La Francia del Centro e del Sud: il Roussillon

Nell’ultimo incontro del Master di AIS Bergamo dedicato alla Francia “nascosta”, Stefano Berzi ci ha fatto conoscere ed apprezzare un territorio poco conosciuto ma di grande potenzialità enologica

Stefano Vanzù

Da sempre zona di frontiera intrisa di una forte identità catalana, forse anche più caratterizzante di quella, contigua, occitana, il Roussillon si estende per 21.000 ettari nel sud della Francia fra la Languedoc a est e i Pirenei Catalani a ovest che segnano il confine con la Catalogna.

Geograficamente, il Roussillon è l’area più a sud della Languedoc-Roussillon, una regione storicamente molto grande (la più estesa del paese) e produttiva: ancora oggi la Languedoc-Roussillon produce oltre un terzo di tutto il vino francese, anche se questo fattore ha portato molti a sottovalutare la potenzialità del territorio, che in tempi più recenti, migliorando la qualità delle uve, la selezione dei vigneti e ammodernando le pratiche vinicole, è entrato a pieno diritto fra le più interessanti realtà enologiche transalpine.

Clima e territorio

Siamo nella zona più soleggiata di Francia, calda e secca, con una media di 325 giorni di sole all’anno, una bassa piovosità (si arriva ad appena 380 mm all’anno, in pratica qui piove la metà che in Borgogna) e un clima mediterraneo, dove le temperature, nella stagione estiva, arrivano a superare tranquillamente i 30°C e di conseguenza inducono un grande stress idrico alle viti.

La composizione dei terreni è piuttosto varia, da suoli di tipo alluvionale nelle zone costiere, a suoli composti da calcare, scisto, gneiss e marne, uniti a gesso e ghiaia, tipici delle zone interne.

Un peu d'histoire

La Languedoc-Roussillon ha probabilmente la viticoltura più antica di Francia; se l’introduzione della vite in questa zona è opera dei Greci, il successivo, prepotente, sviluppo del suo allevamento si deve ai Romani che, intorno al 125 a.C., fondarono l’oppidum (un insediamento fortificato) di Ruscino - da cui deriva il toponimo Roussillon - oggi sito archeologico a circa 1 km ad est di Perpignan.

Dal XIII° al XVII° secolo il Roussillon fa parte dei Regni di Maiorca prima ed Aragona poi, ed è in questo periodo che si consolida nell’area la cultura catalana che prevale su quella occitana; venendo al vino, sappiamo che nel 1299 Perpignan ha il monopolio sul commercio del vino a Maiorca e sempre nel XIII° secolo Arnaldo da Villanova, medico, scrittore, consigliere di Giacomo II d'Aragona, considerato, dopo la sua morte, un grande mago ed alchimista, “inventa” (forse è più corretto dire perfeziona) la tecnica del mutage, il processo di vinificazione che consiste nell'arrestare artificialmente la fermentazione del mosto d'uva tramite l'aggiunta di alcol neutro (acquavite), per preservare gli zuccheri naturali e produrre vini dolci e fortificati, come i Vins Doux Naturels (ad es. i Banyuls).

Il Roussillon diventa francese nel 1659, con la Pace dei Pirenei tra Francia e Spagna, l’ultimo atto che conclude i conflitti politici che avevano animato l'Europa del Seicento e pone fine alle lotte fra i due Paesi, iniziati nel secondo decennio del Cinquecento, da quando cioè Carlo V (re di Spagna e imperatore) combatteva contro Francesco I per la supremazia in Italia.

A partire dal 1855, con la costruzione delle reti ferroviarie che consentivano rapidamente di fare arrivare il vino nelle zone settentrionali della Francia, iniziò la crescita vitivinicola della Languedoc-Roussillon, bruscamente arrestata dall’arrivo della fillossera, cui la regione rispose con una veloce ed efficace ricostruzione dei vigneti che le consentì di diventare, alla fine del XIX secolo, il principale produttore di vini da tavola di Francia.

La produzione di vini leggeri e ordinari, iniziata con la creazione di cooperative vinicole negli anni ’30, accompagnò la Languedoc-Roussillon sino all’inizio degli anni 90 quando, compresa l’importanza della produzione di qualità, l’iniziativa di vari produttori indipendenti portò al crollo drastico della produzione dei vins de table; oggi il Roussillon vive un rinnovato fermento, con iniziative tese a valorizzare i vini storici della regione come i Vin Doux Naturelle (vini fortificati durante le fermentazione, come il Banyuls) e i vini ossidativi non fortificati (tipico il Rancio, tradizionalmente un vino da aperitivo, secco da ossidazione, senza zuccheri, con titolo alcolometrico 14,5-15%) ma anche vini fermi da uve rosse quali la grenache, il carignan, il mourvèdre e il cinsault.

