Le grandi denominazioni storiche della Toscana

Racconti dalle delegazioni
01 settembre 2026

Le grandi denominazioni storiche della Toscana

Una serata guidata da Valentino Tesi è stata l’occasione per approfondire alcune tra le più prestigiose denominazioni toscane, attraverso un percorso di degustazione capace di mettere in luce differenze stilistiche, vocazione dei territori e qualità produttiva.

Maria Ruocco

In una calda sera di fine luglio, AIS Mantova è tornata idealmente in Toscana dopo l’incontro dedicato ai vini dell’Arcipelago Toscano, proseguendo un racconto che attraversa alcuni tra i territori più affascinanti e noti della regione. Questa volta l’attenzione si è spostata sulle grandi denominazioni storiche, dove il vino è espressione di paesaggio, cultura e tradizione locale, e dove il sangiovese si affianca a vitigni autoctoni e internazionali.

La degustazione è stata guidata dal Miglior Sommelier d’Italia AIS 2019 Valentino Tesi, profondo conoscitore del territorio toscano, che ha accompagnato i partecipanti in una analisi chiara dei vini e nella lettura delle peculiarità che rendono ciascuna denominazione unica nel panorama vitivinicolo nazionale.

Protagonisti nel calice

Il filo conduttore della serata ha preso forma attraverso quattro denominazioni molto diverse per clima, geologia e stile produttivo: la Vernaccia di San Gimignano, primo vino italiano a ottenere la DOC nel 1966 e oggi riferimento tra i grandi bianchi nazionali; Bolgheri, simbolo della rinascita enologica della costa toscana e patria dei grandi tagli bordolesi italiani; il Vino Nobile di Montepulciano, raffinata espressione del Sangiovese delle colline senesi meridionali, dove equilibrio ed eleganza prevalgono sulla potenza; e infine il Chianti Classico, cuore storico del Sangiovese, protagonista negli ultimi anni di un importante salto qualitativo grazie alla valorizzazione delle Unità Geografiche Aggiuntive e della categoria Gran Selezione.

Ogni batteria, selezionata e costruita da Valentino Tesi, ci ha consentito di evidenziare l’influenza del terroir, delle scelte agronomiche e dell’evoluzione in bottiglia, mettendo a confronto annate differenti e interpretazioni stilistiche diverse. 

Le grandi denominazioni toscane: territorio ed evoluzione 

In Toscana il vino raramente lo si può spiegare citando un solo elemento: non basta il vitigno, non basta il clima e nemmeno il prestigio di una denominazione. È nel rapporto, non sempre evidente, tra paesaggio, pratiche produttive e memoria storica che si comprende davvero la personalità dei vini affrontati durante la serata. 

A San Gimignano, la vernaccia nasce in un contesto collinare segnato da sabbie e argille plioceniche, dove le escursioni termiche contribuiscono a definirne freschezza, sapidità e capacità di evoluzione. La sua fama, tuttavia, non è solo letteraria: già negli ordinamenti comunali medievali compariva una gabella sull’esportazione della vernaccia, segno di un vino riconosciuto e commerciato ben prima della moderna stagione delle denominazioni. 

A Bolgheri, il paesaggio cambia radicalmente: la vicinanza del mare, la presenza della costa e i suoli di origine alluvionale, spesso ricchi di scheletro, accompagnano vini dai sentori più mediterranei, nei quali i vitigni internazionali hanno raggiunto un equilibrio ormai profondamente legato all’identità del luogo.

Il territorio di Montepulciano racconta invece una Toscana più interna, fatta di colline, altitudini variabili e suoli argillosi e sabbiosi. In questo contesto, il prugnolo gentile, biotipo storico di sangiovese, esprime una personalità giocata più sull’eleganza e sulla finezza tannica che sulla forza. Anche qui la storia del vino ne precede di molto il riconoscimento formale della denominazione; a Montepulciano “ogni vino è Re!”, da qui il nome “Nobile” che richiama una consuetudine antica di consumo e reputazione presso le famiglie aristocratiche e le élite locali, prima ancora che una categoria regolata dai disciplinari. 

