La Champagne di Louis Roderer e il suo iconico Cristal
Racconti dalle delegazioni
02 aprile 2026
Ha fatto registrare il tutto esaurito la serata dedicata alla Maison Louis Roederer svoltasi lo scorso 13 marzo presso la sede AIS di Brescia. A dirigere magistralmente serata e degustazione, con annessa verticale di tre millesimi di Cristal, il sommelier Nicola Bonera.
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Che lo Champagne sia sempre una buona idea è un dato di fatto: amanti del vino, sommelier professionisti o semplici appassionati lo sanno bene. A confermare la tesi, semmai ce ne fosse bisogno, ci ha pensato il cospicuo numero di ospiti presenti presso la sede AIS di Brescia lo scorso 13 marzo in occasione della serata dedicata alla Maison Louis Roederer, facendo registrare il tutto esaurito. L’evento ha visto come relatore Nicola Bonera che, con la maestria che lo contraddistingue, ha sviscerato numeri, aneddoti e fornito interessanti note di degustazione. Molto prezioso anche il contributo dei sommelier di servizio che hanno gestito il tutto nel migliore dei modi, contribuendo ad un’ottima riuscita della manifestazione.

Louis Roderer: una storia lunga 250 anni
È il 1776 quando prende vita la Maison de Champagne “Dubois&Fils”; dal 1833, anno in cui passa nelle mani di Louis Roederer - nipote del fondatore – inizia effettivamente la sua fase ascendente. L’erede, dotato di una buona visione imprenditoriale, decide di fare una scelta quasi controcorrente per quegli anni: ampliare il proprio vigneto, aggiungendo ettari vitati e acquistando vigne selezionate Grands Crus.
Negli anni Louis perfeziona il suo stile produttivo rendendolo identitario, riconoscibile e soprattutto apprezzato, tracciando di fatto il destino della Maison che continuerà a portare il suo nome.
I suoi vini inizieranno a godere di fama mondiale tanto che viaggeranno sia verso gli Stati Uniti che la Russia; sarà proprio per lo zar Alessandro II che nel 1876 Louis Roederer II, succeduto al padre, creerà una nuova linea, la prima cuvée di prestige, che prenderà il nome Cristal. L’origine del nome è stata influenzata dallo stesso zar che, temendo attentati, richiese una bottiglia che non nascondesse nulla e che fosse trasparente; Louis Roederer scelse allora come materiale il cristallo piombico, trasparente e prezioso, che diede il nome anche alla cuvée, diventando simbolo di qualità superiore. Oltre al materiale, la forma della bottiglia si distingue per il fondo piatto, caratteristica che Louis Roederer mantiene ancora oggi.
La filosofia della Maison si basa su pochi concetti ma essenziali: l’essenza di un buon vino risiede nella terra ed è quindi fondamentale occuparsene attraverso una “viticultura su misura”, rispettando la biodiversità e lasciando spazio ai principi della biodinamica.
Louis Roederer fu anche una delle prime aziende in Champagne a trasformare la cuvée senza annata in “multiannata” dando quindi maggiore lustro e risalto a questo prodotto con l’obiettivo di creare, anno dopo anno, il miglior Champagne possibile.
I vigneti di Louis Roederer
Sono circa 250 gli ettari vitati di proprietà che si estendono nei tre principali territori della Champagne, fra i Grands Crus e i Premiers Crus della Montagna di Reims, della Côte des Blancs e della Valléè de la Marne.
La tenuta del Blanc de Blanc si concentra soprattutto sui Grands Crus nel Comune di Avize che, per le caratteristiche dei suoi terreni, è il più idoneo per la produzione di chardonnay intensi, ricchi e minerali.
È invece a Verzenay, altro comune Grands Crus, che si concentra la produzione dell’etichetta “Vintage”: qui la personalità tutta settentrionale del pinot nero permette di ottenere vini che presentano una freschezza e una mineralità quasi salina allo stesso tempo.
La tenuta Cristal si estende invece sui comuni Grands Crus e Premiers Crus di Verzanay, Verzy, Beaumont-sur-Vesle, Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ, Avize, Cramant e Mesnil-sur-Oger da cui provengono vini fini e sempre molto eleganti.
Gli ettari di proprietà soddisfano circa i 2/3 del fabbisogno totale; 1/3 viene acquistato per far fronte alla produzione totale che si attesta intorno ai 4,4 milioni di bottiglie.
La degustazione
Collection 245
41% chardonnay, 35% pinot noir, 24% pinot meunier
La Collection 245 Louis Roederer nasce per il 55% dalla vendemmia 2020. L'assemblaggio include circa il 10% di vini di riserva invecchiati in legno e circa il 35% di Réserve Perpétuelle. La sosta sui lieviti è di quasi 4 anni prima della sboccatura, circa il 22% dell’assemblaggio ha subito una fermentazione malolattica; il dosaggio zuccherino è di 7gr/l.