Denominazioni e zone vitivinicole del Roussillon

La classificazione delle Appellation nel Roussillon prevede alla base l’AOC regionale Côtes du Rossillon e a salire Côtes Catalanes (principalmente rossi di alto livello qualitativo, l’AOC copre quasi l'intero dipartimento dei Pyrénées-Orientales, ad eccezione dei quattro comuni di Banyuls-sur-Mer, Cerbère, Collioure e Port-Vendres, che formano la zona IGP della Côte Vermeille) e Côtes du Roussillon-Villages (piccola area di soli rossi).

I Vins Doux Naturels (VDN) rossi AOC sono il Banyuls, Banyuls Grand Cru, Maury e Rivesaltes: queste AOC coprono da sole il 90% della produzione di VDN. Ricordiamo che i VDN sono vini fortificati durante la fermentazione, con alcol al 96%, in mosto con titolo alcolometrico volumico potenziale di 14,5% e sono diversi dai Vins De Liqueur che vengono fortificati prima della fermentazione. 

Scendendo più in dettaglio, le aree vitivinicole da conoscere sono:

  • La valle del fiume Agly: è la zona settentrionale dell’AOC Côtes du Roussillon-Villages e comprende 32 comuni. I terreni sono vari (scisti, ardesie, marne, graniti, gneiss, rocce vulcaniche) e regalano vini di qualità medio-alta fra i quali spiccano i VDN di Maury, prodotti in varie versioni (secca, secca non fortificata, dolce - i Maury Doux - in riduzione - grenat e blanc - in ossidazione - tuilé e ambré)
  • Rivesaltes e Muscat: le due AOC più grandi per i VDN, famosi i Muscat-de-Rivesaltes in riduzione e i Rivesaltes sia in riduzione che in ossidazione
  • Banyuls e Collioure: una zona caratterizzata da pendii vertiginosi, al punto che già nel Medioevo i Cavalieri Templari realizzarono dei terrazzamenti, con terreni di scisti bruni e pochissimo suolo; si producono sia VDN (a Banyuls) che vini secchi (specialmente a Collioure). Il VDN Banyuls Gran Cru si realizza con almeno il 75% di grenache raccolta a piena maturità, viene fortificato a circa 11% di alcol naturale e subisce un affinamento ossidativo in genere nelle bombonnes, le tipiche damigiane in vetro da 50 lt che, storicamente, erano dei recipienti atti a contenere la nitroglicerina per produrre la dinamite che l’esercito francese avrebbe dovuto utilizzare contro i Prussiani nella guerra franco-prussiana del 1870: i contenitori, però, non vennero mai impiegati e qualcuno pensò bene di “riciclarli” per il vino.    

I vitigni caratteristici del Roussillon

Vanno citati almeno quattro vitigni a bacca rossa, i più coltivati nel Roussillon:

  • La grenache noir, gris e blanc è la grande varietà del Mediterraneo, chiamata anche garnacha tinta, garnacha blanca, garnacha roja, garnacha peluda e in Sardegna cannonau
  • Il carignan, vitigno vigoroso e produttivo, germogliamento tardivo e maturazione molto tardiva (è l’ultima uva ad essere raccolta), apportatore di tannino ed acidità; è conosciuto come mazuelo in Spagna e carignano in Italia
  • Il mourvèdre, il monastrell in Spagna, menzionato per la prima volta in Catalogna nel 1381 e il cui nome deriva da monasteriellu (monastero), uva a germogliamento e maturazione tardivi, che richiede caldo e suoli ricchi in magnesio e potassio per donare struttura ed austerità al vino
  • Il cinsault, identificato nel 1600 dall’agronomo Olivier de Serres, è un vitigno che ben si adatta al clima caldo poiché resiste alla siccità ed ha un germogliamento tardivo e una media maturazione; allevato anche in Puglia dove prende il nome di ottavianello, da vini rossi fruttati, delicati e di buona longevità.

