Champagne Premiers crus: secondi sul podio, ma all’assaggio?
Racconti dalle delegazioni
22 giugno 2026
L’appuntamento con Samuel Cogliati Gorlier dedicato all’esplorazione della Champagne attraverso il suo sistema di categorizzazione dei vigneti, porta otto Premiers crus sotto la lente d’ingrandimento dell’assaggio a Milano.
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Samuel Cogliati Gorlier, autore, editore e divulgatore indipendente, ha dedicato molti scritti e molte ore di studio alla Champagne, un territorio ricco di contraddizioni oltre che di storia e di complessità. La stessa definizione di cru qui acquista una sfumatura del tutto peculiare, ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere per l’Alsazia, per la Borgogna, per Bordeaux o persino per il Beaujolais. In Champagne, infatti, le particolari ragioni storiche ed economiche hanno imposto il concetto per cui il cru equivale all’intero comune vitivinicolo, o al villaggio che prima della Rivoluzione Francese era semplicemente la parrocchia. Diversamente dalla Borgogna, per esempio, dove all’interno dello stesso comune troviamo molteplici cru e molteplici classificazioni, qui il raggruppamento ingloba differenze geologiche, climatiche e, addirittura, microclimatiche.
In Champagne la classificazione dell’unica AOP include 319 crus, quindi 319 comuni in 5 dipartimenti per un totale di 34.200 ettari. La suddivisione prevede al vertice 17 Grands crus, definiti nel tempo in base alla qualità delle uve ivi prodotte e ai relativi prezzi medi annui, 42 Premiers crus e 260 autres crus. I 42 Premiers crus sono così distribuiti nelle 4 regioni: 12 nella Grand Montagne de Reims, 13 nella Petite Montagne, 9 nella Vallée de la Marne e 8 nella Côte des Blancs.
I più storici Premiers crus, in essere dal 1945, sono 26: Avenay-Val-d'Or, Bergères-lès-Vertus, Billy-le-Grand, Bisseuil, Champillon, Chigny-les-Roses, Cuis, Cumières, Dizy, Écueil, Grauves, Hautvillers, Ludes, Mareuil-sur-Aÿ, Les Mesneux, Mutigny, Pierry, Rilly-la-Montagne, Sacy, Tauxières, Trépail, Vaudemange, Vertus, Villedommange, Villers-Allerand, Villers-Marmery.
La degustazione
«La degustazione alla cieca è l’unico strumento che ci avvicina quanto più possibile a una libertà di valutazione, proteggendoci dai nostri preconcetti, dalla notorietà delle bottiglie, dal prezzo delle etichette, dalla simpatia che abbiamo per i produttori e così via. Anche se quella di stasera cieca non è. Degustiamo semmai con una miopia grave, perché di fatto sappiamo già che sono tutti Champagne e tutti Premier cru». La premessa di Samuel Cogliati Gorlier è la migliore introduzione alla nostra degustazione, che, inoltre, non toccherà né il perlage né il colore.
La Comédie Extra Brut Rosé 2019 - Émilien Allouchery
Areale: Petite Montagne de Reims – Écueil, Villedommange – Esposizione: nord-est.
Varietà: pinot noir 60%, chardonnay 40%
Il nostro primo calice rivela all’olfatto una chiusura iniziale dominata da una discreta vinosità ma questo è dovuto, scopriremo, a una questione di tempo e di temperatura (il freddo spesso ingessa gli aromi), perché si apra con gradualità in un ventaglio di fiori di acacia e rosa, con punte cipriate ed erbacee. Saranno poi i sentori di pesca vanigliata, di scorza di cedro e cioccolato bianco a sopraggiungere. Una rotondità olfattiva, che al palato si trasforma in un portamento costante e fresco, che si stabilizza su un agrume con una tonalità di leggiadra dolcezza. Al portamento importante e alla vitalità di entrata, manca però una dinamica di evoluzione.
Les Monts de la Vallée Rosé Extra Brut 2022 - Antoine BouvetAreale: Grande Vallée de la Marne – Avenay-Val-d'Or, Mareuil-sur-Aÿ, Bisseuil – Esposizione: est/sud-est.
