Io sono Gaglioppo: pura essenza calabra

Gagliardo, identitario e longevo, il gaglioppo è il protagonista della masterclass condotta da Maria Rosaria Romano, responsabile Area Formazione ed ex-Presidente AIS Calabria, e del banco di assaggio dedicato al Cirò, organizzato in collaborazione con il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei vini DOC Cirò e Melissa.

Valeria Mulas

Gaglioppo e Cirò: un legame indissolubile

Ad aprire le danze è Paolo Librandi, proprietario dell’omonima azienda che, a nome del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei vini DOC Cirò e Melissa, ci trasporta letteralmente in terra calabra alla scoperta dell’essenza stessa di questa regione e del suo vitigno principe. Siamo a Cirò, in quella Calabria orientale che si affaccia sul mar Ionio e che guarda le coste della Grecia. Proprio questa zona fu una fiorente colonia greca e passò alla storia con il nome di terra del vino - Enotria Tellus -, grazie al suo popolo di esperti vignaioli e al prodotto realizzato. Krimisa, l’antica Cirò dei Greci, era già all’epoca un areale molto noto per la qualità dei suoi vini, offerti in premio agli atleti vincitori di ritorno dalle Olimpiadi di Atene. Eppure, il nettare di Cirò dovrà attendere la nascita del Consorzio nel 1965 e della DOC nel 1969 per iniziare un percorso di valorizzazione e passare dallo sfuso alla commercializzazione in bottiglia. Oggi la DOC conta circa 2500 ettari vitati, 200 viticoltori, più di 4 milioni di bottiglie prodotte nel 2018 e un giro d’affari che si assesta intorno ai 15 milioni di euro. Dal 2000 la spinta giovane ed energica di nuovi viticoltori ha portato non solo a un ricambio generazionale nelle famiglie, ma a un’iniezione di nuove competenze e a un respiro meno provinciale che sta dando buoni frutti nell’espansione commerciale. Questo nuovo impulso è anche visibile nello stesso Consorzio, che vanta un invidiabile spirito di collaborazione e di coesione tra i suoi associati, nell’ottica di una crescita a favore di tutto il territorio e di un aumento diffuso della ricchezza.

Cirò rappresenta la storia della vite in Calabria, con vigneti tra le colline orientali dell’altipiano della Sila e le pianure che degradano verso il mar Ionio; gli altri comuni interessati dalla DOC sono Cirò Marina, Crucoli e Melissa, in un susseguirsi di suoli di diversa natura (alluvionali, argillo-marnosi e calcarei) e di microclimi differenti che hanno permesso una prima zonazione del territorio. Qui la cultivar che regna quasi indisturbata da secoli è il gaglioppo, autoctono vitigno figlio del sangiovese e del mantonico bianco: ha come fratelli il nerello mascalese, il frappato e il perricone ed è utilizzato in quasi tutte le DOC calabresi. Il suo nome deriva da un termine greco che significa “bellissimo piede” e si riferisce al suo bel grappolo compatto di forma conica, con acini di grandezza media dal colore nero-blu, ma con scarsa presenza di antociani coloranti (in particolare di malvidina). Il risultato nel bicchiere è un colore rubino di bella trasparenza, mai troppo intenso, che vira verso l’aranciato con il tempo e che regala bellissime sfumature nelle interpretazioni in rosato. L’alto contenuto di benzenoidi e di norisoprenoidi dona longevità ai vini a base di gaglioppo, che dal 2014 registra quattro cloni ufficiali in una variabilità intravarietale molto alta. Come si può facilmente immaginare il sistema di coltivazione principale del gaglioppo è l’alberello, che ben si sposa con le caratteristiche pedoclimatiche calabresi. In alcuni casi è ancora possibile vedere la tradizionale potatura degli alberelli eseguita dalle sapienti mani dei vignaioli con l’arciglione, un tradizionale strumento di potatura simile a un falcetto.

