Bollicine a confronto, l’ultimo appuntamento del 2025
Degustatori AIS Lombardia
16 gennaio 2026
Oltrepò Pavese, Franciacorta e Champagne. Sono i tre protagonisti dell’ultimo incontro dei Degustatori di AIS Lombardia che ha chiuso le attività del 2025 a Cologno sul Serio, in provincia di Bergamo.
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È stata la delegazione AIS di Bergamo, guidata da Roberta Agnelli, a ospitare l’ultimo incontro dell’anno del gruppo dei Degustatori di AIS Lombardia. Artur Vaso, curatore della Guida ViniPlus, ha impostato la giornata di degustazione illustrando il corretto approccio da adottare quando ci si confronta con uno spumante, tipologia che vede la presenza di differenti tecniche produttive e territori di appartenenza. Obiettivo? Cercare di individuare e catalogare i caratteri essenziali delle diverse tipologie.
I vini sono stati presentati all’interno della loro categoria di appartenenza, ma senza fornire indicazioni supplementari relative alle annate in degustazione. Il servizio del primo e consueto campione, utile come “briefing degustativo” prima di iniziare i lavori, ha consentito ai presenti di prestare particolare attenzione alle molteplici variabili che concorrono nella degustazione di un Metodo Classico. All’esame visivo, la tonalità, la massa colorante e il perlage sono indicativi della permanenza sui lieviti. L’esame gusto-olfattivo rivela, invece, se il vino sia stato prodotto da un unico vitigno o da più varietà e suggerisce inoltre il metodo di vinificazione, oltre a donare un’indicazione del luogo di provenienza.
Prima batteria
VSQ Metodo Classico Collezione Atelier, S.A. - Valdo
I degustatori comprendono immediatamente, dall’esame visivo, che si tratta di un Metodo Classico di breve permanenza sui lieviti: apprezzabile per la sua freschezza e morbidezza, mostra uno stile semplice e immediato, pregevole per queste caratteristiche. In questo caso, più che ricercare la complessità, è bene valutare il campione riconoscendo uno stile produttivo che ha come obiettivo soprattutto la ricerca della piacevolezza e dell’immediatezza.
VSQ Metodo Classico Noir Collection N.12, S.A. - Ballabio
Questo campione si distingue rispetto al precedente per il differente perlage, più fine e persistente: la complessità olfattiva abbraccia tutte le famiglie presentando un buon corredo di aromi fruttati, vegetali e di pasticcera secca. Al sorso prosegue con grande equilibrio, persistenza e armonia, rivelandosi un Metodo Classico dal carattere distintivo.
VSQ Metodo Classico Brut Nature 2020 - Picchi
La livrea più dorata potrebbe suggerire una maggior permanenza sui lieviti, ma si rivela meno espressivo del campione precedente. Al palato “scivola “velocemente e manca di freschezza, mostrando poca coerenza tra i tre passaggi della degustazione.
La batteria è stata contraddistinta dalla presenza di tre campioni molto differenti tra loro, sia dal punto di vista dello stile produttivo che delle zone di provenienza e produzione. Simone Bevilacqua ha ricordato come i parametri soggettivi della degustazione, quali purezza, espressività ed eleganza, devono sempre essere frutto dell’esperienza del degustatore rapportato alla categoria produttiva del campione preso in esame.
Seconda batteria
- Franciacorta DOCG Brut Nature S.A. - Mosnel
- Franciacorta DOCG Dosaggio Zero 2015 - Mirabella
- Franciacorta DOCG Dosaggio Zero Riserva 2014 - Barone Pizzini
In questo ci troviamo di fronte a una batteria certamente più uniforme: stesso metodo di produzione, stessa denominazione e un’impronta netta e ben identificata che deriva dallo chardonnay. La degustazione, tuttavia, mette in evidenza tre espressioni olfattive differenti. Il primo campione è molto espressivo al naso e immediatamente avvolgente, caratterizzato da nuances agrumate di cedro e pompelmo, mentre il secondo si apre con profumi più timidi e meno disponibili, ma molto interessanti, che ricordano la panificazione e la pasticceria. Dopo qualche minuto le sensazioni si invertono e il secondo vino acquista più eleganza e persistenza. Questo esercizio del “secondo assaggio” è molto importante per comprendere il carattere del vino, che spesso va atteso nel calice. Il terzo campione, infine, al naso è al primo impatto più chiuso: bisogna concentrarsi e scavare nella memoria per individuare gli aromi. Lascia forse intendere che il vino potrebbe essere in bottiglia da molto tempo? Al palato l’effervescenza è delicata, mantenendo una distinta freschezza e saporosità: con sorpresa la sala scopre solo in un secondo tempo che il campione è in effetti del 2014.
