I quattro moschettieri dello champagne: la Côte des Blancs
Racconti dalle delegazioni
25 maggio 2026
Terza serata dell’approfondimento sullo Champagne organizzato da AIS Monza e Brianza. A guidarci in questa tappa nella Côte des Blancs è il terzo “moschettiere”, Luisito Perazzo.
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La Côte des Blancs è una delle aree più riconoscibili della Champagne, situata a sud di Épernay. Si estende per circa 20 chilometri lungo un asse nord-sud e comprende villaggi storicamente vocati allo chardonnay, che qui trova una delle sue espressioni più lineari e identificabili.
Un po’ di storia
Le prime tracce di viticoltura nella Côte des Blancs risalgono all’epoca gallo-romana, ma è nel Medioevo che il paesaggio vitato assume una forma più definita. Come nel resto della Champagne, le istituzioni religiose svolgono un ruolo centrale: organizzano la coltivazione, selezionano i siti migliori e impostano una prima gerarchia dei terreni. In questo contesto, i villaggi dell’area iniziano a distinguersi per la produzione di vini bianchi.
Tra XVII e XVIII secolo si sviluppa una progressiva specializzazione. La vicinanza a Épernay favorisce gli scambi e l’integrazione nella rete commerciale regionale. In questa fase, figure come Dom Pérignon contribuiscono alla definizione dello stile champenois, seppur in modo indiretto. La Côte des Blancs si inserisce in questo processo fornendo uve bianche considerate particolarmente adatte alla produzione di vini fini.
Nel XVIII secolo nascono le prime grandi maison, tra cui Ruinart e Moët & Chandon, che strutturano sistemi di approvvigionamento stabili e riconoscono il valore delle uve della zona. Lo chardonnay, inizialmente non esclusivo, diventa progressivamente il vitigno di riferimento per la sua capacità di mantenere acidità e finezza.
Nel XIX secolo si assiste a una fase di consolidamento. L’espansione commerciale dello champagne, favorita anche dalla ferrovia, porta a una maggiore definizione dei cru. Villaggi come Avize, Cramant e Le Mesnil-sur-Oger acquisiscono una reputazione stabile per la qualità delle uve. Si rafforza inoltre il sistema di classificazione che confluirà nell’échelle des crus.
La crisi della fillossera tra fine Ottocento e inizio Novecento impone la ricostruzione del vigneto. Nella Côte des Blancs si conferma la centralità dello chardonnay, rafforzando l’identità varietale dell’area. Parallelamente si definiscono pratiche agronomiche più precise, adattate ai suoli gessosi.
Nel XX secolo, l’introduzione delle AOC nel 1936 stabilisce regole produttive e delimita l’area della Champagne. Il sistema di classificazione dei villaggi (Grand Cru e Premier Cru) consolida la reputazione della Côte des Blancs come area d’eccellenza per lo chardonnay.
A partire dagli anni ’70 e ’80 cambia il modello produttivo: accanto al ruolo di fornitori per le maison, molti vigneron iniziano a produrre e commercializzare Champagne con il proprio nome. Si sviluppa così una lettura più puntuale del territorio, con crescente attenzione alle differenze tra parcelle e villaggi.
Negli ultimi decenni si afferma una maggiore attenzione al terroir, con diffusione di pratiche biologiche e biodinamiche e vinificazioni meno interventiste, orientate a rendere più leggibile il rapporto tra suolo, clima e vitigno.

Geologia e territorio
La Côte des Blancs si distingue per una notevole omogeneità geologica, basata su affioramenti di gesso del Cretaceo superiore. Si tratta di una roccia sedimentaria porosa, composta da resti fossili marini, che conferisce al suolo una struttura friabile e drenante. In alcuni punti il gesso affiora direttamente, altrove è coperto da sottili strati limoso-argillosi.
Questa struttura incide sulla gestione dell’acqua: il gesso assorbe e trattiene l’umidità, rilasciandola lentamente nei periodi secchi. Ne deriva un apporto idrico regolare, che limita gli stress e favorisce una maturazione graduale delle uve. Allo stesso tempo, l’elevata permeabilità evita ristagni e favorisce lo sviluppo dell’apparato radicale.
Dal punto di vista morfologico, la Côte des Blancs è una fascia collinare lineare, con pendenze moderate ed esposizione prevalente a est e sud-est. Questo orientamento consente di intercettare la luce del mattino, limitando l’impatto delle temperature più elevate del pomeriggio e contribuendo a preservare l’acidità.
Il clima è semicontinentale con influssi oceanici: inverni freddi, estati miti e precipitazioni distribuite in modo relativamente uniforme. Il gesso svolge anche una funzione termica, riflettendo la luce e aumentando la luminosità nella zona dei grappoli. Insieme alla ventilazione dei pendii, questo contribuisce a buone condizioni sanitarie.
