
I vini in degustazione
Prima Batteria
La prima batteria degustata, ci spiega Stefano, ha come protagonisti 3 vini che nascono dalle stesse uve ma per scelte dell’uomo, in particolare nella fase di fermentazione, differenti l’uno dall’altro. I vini della pima batteria sono stati accompagnati da un Parmigiano reggiano di 36 mesi di stagionatura, un formaggio dai sentori di nocciola tostata, croccante, dalla sapidità marcata e un persistente retrogusto che bilancia il gusto umami.
Toscana IGT Rosso 2023
Composto da 80-90% sangiovese e 10-20% vitigni a bacca rossa raccolti nelle vigne di Montalcino e della Tenuta Aquilaia a Scansano. La fermentazione si svolge a contatto con le vinacce per 10 giorni, seguita da affinamento in vasche di acciaio. Di colore rubino brillante, limpido. Al naso si presenta con un profilo di frutta matura, sfumature leggermente speziate e delicate note floreali. In bocca è fresco, con tannini presenti ma fini e grande piacevolezza. In abbinamento a questo vino abbiamo degustato un Parmigiano Reggiano 60 mesi, dalla struttura sapida e asciutta, in cui abbiamo riconosciuto come sentori prevalenti frutta secca e nocciola con una piacevole nota lattica sfumata.
Toscana IGT Rosso - Brusco dei Barbi
Creato nel 1969 da Giovanni Colombini a partire da sangiovese e altri vitigni a bacca rossa coltivati a Montalcino su terreni galestro-argillosi a 400 m slm. Questo vino si caratterizza per lunghe macerazioni a freddo, seguite da fermentazione alcolica di 10-12 giorni e affinamento in acciaio. Al calice si presenta di colore rubino intenso. Al naso prevalgono sentori di piccoli frutti rossi, lampone e fragoline di bosco, leggere note floreali. In bocca è fresco e gradevolmente fruttato.
Toscana IGT Rosso Senza Solfiti aggiunti (livelli totali inferiori a 3 mg/l)
Prodotto da sangiovese bio 100% proveniente da vigneti certificati VIVA, questo vino che ha colpito molto i partecipanti alla degustazione, nasce da vendemmia manuale seguita da una maniacale raccolta, attenta vinificazione e affinamento su fecce fini per tre mesi. Nel calice si presenta con un rubino scarico e luminoso. Al naso esplode in un bouquet intenso di lamponi freschi, melograno e note mediterranee di mirto, ginepro e rosmarino, mentre in bocca la spiccata acidità si fonde con un tannino setoso, una struttura elegante.
Seconda Batteria
La seconda batteria degustata è stata selezionata per presentarci delle interpretazioni classiche del territorio. I primi due, Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino possono essere considerati “vini conservatori” spiega Stefano, il terzo, Brunello Vigna del Fiore è invece un “Brunello di sasso” di rande eleganza, premiato con importanti riconoscimenti.
Questa seconda batteria è stata ben accompagnata da un Parmigiano Reggiano di 60 mesi, di struttura più sapida ed asciutta rispetto al precedente, presenta una nota lattica decisamente più sfumata e dovuta alla lunga stagionatura.
Rosso di Montalcino DOC 2024
Composto da sangiovese 100% selezionate da differenti vigneti, questo vino prevede un invecchiamento più breve rispetto al Brunello DOC. L’affinamento è di circa 6 mesi, in parte in vasche d’acciaio e in parte in botti di rovere. Al calice si presenta rubino vivace. Al naso di buona intensità, dominano note di ciliegia sotto spirito e piccoli frutti rossi, eleganti sentori floreali di viola appassita e note speziate di cannella e chiodi di garofano. In bocca morbido e con tannini setosi e ben integrati, spalla acida fresca e persistente. Buona persistenza finale con piacevoli ritorni fruttati.
Brunello di Montalcino DOCG 2021
Prodotto da sangiovese 100% proveniente da vigneti situati tra i 300 e 500 metri s.l.m. su terreni a composizione galestro-alberese. Dopo la vinificazione, segue la fermentazione alcolica per 16-17 giorni e completamento della fermentazione malolattica e l'affinamento in legni di piccola e media capacità, per almeno 24 mesi, con successivo passaggio in botti più grandi. Di colore rosso rubino intenso, al naso questo vino di presenta con una buona intensità olfattiva, note di frutta a bacca rossa, lampone e visciola, con delicate sfumature floreali e sentori erbacei di menta e spezie dolci. In bocca risulta subito più complesso del precedente, tannini levigati, freschezza balsamica e sapidità ben integrate. Lunga PAI con richiami di frutta candita e agrume sul finale.
