Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo: 20 anni da DOCG

Racconti dalle delegazioni
02 novembre 2023

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo: 20 anni da DOCG

In occasione dell'anniversario per i 20 anni del riconoscimento della DOCG, il Consorzio di Tutela Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo si racconta a Milano attraverso due Masterclass: curiosità, peculiarità e confronto tra stili produttivi presentati dal presidente Enrico Cerulli Irelli, accompagnato nella degustazione dalla sommelier Paola Marcone.

Aurora Trasmondi

Il Montepulciano d’Abruzzo è un vino-simbolo che porta la sua regione d’origine nel nome, a testimonianza della sua forte identità territoriale e di come la viticoltura sia da sempre parte integrante del paesaggio abruzzese, con filari che insistono dalle zone montuose interne, passando per le colline, sino ad arrivare alla bellissima costa, e con sistemi di allevamento che spaziano dalla classica pergola al filare basso a spalliera.

Protagoniste della degustazione le colline del teramano, la zona ultra dell’antica regione Abruzzi, ovvero al di là del fiume Pescara, da sempre territorio di confine - oggi tra regioni e un tempo tra stati - delimitando l’antica estremità settentrionale del Regno delle Due Sicilie. Ciò ha segnato profondamente l’identità di questa provincia, dal punto di vista economico/culturale in quanto gli interessi e gli scambi commerciali erano inevitabilmente più dinamici favorendo, nei secoli, lo sviluppo di una classe media di commercianti e proprietari terrieri interessati a valorizzare i propri terreni agricoli. Nascono qui le prime cantine private, ed è proprio per questo che nel teramano risiede il maggior numero di aziende storiche della regione.

La vocazione vitivinicola di questa provincia, l’antica Aprutium, terra dei Petruzi, era già nota al tempo delle guerre puniche, come testimoniano gli scritti del greco Polibio (206 a.C. - 124 a.C.) che decantava le virtù del Montepulciano qui prodotto, raccontando di come il generale cartaginese Annibale ne offrisse ai soldati per rinvigorirli e alleviarne le fatiche delle battaglie.

Il territorio della fascia collinare del teramano è attraversato da quattro fiumi che ne delimitano le vallate omonime, Vibrata, Salinello, Tordino, Vomano, clivi che dal Gran Sasso scendono dolcemente verso la costa adriatica. Sono colline di origine alluvionale percorse in tempi remoti da acque preistoriche che vi hanno lasciato una terra argillosa, ricca di sassi e di sabbie. La vicinanza alla montagna, da una parte, e al mare, dall’altra, favorisce una ventilazione costante con escursioni termiche che evitano la formazione di agenti patogeni garantendo, così, un microclima ideale per la maturazione e la salubrità delle uve. Il clima è quello dell’Italia centrale appenninica, con un inverno relativamente rigido, primavera fresca e umida, estate calda e autunno lungo e temperato. Un terroir unico che ha permesso alla zona di diventare l’unica di origine controllata per un Montepulciano d’Abruzzo garantito nell’eccellenza.

Per apprezzare al meglio le caratteristiche del vitigno protagonista, i vini proposti in degustazione alla cieca, sono ottenuti da montepulciano in purezza pur essendo permesso, da disciplinare, un massimo del 10% di sangiovese.

La degustazione

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Colle Sale 2020 - Barone di Valforte
Sistema di allevamento: spalliera - Affinamento: 12 mesi in barrique

Iniziamo la degustazione partendo da un’antica famiglia di viticoltori, i Sorricchio, nome che indica una tipica falce per tagliare il grano presente anche nell’antichissimo blasone, a testimonianza del forte legame con la loro terra. Valforte è un feudo baronale risalente dal XIV secolo, che si estende per 300 ettari di cui 52 vitati, in una posizione eccezionale tra il Mar Adriatico e le montagne del Gran Sasso, a Contrada Piomba, nei pressi Silvi Marina.