Il ruolo dello Chardonnay e la struttura produttiva
Nella Côte des Blancs lo chardonnay occupa circa il 98% della superficie vitata, caso pressoché unico in Champagne. Qui il vitigno esprime caratteristiche tipiche: acidità sostenuta, struttura lineare e profilo aromatico misurato, con note agrumate e floreali da giovane e sensazioni più gessose o minerali con l’evoluzione.
La qualità delle uve è riconosciuta anche nella classificazione dell’échelle des crus. Villaggi come Cramant, Avize, Oger e Le Mesnil-sur-Oger sono classificati come Grand Cru, contribuendo alla forte identità dell’area.
Dal punto di vista produttivo, accanto alle grandi maison è significativa la presenza di vigneron indipendenti. Questo ha favorito una crescente attenzione alle singole parcelle e alle differenze tra villaggi. Il risultato è un panorama articolato, che comprende sia cuvée di assemblaggio orientate alla costanza stilistica sia vini focalizzati sull’espressione del luogo, con lo chardonnay come elemento comune.

La degustazione
Coste Beert Blanc de Blancs Grand Cru - Pierre Legras
Chardonnay 100%, base 2022, più vin de réserve per il 38%. Fermentazione e maturazione in acciaio. Tirage 21 mesi, dégorgement dicembre 2024. Dosaggio 5 g/l.
Paglierino luminoso, presenta un profilo olfattivo elegante. Apre con sentori di agrumi e ananas, prosegue su profumi di erbe aromatiche per chiudere su dolci note di pasticceria. Vellutato in bocca, con una carbonica carezzevole e cremosa. Sottile, ma persistente l’acidità, per un finale di media lunghezza leggermente ammandorlato.
Cuvée de Reserve Blanc de Blancs Grand Cru Brut - Pierre Peters
Chardonnay 100%, vin de réserve di 15 annate. Fermentazione e maturazione in acciaio. Tirage 24 mesi, dégorgement dicembre 2024. Dosaggio 5g/l.
Paglierino intenso. Emerge al naso una chiara nota gessosa, seguita da scorza di agrume, sentori tostati e affumicati. L’attacco in bocca è morbio e avvolgente, con le parole di Luisito «è un vino più circolare che verticale». Ricco e di buona persistenza.
Terre de Vertus 2018 - Larmandier Bernier
Chardonnay 100%, vendemmia tardiva. Fermentazione mista. Tirage 60 mesi, dégorgement settembre 2023. Dosaggio zero.
Di colore dorato intenso e brillante, offre un ventaglio olfattivo complesso e intenso. Fruttato, con sentori di agrumi e mela, fiori gialli, biscotti, vaniglia e mandorla. Sprazzi iodati nel finale. Fresco, intenso e vibrante, dal tocco morbido e cremoso, di grande dinamismo e lungo finale di frutta candita.
Derrière La Cabane Extra Brut Blanc de Blancs - Héléne Beaugrand
Chardonnay 100%, base 2018. Fermentazione in acciaio. Tirage 36 mesi, dégorgement marzo 2022. Dosaggio 3 g/l.
Al naso è delicato, un po’ più austero rispetto ai precedenti. Apre su profumi tostati e di frutta secca. Emergono poi pesca gialla e ginestra, sentori di pasticceria in retro-olfattiva. Il sorso rotondo e minerale, conferma anch’esso una certa delicatezza. Bella scia sapida finale.
"4 Éléments" Chardonnay Les Blanches Voies - Huré Frères
Chardonnay 100%. Fermentazione e maturazione in demi-muids per 18 mesi. Tirage 60 mesi, dégorgement aprile 2025. Dosaggio 1,2 g/l.
Dorato intenso e brillante. Frutta gialla matura, spezia dolce, miele, nocciola, burro, erbe aromatiche e note fumé compongono il quadro olfattivo complesso ed elegante di questo Champagne. Sorso potente e strutturato, spicca per il suo sapore salino. Lungo finale agrumato.
Les Amoreuses Parcellaire Extra Brut - Villa Bon Accueil
Chardonnay 100%. Fermentazione in legno per 7 mesi. Tirage 60 mesi, dégorgement marzo 2024. Dosaggio 2 g/l.
Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il naso è molto intrigante, da Champagne classico, con sentori di miele di acacia, scorza di lime e crema pasticcera accompagnati da note speziate e minerali. In bocca vigoroso, verticale e sapido. Intenso ed elegante con un finale lungo e saporito.
Les Mesnillesime Blanc de Blancs Vieilles Vignes 2015 - Guy Charlemagne
Chardonnay 100%. Fermentazione mista. Tirage 72 mesi, dégorgement marzo 2022. Dosaggio 2 g/l.
Affascinante colore giallo/oro. Al naso è intenso ed elegante, inizia con note di miele d'acacia, limone candito e pepe bianco, per poi evolvere verso brioche, agrumi e sentori di iodio. Il palato è ricco e morbido, contraddistinto da una accentuata sapidità. Finale lungo su aromi di agrumi canditi.
Anche questo terzo appuntamento conferma la qualità e la coerenza della Côte des Blancs, in attesa della prossima tappa dedicata alla Côte des Bar.