Mosnel, la cantina “madre” della moderna Franciacorta
Racconti dalle delegazioni
23 luglio 2026
Una storia lunga quasi due secoli, un percorso in cui territorio, metodo classico e cultura del tempo si intrecciano in un’unica visione.
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Ci sono aziende che raccontano un territorio e altre che, con le proprie scelte, contribuiscono a scriverne la storia. Mosnel appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Una realtà che rappresenta una vera pietra miliare della Franciacorta e che ancora oggi continua a essere guidata dalla famiglia Barzanò, con Giulio e la sorella Lucia, quinta generazione, custodi di un patrimonio fatto di tradizione, ricerca e lungimiranza.
L’occasione per ripercorrerne la storia è stato l’incontro con il produttore Giulio Barzanò, accompagnato dalla figlia Gaia. La degustazione, condotta dalla degustatrice Flaminia Fossati e introdotta dalle immagini realizzate da Massimo Zanichelli, ha permesso di comprendere non solo i vini, ma soprattutto il pensiero che da quasi due secoli accompagna questa azienda.
L’origine
Le radici della famiglia affondano nel 1836, quando i Barboglio ereditarono i terreni della contrada che ancora oggi ospita la cantina. Proprio da questa località, situata nella frazione di Camignone, nel bresciano, deriva il legame con il territorio, mentre il nome Mosnel nasce dal termine dialettale bresciano musne, il mucchio di sassi che affiorano continuamente durante la preparazione dei vigneti. Un toponimo che descrive perfettamente la natura dei suoli e che è diventato il simbolo stesso dell’azienda.
La figura destinata a cambiare il destino della cantina è però quella di Emanuela Barzanò Barboglio, madre di Giulio e Lucia. Rimasta orfana a soli diciotto anni, dimostrò una determinazione fuori dal comune: iniziò ad acquistare, uno dopo l’altro, i terreni circostanti ai suoi possedimenti, intuendo il valore di quella particolare microzona oggi quasi interamente coperta da vigneti. Una scelta coraggiosa che si sarebbe rivelata decisiva. Nel 1968 impiantò il primo vigneto specializzato secondo i criteri della nascente Franciacorta.
La svolta
La storia di Mosnel si intreccia con quella della denominazione. Se oggi il Franciacorta è universalmente identificato con il metodo classico, il merito va anche alla capacità di alcuni produttori di rinunciare a interessi immediati per costruire un’identità comune. All’inizio della propria attività, Mosnel produceva prevalentemente vini con il metodo charmat, grazie alla possibilità che aveva avuto di acquistare le attrezzature provenienti dalla storica fabbrica di birra Wührer di Brescia in dismissione proprio in quel periodo. Si trattava di numeri importanti: circa 200.000 bottiglie di charmat contro appena 30.000 di metodo classico.
Quando, all’inizio degli anni Novanta, il Consorzio Franciacorta decise di eliminare definitivamente il metodo charmat dal disciplinare per puntare esclusivamente sul metodo classico, Mosnel fu chiamata al sacrificio più grande. Emanuela Barzanò Barboglio accettò di rinunciare al prodotto che rappresentava la parte predominante della produzione aziendale, dando il consenso alla variazione durante l’audizione pubblica che avrebbe modificato il disciplinare. Una decisione di straordinaria lungimiranza che contribuì a definire l’identità della Franciacorta moderna. Non è un caso che molti la ricordino come una delle vere “madri” della Franciacorta contemporanea.
Oggi quella visione continua attraverso una produzione interamente dedicata al metodo classico, con circa 200.000-250.000 bottiglie annue ottenute esclusivamente da uve aziendali.
Suolo e sottosuolo
I 41 ettari vitati, tutti riuniti intorno alla Contrada Barboglio, costituiscono un patrimonio raro in Franciacorta. La posizione è particolarmente favorevole: rivolta verso est e sud-est, beneficia delle prime luci del mattino e delle correnti fresche che scendono direttamente dalle Prealpi senza l’influenza mitigatrice del lago. L’escursione termica risulta superiore rispetto ad altre aree della denominazione, favorendo maturazioni lente e preservando acidità ed eleganza.