Nel calice il rubino purpureo si alterna a riflessi violacei, aprendosi al naso con un’esplosione di frutti rossi maturi e succosi che si avvicendano a note speziate lievemente dolci di vaniglia e liquirizia. Al palato è caldo e dotato di grande struttura, con un tannino che racconta un’annata con alti e bassi, ma con una marcata spinta acida che accompagna ed esalta il frutto, calibrandone il finale.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Verso Sera 2020 - Velenosi
Sistema di allevamento: cordone speronato - Affinamento: 10 mesi in botte grande da 30 hl

Ci spostiamo nella parte settentrione, a Controguerra, vicino al confine con le Marche, zona caratterizzata da sinuosi e ventilati declivi a circa 264 metri s.l.m. in direzione della costa. Qui nasce, nel 1984, la cantina Velenosi, con l’intento di coniugare la tradizione locale alle moderne tecnologie in cantina.

Il color rosso rubino è impenetrabile, anticipando un naso più scuro rispetto al calice precedente. Il frutto vira sulle more, la prugna secca, la visciola quasi sciroppata, con note floreali che si fanno via via più selvatiche. Non mancano impronte speziate di tabacco e cuoio. In bocca la freschezza lascia spazio a un tannino morbido, con una componente vanigliata che lascia percepire il lavoro del legno, e a una sapidità marcata che si manifesta nel finale.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Apollo 2019 - Ausonia
Sistema di allevamento: Guyot - Affinamento: cemento

Ci spostiamo a sud della denominazione, ad Atri, sulle colline nei pressi della Riserva Naturale Regionale dei Calanchi: un microclima ideale per la coltivazione della vite. Qui, nel 2008, nasce Ausonia, una piccola azienda vinicola a conduzione familiare che da subito ha perseguito l’intento di «vivere la terra, ascoltarla, osservarla, toccarla» seguendo i principi fondanti dell’agricoltura biodinamica.

Rosso rubino con riflessi lievemente violacei, al naso rivela un’immediata piacevolezza e freschezza. I predominanti frutti rossi, fragoline di bosco e ribes, si alternano alle erbe aromatiche (prevalentemente rosmarino) e a persistenti note balsamiche, incenso ed eucalipto su tutti, con uno sfondo di liquirizia. Al palato è rotondo e armonico in tutte le sue componenti, svelando una spiccata componente salina che ravviva il sorso, accompagnato da una sostenuta freschezza nel finale.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Cortalto 2019 - Cerulli Spinozzi
Sistema di allevamento: tendone e filari - Affinamento: acciaio

Siamo a Canzano, sulle colline nell’entroterra della Valle del Vomano. L’azienda nasce nella metà del secolo scorso dalla fusione di due antiche proprietà, l’una di ceppo feudale, gli Spinozzi, l’altra di tradizioni mercantili, i Cerulli. L’attuale cantina risale al 2003, con il preciso intento di valorizzare le uve autoctone con vinificazioni diverse, puntando sulla sostenibilità ambientale e la salvaguardia dei vigneti più vecchi.

I vini della gamma Cortalto sono prodotti con una maggiore permanenza sulle fecce fini e un affinamento in bottiglia di almeno un anno.

Nel calice è di un intenso rubino con riflessi violacei. Al naso le note fruttate sono predominanti (frutti rossi in cui la fragola si distingue nettamente), in un susseguirsi di rimandi vegetali, balsamici e di erbe aromatiche, rosmarino e timo su tutti. L’entrata in bocca è di una morbidezza tale che non lascia presagire la potenza materica che si fa manifesta subito dopo, riempiendo un sorso ben calibrato e sostenuto da un’importante spalla acida che si sposa con una componente sapida molto gradevole e ben presente.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Ipnosi 2018 – Biagi
Sistema di allevamento: Guyot - Affinamento: 24 mesi in barriques di 1°, 2° e 3° passaggio e 3 mesi di affinamento in bottiglia

Ci spostiamo a nord della denominazione, a Colonnella, nell’ultimo lembo settentrionale d’Abruzzo. Qui nasce negli anni ’40 del secolo scorso, l’azienda Biagi, anch’essa, con il lungimirante intento di valorizzare i vitigni autoctoni e salvaguardare l’ambiente. «Produrre grandi vini, espressione diretta di un territorio unico» è ancora oggi la filosofia aziendale.