Brunello di Montalcino DOCG 2021 Vigna Del Fiore
Questo Brunello, a differenza del precedente, è un cru composto da uve provenienti dalla vigna più antica e meridionale dell'azienda situata a 350 metri s.l.m. su terreno di puro galestro. Come per il precedente, dopo la vinificazione la fermentazione alcolica controllata per 16-19 giorni e alla svinatura segue la fermentazione malolattica. L’affinamento avviene in botti di piccola e media capacità per almeno 2 anni con successivo passaggio in botti a capacità superiore. Al calice dio colore rosso rubino brillante di buona intensità. Al rivela tutta la sua complessità aromatica, netti sentori di ciliegia, mora e prugna, accompagnati da spezie, cannella, pepe bianco e noce moscata. In bocca il sorso è lungo e pulito, morbido con un ottimo equilibrio tra acidità e tannini che risultano fitti e setosi.
Terza Batteria
La terza batteria ha rappresentato il momento più atteso della serata, offrendo in degustazione due Riserve di grande prestigio. Il primo vino, Brunello di Montalcino DOCG Riserva 2020, è stato presentato da Stefano come l’“espressione del Brunello quasi al suo meglio”, incarnando al massimo il carattere e la complessità tipici del territorio. Il secondo, Brunello di Montalcino DOCG Riserva 1986, ha regalato un vero e proprio viaggio nel tempo, grazie a una annata che ha dato vita a vini di straordinaria qualità, un vino premiato anche dalla celebre classifica Wine Spectator con il secondo punteggio più elevato nella categoria.
In un perfetto connubio con i vini in degustazione, abbiamo degustato un Parmigiano Reggiano stagionato 80 mesi, di grande ricchezza aromatica e struttura, ed assistito all’apertura di una forma di Parmigiano Reggiano di ben 96 mesi di affinamento, un evento raro che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti. Con gesti esperti e rispettosi della tradizione, Andrea Mariotti ha utilizzato la strumentazione tipica, per incidere la crosta dura e dividere con precisione le due metà, mentre la sala veniva avvolta da un intenso profumo. Ogni passaggio è stato seguito come rito d’altri tempi, rendendo l’apertura della forma, così come il suo assaggio, un’esperienza gastronomica unica.
Brunello di Montalcino DOCG Riserva 2020
Cru di sangiovese 100% prodotto solo in annate eccezionali, con uve provenienti da vigneti situati a 400 metri s.l.m. Dopo le fasi di vinificazione e fermentazione, l’affinamento dura almeno 3 anni in legni di media-piccola capacità con successivo passaggio in botti maggiori, seguito da almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. Alla vista si presenta di colore rosso rubino intenso, piuttosto concentrato. Al naso è subito evidente la sua carnosità, intenso e complesso, con sentori di frutta rossa e amarena e ben percepibili note terziarie di pepe nero africano. Al gusto risulta caldo e avvolgente, con tannini inizialmente decisi che si affinano sul finale, di struttura incisiva e persistenza gustativa di grande lunghezza, un vino che esprime appieno la propria identità territoriale.
Brunello di Montalcino DOCG Riserva 1986
Grande protagonista della serata, questo vino classico nasce da “una selezione fatta per durare nel tempo”, ci spiega Stefano. Questo Brunello del 1986 rappresenta un emblema di longevità, portando in calice profondità e una struttura che racconta decenni di evoluzione e cura. Un emblema di longevità, quindi, che nel corso del tempo ha portato anche a scelte legate a questo scopo, come quella di cambiare il tappo, prevedendo la gomma lacca, strategia mirata a limitare l'ingresso di ossigeno e preservare l'integrità aromatica durante i decenni di affinamento.
Al calice si presenta con colore rosso granato-aranciato con evidenza di evoluzione verso il bruno-ruggine. Al naso lo spettro terziario è complesso, di grande ampiezza, intenso con sentori terziari dominanti, note di frutta secca, confetture, floreali essiccate, sottobosco evoluto, cuoio, tabacco dolce e spezie del Marocco, Al palato è austero e di grande corpo, caldo, con ingresso morbido ma struttura imponente; i tannini nobili ormai polimerizzati, risultano setosi, mentre l'acidità bilancia la componente alcolica evoluta. Persistenza olfattiva di straordinaria eleganza e lunghezza.