L’unicità del gaglioppo si intreccia con il territorio di Cirò, prima ancora che con l’intera Calabria, e vede nell’esposizione alla luce, nelle brezze marine e nelle escursioni termiche collinari dell’areale gli elementi costitutivi di un amore indissolubile in grado di rafforzare vitigno e zona di produzione. Non ci resta che scoprire meglio i figli di questo legame in compagnia di Maria Rosaria Romano, che ci guiderà nell’assaggio di otto vini. Un percorso, anche lungo il tempo, che permetterà di delineare i caratteri fortemente identitari e gagliardi di questi vini il cui tratto di longevità è forse ancora poco noto.

La degustazione

Cirò DOC Rosso Classico Superiore Riserva Duca Sanfelice 2020 - Librandi
gaglioppo 100%
L’azienda Librandi inizia l’epoca dell’imbottigliamento nel 1953 e con i suoi 232 ettari produce oggi più di 2 milioni di bottiglie. Il vino che degustiamo nasce da gaglioppo 100% allevato ad alberello su terreni argilloso-calcarei. La vinificazione avviene in acciaio e la maturazione prosegue anche in cemento per 2 anni. Colore rubino luminoso e trasparente per questo primo assaggio, che colpisce per la sua intensità e varietà di profumi: frutto immediatamente riconoscibile, arancia rossa sanguinella, fiori di violetta e glicine, ma anche un sottobosco di legni, in particolare di sandalo. Bocca agevole con una struttura dichiarata del tutto tipica del vitigno: gagliardia, forza, freschezza e sapidità si impongono in una lunghezza di arancia rossa, con un leggero finale amaricante.

Cirò DOC Rosso Classico Salvogaro 2019 - Dell’Aquila
gaglioppo 100%
Quattro diversi vigneti per un totale di 5 ettari e una produzione di circa 30.000 bottiglie. Il Cirò Rosso Classico Salvogaro deriva dalla parcella in località Russomanno con terreni argillosi di medio impasto. Fermentazione malolattica e maturazione di 16/18 mesi in acciaio, cui segue un affinamento di 6 mesi in bottiglia. Colore, anche in questo caso, di un bel rubino dalla trama sottile, con un orlo che si attesta sui colori aranciati. Le note olfattive richiamano le tostature e il sottobosco, con sfumature che virano verso il gesso, lo iodio, poi la violetta e la frutta rossa. Impatto tannico importante, sorretto da grande struttura e un allungo tutto giocato sugli aromi di marasca. Una ricchezza di freschezza, sapidità e tannino che ci indica il bisogno di tempo per esprimersi al meglio.

Cirò DOC Rosso Classico Superiore 2019 - Calabretta Cataldo
gaglioppo 100%
Alla quarta generazione di viticoltori, l’azienda Calabretta possiede 14 ettari e qui si presenta con il suo Cirò Rosso Classico Superiore 2019 che nasce da vigne ad alberello di circa 25 anni, esposte a nord e su terreni collinari di argille marnose ricche di calcare. Fermentazioni spontanee e maturazione di 2 anni in vasche di cemento, cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. Appare con una massa colorante più accentuata, pur rimanendo sui toni del rubino; note affumicate e un po’ più evolute colpiscono subito l’olfatto, insieme a sentori di frutta nera, come il mirtillo, e ancora rabarbaro e china. Sapidità e tannino ben modulato riempiono il palato in una sinuosa danza che si allunga sui toni del caffè e del tabacco.

Cirò DOC Rosso Classico Superiore Riserva Tuccio 2019 - Salvatore Caparra
gaglioppo 100%
Azienda storica, già attiva nell’800, che passò per prima, negli anni ’50 del secolo scorso, all’imbottigliamento nella zona di Cirò. Il vino che degustiamo, dopo una fermentazione tradizionale in acciaio, matura da 12 a 24 mesi in botti di rovere francese e conclude l’affinamento con 3-6 mesi in bottiglia. Colore granato, senza riflessi aranciati, profondo. L’olfatto si apre timidamente su sentori di mirto, sciroppo di granatina e una piccola nota balsamica di liquirizia. Toni di marmellata di frutta rossa immergono la bocca in una morbidezza, che tende a coprire, in parte, i lembi più verticali che avevamo imparato a riconoscere: sapidità più sommersa e struttura più sfuggente.

