I vini DOC della Sicilia: un’isola, tante anime di grande qualità
Racconti dalle delegazioni
23 giugno 2026
Un percorso di degustazione tra territori, vitigni e interpretazioni dell’enologia siciliana, accompagnati da Filippo Bartolotta, wine educator, giornalista e divulgatore enogastronomico, tra i più autorevoli interpreti del vino italiano.
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Nell’immaginario collettivo la Sicilia del vino viene spesso ricondotta a immagini immediate ed evocative: il sole, il mare, il clima, i grandi vini di impronta mediterranea. Rappresentazione suggestiva, che contribuisce a creare l’immagine di un’isola “omogenea”. Solo approfondendo la sua geografia, la sua storia e la varietà dei suoi paesaggi viticoli, si può comprendere invece quanto il suo patrimonio enologico sia di tutt’altra complessità e profondità.
Su questa prospettiva si è sviluppata la serata organizzata dalla delegazione di AIS Mantova e condotta da Filippo Bartolotta, toscano di origine, che fin da giovane aiutava il nonno impegnato nella produzione di Chianti nei vigneti alla periferia di Firenze. Da lì ha coltivato e sviluppato la sua passione e la sua straordinaria conoscenza del mondo del vino, partendo da quella che lui stesso ha definito “la capitale mondiale del vino”, Londra. Da oltre venticinque anni racconta, anche grazie alle sue Wine Academies, territori, vitigni e culture del vino in Italia e nel mondo, guidando degustazioni celebri, tra presidenti (nel 2017 una degustazione per gli Obama in Italia) e personaggi del mondo della cultura.
La Sicilia e il suo territorio
Cuore della serata è stato il legame tra territorio, varietà e identità enologica, chiave di lettura indispensabile per comprendere la complessità della vitivinicoltura siciliana. Un patrimonio radicato in una straordinaria diversità di paesaggi e in una biodiversità di particolare rilievo: la Sicilia è infatti la seconda regione italiana per viticoltura di montagna con i suoi circa 70 vitigni autoctoni, tra cui emergono Catarratto e Nero d’Avola.
Da regione per lungo tempo associata soprattutto a una produzione destinata ai vini da taglio, negli ultimi decenni l’isola ha cambiato passo, investendo sulla qualità dei vigneti e sulla valorizzazione del suo patrimonio vitivinicolo. Da questa scelta emerge una nuova visione del territorio: la Sicilia del vino non più come realtà omogenea e uniforme, ma come mosaico di territori, climi e suoli profondamente diversi, capace di generare espressioni enologiche molto distinte.
Dalla fascia occidentale, vocata ai grandi bianchi autoctoni, alle pendici dell’Etna, con i suoi suoli vulcanici e vitigni di forte personalità; dal sud-est, legato al nero d’Avola e al cerasuolo di Vittoria, fino alle isole, da Lipari a Pantelleria, custodi di una storica tradizione di appassimento delle uve.
In questo scenario convivono suoli vulcanici, calcarei, sabbiosi, limosi e argillosi: un intreccio di condizioni pedoclimatiche che si riflette direttamente nel calice e restituisce l’immagine di una regione da leggere come un arcipelago di identità produttive, più che come un unico territorio vitivinicolo.
La degustazione
La serata ha accompagnato gli ospiti in un ideale percorso attraverso la Sicilia del vino, affidato a quattro batterie di degustazione selezionate per raccontarne la pluralità dei territori e degli stili.
Il grillo: da vitigno del Marsala a protagonista del vino siciliano moderno
La degustazione si è aperta con una delle varietà che più rappresentano la rinascita enologica dell’isola: il grillo. Durante la serata, Bartolotta ha ricordato come questo vitigno sia il risultato dell’incrocio tra Catarratto e Zibibbo e come oggi rappresenti uno dei simboli più convincenti dell’enologia siciliana contemporanea. A confronto, il Lagunare, proveniente dall’area di Marsala, e il Terebinto Grillo Sicilia Menfi DOC 2025 di Planeta.
Grillo Sicilia DOC 2025 Lagunare - Baglio Oro
Ottenuto in prevalenza da uve biancolilla e cerasuola. Di un giallo lievemente dorato, questo vino mostra fin da subito un profilo mediterraneo e marino. Teso, pulito, citrino, presenta al naso chiare note agrumate di lime e cedro, accompagnate da una piacevole sensazione salina che ne sottolinea l’origine costiera. Morbido e avvolgente al palato, è capace di esprimere il legame con il mare che caratterizza il territorio marsalese.
