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Racconti dalle delegazioni

Il Marsala. Eccellenza di Sicilia

di Valerio Mondini - 20 aprile 2015 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Nuovo viaggio in Sicilia, dopo i Rossi dell’Etna e i vini di Arianna Occhipinti, questa volta dalla parte opposta, nel trapanese, alla scoperta di un’altra eccellenza assoluta: il Marsala dell’azienda Marco De Bartoli. Oggi a portare avanti la cantina sono i figli, con Renato De Bartoli che ha assunto il ruolo di enologo.

De Bartoli Terzavia - Ais LeccoSi parte subito col botto, in tutti i sensi, visto che come aperitivo vengono servite delle bollicine autoctone, un metodo classico ottenute da uve Grillo in purezza e il cui nome è significativo per indicare come sia stata cercata e trovata una strada alternativa: Brut Nature Terzavia 2012.

Viene prodotto seguendo il metodo ancestrale in uso nell'abbazia di Limoux nel '400, che utilizza come liqueur de tirage del mosto fresco della stessa annata 2012, in quantità tale da raggiungere l'equivalente dei 24 grammi /litro di zucchero in uso nel metodo classico. Lieviti rigorosamente indigeni. Metà del vino si affina in acciaio, mentre l'altra metà in barrique. Infine almeno altri diciotto mesi in bottiglia. Non a caso il nome della linea di bollicine è "Radici in evoluzione".

Colore paglierino dorato e un perlage fine spiccano nel bicchiere. Note burrose, di frutta candita e fiori secchi, note agrumate, tra le quali si riconosce l'acidità del mosto. Nota mediterranea persistente e grande freschezza. Uno spumante davvero unico.

Il buffet è come consuetudine un omaggio alla terra di origine dei vini in degustazione: pane alle olive, arancini di riso alla siciliana, cous-cous, sfinciuni, focaccia all'olio di Chiaromonte, grissini sfogliati all'origano.  

Dopo avere già potuto apprezzare la qualità dei prodotti dell'azienda De Bartoli, si può iniziare il viaggio  di esplorazione con il nocchiero Guido Invernizzi, affezionato divulgatore dell'AIS Lecco.

Il Marsala paga ancora oggi lo scotto degli anni bui, che lo hanno identificato come un vino di scarsa qualità, da vendere in bottiglioni per essere usato in cucina e di cui sono state fatte mille versioni. In realtà ha tradizioni antiche e il disciplinare del 1969 e le successive modificazioni fino al 1984, hanno regolamentato e messo fine alle sperimentazioni più azzardate e di bassa qualità. 

Le origini del vino in questa area arrivano al V secolo avanti Cristo. Se ne ritrovano delle tracce anche sull'isola fenicia di Mozia, davanti a Trapani, mentre Marsala venne fondata in seguito, col nome di Lilybeo.

La città si sviluppa con l'arrivo degli arabi, che nell'VIII secolo danno origine anche al suo nome attuale: Marsà-Allah, il porto di Dio.

Oltre al nome, gli arabi rivoluzionano anche il concetto di enogastronomia. 

È Federico II di Svevia a dover essere considerato il padre della viticoltura in questi territori. Alla sua corte nel 1200 i vini erano molto forti, ma non venivano ancora fortificati.

La rinascita arriva nel XVIII secolo, con gli inglesi che hanno valorizzato, perfezionato e diffuso un vino che veniva prodotto da secoli. 

La versione romanzata narra di come John Woodhouse nel 1773 arrivi nel porto di Marsala e scopra il vino liquoroso locale, molto simile ai vini spagnoli e portoghesi che già commerciava. In realtà gli inglesi compravano da decenni il vino locale, prodotto col metodo in perpetuum,  che consisteva nell'aggiungere vino nuovo alle botti da cui si spillava il vino vecchio. Sicuramente Woodhouse iniziò a esportarne quantità sempre maggiori, addizionandolo con acquavite di vino per fortificarlo e consentirgli di sopportare il lungo viaggio in mare. Fondò quindi la sua cantina, adottando il metodo soleras per l'affinamento.

Nel 1821 nasce la cantina Ingham & Whitaker, mentre la prima grande cantina locale è del 1832 di Vincenzo Florio, seguita poi da Rallo, Pellegrino e altri.

Altra tappa storica il 1862, quando in onore di Garibaldi che aveva particolarmente apprezzato la dolcezza di un vino locale, nasce il "Garibaldi dolce".

Il riconoscimento ufficiale arriva nel 1969, con l'assegnazione della DOC e il rilascio della prima versione del disciplinare. La zona di produzione delle uve destinate alla preparazione dei vini liquorosi comprende l'intero territorio della provincia di Trapani, esclusi i comuni di Pantelleria, Favignana ed Alcamo.

Da disciplinare, per i Marsala oro ed ambra  sono ammessi i vitigni "Grillo" e/o "Catarratto" (tutte le varietà e tutti i cloni), e/o "Ansonica" (detto localmente "Inzolia"), e/o "Damaschino". 

Per i vini in degustazione è stato impiegato esclusivamente il vitigno Grillo in purezza, da cui si ottengono vini con un buon contenuto alcolico, una media acidità e una certa tendenza all'ossidazione, con una nota caratteristica di fiori secchi.