Cirò DOC Rosso Classico Superiore Riserva 2019 - Vumbaca
gaglioppo 100%
Christian Vumbaca è un emigrante di ritorno, uno di quei giovani che hanno scelto il rientro in Calabria e la terra come obiettivo di vita, pur non provenendo da una famiglia di contadini. Christian acquista sei ettari di vigneto e inizia una produzione che oggi si assesta sulle 12000 bottiglie circa. Il vino che degustiamo è una piccola produzione inferiore alle 1000 bottiglie proveniente dal vigneto Sant’Anastasia di 2 ettari e con vigne ad alberello di circa 46 anni. Si presenta alla vista con un color granato dai riflessi aranciati. All’olfatto un delicato ventaglio odoroso si fa strada dopo un’iniziale timidezza: frutta rossa, liquirizia, viola, cipria e gesso. Bocca dal tannino sostenuto, gagliardo e definito, che si integra perfettamente con le altre sensazioni, tutte presenti in un corretto equilibrio agile e piacevole. Persistenza lunga sulle note agrumate di arancia rossa.

I viniMelissa DOC Caraconessa Rosso 2018 - Fezzigna
gaglioppo 75%, greco nero 25%
Entriamo nella DOC Melissa con l’azienda Fezzigna fondata nel 1957 e che possiede 4,5 ettari vitati. Il Caraconessa Rosso in degustazione non solo ci porta indietro di un anno, ma ci pone davanti alla presenza di un blend con l’aggiunta del greco nero, un’uva molto diffusa in Calabria e che apporta generalmente maggior concentrazione di colore e note più fruttate. In realtà il calice si presenta con una carica colorante non molto diversa dai precedenti, mentre al naso spiccano le note di frutta rossa in confettura, con una sfumatura di mela cotogna, poi cuoio e tabacco, cenere di sigaro e sottobosco, con petali di rosa appassiti di sfondo. Equilibrio dinamico e pieno in bocca, per un allungo che gioca sulla morbidezza della marmellata di frutta e un finale tostato di polvere di caffè.

Cirò DOC Rosso Superiore Riserva Don Raffaele 2018 – Capoano
gaglioppo 100%
Torniamo a un gaglioppo 100% con l’azienda Capoano e i suoi 40 ettari di vigneti. Il Cirò DOC Rosso Superiore Riserva Don Raffaele 2018, dopo fermentazione di 18 giorni circa e con malolattica svolta, matura 18 mesi in tonneau e affina sei mesi in acciaio e sei mesi in bottiglia. Colore rubino pieno e note olfattive che ci regalano toni fruttati di ciliegia e amarena, con leggere sfumature speziate e di rosa. Con il tempo rivelerà un intrigante profumo di caramella mou. Moderato al palato, si allunga su toni di sanguinella, di granatina e di melagrana.

Cirò DOC Rosso Classico Superiore Riserva Più Vite 2013 - Sergio Arcuri
gaglioppo 100%
Vino proveniente da un ettaro di vigna ad alberello di circa 75 anni. Dopo fermentazione spontanea, matura 4 anni in vasche di cemento e affina per altri 12 mesi in bottiglia. Colore granato ancora vivissimo, con sfumature sull’arancione-mattone. Naso che gioca sui chiaroscuri di un sottobosco di radici, rabarbaro e china, con sprizzi di iodio, liquirizia e ancora punte di violetta e ciliegia sotto spirito. Bocca potente, ancora freschissima, che riprende gli aromi di liquirizia e rabarbaro, sferzante nelle note saline e iodate. Un calice che ci mostra la necessità di questo vitigno di avere tempo per costruirsi, allungarsi e farsi equilibrio puro. Una dimostrazione che è dichiarazione di futuro e scommessa identitaria.

La nostra degustazione finisce qui, ma il banco ci attende con altre interessanti espressioni di Cirò, insieme alle versioni rosé e ai bianchi, perché fermarsi sarebbe non dare il giusto valore a una terra che ha molto da dirci e molto da offrire, con la sua forte personalità.