Varietà: pinot noir 92%, chardonnay 8%
Pungente, screziato e spettinato, il naso del secondo calice punta su senape, erba cipollina, tabacco, peperoncino, salsa di soia e una sfumatura di pompelmo rosa. In bocca si rivela complesso e ricco, quasi esotico, con rimandi al litchi e alla liquirizia; inoltre, la sua una dolcezza spiazzante, svela una trama gustativa generosa.
Privilège Brut Nature Blancs de Noirs - Marion Perseval
Areale: Petite Montagne de Reims – Chamery – Esposizione: nord-est.
Varietà: pinot noir 65%, meunier 35%
Ha una dimensione intima e asciutta, con sfumature floreali di iris che poi sfiorano lo zenzero, il ribes bianco, il nocciolo di pesca bianca. Tratteggio di erbe di montagna di sottofondo per questo naso preciso e allettante che trova una sua corrispondenza coerente in bocca. Il sorso si rivela, infatti, misurato e pacato, ma anche estremamente succoso con un finale di liquirizia e di bergamotto. Lungo, sapido, elegante ed equilibrato.
La Côte à Bras Brut Nature 2015 - Joseph Perrier
Areale: Grande Vallée de la Marne – Cumières, La Côte à Bras – Esposizione: sud.
Varietà: pinot noir 100%
Il quarto calice mette in luce da subito alcune incertezze con note casearie e brassicacee, tra la panna acida e il fieno bagnato. Poi mela cotta, camomilla e mais tostato punteggiano un certo tormento aromatico. La stessa bocca seppur fitta, si lascia appiattire dalla sua densità, permanendo su note di yogurt alla frutta. Una dimensione golosa, ma non proprio virtuosa, che probabilmente beneficerà dell’ossidazione del tempo. Uno Champagne da rincontrare tra almeno dieci anni.
Les Terres Froides Extra Brut Blanc de Blancs 2020 - R. Pouillon
Areale: Grande Montagne de Reims – Tauxières – Esposizione: nord.
Varietà: chardonnay 100%
Anima fumé, tridimensionale, vibrante e vitale. Ha note esotiche, candite e fruttate, con sbuffi di vaniglia e cocco, di orchidea e bosso. Una sfumatura metallica, che qui crea spessore, torna nella degustazione come filo conduttore, in un sorso pieno, ricco di dettagli, di freschezza minerale e balsamico.
Monts de Vertus Extra Brut Blancs de Blancs 2016 -Veuve Fourny
Areale: Côte des Blancs – Vertus – Esposizione: est/sud-est.
Varietà: chardonnay 100%
Amido di mais e riso tostato, per questo sesto calice, con una spiccata nota di yogurt all’ananas, che a tratti si veste di susina, di mela, dando l’idea di vino di elegante polposità, non smentita all’assaggio. La bocca, infatti, è gustosa, rotonda, ampia, ricercata e con una certa elegante sobrietà aromatica. Di fattura classica, pecca in lunghezza, apparendo leggermente consumato, ma comunque affascinante.
Yuman Brut Nature Blancs de Blancs 2022 - Benoît MarguetAreale: Grande Montagne de Reims – Villers-Marmery, Côte des Blancs, Villeneuve-Renneville – Esposizione: nord-est/sud-est.
Varietà: chardonnay 100%
Un’immediata sensazione di verticalità coinvolge i sensi al primo impatto con questo Premier cru, che si ammanta di profumi di anice, incenso, cardamomo e tarassaco. Compatto, intimo e puro all’olfatto, al palato palesa una tessitura di slancio, senza sconfinare nella nervosità. Essenziale, controllato e insieme libero. Un vino gustosissimo, lungo, senza sbavature, estremamente gastronomico seppur giovane. Una bottiglia da bere nell’arco di qualche giorno per lasciargli il tempo di distendersi e liberare tutta la sua grandezza.
L'Amateur Pas Dosé Blancs de Blancs 2022 - David Léclapart
Areale: Grande Montagne de Reims – Trépail – Esposizione: est/sud-est.
Varietà: chardonnay 100%
La timidezza dell’ultimo calice è piena di fascino. Un invito all’ascolto e alla ricerca: tè nero, agrume candito, talco e erba appena tagliata. In bocca si espande con generosità, si diffonde regalando maturità e ampiezza, con una veste di ananas e camomilla.