L’infinita sfida fra Italia e Francia: spumanti e champagne a confronto
Racconti dalle delegazioni
02 luglio 2026
Un tripudio di bollicine lo scorso 5 giugno presso la sede di AIS Brescia: insieme al maestro degustatore Luisito Perazzo sono stati degustati alla cieca grandi champagne e altrettanti spumanti italiani. Un confronto che entusiasma sempre e regala emozioni.
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Territorio, storia, passione: per ottenere delle eccellenze nel mondo delle bollicine occorrono degli elementi imprescindibili, riconducibili alla triade citata inizialmente con annesse sfaccettature, sfumature e particolarità fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Se si volesse invece svolgere una sorta di confronto per decretare un vincente tra quelle che sono le grandi etichette di spumanti realizzati da storiche e prestigiose cantine italiane e i blasonati champagne di rinomate maison, allora ecco che la sfida si fa più ardua e si accende un intenso dibattito.
Se è vero che Italia e Francia si contendono da sempre il gradino più alto del podio, è pur vero che non si può privilegiare a prescindere una scelta piuttosto che l’altra. Fatta eccezione per i casi in cui la differenza tra le due tipologie risulta oggettiva e tangibile per caratteristiche tecniche che comportano delle discrepanze, nella maggior parte dei casi, parlando di grandi espressioni sia di champagne che di spumanti, si tratta di variabili di piacevolezza soggettiva che a volte privilegiano i primi mentre in circostanze diverse possono portare i secondi a primeggiare.
È con questo spirito che si è svolta lo scorso 5 giugno presso la sede di AIS Brescia la serata di degustazione che ha visto come protagoniste le iconiche e rinomate bollicine francesi e italiane, degustate rigorosamente alla cieca. A dirigere l’evento il maestro Luisito Perazzo, esperto conoscitore, nonché grande appassionato della materia. E se il confronto Italia-Francia riporta alla mente dei più nostalgici un glorioso passato calcistico con il rigore di Grosso nel lontano 2006 che ci portò sul tetto del Mondo, a livello vitivinicolo il confronto è sempre aperto e il risultato mai scontato.

Champagne: una storia tracciata da Dom Pérignon
Tutti noi conosciamo gli esordi delle rinomate bollicine francesi che videro, intorno alla fine del ‘600, dom Pierre Pérignon nel ruolo di“mentor”sull’argomento, dando vita ad un mondo nuovo e a un modo nuovo di fare vino attraverso la rifermentazione in bottiglia.
“Il n'est Champagne que de la Champagne”: classica citazione che ci permette di delineare quelli che sono i confini dell’areale di produzione – Montagna di Reims, Vallée de la Marne, Côte de Blancs, Côte de Cézanne e Aube – all’infuori dei quali nessun prodotto può fregiarsi della denominazione Champagne. Oggi l’area di produzione si estende per 34mila ettari diffusi su circa 300 comuni; le altitudini, nonostante la prestigiosa “Montagna di Reims” potrebbe portare a fraintendimenti, possono essere definite più collinari che montane, non oltrepassando il più delle volte i 200 metri slm. Caratteristica principale dei terreni della Champagne è la presenza di gesso anche non è uniforme sull’intero terroir ma su circa il 40% del totale.
Pinot nero, pinot meunier e chardonnay i tre vitigni ammessi per la vinificazione attraverso il metodo champenoise, tutelato dal 1995; il periodo di affinamento deve essere almeno di 15 mesi – di cui 12 a contatto con i lieviti, che diventano almeno 30 per i millesimati.
Croce e delizia della viticoltura francese, lo champagne è quel prodotto che unisce fascino ed eleganza, esuberanza ed espressività, ecletticismo e avvolgenza, non ammettendo mediocrità.
