Bordeaux. Un affascinante rompicapo

Racconti dalle delegazioni
25 febbraio 2014

Bordeaux. Un affascinante rompicapo

Il percorso iniziato con Samuel Cogliati nel Master sulla Francia, si è arricchito di una ulteriore tappa, cioè il Master di approfondimento dal titolo "Il Bordeaux in 5 incontri". Queste preziose cinque serate sono state dedicate ad una regione non facile da esplorare, in quanto vastissima, variegata e con secoli di storia alle spalle

Ilaria Ranucci

Master BordeauxNon solo. I vitigni tipici di Bordeaux ed il taglio bordolese, sono diventati un riferimento internazionale, al punto da essere troppo spesso giudicati in base a stereotipi e mode, invece di essere accostati e compresi senza pregiudizi.
Quindi, con la consueta raffinatezza di stile, Samuel si é posto il difficile compito di decostruire lo stereotipo, prima ancora di rimettere a fuoco una conoscenza effettiva del Bordeaux. 
Per chi ha partecipato ne é assolutamente valsa la pena: nonostante il carattere di “introduzione”  (stiamo pur sempre parlando di una realtà produttiva enorme, che richiederebbe ben più di cinque serate), si è trattato un momento prezioso per acquisire un’idea più genuina e diretta di questa importante regione.

Qui di seguito alcuni spunti per seguire il dispiegarsi di questi affascinanti incontri.


Master Bordeaux1. L'ESSENZA DEL BORDEAUX
I vini prodotti a Bordeaux e quelli fatti altrove con un taglio bordolese non sono la stessa cosa


Ai massimi livelli di qualità i vini di Bordeaux non cercano espressività immediata, ma si pongono su toni di classicismo, finezza e distinzione. Prescindono dalle mode e non amano l'esagerazione. Sono tutt'altro che ruffiani, immediati e facili. Esprimono ciascuno una propria identità che rifugge da generalizzazioni. Sono mutevoli nell'espressione e quindi spesso sorprendenti (in positivo e negativo). 
Nella degustazione ci hanno costretto ad un salutare bagno di umiltà. Richiedono pazienza e concentrazione e quasi gongolano nel tradire le prime impressioni.


2. UNA REALTÀ MULTIFORME
Non solo fama e soldi.


Quando si pensa al vino di Bordeaux molto spesso la mente corre ai prestigiosi Premier Cru del Médoc, alle punte di qualità della riva destra, all'esclusività e al privilegio. Invece i Cru Classé rappresentano una parte minoritaria della realtà produttiva di Bordeaux. 
Il resto è spesso fatto di vini che non sempre trovano acquirenti, di produzione soggetta a vincoli di redditività, di un clima mutevole e abbastanza estremo per la vite. 
7.200 dichiarazioni di vendemmia, 55.000 addetti, 43% delle vendite in GDO. Un bell'impegno, e non sempre scelte facili, per un sommelier che si accosta alla regione.


Master Bordeaux3. UNA CLASSIFICAZIONE STABILE E RISPETTATA
La classificazione dei vini del Médoc è una leggenda, quasi immutata dal 1855.


Chi si accosta alla conoscenza dei vini di Bordeaux, ne apprende subito la storia. E scopre, affascinato, che i Premier Cru sono un numero limitatissimo, eccezionalmente salito a 5 dopo oltre cent’anni di lotta della famiglia Rothschild per far elevare a questo Olimpo anche lo Château Mouton.

Una storia che colpisce ed è facile da ricordare: perfetto esempio di marketing ante litteram.
Del resto, per storia e collocazione geografica, Bordeaux è stata una delle prime zone vitivinicole con forte connotazione internazionale e commerciale, e la famosa classificazione è nata per segnalare le punte di qualità ai fini di un’Expo. I prezzi dell'epoca furono uno dei criteri cardine di selezione.


In una magica serata di assaggio dei 5 livelli dei Cru Classé, abbiamo potuto osservare che la classificazione non è perfetta, ma mantiene buona coerenza e logica. 
Ci ha comunque affascinato constatare come sia rispettata e protetta, e questo ne ha probabilmente consolidato il valore nel tempo.


Personalmente, è stato difficile non provare un moto di invidia per i cugini transalpini, per questa eccellente dimostrazione della capacità di fare sistema.


4. I VINI DI BORDEAUX ED IL TEMPO
Qualche volta aspettare non è solo una virtù ma anche e soprattutto una necessità.


I grandi Bordeaux richiedono tempo per esprimersi, attraversano periodi di chiusura e una gioventù aggressiva e scorbutica; non è facile ma occorre farsene una ragione: lo sa bene chi lavora la terra e deve sottostare ai capricci del clima. Non sempre l'attesa è ripagata all'assaggio. Qualche volta l'attesa è molto più che ripagata. C'est la vie!


Per finire, una riflessione sui vini: non sono mai stati banali e noiosi. Questo è stato certamente merito della cura posta da Samuel nella scelta e anche della magia di certi nomi, che capita di rado di accostare (avere uno dei mitici cinque nel bicchiere è una vera emozione). Ma a prescindere da tutto,  non si può non riconoscere al Bordeaux un autentico fascino di evergreen.

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