Nel Chianti Classico, infine, il territorio si presenta come una trama piuttosto articolata: altitudini, esposizioni e matrici geologiche diverse, dal galestro all’alberese, danno vita a interpretazioni del sangiovese anche molto differenti che possono spaziare da espressioni più austere a versioni con una maggiore ricchezza di frutto, come abbiamo potuto noi stessi verificare nel corso della degustazione. Non dimentichiamo poi che la sua identità nasce anche da una lunga storia di ridefinizioni e tutela del nome, iniziata ben prima della DOC e proseguita fino alla definizione delle più recenti Unità Geografiche Aggiuntive: un percorso che afferma quanto qui, più che altrove, il territorio sia sempre stato la chiave di lettura principale.

La degustazione

Il percorso di degustazione si è articolato in quattro batterie, pensate per offrire una chiave di lettura diversa delle denominazioni protagoniste della nostra serata.

Prima Batteria: La Vernaccia di San Gimignano

Vernaccia di San Gimignano DOCG Selezione “Il Nicchiaio” Bio 2024 – Fattoria Poggio Alloro

Vernaccia in purezza. La Fattoria Poggio Alloro si trova a circa 5 km da San Gimignano (Siena), nel cuore della Toscana. Fondata nel 1972 dopo anni di mezzadria, l’azienda è gestita dalla famiglia Fioroni (oggi alla quarta generazione) e si estende per oltre 100 ettari coltivati interamente con metodo biologico. Questo vino al calice si presenta giallo paglierino luminoso. Al naso si presenta con una esuberanza aromatica che richiama la macchia mediterranea, anice, finocchietto, con classico frutto giallo pieno, pesca, nespola, mela matura, più vegetale ed aromatico che floreale. Il sorso è giovane, fresco, teso e dinamico, sostenuto da una decisa vena sapida. La persistenza richiama gli agrumi e una lieve sensazione ammandorlata. Una Vernaccia immediata ma tutt’altro che semplice, giocata soprattutto sulla freschezza e sulla nitidezza espressiva.

Vernaccia di San Gimignano Riserva Sant’Elena 2021 – Teruzzi

Vernaccia in purezza. Fondata nel 1974 da Enrico Teruzzi e Carmen Puthod, dal 2016 parte del gruppo Terre Moretti, l’azienda è situata in Località Casale, San Gimignano e vanta la più grande estensione privata dedicata alla Vernaccia (circa 60 ettari). Questo vino nasce dall’intuizione dell’agronomo Alessio Gragnoli, che ha guidato il rilancio della vernaccia, puntando fortemente sulla longevità del vitigno contribuendo, in particolare, alla valorizzazione della parcella speciale di Vigna Sant'Elena, un cru di circa 3 ettari situato in Località Racciano a 350 metri di altitudine. Al calice paglierino vivido con leggere sfumature dorate. Al naso è elegante e complesso: tisane floreali, miele balsamico, mela gialla, agrumi ed erbe aromatiche. Il lungo affinamento sulle fecce fini (15-18 mesi) contribuisce a dare ampiezza e profondità. Al palato è avvolgente, fresco e armonico, con una contenuta percezione dell’alcool e una spinta salmastra finale. Persistente con note finale di anice e, lemongrass.

Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Mareterra 2020 – Casa Lucii

Vernaccia in purezza. Casa Lucii si trova a Santa Maria, sulle colline di San Gimignano vicino a Pancole, lungo il tracciato della via Francigena. Mareterra nasce da vigneti a circa 300-320 metri di altitudine, su terreni argilloso-calcarei, ricchi di scheletro e segnati dall’antica origine marina. La fermentazione si completa in botti di piccola e media capacità, con una lunga permanenza prima dell’affinamento in bottiglia. Al calice si presenta di un giallo paglierino intenso, luminoso e consistente. Al naso mostra evoluzione e complessità, con delicata tostatura, speziatura dolce, vaniglia Bourbon, sentori di frutta gialla e tropicale, note iodate e una balsamicità intensa. Il sorso è ricco ed esuberante, morbido e avvolgente, intenso e persistente, con ritorni di erbe officinali, agrume maturo, tostatura e una sapidità messa in luce dal passaggio in legno.