Spumanti italiani: le grandi bollicine Franciacorta e Trentodoc
Generalmente si è portati a pensare che le prime bollicine abbiano origini francesi ma potremmo smentire questa tesi o quantomeno confutarla in quanto non tutti sanno che in Italia, già nel 1570, il medico e studioso bresciano Girolamo Conforti scrisse il “Libellus de vino mordaci”, un trattato enologico in cui venivano descritte le caratteristiche dei vini “mordaci”, definiti così proprio per la piacevole sensazione di pizzicore al palato data dall’effervescenza: questa risulterebbe essere la prima testimonianza scritta sulla produzione di vini ottenuti da fermentazione in bottiglia proprio nell’areale della Franciacorta.
Un’estensione di 18mila ettari distribuiti su 19 comuni con altitudini che generalmente vanno dai 150 sino a punte anche di 500 metri slm. I terreni vitivinicoli si trovano su suoli morenici: lo scioglimento del ghiacciaio in Valcamonica ha rilasciato detriti creando superfici ben drenanti ricche di limo, sabbia, ghiaia e ciottoli. Pinot nero, pinot bianco e chardonnay i vitigni consentiti da disciplinare più una piccola percentuale di erbamat inserita recentemente per far fronte a quelli che sono i cambiamenti climatici. La Doc Franciacorta nasce nel 1967, il Consorzio nel 1990 e a seguire ci sono le fasi di zonazione e ovviamente il disciplinare: da allora l’ascesa non si è mai arrestata. Il periodo di affinamento è superiore rispetto agli champagne: 18mesi sui lieviti per la versione base che diventano 24 per i satèn e i rosé, 30 per i millesimati e 60 per la versione riserva.
Meno ettari per la regione del Trentodoc: su 10mila ettari vitati dell’intera regione, questa DOC annovera circa 1000 ettari con un’altitudine che può arrivare sino a 800 metri slm, tanto da essere considerate le bollicine italianedi montagna. Pinot bianco, pinot nero, pinot meunier e chardonnay i vitigni ammessi da disciplinare, il periodo minimo di affinamento è di 15 mesi, per la tipologia “riserva” diventano36.

LA DEGUSTAZIONE
Insieme a Luisito Perazzo procediamo a degustare le sei etichette proposte per la serata; ad ognuna di esse lo stesso Perazzo ha attribuito un appellativo che troverete in neretto al termine di ogni descrizione.
Franciacorta riserva Vittorio Moretti 2018 - Bellavista
Chardonnay 60%, pinot nero 40%. Un vino che nasce su terreni argillosi, fermenta in acciaio e in legno eaffina per 84 mesi sui lieviti. Dégorgement marzo 2026, dosaggio 2 g/litro.
Il nostro calice si presente di un giallo paglierino con riflessi che virano verso il dorato ed è dotato di una buona lucentezza e intensità. A livello olfattivo emerge in maniera preponderante il fruttato con sentori di pesca gialla, albicocca e agrume candito ma anche il floreale, la speziatura con sfumature dolci e una spiccata mineralità. Presente anche la componente di pasticceria e panificazione che ci ricorda brioche e pane tostato. Al palato è avvolgente, morbido ma con una freschezza importante che lo rende verticale. Cremoso e molto elegante, al gusto ritroviamo la componente tostata che lo rende particolarmente accattivante. Classe sontuosa.
Champagne St. Vincent 2012 - Legras
Chardonnay 100%. Vino prodotto da terreni con craie affiorante, fermenta in acciaio con lieviti indigeni e affina sui lieviti per 96 mesi più ulteriori 12 prima di essere commercializzato. Dégorgement settembre 2022, dosaggio di 4g/litro.
Il nostro calice si presenta di un bel giallo paglierino intenso che vira verso il dorato, molto luminoso e brillante. All’olfatto presenta note di frutta a guscio che vanno dalla nocciola all’arachide tostata, la componente fruttata emerge con sfumature tropicali di ananas, mango e pesca bianca così come quella di panificazione e pasticceria con ricordi di pasta frolla e brioche. Il vegetale è rappresentato da sentori di erbe essiccate e si percepisce anche una nota di resina. Al gusto emerge una struttura importante, una notevole freschezza e una buona verticalità; lungo e persistente, al palato viene fuori anche una nota agrumata che non avevamo percepito con il solo olfatto. Un sorso piacevole e ben equilibrato. Global experience

Trentodoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2015 - Ferrari
Chardonnay 100%. Le uve si trovano su terreni calcarei-sabbiosi,il nostro vino fermenta in acciaio e svolge117 mesi di affinamento sui lieviti. Dégorgement aprile 2024, dosaggio 4 g/litro.