Rosso rubino con riflessi violacei. L’olfatto svela in modo evidente il lavoro del legno, che accompagna con decisione il frutto senza sovrastarlo. Sentori di vaniglia si alternano alle note fruttate, dalle more alle ciliegie sotto spirito, intervallate da delicate note speziate. Il sorso è pieno e corposo, con un tannino importante ma ben levigato e una freschezza che equilibra il lungo finale.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Vizzarro 2017 Riserva - Barone Cornacchia
Sistema di allevamento: filare a cortina semplice con cordone speronato - Affinamento: 30 mesi in barrique e 6 mesi in bottiglia

Restiamo nella zona al confine con le Marche, a Torano Nuovo, un tempo estremità settentrionale dell’antico regno dei Borboni che, alla fine del XV secolo, conferiscono alla famiglia Cornacchia il titolo baronale con l’onere di controllare i vasti feudi intorno alla Fortezza di Civitella. A seguito della caduta del Regno di Napoli, l’allora Barone Filippo Vizzarro, del quale il vino porta il nome, con eccezionale sagacia inizia a interessarsi di viticoltura selezionando i diversi cloni di montepulciano, già allora largamente diffuso, e facendo reimpiantare i vigneti su innesti di vite americana dopo la devastante infestazione di fillossera. A oggi l’azienda è alla quinta generazione.

Nel calice si presenta intenso, di un rubino tendente al granato che ne anticipa la complessità olfattiva: frutta scura e matura, confettura di prugne e marasche sotto spirito, fiori purpurei si alternano alle note speziate di pepe nero e sentori di cioccolato e tabacco. L’entrata in bocca è vigorosa e potente ma priva di esuberanza alcolica. Il sorso è fitto ma ben calibrato, con un tannino morbido e una componente acida che asciuga la bocca, supportata da una vena sapida che rinvita alla beva.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Barocco 2017 Riserva - Cantina Colonnella
Sistema di allevamento: cordone speronato - Affinamento: 24 mesi in barrique e tonneaux, 12 mesi in bottiglia

Torniamo a Colonnella, tra i centri più belli della Val Vibrata, una collina incorniciata tra il mare e le vette più alte degli Appennini. L’azienda omonima è una realtà cooperativa nata nel 1971 su iniziativa di un piccolo gruppo di viticoltori che, a oggi, può vantare oltre 300 ettari di vigneto.

Di color rosso rubino impenetrabile con nette venature violacee. All’olfatto è scuro come nel calice: confettura di prugne, amarena sciroppata, mora selvatica. Necessita di tempo per aprirsi ma poi è un susseguirsi di sentori vegetali e balsamici, mirto, spezie scure e pepe verde, seguite da note tostate di caffè e foglie di tabacco. In bocca è pieno e rotondo, con un’importante spalla acida che va a sostenere un frutto non surmaturo, ma ancora vivace e fresco. Equilibrato e dal finale incisivo.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Luigi Lepore 2017 Riserva - Lepore
Sistema di allevamento: Guyot - Affinamento: 24 mesi in botte da 50 hl e 6 mesi in bottiglia

Restiamo a Colonnella, dove sorgeva l’antica Truentum. Gaspare Lepore, vigneron dal 1992, da subito si dedica alla salvaguardia dei vitigni autoctoni abruzzesi intuendo come la sostenibilità del vino inizi in vigna, comprendendo l’importanza di una viticoltura biocompatibile, attraverso una rigorosa raccolta manuale, concimazioni organiche e inerbimento del terreno, riuscendo a mescolare artigianalità e innovazione.