Seconda batteria: Bolgheri

Bolgheri Vermentino DOC 2025 – Bosco alle Vigne

Vermentino in purezza. Bosco alle Vigne, realtà familiare a vocazione sperimentale, si trova nel cuore di Bolgheri, in località Le Ferruggini. L’azienda unisce la cura meticolosa di terreni vocati, sabbiosi sopra argille, la selezione manuale dei grappoli e pratiche sostenibili, con attenzione all’evoluzione tecnologica e logistica. Questo vino interpreta il versante bianco della denominazione bolgherese, in un territorio segnato dall’influenza del Mar Tirreno. Nel calice si presenta giallo paglierino intenso, anche per la surmaturazione delle uve. Il naso è tipico di un Vermentino di zona calda, giocato su fiori bianchi, frutta gialla, mango, ananas, note agrumate di cedro e pompelmo, erbe mediterranee, salvia, timo secco e una sottile nota salmastra. Il sorso è fresco, agrumato, maturo e avvolgente, con una marcata componente salina. Equilibrato, fine e persistente.

Bolgheri Rosso DOC 2023 – Tenuta Meraviglia

Composto da uve 70% cabernet franc e 30% cabernet sauvignon. Situata nella parte più meridionale e alta della denominazione di Bolgheri, a Castagneto Carducci, Tenuta Meraviglia nasce dalla riqualificazione paesaggistica e architettonica dell’antica cava di Cariola, attiva fino agli anni Ottanta: un luogo di grande biodiversità, caratterizzato da suoli unici di natura vulcanica. La fermentazione del vino è spontanea, con lieviti indigeni in cemento, seguita da maturazione in botte grande di rovere francese e da un ulteriore affinamento in bottiglia. Al calice il vino si presenta rosso rubino intenso e luminoso. Il naso è intenso e vegetale, con richiami di peperone e verdura cotta, accompagnati da ciliegia nera, mora e ribes, oltre a una leggera speziatura di noce moscata. Al gusto è sostenuto da buona freschezza e da un tannino presente ma integrato; la struttura è importante, con frutto succoso e una chiusura balsamica e speziata. Un Bolgheri giovane, con margini di ulteriore evoluzione.

Bolgheri Rosso Superiore DOC “Renzo” 2022 – PietraNova

Ottenuto da uve cabernet sauvignon e merlot. PietraNova si trova a Castagneto Carducci, nella storica tenuta Casa al Piano. “Renzo” rende omaggio a Lorenzo Tringali-Casanuova, precedente proprietario della tenuta, conosciuto da tutti come Renzo, e rappresenta una delle interpretazioni più distintive della cantina nella tipologia Bolgheri Superiore. L’affinamento prevede 18 mesi in barrique e circa un anno in bottiglia. Al rosso rubino profondo, fitto e consistente. Al naso intenso ed armonico, sentori vegetali di foglia di lauro, rosmarino, corbezzolo, mentolato, i sentori fruttati sono di mora, cassis, mirtillo e prugna; l’affinamento aggiunge cenni di cacao e spezie dolci, cannella, caffè e tabacco. Al palato è morbido, con struttura importante, un tannino fitto e vellutato, sapido e con ritorni di macchia mediterranea. Lungo e persistente, un vino in cui si incontrano potenza e finezza.

Terza batteria: Vino Nobile di Montepulciano

Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023 – Salcheto

Prugnolo gentile gentile in purezza. Salcheto si trova a Montepulciano e fonda la propria identità sul Sangiovese locale, affiancando alla tradizione un approccio innovativo in termini di tecnologia, sostenibilità e pratiche produttive. Il vino nasce dai 22,5 ettari del vigneto Salcheto e affina per 18 mesi in botte e tonneaux, seguiti da almeno sei mesi in bottiglia. Nel calice si presenta rosso rubino luminoso e di buona consistenza. Il naso è intenso e fine, con richiami di agrume rosso, viola, iris, ciliegia, marasca, piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, terra e spezie delicate. Al gusto mostra buona freschezza, corpo equilibrato e un finale giocato su frutti rossi non pienamente maturi, ribes, lampone, leggere note speziate e una lieve sfumatura di bacche di ginepro. Equilibrato e persistente.

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva Bossona 2019 – Cantine Dei

Prugnolo gentile in purezza. Cantine Dei ha sede in località Martiena, a Montepulciano ed è oggi gestita dalla terza generazione della famiglia Dei; questo vino nasce dall’omonimo vigneto, impiantato nel 1961 e considerato tra le parcelle più rappresentative della proprietà, a circa 400 mt sul livello del mare, su suoli ricchi di tufo, scheletro e fossili. Al calice si presenta rosso granato intenso, luminoso. Il naso è profondo e di respiro autunnale, note di sottobosco, humus, tartufo nero, foglie secche; il frutto è rosso e maturo, quasi succosi, confettura, ciliegia matura, viola appassita, spezie dolci. Al palato caldo e morbido, sostenuto da freschezza, sapidità e da un tannino fitto con una vena amaricante che rimanda alla liquirizia. Persistente, con ritorni di ciliegia, spezie e balsamicità.

