Degustazione cieca

Un’affascinante serata mantovana ha visto all’opera un numeroso gruppo di “enonauti” guidati da Luigi Bortolotti in un’avventurosa degustazione “alla cieca” di otto importanti vini.

Francesca Ais Mantova

Majolini Electo 2004L'esuberante partenza è stata offerta da uno spumante millesimato.

Vista luminosa attraversata da minute bollicine, accompagna ad un naso con note  di pompelmo, erba cedrina, pane caldo. Sfumate sensazioni di tabacco. Elegante in bocca, con una slanciata effervescenza e sapidità minerale che sfumano in un delizioso finale agrumato. Il vino base è lavorato in acciaio e barrique, in seguito tre anni in bottiglia sui lieviti. Si tratta del Franciacorta brut Millesimato 2004 "Electo" della Cantina Majolini  

Il secondo vino si concede con un bellissimo colore giallo intenso ed un ventaglio olfattivo scandito da una travolgente mineralità; note di miele, mela matura, frutti tropicali, spezie. Bocca suadente appena abboccata che stupisce con morbidezza ma decisa freschezza e lunghissima persistenza. Era un vino alsaziano l' Alsace Grand Cru Tokay-Pinot Gris 2001 della cantina Zind Humbrecht

Giallo paglierino più sfumato per il terzo vino, che si offre ad un naso morbido di frutti tropicali, rose, miele; bocca  equilibrata nella struttura con gradevole sapidità e scia aromatica. Qualcuno si cimenta nel confronto: Gewurztraminer?  Ed infatti era un nostro grande vino l' Alto Adige Gewurztraminer 2006  della Cantina Hofstatter

Ed ora attraente proseguio con un vino rosso. Alla vista rubino pieno, all'olfatto svela piacevole ed intenso frutto rosso con macerazione di more e sentori vegetali caratteristici. Al palato rivela un corpo di media struttura, morbido ed avvolgente, buona sapidità ed ottimo tannino. Finale gradevole e discreto. Si tratta del Rosso Saline IGT  2004 delle Cantine Gozzi di Monzambano

Per il vino successivo il colore diventa più complesso, pacato ed interessante, al naso trasmette sentori di sottobosco, di corteccia e spezie aristocratiche e intriganti. Bocca morbida e vellutata, tannini perfettamente integrati e finale lunghissimo con ritorno dei ricordi di funghi e di sottobosco. Si trattava di un Valtellina Superiore 2001 Sassella della Nino Negri di Chiuro;

Un rosso rubino concentrato ci avvolge e si rivela al naso con sentori di amarena e ciliegia, e note evolutive di liquirizia e tabacco. All'assaggio si concede caldo, vellutato e morbido. In sintonia la gradevolissima chiusura giocata sulle note di sottobosco e su quelle minerali. Si tratta del Princeps 2003 del Castello delle Regine di Amelia (TR)

Bartolo Mascarello BaroloIl colore caldo, granato, quasi aranciato del prossimo vino, fa presagire ad un ritorno al passato. L'olfatto si apre con una vena eterea che porta ai sentori terziari di funghi secchi, liquirizia, tabacco, tartufo, goudron. Al gusto rivela ancora interessante freschezza e lunga persistenza. Un vino con grande personalità che si conserva nella memoria. Finale grandissimo suille note mineralisti e bellissimo buoquet di china. Si trattava del grande Barolo 1997 di Bartolo Mascarello di Barolo

L'ultima degustazione vede protagonista un vino dal colore granato ancora vivace, vigoroso; intenso al naso con sfumature di confetture di marasca e more, spezie dolci di liquirizia, caffè e cacao. Al palato è intenso, con grande ricchezza gustativa fusa ad una tannicità presente ma elegante, pregevole finale speziato e con note di mineralità caratteristica. Si trattava del Serpico Irpinia Aglianico DOC 2001 della cantina Feudi di S. Gregorio

MoviaUna chicca a sorpresa ci viene offerta dal collega Bernardo con la possibilità di degustare una           Magnum: Il Veliko della Cantina biologica Movia del Collio ( Ribolla 70%, Pinot grigio 20%, Sauvignon 5% , Chardonnay 5%). Straordinario il colore, all'olfatto si presenta con grande complessità di frutti esotici, note di cipria, fiori bianchi. Al palato è secco, di grande struttura, grasso e sapido. Finale magnifico.

I piatti in abbinamento sono sapientemente preparati dallo chef Matteo del Ristorante Edelweiss di Castel D'Ario sono:

  • Riso Picon e asparagi di incredibile piacevolezza e stupenda cottura
  • Cima di Vitello con patate arrosto agli aromi. Grande piatto ampio e piacevole abbinato perfettamente al vino
  • Salame dolce con zabaglione e la sua solita splendida Torta Sbrisolona. Questi sono i dolci della più solida e consacrata tradizione mantovana e come sempre rappresentano un "Cult" per tutti noi.

La nostra avventura didattica volge al termine. Il confronto e lo scambio ci hanno reso protagonisti attenti e audaci di una serata all'insegna della professionalità, della convivialità e della piacevolezza.

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