Sicilia Menfi DOC 2025 Terebinto - Planeta
Grillo in purezza, coltivato secondo criteri di sostenibilità e agricoltura biologica. Questo vino, dal colore giallo con riflessi leggermente verdolini rispetto al primo, evidenzia una personalità più tesa e verticale. Le note agrumate si affiancano a richiami di frutta tropicale e a una marcata impronta minerale di pietra focaia. Un grillo croccante e reattivo, capace di mostrare come il territorio di Menfi possa dare vita a interpretazioni differenti dello stesso vitigno.

L’Etna e il fascino del nerello mascalese
Con la seconda batteria, il viaggio si è spostato sulle pendici dell’Etna, uno dei territori più affascinanti del panorama vitivinicolo mondiale. Protagonista assoluto, il nerello mascalese, varietà che trova proprio nei terreni vulcanici etnei la sua massima espressione.
Etna Rosso DOC Sicilia 2022 Sul Vulcano - Donnafugata
Composto da nerello mascalese e nerello cappuccio coltivata a Randazzo (CT), offre una perfetta sintesi tra territorio lavico e l'eleganza della viticoltura di montagna. Questo vino al calice rosso rubino tenue e brillante, leggermente fumè al naso, evidenzia una raffinata componente sapida e minerale. Il profilo aromatico si gioca su note di piccoli frutti rossi freschi come lampone e ribes rosso, con leggere sfumature speziate. All’analisi gusto -olfattiva sapido e dinamico.
Sicilia DOC 2020 Spinasanta - Nicolò Grippaldi
Composto da nerello mascalese in purezza coltivato da un giovane produttore biodinamico a Gagliano Castelferrato. Questo vino mostra un carattere più “scapigliato” e territoriale, dalla forte personalità. Al naso ricco e floreale, note di petali di rosa, caffè e note balsamiche, nerello mascalese che si è differenziato dalla prima espressione degustata per il suo tannino leggermente più abrasivo. Al gusto è caratterizzato da una spiccata tensione minerale e complessità.
Nero d’Avola: il rosso simbolo della Sicilia
La terza batteria ha avuto come protagonista il nero d’avola, il vitigno che più di ogni altro ha contribuito alla notorietà internazionale del vino siciliano.
Nero d'Avola Sicilia DOC 2024, Passo di Contessa - Tonnino
Nero d’avola biologico in purezza, coltivato nei terreni di Contessa Entellina. Questo vino rosso rubino intenso al calice, offre una lettura fresca e immediata del vitigno. Al naso sentori di frutta rossa croccante, mora di gelso, ciliegia, seguono sfumature di cannella, chiodi di garofano. Al palato fresco e fruttato, equilibrato, con un tannino ben integrato e buona persistenza.
Sicilia DOC 2020 Harmonium– Firriato
Nero d’Avola in purezza, proveniente dalla tenuta di Borgo Guarini nell'agro di Trapani. Questo vino, che prevede un passaggio di 12 mesi in barrique, si presenta al calice rosso rubino con note aranciate. Al naso note di arancia candita e liquirizia. Al palato è strutturato, con tannini ben presenti e spiccata acidità finale potente e speziato.
La degustazione si è conclusa con una quarta batteria dedicata a produzioni che testimoniano la continua evoluzione della viticoltura siciliana.
Nerello Mascalese Rrosè Sicilia DOC Spumante extra dry - Fazio
Ottenuto da uve di nerello mascalese in purezza allevate nella Sicilia occidentale. Questo spumante siciliano viene prodotto con metodo Charmat e prevede 3 mesi sui lieviti. Rosa aranciato brillante, al naso il bouquet è floreale intenso. Al calice, acidità decisa e spiccata sapidità ne valorizzano la struttura
Sicilia DOC 2024 Grillo Parlante - Fondo Antico
Ottenuto da uve 100% grillo coltivate vicino a Trapani, con affinamento sur lies di 4 mesi. Giallo paglierino brillante, al naso offre profumi agrumati, pompelmo, oli essenziali di limone, citrino e quasi tannico. Alla beva persistenza fresca e grande scorrevolezza.
A chiudere il percorso abbiamo degustato il Nero d’Avola Sicilia DOC 2023 Mòrò di Feudo Solaria. Nero d’Avola con affinamento di 6 mesi in acciaio e 3 in barrique Rubino violaceo scuro e profondo al calice. Al naso si presenta con sentori fumé, fruttati, ciliegia nera, prugna, gelsi, seguono cioccolato ed altre spezie scure. Un vino pieno e persistente, di carattere.