La degustazione

Côtes Catalanes IGP Mon P'tit Pithon 2024 - Domaine Olivier Pithon 
Assemblaggio di grenache noir, syrah e mourvèdre - 13,5% vol

Un rosso leggiadro, limpido, un colore violaceo purpureo che racconta di gioventù, si presenta con una nota riduttiva di zolfo che però scompare una volta ossigenatosi lasciando il posto a profumi di frutta rossa scura acidula, di sottobosco e di the nero; nel palato è stretto, fresco, salato, con sentori di succo di mora e mirtillo, un tanino delicato ben integrato nella parte alcolica che non è preponderante e chiude con note piccanti e di pepe. Da servire a 12°C come aperitivo o accompagnato a pane e salame o a una pizza.

Vin de France Po 2024 - Domaine Vento 
100% carignan - 12% vol

La seconda annata del vino creato da Alessandro Del Grosso mostra un bel colore rosso rubino e un naso complesso di china, cola, tamarindo e cardamomo. In bocca è succoso, coerente con il naso, svelto e stretto con sentori di rose e peonie essiccate, un tannino molto delicato a dispetto dell’uva da cui proviene, il tutto per un rosso di discreta persistenza che però richiama la beva; lo vediamo bene come vino da aperitivo insieme alle tapas spagnole.     

Vin de France Supernova 2024 - Domaine Danjou Banessy 
100% moscato di Alessandria - 11,5% vol

Un vino molto particolare che si presenta dorato con riflessi ambrati ed una lieve velatura; la macerazione di circa un mese fa si che il moscato di Alessandria si percepisca subito con il caratteristico, intenso, odore di the alla pesca accompagnato da albicocca, mimosa e un pizzico di zenzero. Nel palato si racconta come un vino mediterraneo, coerente fra naso e bocca, fresco ma non dolce, con sentori di erbe aromatiche e la parte sapida che trascina dietro di sé quella acida: in sintesi un vino ottimo per pulire il palato, dissetante e molto godibile, perfetto come aperitivo.

Côtes Catalanes IGP Les Calcinaires 2023 - Domaine Gauby
50% muscat con chardonnay e macabeu - 11,5% vol

Protagonisti sin dagli anni ’80 della rinascita enologica di Calce, Gérard e suo figlio Lionél Gauby hanno creato un vino biodinamico estremo e personale, che racconta fedelmente il suo terroir. Il colore è giallo paglierino, limpido al limite del cristallino, il naso intenso e complesso di lime verde, pesca bianca, erbe mediterranee (salvia, rosmarino), muschio e tabacco giallo. La macchia mediterranea e la frutta gialla ricompaiono anche in bocca dove acidità e sapidità viaggiano insieme, unite ad una parte alcolica ben integrata. Da accompagnare a pesce con salse, risotti con formaggi, carni bianche, pizza bufalina.

Vin de France Chorifly Magico 2022 - Mas Guallar
Moscato di Alessandria e carignan blanc - 11,5% vol

L’artista cilena Camila Opazo è una vigneron che lavora nel Roussillon dal 2019; dagli otto ettari dei suoi terreni nascono vini artigianali fra i quali questo Chorifly Magico che si presenta dorato/ambrato e limpido. All’olfatto è balsamico di mentolo ed eucalipto, profumato di erbe provenzali, rosmarino, timo ed alloro con un sottofondo di smalto e metallo; tutte le componenti di questo mix olfattivo si amplificano quando il vino si ossigena nel calice. Il sorso è lineare ma ampio ed emergono parti balsamiche e di erba da cucina e pur rimanendo la freschezza un po’ sottomessa alla parte salata, il Chorifly Magico è un vino gastronomico da abbinare ad esempio a uova o carni bianche.

E infine, la sorpresa di Stefano Berzi:

AOC Rivesaltes L’Archiviste 1974    
Grenache - 15,5% vol

In degustazione alla cieca, Stefano ci ha regalato uno strepitoso VDN di Banyuls che ha trascorso ben 50 anni di affinamento in legno! Il colore è - prevedibilmente - ambrato, l’abito è cristallino e consistente, il naso, complesso, offre godibilissime note di albicocca sciroppata, frutta candita, pasta frolla, miele di castagno, amaretti, datteri, fichi secchi e un leggero amaro di erbe aromatiche. In bocca è caldo, vellutato, dolce ma non stucchevole grazie al perfetto equilibrio fra acidità e sale, un nettare che regala aromi di frutta disidratata e caramello cotto nel finale. L’Archiviste è un VDN gastronomico, molto equilibrato ed estremamente persistente, un vino immortale che ci commuove se pensiamo a tutta la storia che, nella sua lunga vita, gli è scivolata accanto.