Anche il suolo racconta una storia geologica affascinante. Qui convivono depositi fluvioglaciali ricchi di scheletro e terreni morenici. L’attività delle glaciazioni ha lasciato roccia frantumata, accumuli di detriti, sassi provenienti dalle Alpi, pochissima argilla e poco calcare, ma molti minerali. Una composizione che dona ai vini quella mineralità e quella tensione gustativa che costituiscono la base della loro straordinaria capacità di evoluzione nel tempo.
I vitigni
Dal 2014 l’azienda è certificata biologica; pratica il sovescio, restituisce sostanza organica ai terreni attraverso il compost ottenuto dalle vinacce e considera il vigneto un ecosistema da preservare.
L’attenzione alla biodiversità emerge anche dalla composizione del patrimonio viticolo. Circa il 70% della superficie è coltivata a chardonnay, mentre il restante è equamente suddiviso tra pinot nero e pinot bianco. Proprio quest’ultimo rappresenta una peculiarità aziendale: in una denominazione dove occupa appena il 3% della superficie vitata, Mosnel ne ha fatto uno dei propri elementi distintivi. A completare il quadro c’è anche un ettaro di erbamat, vitigno storico recuperato negli ultimi anni per il suo prezioso contributo in termini di acidità e longevità.
I vini
La cura prosegue in cantina, completamente rinnovata nel 1983 con una soluzione innovativa per l’epoca: le vasche in acciaio termocondizionate furono calate dall’alto prima della realizzazione della copertura.
Ogni scelta enologica è orientata alla ricerca della qualità. Le uve vengono raccolte esclusivamente a mano in cassette e pressate intere, senza diraspatura. La pressatura è estremamente soffice e progressiva: si lavora con incrementi minimi di pressione, alternati a leggere rotazioni così da estrarre principalmente il mosto proveniente dalla parte centrale dell’acino, la frazione più nobile e più adatta ai lunghi affinamenti. Una tecnica che privilegia la finezza rispetto alla resa.
La stessa filosofia si ritrova nell’affinamento. Tutte le cuvée sostano sui lieviti ben oltre i tempi richiesti dal disciplinare e alcune sboccature tardive arrivano dopo 10, 15 o addirittura 20 anni. Non si tratta di un esercizio stilistico, ma della naturale conseguenza di una materia prima capace di sostenere il tempo e di trasformarlo in complessità. Tutti i vini fanno almeno una parte della fermentazione in legno.
L’innovazione, tuttavia, non si limita alla produzione. Mosnel è stata tra i soci fondatori della FIVI e rivendica con orgoglio una filiera completamente interna: nessun acquisto di uve, vini o basi spumante. Ogni bottiglia è inoltre identificata da un QR code univoco che ne garantisce la completa tracciabilità, esempio concreto di come tradizione e tecnologia possano convivere.
La degustazione
I Franciacorta di Mosnel sono vini di equilibrio, eleganza e profonda vocazione gastronomica. Più che cercare l’impatto immediato, puntano sulla precisione, sulla mineralità e sulla capacità di accompagnare il cibo e di evolvere negli anni, dimostrando come il tempo possa diventare uno degli ingredienti più preziosi del vino.
Franciacorta Bio Brut Nature S.A.
Tiraggio 2022 – Sboccatura aprile 2025
Composto per il 73% da chardonnay e per il 27% da pinot bianco. Doppia spremitura in pressa automatica. Le uve vengono vinificate separatamente; la fermentazione avviene in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere, seguita dalla fermentazione malolattica, poi 36 mesi sui lieviti. È il primo Franciacorta biologico realizzato utilizzando esclusivamente zucchero biologico ricavato da uve biologiche e prodotto in Italia, elemento distintivo dell’intero progetto produttivo.
Nel calice si presenta di un paglierino luminoso e vivido. Al naso è deciso e raffinato, dominato da eleganti richiami agli agrumi gialli, con cedro e foglia di limone in evidenza, cui si affianca la dolcezza del frutto bianco, in particolare la pesca.
L’assaggio colpisce per il suo ingresso dinamico e lineare: la freschezza agrumata accompagna un sorso che si distende progressivamente, allargandosi da guancia a guancia senza perdere precisione. La chiusura è armoniosa, espressione di uno stile essenziale ma di grande eleganza.
Franciacorta Brut S.A.