Il nostro calice si presenta di un giallo paglierino meno intenso e luminoso rispetto a quelli precedenti. All’olfatto emerge subito la componente di pasticceria e panificazione unita a quella fruttata con i mirtilli ma anche sentori di nespola e anche l’agrumato da limone; presente anche una nota mentolata e di erbe come la verbena, la citronella e l’eucalipto, una stratificazione aromatica vegetale molto piacevole. Al palato è molto ricco e presenta una bella cremosità e grande lunghezza; al sorso avvertiamo una piacevole morbidezza e una potenza significativa che denotano una struttura importante. Forza e radiosità
Champagne Edition 173 s.a. - Krug
Pinot nero 44%, chardonnay 34%, pinot meunier 22%. Nato da parcelle che si trovano in terreni calcarei-limosi-sabbiosi, il nostro vino viene realizzato da una base 2017, il 31% del vino di riserva va dall’annata 2001 sino alla 2016. Fermenta in rovere e in acciaio e affina sui lieviti per 78 mesi. Dégorgement dicembre 2024, dosaggio 3,5 g/litro.
Il nostro calice si presenta di un giallo paglierino brillante e lucente con leggere note ramate che ci permettono già di percepire la presenza del vitigno a bacca nera. La componente olfattiva risulta molto intensa e complessa con sentori di frutta a guscio, una speziatura legata ai sentori terziari dolci da vaniglia e il fruttato non di frutta fresca ma sciroppata ma con anche la scorza d’agrume. La componente empireumatica è presente ed è legata al passaggio in legno portando a sfumature di tabacco e sigaro. Al palato presenta una notevole sapidità e una grande struttura; si avverte una sensazione di asciugatura tattile sulla lingua dovuta alla presenza del pinot nero. Lungo, piacevole, intenso e persistente: uno dei vini più apprezzati della batteria. Elegante ed energizzante
Franciacorta RNA riserva Alessandro Bianchi 2007 - Villa di Franciacorta
Chardonnay 78%, pinot nero 22%. Le uve provengono da terreni sabbiosi-calcarei, il nostro vino fermenta in legno e acciaio con passaggio in barrique per circa 6 mesi e affina sui lieviti per ben 187 mesi. Dégorgement ottobre 2023, dosaggio 4 g/litro.
Il nostro calice si presenta di un giallo paglierino intenso che vira verso il dorato dotato di una buona lucentezza. All’olfatto il primo impatto è di note dolci di pasticceria con ricordi di caramelle mou, banana bread, cannoncini e anche la più sontuosa cassata con immancabili canditi. Il terziario emerge con sentori di legna arsa e cenere, la frutta a guscio è presente così come una nota di cera d’api. Al palato è molto intenso e ricco, meno perspicace rispetto agli altri assaggi ma dotato di grande complessità e una notevole persistenza data dall’evoluzione importante. Alla cieca si è rivelato l’assaggio che ha conquistato più apprezzamenti da parte degli ospiti presenti. Alto borghese
Champagne Sir Winston Churchill 2018 - Pol Roger
Pinot nero e Chardonnay. Realizzato con uve provenienti da terreni argillosi-calcarei, il nostro vino fermenta in acciaio e affina sui lieviti per 72 mesi. Dégorgement giugno 2025, dosaggio 7 g/litro.
Concludiamo questo piacevole percorso degustativo con il sesto calice che fra tutti è quello meno intenso per tonalità colorante, anche per via della sua giovane età. Al naso presenta una buona intensità con la componente fruttata che ci ricorda i mirtilli e una nota agrumata da limone; si avverte anche una nota gessosa, una delicata sensazione di pasticceria . Al palato ha minore intensità sempre per via della sua giovinezza ma presenta una buona struttura e grande potenziale: non si mostra spavaldo ma è preciso e generoso nell’assaggio. Abito su misura