Il nostro primo assaggio si esprime al naso in maniera tenue: non è esplosivo ma si percepiscono in maniera apprezzabile note che derivano da una bella evoluzione. Il bouquet spazia dal fruttato della pesca noce alle note agrumate, la componente dolce la ritroviamo in un sentore quasi di confetto; si avvertono anche delle sensazioni quasi empireumatiche di affumicatura insieme ad una nota vegetale. In bocca si riscontra grande coerenza rispetto all’olfatto con la componente vegetale generata della presenza del vitigno a bacca nera, ben percepibile. Appagante e raffinato, è il calice ideale con cui iniziare la nostra degustazione.
Blanc de Blanc 2017
100% chardonnay
Le parcelle utilizzate per realizzare il blanc de blanc provengono da la Côte des Blancs e per lo più dal comune di Avize. La cuvée combina vini affinati in vasche d'acciaio e il 28% in legno senza fermentazione malolattica; il dosaggio zuccherino è di 7gr/litro.
Il nostro calice al naso ci appare più burroso e meno vegetale rispetto al precedente. Si avvertono fra i sentori floreali e fruttati quelli della frutta a guscio e dei fiori gialli, la susina e l’uva spina; l’agrumato è più evidente, quasi da limonata, la componente di pasticceria è presente con un sentore di crema. In bocca è gustoso e sapido con una buona persistenza, la nota agrumata torna sul finale rendendolo “succoso” ma anche leggermente amaricante. E’ avvolgente ma con carattere, l’acidità spinta del millesimo lo rende incisivo.
Vintage 2015
70% pinot noir, 30% chardonnay
I due vitigni utilizzati per la produzione del Vintage 2015 provengono dal vigneto de “La Montagne” e più precisamente dai Crus Verzy e Chouilly. Elaborato con una proporzione del 25% di vini vinificati in botti di legno, la cuvée matura sui propri lieviti per circa 4 anni, segue un riposo di almeno 6 mesi dopo il dégorgement. Il dosaggio zuccherino è di 8 g/l.
Il nostro terzo calice si apre all’olfatto con note di pasticceria che ci portano alla mente lo zabaione, sono presenti le componenti fruttate di pesca ma soprattutto di ribes e agrumi; una sensazione di empireumatico ci ricorda l’incenso, seguono i sentori dati dalla vinificazione in botte di rovere che richiamano la mandorla leggermente tostata. Al palato presenta una texture molto cremosa che fonde la sapidità con la freschezza e una netta persistenza. Un ottimo assaggio prima di intraprendere la seconda parte della degustazione.
Cristal 2016
58% pinot noir, 42% chardonnay
I vigneti sono quelli riservati per Cristal situati in 45 parcelle da 7 località in diversi Grands Crus. I mosti fermentano per il 31% del totale in legno, la malolattica non viene svolta; l’affinamento sur lattes è di almeno sei anni più un ulteriore invecchiamento di circa otto mesi post sboccatura. Il dosaggio zuccherino è di 7 g/l.
All’olfatto emergono sentori floreali di clorofilla, fruttati di pesca e prugna e la tostatura della nocciola; agrumato e minerale con note di mietitura, il nostro è sicuramente un calice intenso. Al palato mantiene coerenza, precisione ed eleganza in linea con le sensazioni olfattive; dalla texture morbida e carezzevole, presenta un’effervescenza tattile, quasi sapida ma perfettamente integrata e coerente.
Cristal 2015
60% pinot noir, 40% chardonnay
Il 25% del vino viene vinificato in legno, senza fermentazione malolattica; segue il periodo d’affinamento che per tutta la linea mantiene gli stessi tempi e la stessa tecnica così come il dosaggio che è di 7 g/l.
Al naso il nostro assaggio si mostra più vegetale rispetto al precedente, quasi austero; potremmo definirlo “linfatico” per i sentori che ricordano i cereali in mietitura, la mandorla verde e una nota di latte di cocco. Al palato spicca una notevole freschezza e quasi una componente aspra, indice che per gustarlo al meglio dovremo attendere ancora qualche anno, nonostante le premesse sembrano molto promettenti. Finezza e persistenza sono delle costanti.
Cristal 2013 in Magnum
60% pinot nero, 40% chardonnay
Concludiamo al meglio la nostra degustazione con un formato magnum: il 32% del vino viene vinificato in legno, anche in questo caso non c’è malolattica. Il periodo di affinamento non si discosta dai precedenti ma varia il dosaggio zuccherino: 8gr/l.
Il nostro ultimo calice al naso presenta un bouquet intenso nel quale si intrecciano note agrumate da spremuta d’arancia, una sensazione lattiginosa e un sentore vegetale; un po' mielato e un po’ gessoso al tempo stesso, si apre in maniera graduale. Al palato si rivela per ciò che è ovvero un gran vino. Fresco e succoso, lungo e persistente, Cristal 2013 presenta una sapidità quasi salina. Grande raffinatezza e ottima conclusione per questa speciale degustazione.
