Il Vulture e l’Aglianico di Basilisco

L’area attorno al monte Vulture è un territorio di grande fascino nel quale l’aglianico acquisisce peculiarità uniche e distintive. È proprio qui, nel cuore della Basilicata settentrionale, che Viviana Malafarina conduce l’azienda Basilisco. Assieme alla sommelier Alessandra Marras, ha accompagnato i soci di AIS Monza e Brianza alla sua scoperta.

Rocco Brucoli

Comprendere le peculiarità dell’aglianico allevato alle pendici del Vulture, significa partire dallo studio dalle particolari caratteristiche presenti in questo territorio e che donano a questa varietà una distintività differente rispetto ad altre zone altrettanto importanti e famose per la sua coltivazione. Si tratta di un ampio e articolato areale, incastonato nella parte settentrionale della Basilicata e contraddistinto dalla presenza dell’antico vulcano del Vulture.

Le principali caratteristiche dell’areale del Vulture

La natura vulcanica dell’area è un elemento fondante. I suoli, ricchi di minerali e naturalmente fertili, conferiscono ai vini struttura, complessità e profondità. Il carattere tufaceo del terreno svolge inoltre un ruolo fondamentale nella regolazione idrica: assorbe le abbondanti piogge e le nevicate invernali per poi rilasciare lentamente l’acqua durante i mesi estivi, limitando lo stress idrico delle viti.

Il clima, fresco e asciutto, rappresenta il secondo fattore determinante. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare trovandosi nel Sud Italia, il Vulture non è caratterizzato da temperature elevate e umidità eccessiva. L’altitudine dei vigneti, unita all’azione schermante del Monte Vulture, garantisce condizioni climatiche ideali. Durante l’estate, le marcate escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione lenta e progressiva delle uve, sia dal punto di vista fenolico sia zuccherino. Per questo motivo, la vendemmia dell’aglianico del Vulture è tra le più tardive d’Italia, iniziando generalmente dalla seconda decade di ottobre e proseguendo fino ai primi di novembre.

L’ampiezza dell’areale, che comprende 17 comuni, si traduce in una notevole varietà espressiva. Nelle zone più pianeggianti, attorno ai 200 metri di altitudine e prossime al confine pugliese, nascono vini più fruttati, densi e immediati. Avvicinandosi al cono vulcanico, con l’aumentare dell’altitudine e la crescente presenza di basalto nei suoli, lo stile si fa più verticale e austero, con vini profondamente legati al carattere del territorio e dotati di grande tensione minerale.

Come sottolinea Viviana Malafarina, direttrice e responsabile enologica dell’azienda Basilisco: «i vini delle vigne sul vulcano esprimono soprattutto il luogo e l’annata; quelli di pianura esprimono maggiormente il vitigno». 

La nascita e l’evoluzione di Basilisco

La cantina Basilisco viene fondata nei primi anni ‘90 da Donato Cutolo, imprenditore delle acque minerali, che acquista una quindicina di ettari in contrada Macarico e Gelosia a Barile, con l’ambizione di produrre vini di alta qualità nel cuore del Vulture. Fin dall’inizio, la filosofia aziendale è fortemente territoriale: ogni scelta, in vigna e in cantina, è orientata alla massima espressione dell’aglianico sul suolo vulcanico di Barile.

L’azienda si distingue sin dalle origini per la scelta di insediarsi nel centro storico di Barile, borgo arbëreshë del XV secolo, all’interno di un palazzo nobiliare del XVI secolo. Centrale è l’utilizzo delle antiche grotte scavate nel tufo – le cantine dello Shesh – come ambienti naturali di vinificazione e affinamento. Questi spazi ipogei, caratterizzati da temperatura costante e microclima ideale, rappresentano un legame diretto con le pratiche enologiche storiche del territorio.

Il progetto compie un salto decisivo nel 2011, quando Feudi di San Gregorio, tra i principali interpreti della viticoltura irpina, investe nel recupero delle storiche grotte laviche dello Shesh, nel Parco delle Cantine di Barile, acquisendo successivamente l’azienda e dando vita a un luogo di straordinario valore enologico e culturale. È qui che Viviana Malafarina conduce oggi la cantina, affiancata da Pierpaolo Sirch nella gestione dei vigneti.

I 28 ettari di proprietà, tutti biologici, si estendono tra i 450 e i 600 metri di altitudine nelle contrade più vocate di Barile. Tra questi spicca “Lo Storico”, vigneto a piede franco di oltre 80 anni, coltivato a capanno tradizionale e integrato in un ecosistema di ulivi e alberi da frutto. Un gioiello che nel 2024 ha ricevuto l’Old Vine Hero Awards, riconoscimento internazionale dedicato alla tutela delle vecchie vigne. Qui, come un tempo, si pratica ancora la propaggine (tralcio allungato che si interra e riesce a poca distanza dalla vite madre, da cui trae sostentamento fino al suo radicamento) per preservare il vitigno.

La degustazione 

Basilicata bianco IGT “Sophia” 2021
Fiano 100%, da viti a 500 metri di altitudine esposte a S/SE su suoli lavici. Vinificato in anfora e legno. Matura negli stessi contenitori per 12 mesi.

Paglierino lucente e trasparente. Elegante e raffinato al naso, esprime sentori di camomilla, pesca fragrante, agrumi, mentuccia e note di paglia e fieno. Bocca fresca e agrumata, con chiusura sapida e avvolgente. 

