Il duello nell’Olimpo del vino: let the match begin!

AIS Milano dà il proprio benvenuto ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 con una giocosa rivisitazione dell’ormai consolidata sfida tra i campioni Nicola Bonera e Luisito Perazzo.

Cecilia Puddu

In questa gelida serata di metà gennaio, la sala del The Westin Palace diventa il caldo anfiteatro di un incontro a colpi di calice tra titani del vino.

Si comincia con la divisione della platea in due squadre: la squadra A capitanata da Luisito Perazzo e la squadra B con Nicola Bonera come capitano.

Il nostro Delegato Fabio Scaglione, conduttore del match, apre le danze e spiega le regole del duello. Per ciascuno degli 8 vini, serviti rigorosamente alla cieca, saranno disponibili 3 punti: 1 per la denominazione, 1 per i vitigni e 1 per l’annata, per un punteggio massimo di 24 punti totali. La squadra che alla fine del gioco sarà stata in grado di totalizzare il punteggio migliore si aggiudicherà la vittoria.

Quest’anno, in onore delle Olimpiadi, vi sarà anche una sorpresa che divertirà ulteriormente il pubblico e potrà essere indovinata solo con il procedere del gioco.

I due capitani iniziano a riscaldare le proprie formazioni a suon di direttive e incitamenti. Spiegano come sia necessario un approccio metodico nell’analisi dei vini per tentare di inquadrarli: fondamentali saranno le caratteristiche specifiche che li vincolino a territori e vitigni, come acidità, sapidità, tipologia e maturità del frutto, eventuale tannino. Man mano che si procede con l’analisi sarà poi importante rimanere flessibili nel cambiare idea senza lasciarsi eccessivamente condizionare dalle opinioni dei compagni di squadra. L’importante è che ognuno partecipi al gioco esprimendo liberamente la propria opinione: sarà poi la squadra ad analizzarla per valutare se accettarla o meno.

I sommelier iniziano il servizio a ritmo serrato: il gioco entra nel vivo! La prima batteria prevede due spumanti che già iniziano a dar filo da torcere.

Tulbach WO Cap Classique Borealis Vintage Cuvée Brut 2024 - Krone
chardonnay 80%, pinot noir 20%

La squadra A, con Luisito, costruisce la propria ipotesi: emergono al naso e in bocca i tratti tipici del Cava base, con relativamente breve permanenza sui lieviti, al massimo 12 mesi. Dosaggio brut.

La squadra B, con Nicola, condivide i ragionamenti degli avversari, aggiungendo inoltre che il vino base potrebbe aver subito fermentazione in un contenitore inerte, e suggerisce che possa essere un Crémant d’Alsace con al massimo 24 mesi complessivi di invecchiamento.

Trentodoc Perlé Zero Cuvée Zero11 – Ferrari
chardonnay 100%

Secondo la squadra A, vista la spiccata nota di panificazione e pasticceria, il frutto maturo e dolce che sfocia nella frutta secca, potrebbe trattarsi di un Franciacorta DOCG Riserva, a base chardonnay, con una maturazione di 4-5 anni sui lieviti, un anno dalla sboccatura e dosaggio extrabrut.

La squadra B, invece, sottolinea come una nota più ruvida o rustica al naso possa suggerire un Trentodoc Riserva, con 42 mesi di maturazione sui lieviti e dosaggio extrabrut.

Dopo l’iniziale stupore alla rivelazione delle bottiglie, si prosegue con una batteria di bianchi che confonderà ulteriormente i giocatori.

Alto Adige Valle Isarco DOC Praepositus Grüner Veltliner 2022 - Abbazia di Novacella
grüner veltliner 100%

Il frutto maturo e solare all’olfazione e la massa rotonda e piena a livello palatale parlano di un vino di stoffa che promette una soddisfacente evoluzione in bottiglia. Il sorso è gustoso e ricco, ma nonostante questa larghezza, la spiccata sapidità trascina altre componenti gustative, come la nota di linfa vegetale di erba aromatica e di liquirizia.

Per questa seconda batteria inizia a battere per primo il team di Nicola: i tratti che rimandano al nord Europa potrebbero suggerire un pinot grigio alsaziano vinificato secco; la nota empireumatica, di linfa vegetale e di erba aromatica, tuttavia, mandano la palla verso un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Riserva 2022. Risponde prontamente la squadra di Luisito suggerendo un vino italiano, per la bocca ricca e potente. Ci si potrebbe orientare verso un Kerner altoatesino, ma la bocca saporita e potente, accompagnata da un legno ben dosato, porta alla schiacciata finale: Alto Adige Grüner Veltliner 2022.

Chardonnay Reserve 2021 - Silver Heights
chardonnay 100%

All’olfazione emerge subito la nota di vernice, a cui segue frutta candita e mela ossidata, con sentori dolciastri. Al sorso l’acidità è ben presente, ma poco altro dà chiare indicazioni su vitigni e provenienza.