 

De Bartoli - Vini

Si inizia con un Vecchio Samperi Ventennale - 17,5°. Vitigno Grillo 100%. Da vigne vecchie da diciassette a quaranta anni, poste in contrada Samperi, a cui deve il nome. Terreno calcareo-sabbioso, coltivazione ad alberello e controspalliera guyot. Vendemmia a fine settembre, spremitura soffice, fermentazione tradizionale in fusti di legno. Affinamento medio di venti anni in botti di rovere e castagno, col metodo perpetuo, tipo Soleras e quindi l'aggiunta di piccole quantità di vino nuovo a vini vecchi. Per una controversia legislativa, ancora irrisolta, porta in etichetta la scritta "Vino liquoroso secco", ma in realtà non è un vino fortificato. E' il primo vino prodotto da Marco De Bartoli e nella sua scheda viene descritto nel modo seguente: Da considerare radice di partenza, dalla quale sviluppare e diffondere il concetto di "territorialità". Bellissimo colore tra il topazio e l'ambra brillante. Archi e lacrime ne evidenziano la consistenza. Il naso è straordinario, con una complessità olfattiva e un tenore alcolico importanti. Sentori di frutta secca, fico, miele, albicocca secca. Nota smaltata, che "sa di mare". In bocca il vino è secco e la corrispondenza gusto-olfattiva sfiora la perfezione: il naso non predomina sul gusto e viceversa. L'alcol, seppure importante, non prevale e non brucia. Nella nota ossidativa si apprezzano la sovra-maturazione dell'uva e il metodo soleras. Dopo un po' di tempo affiorano sentori di mallo di noce, di miele di castagno e una piacevole nota eterea.

Si continua con un Marsala Superiore Oro -  'Vigna la Miccia'  DOC - 17,5°. Vitigno Grillo 100%.  Da vigne di diciassette anni, poste in contrada Samperi. Terreno calcareo-sabbioso, coltivazione a controspalliera guyot. Vendemmia a inizio settembre, spremitura soffice, fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio da cinquanta ettolitri. Affinamento in barrique nuove di rovere per almeno quattro anni sempre colme e sei mesi in bottiglia. La vinificazione a freddo esalta le note fruttate e più delicate dei vitigni. Come da disciplinare, essendo di qualità Oro, ammette solo uve a bacca bianca e non consente l'aggiunta di mosto cotto. La classificazione Superiore richiede almeno due anni di invecchiamento, ma in questo caso sono cinque. Settanta grammi/litro di residuo zuccherino.

Il colore è più scarico del precedente, ma rimane decisamente brillante. Al naso note di frutta secca, frutta disidratata, ananas candito, tabacco. Note eteree di lucido da scarpe e trementina. In bocca si riconoscono note di frutta tropicale e papaya. E' un vino dalla grande morbidezza, rotondo e vellutato.

Si prosegue quindi con un Marsala Superiore Riserva 10 anni DOC - 18,5°. Vitigno Grillo 100%.  Da vigne da diciassette a quaranta anni, poste in contrada Samperi. Terreno calcareo-sabbioso, coltivazione ad alberello e controspalliera guyot. Vendemmia a fine settembre, spremitura soffice, fermentazione tradizionale in fusti di legno. Una parte del mosto viene prelevato e arricchito con acquavite per la preparazione della "mistella" che sarà aggiunta al vino. Affinamento in fusti di rovere di varie dimensioni per almeno dieci anni. Classificato semi-secco. Sessanta grammi/litro di residuo zuccherino.

Magnifico colore oro rosso. Grande struttura. Anche il naso è magnifico, intenso e complesso. Note di fiori e frutta secca, note di spezia, cera d'ape, profumi terrosi, fungo e nota resinata. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. L'alcol è equilibrato e in bocca rivela la sua grandissima finezza. Elegante sensazione pseudo-calorica. Sentori di albicocca disidratata e miele bruciacchiato, su una morbidezza di fondo. Notevole complessità della struttura e in evoluzione. Indubbiamente un grande prodotto.

 

Sulle ali dell'entusiasmo provocato dalla qualità dei vini, Guido arriva a citare l'ammiraglio Nelson: "Dopo aver bevuto un marsala, chiunque ha diritto per trenta secondi a sentirsi nobile"

 

Si conclude con un Marsala Superiore Riserva 1987 DOC - 19°. Vitigno Grillo 100%.  Da vigne da diciassette a quaranta anni, poste in contrada Samperi. Terreno calcareo-sabbioso, coltivazione a controspalliera guyot. Vendemmia a fine settembre, spremitura soffice, fermentazione tradizionale in fusti di legno di rovere e castagno a temperatura controllata. Una parte del mosto viene prelevato e arricchito con acquavite per la preparazione della "mistella" che sarà aggiunta al vino. Affinamento in fusti di rovere di varie dimensioni per almeno venti anni.

Formaggi in abbinamento Colore magnifico ambrato, che ne testimonia il perfetto stato di salute cromatica. E' un marsala diverso dagli altri, più austero e più pungente, con un sentore di "rancio", vale a dire un profumo ossidativo. La nota eterea è più evidente, oltre a note di fungo, legno, incenso e terreno ferroso.

In bocca spiccano invece sentori di scorza d'arancia e cedro candito, con una nota agrumata prevalente, rispetto alla nota eterea avvertita al naso. Grande sensazione di salivazione e freschezza.

Per l'abbinamento vengono serviti diversi formaggi dai gusti progressivamente più intensi, partendo già da un buon livello di sapidità, per arrivare agli erborinati. Inutile dire che tutti i marsala reggono felicemente il confronto e la gara di persistenza.

L'originalità consiste nel tornare alle origini

Antoni Plàcid Guillem Gaudi i Cornet

Bevi vino, chè vita eterna è questa vita mortale,
E questo è tutto quel ch'hai della tua giovinezza;
Ed or che c'è vino, e fiori ci sono, e amici lieti d'ebbrezza,
Sii lieto un istante ora, chè questa, questa è la Vita. 

Omar Khayyam

Viva il vino spumeggiante nel bicchiere scintillante come il riso dell'amante; mite infonde il giubilo! 

Turiddu-Cavalleria Rusticana

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