Terza batteria
- Champagne AOC Brut S.A. - Guillemette
- Champagne AOC Cuvée Solera Brut Nature, S.A. - Richard-Dhondt
- Champagne AOC Alliance (réserve 18), S.A. - Jean Josselin
Lo champagne presenta abitualmente colori più densi, ricchi di maggior massa colorante: le tonalità virano sul paglierino dorato pieno.
Nel primo calice le bollicine sono poco numerose, ma persistenti e con una media velocità di ascesa. L’olfatto racchiude sentori fruttati ed erbacei differenti rispetto dalla batteria precedente. Al sorso la sala è consapevole che ci si trova di fronte a un assemblaggio dei due vitigni iconici, pinot nero e chardonnay. Al palato è fine e cremoso e regala un’ottima freschezza e persistenza.
Il secondo campione stupisce la sala a causa di profumi non molto eleganti al primo impatto. Scelta produttiva? Terroir? Sono alcune delle domande della sala. Il perlage è ricco e persistente, dona note solforate e molto mature. Al sorso è pieno, quasi masticabile. Questo champagne è ottenuto con il Metodo Solera: vengono utilizzati vini di circa una decina d’anni, mentre l’affinamento in bottiglia è di 6 anni. Il vitigno? Solo chardonnay.
La batteria si chiude con un campione più fresco al naso, che esprime note balsamiche e burrose. Bellissimo il perlage, fine e persistente: regala un sorso di buona struttura e molto persistente, indicativo della presenza in maggioranza di pinot nero nella cuvée.
Quarta batteria
L’ultima batteria è caratterizzata dalla presenza di tre campioni, un mix delle tipologie degustate precedentemente durante giornata.
- Champagne AOC La Fosse d’Arzilliers Blanc de Noirs (Solera), S.A. - Tornay
- Franciacorta DOCG Extra Brut “Eronero” 2014 - Ferghettina
- Champagne AOC Extra Brut (⅓ PN ⅓ CH ⅓ PM) S.A. - André Goutorbe
Il primo campione ci rimanda a qualcosa che abbiamo già assaggiato durante la giornata: certamente è uno champagne realizzato con il Metodo Solera. Dal 2018 questa maison realizza questo vino introducendo una aggiunta della nuova annata. I sentori all’esame olfattivo esprimo frutti rossi maturi, che lasciano supporre la presenza di un pinot nero in purezza, seguiti da note di anice e liquirizia. Il sorso è morbido, ricco e persistente.
Il secondo campione sfoggia una livrea dorata con ricchi riflessi ambrati: l’esame olfattivo lascia supporre che si ritorni in patria: i sentori del pinot nero potrebbero suggerire sia un Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese, ma la nota empireumatica, la particolare freschezza, ci induce a cambiare rotta: ci troviamo di fronte a un Franciacorta con affinamento sui lieviti di 7 anni. Ha una spiccata personalità e una grande persistenza.
Nell’ultimo campione si percepisce all’olfatto un corredo aromatico ricco di sentori di frutta matura, dalla pesca alla mela rossa, e di piccoli frutti rossi: spicca una nota burrosa che ci lascia che abbia che il vino abbia svolto la fermentazione malolattica. Al sorso è molto cremoso, risulta il più equilibrato di questa batteria, rivelando la provenienza d’oltralpe di un prodotto che assembla pinot nero, chardonnay e meunier, coinvolgendo per un 30% vini di riserva.
Si conclude, così, l’ultimo incontro del 2025 del gruppo dei Degustatori di AIS Lombardia. Il percorso intrapreso dal gruppo di lavoro, con focus su specifiche tipologie, incontra il giudizio positivo dei sommelier che partecipano a questi incontri e consente, come sottolinea Artur Vaso, ai degustatori di esprimere punteggi sempre più compatti e coerenti, aspetto fondamentale durante le giornate dedicate alle degustazioni delle guide ViniPlus e Vitae.