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva 2016 – Le Bertille

Prugnolo gentile, con piccole quote di Canaiolo e Colorino. Le Bertille nasec nel 2001 a Montepulciano, è di proprietà della famiglia Roberti ed è oggi condotta con passione dalle sorelle Olimpia e Oretta. I vigneti crescono su terreni prevalentemente tufaceo-argillosi. La Riserva 2016 esprime una versione matura del prugnolo gentile, a dieci anni dalla vendemmia. Nel calice si presenta rosso granato luminoso e consistente. Il naso è complesso e suggestivo, con richiami di cenere, legna arsa, marasca, prugna secca, mirtillo, carcadè, tè nero, macchia mediterranea, erbe aromatiche e legni aromatici, accompagnati da un lieve accenno etereo. Il sorso è caldo e morbido, sostenuto da una freschezza ancora viva e da un tannino evoluto, levigato ma presente. Chiude su sensazioni di agrume maturo, umami e una nota amaricante ben rappresentativa del territorio di Montepulciano. Maturo, composto e persistente.

Quarta batteria: Chianti Classico

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Don Tommaso 2022 – Villa Le Corti, Principe Corsini

Ottenuto da 80% Sangiovese e 20% Merlot. Villa Le Corti, storica tenuta della famiglia Corsini oggi guidata da Duccio Corsini, si trova a San Casciano in Val di Pesa, nella parte settentrionale e più calda del Chianti Classico, vicino a Firenze. La presenza della famiglia risale al XIV secolo, mentre villa e cantine sotterranee furono realizzate all’inizio del Seicento. Don Tommaso 2022 si presenta rosso rubino intenso e luminoso. Al naso è fine e articolato, con ciliegia sotto spirito, amarena candita, prugna, rosa rossa, spezie dolci, cannella, vaniglia, cardamomo, mirto, ginepro, liquirizia ed erbe officinali. Il sorso è caldo, avvolgente ed esuberante, sostenuto da un tannino fitto ma ben lavorato, buona sapidità e lunga persistenza, con ritorni di frutto rosso, ciliegia e liquirizia.

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Vigneto Lapina 2021 – Vallepicciola

Sangiovese in purezza. Vallepicciola si trova a Pievasciata, nel comune di Castelnuovo Berardenga, nel settore sud-orientale del Chianti Classico. Il Vigneto Lapina nasce da una singola parcella situata tra circa 380 e 440 metri di altitudine e matura per 24-30 mesi tra barrique, tonneaux e botti grandi, prima di un ulteriore affinamento in bottiglia. Nel calice si presenta rosso rubino intenso. Il naso è fine e complesso, con violetta appassita, ciliegia, cedro aromatico, erbe mediterranee, spezie dolci, tabacco e una nota balsamica che si apre con l’ossigenazione. Il sorso è secco, fresco e sapido, con tannino maturo e ben definito. La progressione è slanciata e il finale lungo, giocato su frutto scuro, spezie ed erbe aromatiche. Un Sangiovese territoriale e con ulteriore capacità di evoluzione.

Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2020 – Castello di Meleto

Sangiovese in purezza. Castello di Meleto si trova a Gaiole in Chianti, nel settore orientale della denominazione, in una zona collinare posta a circa 500 metri di altitudine e caratterizzata da importanti escursioni termiche. La tenuta è stata rilanciata grazie a un’iniziativa di partecipazione condivisa avviata da un imprenditore dell’editoria milanese dopo la crisi degli anni Sessanta. La Gran Selezione 2020 nasce da vigneti selezionati della proprietà e affina per 27 mesi in botte grande di rovere francese. Nel calice si presenta rosso rubino intenso, con lievi riflessi granato. Il naso è vivo e preciso, con frutto appena maturo, ciliegia, ribes e lampone, accompagnato da rosa canina, viola, spezie misurate, pepe nero, noce moscata, erbe alpine, china e rabarbaro. Il sorso è strutturato e rigoroso, sostenuto da un tannino deciso e da una freschezza vivace. Persistente, con richiami di note floreali, fruttate e speziate, che denotano la forte territorialità di questo Sangiovese.