Tiraggio 2023 – Sboccatura novembre 2025
La quarantacinquesima cuvée della cantina rappresenta il manifesto dello stile Mosnel e vede l’impiego di tutti e quattro i vitigni consentiti dal disciplinare: 67% chardonnay, 26% pinot bianco, 5% pinot nero e 2% erbamat.
La vinificazione prevede una doppia pressatura e una fermentazione svolta in parte in vasche di acciaio termocondizionate e in parte in piccole botti di rovere, seguita da 30 mesi di affinamento sui lieviti.
Dosato a soli 3 g/l, si colloca tra i brut più asciutti della denominazione.
Alla vista si distingue per un colore brillante, un oro bianco attraversato da riflessi verdolini. Il profilo olfattivo è fresco e articolato: limone e mandarino aprono la scena, seguiti dalla dolcezza della mela verde, da erbe aromatiche e da eleganti richiami di melissa.
In bocca si rivela elegante e perfettamente equilibrato. La freschezza citrina stimola una piacevole e continua salivazione, mentre il sorso rimane sempre avvolgente e composto. I quattro vitigni dialogano con grande armonia, dando vita a un Franciacorta di notevole equilibrio, ideale anche nell’abbinamento con la pizza.
Franciacorta Pas Dosé S.A.
Tiraggio 2021 – Sboccatura novembre 2025
Quarantatreesima cuvée della maison, nasce dalla medesima base del Brut. Circa 30.000 bottiglie vengono destinate ogni anno a questa versione, ottenuta da una selezione della cuvée del Brut.
L’assemblaggio comprende il 70% di chardonnay, il 27% di pinot bianco e il 3% di pinot nero. La fermentazione avviene in barrique di rovere francese. Ogni anno vengono introdotte poche nuove barrique, affiancate da botti storiche ancora perfettamente efficienti.
Il colore è luminoso, vivido, di un intenso oro bianco. Il naso si apre con una raffinata componente vegetale che richiama rosmarino, verbena e tiglio, arricchita da sfumature balsamiche. Seguono sensazioni più morbide di zucchero filato e crema alla vaniglia, completate da una delicata speziatura di pepe bianco.
L’ingresso al palato è cremoso e avvolgente, tornano la dolcezza del frutto, con richiami alla pesca bianca. Un pas dosé di grande equilibrio, particolarmente versatile a tavola, dall’aperitivo ad un piatto di spaghetti, fino alla cucina giapponese.

Franciacorta Brut Rosé S.A.
Tiraggio 2023 – Sboccatura 2025
L’assemblaggio è composto da 46% pinot nero, 39% chardonnay e 15% pinot bianco, con un dosaggio di 3 g/l. Doppia spremitura. La macerazione del pinot nero si prolunga per una notte, seguita da doppia pressatura. La fermentazione malolattica contribuisce ad ammorbidire la componente acida, rendendo il vino più immediato e piacevole.
Nel bicchiere si presenta con un luminoso oro rosa dai riflessi vivaci. Il naso è netto e floreale, con delicati richiami all’acqua di rose, ai petali di rosa e alla peonia, cui seguono note di lampone, ribes rosso e scorza d’arancia. Il finale è vivacizzato da una raffinata speziatura di pepe rosa.
Al palato il sorso è delicato ma vitale, sostenuto da una piacevole verticalità e da una costante freschezza che invita alla beva. La componente agrumata ritorna con decisione insieme a eleganti richiami balsamici, mentre il finale, lungo e persistente, è impreziosito da una speziatura che ricorda il pepe di Sichuan, conferendo ulteriore complessità e grande piacevolezza.
Franciacorta Brut Satèn 2021
Tiraggio 2022 – Sboccatura 2025
Satèn prodotto con 100% chardonnay, fermentato in legno per il 40%. Il dosaggio, contenuto a 3 g/l, ne preserva la tensione gustativa senza rinunciare alla tipica morbidezza della tipologia.
Nel calice si presenta con un luminoso colore dorato. Il profilo olfattivo è ammaliante: alla dolcezza del frutto maturo si affiancano richiami di caramella mou e delicate spezie dolci, seguiti da fresche note agrumate di clementina e da eleganti sentori floreali di biancospino.