Aglianico del Vulture Superiore DOCG “Fontanelle” 2016
Aglianico del Vulture 100%. Viti situate a 500 metri di altitudine esposte a S/SE su terreni vulcanici. Fermentazione e macerazione in acciaio per circa 25 giorni e successiva maturazione in legno (barrique di I e II passaggio o tonneau).

Primo dei tre cru in degustazione, si mostra nella sua veste carminio vivido impenetrabile. Il profilo olfattivo apre su mirtillo, mora e arancia rossa; continua su sentori di cacao, caffè, viola, glicine e chiodi di garofano. Chiude su effluvi balsamici e note ferruginose.

Sorso improntato a un esuberante freschezza che ricorda l’arancia sanguinella. Si allarga a centro bocca esprimendo la pura eleganza di un tannino ben integrato. Chiude su cacao e menta a ricordare un cioccolatino after-eight.

Aglianico del Vulture Superiore DOCG “Cruà” 2016 
A
glianico del Vulture 100%. Viti situate a 460 metri di altitudine, esposte a S/SE su terreni vulcanici. Fermentazione e macerazione in acciaio per circa 25 giorni e successiva maturazione in legno (barrique di I e II passaggio o tonneau).

Cuore granato con riflessi carminio. Introspettivo al naso, parte con profumi di frutta nera matura, chinotto e violetta. Prosegue con vaniglia e cioccolato bianco. Chiude su note mentolate e di eucalipto. In bocca è fresco e sapido. Il tannino si sente, ma è maturo e fine; è un vino materico senza essere minimamente pesante. Ammaliante.

Aglianico del Vulture Superiore DOCG “Fiordimarna” 2016 
Aglianico del Vulture 100%. Viti situate a 500 metri di altitudine, esposte a sud est su marne arenarie. Fermentazione e macerazione in acciaio per circa 25 giorni e successiva maturazione in legno (barrique di I e II livello). Affinamento in bottiglia minimo 12 mesi.

Rubino pieno e splendente. Apre deciso al naso su profumi mentolati, seguiti da amarena, rosa rossa, sottobosco e oliva, per finire con origano, rosmarino e burro di cacao. In bocca è goloso, fresco e sapido. Tannino cesellato. Finale lungo e fruttato.

Aglianico del Vulture Superiore DOCG “Basilisco” 2019

Aglianico del Vulture 100%. Viti situate a 500/600 metri di altitudine, esposte a sud est su terreni vulcanici, tufacei e argillosi. Fermentazione e macerazione in acciaio per circa 25/30 giorni e successiva maturazione in legno (barrique, tonneaux e botti di rovere francese di I, II e III passaggio). Affinamento in bottiglia minimo 12 mesi.

Carminio fitto con riflessi granato. Pura eleganza al naso: erbe officinali, mora, ribes nero, rosa, pepe ed eucalipto. In bocca è potente e succoso, di grande struttura. Lungo finale su note di cacao.

Aglianico del Vulture Superiore DOCG “Storico”

Aglianico del Vulture 100%. Viti situate a 500 metri di altitudine, esposte a sud est su suolo lavico. Viti ultraottantenni a piede franco, resa di 10 qli/ha. Maturazione in legno di 12 mesi e affinamento in bottiglia minimo 12 mesi.

Tutte le annate in degustazione presentano un colore simile, granato fitto e vivace.

2012

Annata non più in commercio. Affascinante la tavolozza olfattiva che parte su chiare e nette note di incenso. Prosegue con profumi di tabacco, menta, agrumi e cioccolato after-eight. Chiude su accenni di pepe nero e chiodi di garofano. Sorso potente e tannico. Ritorna fin da subito la parte agrumata che conferisce freschezza continua. Finale su note di cacao. Un privilegio averlo potuto ancora assaggiare.

2013

Annata attualmente in commercio. Il profilo olfattivo riflette quella che è stata un’annata fresca. Si parte con sentori metallici e iodati. Fiori e frutta accennati in sottofondo. Sprazzi di inchiostro nel finale. Ricco e profondo l’ingresso in bocca, dove si percepisce una chiara stratificazione di sapori: liquirizia, menta, rabarbaro. Finale sapido.

2015

Anteprima non ancora in commercio.Avvicinando il bicchiere al naso, si percepiscono chiare le erbe aromatiche: timo e rosmarino. Seguono frutta rossa, arancia sanguinella e rosa. Chiusura balsamica.

In bocca dimostra la sua esuberanza. È fresco e sapido. Il tannino, fine, ha bisogno ancora di un po’ di tempo per completare la sua integrazione. Finale su erbe officinali.

2016

Anteprima che non verrà commercializzata prima di due o tre anni. In questo caso il naso si presenta tipicamente floreale: violetta e glicine, ma anche iris. La frutta vira sulla ciliegia matura, cui segue il respiro balsamico e mentolato, che è stato un po’ il fil rouge di tutta la degustazione. In bocca è succoso e fresco. Ritorna la menta. Il tannino in questa annata è più composto della 2015 e sembra già essere ben integrato nel vino. Si allunga nel finale su agrumi e cacao.

In questa splendida occasione di approfondimento organizzata da AIS Monza e Brianza, abbiamo avuto davvero la possibilità di conoscere un’altra faccia dell’aglianico del Vulture: elegante, raffinata e di grande spessore. Un ringraziamento speciale a Viviana Malafarina, che con passione ha guidato i presenti attraverso una collezione di vini di straordinaria personalità.