La sua Riserva 2017 si presenta nel calice di color tendente al granato con riflessi aranciati. Al naso la gamma olfattiva è esplosiva e ampia: dai sentori di marasca sotto spirito, prugna e radice di liquirizia a quelli floreali di rosa appena colta e viola, e ancora corteccia, rabarbaro e china che lasciano poi spazio a erbe officinali e note balsamiche. La bocca è un connubio di profondità, pienezza e piacevolezza di beva, con un tannino integrato e una freschezza importante e sostenuta che accompagna il sorso dal finale molto lungo.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Colle Trà 2017 - Strappelli
Sistema di allevamento: Guyot - Affinamento: 18 mesi in barrique

Restiamo nella Val Vibrata ma scendiamo verso sud nell’entroterra, a Torano Nuovo, tra le capitali del montepulciano d’Abruzzo. Dal 1990, l’azienda guidata dal lungimirante Guido Strappelli cambia totalmente il suo profilo produttivo, passando dalla realizzazione di vini sfusi e da taglio, alla realizzazione di una cantina altamente tecnologica con la successiva conversione della produzione in coltivazione biologica. Tutti i vini della gamma Colle Trà sono prodotti attraverso un processo di fermentazione spontanea e l’uso esclusivo di lieviti indigeni.

Nel calice è di un impenetrabile rubino, che prepara all’intenso profilo olfattivo. Si dispiega in sentori netti di marasca, mirtillo e erbe aromatiche, con richiami mentolati e balsamici di china, eucalipto e rabarbaro. In bocca è irruente, dal tannino non ancora non del tutto addomesticato, ma mitigato da una spiccata ed estremamente piacevole nota sapida che sorregge il sorso nel finale dal ritorno balsamico.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Santa Maria dell’Arco 2016 - Faraone
Sistema di allevamento: Guyot - Affinamento: 60 mesi in botti da 30 hl

Ci avviciniamo alla costa adriatica, verso Giulianova, in un’azienda a conduzione famigliare nata nel 1930, anch’essa incentrata sulla realizzazione di vini sfusi che poi riconverte la produzione iniziando a imbottigliare con la propria etichetta.

Rosso rubino luminoso, nonostante l’importante affinamento. Si apre con un sottobosco umido, foglie secche, note fungine e humus che si sposano con lievi profumi di spezie dolci. Al naso il legno, nonostante i 5 anni in botte, non sovrasta la gamma olfattiva, piuttosto la supporta. Il frutto è predominante nelle note di amarena e ribes, accompagnate da una componente balsamica molto evidente. In bocca è equilibrato e dinamico, dal tannino dolce e composto, sorretto da un’acidità importante e con una chiusura sapida.

Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Senior 2011 Riserva - Monti
Sistema di allevamento: spalliera, cordone speronato - Affinamento: 18 mesi in botte da 25 hl

Torniamo verso i confini della regione, sulla sommità di colle Pignotto nei pressi del borgo Controguerra. L’azienda Monti è una delle realtà storiche del teramano. Fondata nel 1969, fu tra le prime a intraprendere la duplice attività di produzione e imbottigliamento, in tempi in cui il montepulciano d’Abruzzo veniva coltivato quasi esclusivamente come uva da taglio, anticipando, di fatto, la successiva ascesa qualitativa che coinvolse tutto il territorio.

Nel calice è rosso rubino tendente al granato. Al naso anche in questo caso è il frutto a farla da padrone, maturo e succoso, quasi zuccherino: mirtilli, prugne, amarene, more. A seguire si alternano nitide note vegetali e sottobosco di muschio e rabarbaro. L’assaggio rivela una freschezza notevole e una trama tannica fitta e pulita. È un sorso pieno e appagante, del tutto coerente con il ventaglio olfattivo.

Seppur con cifre stilistiche diverse, dalla batteria dei vini degustati è emersa una comune attenzione dei produttori nel preservare le caratteristiche varietali del vitigno senza mai sovrastare la straordinaria rotondità del frutto che lo contraddistingue rivelando, inoltre, come queste bottiglie, sorrette da un’incisiva acidità, possano ancora esprimersi in progressione nel tempo.

Nelle variegate colline del teramano il montepulciano d’Abruzzo ha davvero trovato la sua terra d’elezione, incarnando fedelmente la definizione che ne diede il noto e compianto critico enologico Daniel Thomases: «il classico pugno di ferro in guanto di velluto». O citando un simpatico aneddoto raccontato dal presidente Cerulli Irelli: «un vino elegante, ma con i muscoli: non di Arnold Schwarzenegger, ma di Jennifer Lopez!».