I giocatori sono disorientati. Il team di Nicola pensa a un assemblaggio proveniente da una zona temperata, prodotto con approccio molto poco interventista: Coteaux de Languedoc AOC 2023. Secondo la squadra di Luisito, invece, l’acidità potrebbe portare verso un vino francese con approccio naturale: Muscadet AOC 2020?

Svelati dal Delegato anche i protagonisti di questa seconda batteria, e soprattutto il secondo vino che arriva dalla Cina, tutti restano straniti. Tra le squadre ora qualcuno inizia a capire la sorpresa di questa edizione olimpica: per ciascuna delle quattro batterie di vini, uno dei due calici proviene da una delle regioni italiane ospiti dei giochi e l’altro da un Paese extraeuropeo partecipante.

Con questa preziosa informazione, i giocatori ricaricano le energie e hanno ora lo slancio giusto per lo stacco finale delle ultime due batterie di rossi.

Montello-Colli Asolani DOC Còrpore 2011 - Villa Sandi
merlot 100%

Naso dolce che parla di macchia mediterranea, ginepro, mora di rovo, e un sentore prevalente vegetale e balsamico. Le evidenti note terziarie di foglia bagnata e pellame nonché una frutta matura in confettura, suggerisce l’evoluzione di un taglio bordolese. Il vino è ricco e denso, con un tannino e un’acidità ancora ben presenti.

La squadra A inizia a correre verso un taglio bordolese di cabernet sauvignon e merlot per i sentori balsamici e vegetali che accompagnano la marasca sotto spirito. Il tannino perspicace la indirizza verso una Riserva di almeno 8-10 anni: Valcalepio DOC Riserva 2016.

La squadra B si dirige invece verso un uvaggio di vitigni internazionali coltivati nel nord Italia e tenta il calcio d’angolo con Oltrepò Pavese Rosso DOC Riserva 2015.

Mendoza DOC Malbec Reserva 2023 - Terrazas de Los Andes
malbec 100%

Rosso più giovane del precedente e più compatto. All’olfazione molto evidenti sono pepe e spezie più pungenti, come cumino e curcuma, cui segue un tocco di foglia di pomodoro che evolve in un sentore dolce di caramella alla liquirizia e cioccolato. In bocca l’acidità spiccata maschera leggermente il tannino.

I giocatori della formazione di Nicola si passano la palla: grenache, ma dovrebbe avere una tinta più scarica, sentori di fico secco e mora in confettura. Anche mourvèdre, ma le spiccate note speziate e vegetali portano a un cambio di rotta proponendo un vino australiano: Victoria GMS (acronimo che indica un blend di tre uve: grenache, mourvèdre e syrah), vendemmia 2022.

Gli avversari dribblano grazie al rivelarsi della speziatura e del sentore vegetale, e l’azione si conclude con Malbec Argentino annata 2024.

Marlborough New Zealand 2022 - Saint Clair
pinot noir 20%

Profumi di ribes macerato, note di gomma mista a caucciù. Il sorso è fresco e sottile, ben corrispondente al naso. Riconoscibile il pinot nero, con una connotazione un po’ animale che ne denota la provenienza dal nuovo mondo.

Le squadre corrono allo stesso tempo verso la palla: la scelta ricade su una delle zone più rinomate dell’emisfero australe per la coltivazione e produzione del pinot nero, Central Otago New Zealand 2021.

Valtellina Superiore DOCG Grumello Vigna Sassorosso 2020 - Nino Negri
nebbiolo 100% (localmente noto come chiavennasca)

La trasparenza del succo e le note di frutto rosso, rosa e viola suggerirebbero subito un nebbiolo. Il sorso è slanciato di freschezza succosa, vivace ma con garbo. Il gusto e l’espressività aromatica sono contenuti, con minori speziatura, complessità aromatica e tannino tipici della chiavennasca.

La sfida è giunta ormai agli ultimi sorsi. La squadra di Luisito tenta l’ultimo stacco sentenziando Valtellina Superiore DOCG Valgella 2021. Secondo la formazione di Nicola, invece, mancano nel calice la speziatura, la complessità aromatica e il tannino incisivo tipici del nebbiolo: il calcio finale è Riviera del Garda Classico DOC 2020.

Il Delegato Fabio Scaglione dichiara la fine dei giochi e annuncia che il vincitore è la Squadra B, capitanata da Nicola Bonera, che si aggiudica il titolo. A un solo punto la Squadra A: un vero e proprio braccio di ferro fino in fondo!

La folla esulta, l’adrenalina è alta. I giocatori di entrambe le squadre sono grati e felici di aver potuto ascoltare e far tesoro di ragionamenti e insegnamenti di maestri di levatura così alta: due campioni disposti a trasmettere la propria sterminata conoscenza, sempre con umiltà, ironia e sano spirito competitivo.

Al prossimo duello, AIS Milano!