L’assaggio è coerente con lo stile Satèn: il sorso è setoso, morbido e avvolgente. Dopo l’iniziale sensazione di rotondità emergono progressivamente freschezza e piacevole sapidità che donano slancio alla beva. Il finale richiama il caramello, leggere tostature da frutta secca e la mandorla appena spezzata.
Franciacorta Extra Brut EBB 2018
Tiraggio 2019 – Sboccatura novembre 2023
Millesimato ottenuto da chardonnay proveniente da quattro vigneti storici, fermentato interamente in legno. L’assenza della fermentazione malolattica preserva integrità e tensione acida, mentre il dosaggio minimo di 1,5 g/l ne sottolinea il carattere essenziale. Dopo la sboccatura, il vino riposa in cantina per almeno 12-15 mesi prima della commercializzazione.
Alla vista è dorato sottile con screziature verdoline, lucente, il naso è espressivo e articolato: aprono pesca bianca e pera, seguite da note di alloro e timo, sfumature mentolate, eucalipto, delicate spezie e una raffinata componente dolce che ricorda la crema alla vaniglia e una crostata alla frutta.
Il sorso è pieno, con un ingresso di grande spessore. Le sensazioni agrumate di limone e cedro si intrecciano a una marcata sapidità e freschezza, un vino capace di coniugare finezza e personalità, delicato nell’espressione, ma ricco di carattere.
Una curiosità: le tre lettere del nome sono le iniziali della fondatrice.
Franciacorta Rosé Pas Dosé Parosé 2019
Tiraggio 2020 – Sboccatura ottobre 2024
Primo Rosé Pas Dosé prodotto, nasce da un assemblaggio di 70% pinot nero e 30% chardonnay. Il pinot nero macera una notte prima della pressatura, mentre la fermentazione si svolge in legno. L’affinamento supera i quattro anni e mezzo sui lieviti e non viene svolta la fermentazione malolattica, scelta che preserva slancio ed energia.
Il colore è un elegante oro rosato, screziato. Il profilo olfattivo si apre con delicati sentori di rosa e scorza di agrumi, seguiti da piccoli frutti rossi maturi, dolce e acido, in particolare fragola e lampone, quasi un infuso ai frutti di bosco e lieve sfumatura vanigliata.
In bocca il sorso entra compatto e misurato, per poi distendersi progressivamente fino ad avvolgere il palato con naturale eleganza. Il finale è raffinato e persistente, caratterizzato da un piacevole ritorno di buccia di mela rossa che ne accentua la freschezza e la complessità.
Si abbina bene sia ad una tagliata di carne che a una di tonno.
Franciacorta Pas Dosé Riserva 2007 “Riedizione”
Sboccatura 2022
Assemblaggio di 40% pinot bianco, 40% chardonnay e 20% pinot nero, questa riserva viene proposta solo in annate e occasioni particolari. Vinificazione in acciaio per il pinot bianco e legno di piccole botti di rovere francese per chardonnay e pinot nero, 14 anni di riposo sui lieviti e ulteriori mesi di affinamento prima di essere messo in commercio.
Gli anni definiscono la straordinaria profondità espressiva, nel pieno rispetto dello stile Pas Dosé.
Nel bicchiere si presenta con un intenso colore dorato, luminoso e brillante. Il naso racconta con eleganza il trascorrere del tempo: agrumi canditi, zenzero e pan di zenzero si fondono con note di vaniglia, sensazioni balsamiche e mentolate, mentre delicati richiami di crema agli agrumi completano la notevole complessità.
Il sorso è ampio e solido, materia, ma composto e perfettamente equilibrato. La sapidità accompagna una persistenza lunga e raffinata, sostenuta da una sottile dolcezza che deriva dall’evoluzione del vino e non dal dosaggio. Il lungo finale lascia una traccia elegante e profonda, confermando il valore di una Riserva capace di interpretare il tempo con grande classe.

La storia di Mosnel insegna che innovazione non significa necessariamente inseguire la novità, ma avere il coraggio di prendere decisioni che guardano lontano. È grazie a scelte come quelle di Emanuela Barzanò Barboglio e della sua famiglia se oggi la Franciacorta possiede un’identità tanto forte e riconoscibile. Un’eredità che continua a vivere in ogni bottiglia e che rende questa cantina non soltanto una protagonista della denominazione, ma una delle aziende che hanno contribuito a definirne il destino.