La vitovska raccontata da quattro grandi interpreti

Racconti dalle delegazioni
14 settembre 2023

La vitovska raccontata da quattro grandi interpreti

Roberto Filipaz, Vicepresidente di AIS Friuli-Venezia Giulia, ci accompagna alla scoperta di quattro grandi interpreti della vitovska. In degustazione otto vini che nascono nel Carso italiano, terra accarezzata dal mare e attraversata dagli impetuosi soffi di bora.

Francesca Borghi

Il Carso, fino a non molto tempo fa, non era preso in grande considerazione dal punto di vista enologico, ma da qualche anno ha iniziato a far parlare di sé come eccellenza. Tale riconoscimento si deve soprattutto al duro lavoro di produttori lungimiranti che hanno capito come valorizzare i vitigni locali grazie alle tecniche dell’affinamento e invecchiamento.

Quando si parla di Carso si fa riferimento a un altopiano roccioso di origine calcarea, una terra di frontiera impervia e selvaggia, per due terzi slovena (più all’interno) e un terzo italiana (prossima al mare). È un territorio arido, sassoso, attraversato da raffiche di bora, dal fiume Timavo e ricco di rocce calcaree che, grazie alla loro permeabilità sono state scavate e modellate dalla pioggia dando origine a grotte, fiumi carsici e doline. Quest’ultime sono le tipiche valli carsiche sulle quali sono depositate le terre rosse (il cui colore è dovuto alla presenza di ferro) utilizzate per la viticoltura, che ci regalano vini non comuni per spiccata mineralità e sapidità. Il fenomeno del carsismo rappresenta una delle principali caratteristiche e ricchezze che rendono questo territorio unico al mondo e inimitabile, in grado di dar vita a vini molto interessanti.

Roberto FilipazNella stagione autunnale il Carso regala un’esplosione di colori, un panorama unico e selvaggio che con gli incendi dello scorso anno ha scoperto la pietraia, normalmente nascosta alla vista dalle vigne. Coraggio, pazienza, tanto sudore e forza di volontà sono necessari per coltivare le vigne nuove in queste zone, perché il terreno tal quale non è utilizzabile. Deve essere lavorato, le pietre frantumate con appositi macchinari e solo allora si può coprire la superficie con uno strato di terra rossa dove saranno piantate le barbatelle. Come si dice da queste parti «per fare la vigna nel Carso è necessario crearsela da soli».

Stili e le tecniche nel Carso

Gli stili principali di questa zona sono la vinificazione in bianco e la macerazione. Quest’ultima, in uso da oltre cinquant’anni, è certamente importante per arricchire i vini locali (da cui hanno origine i vini macerati altrimenti conosciuti come orange wine). Vitigni autoctoni sono la malvasia, la vitovska e il terrano.

Stili e tecniche adottate nel Carso riguardano principalmente:

  • Macerazioni: importanti per arricchire le uve locali;
  • Filtraggi: qui il filtro è la luna, che con gli effetti gravitazionali provoca la caduta delle particelle solide verso il fondo, facendo decantare il vino. Questo comporta la possibilità di avere vini non completamente limpidi con particelle in sospensione. La filosofia produttiva prende spunto dalla saggezza contadina e da riflessioni secondo le quali la natura deve essere rispettata nei suoi tempi ed esigenze;
  • Uvaggi o assemblaggi: è una tradizione di tanti vignaioli, ma allo stesso tempo si valorizzano i vini autoctoni;
  • Uso del legno: sono legni non nuovi e botti grandi, utilizzati da sempre per i risultati ottenuti grazie alla micro-ossigenazione;
  • Affinamento: poco usato nel passato, oggi produttori lungimiranti si sono ricreduti e ha trovato il suo spazio.

Nel Carso nascono vini potenti e caldi, dotati di grande struttura e di un delicato ricordo tannico dovuto alle lunghe macerazioni, mai banali. Non sono vini semplici e immediati: hanno bisogno di essere avvicinati prendendosi il giusto tempo.

La vitovska     

Protagonista assoluta della serata è la vitovska raccontata da quattro grandi produttori locali attraverso la degustazione di otto vini. Se si ha occasione di visitare il Carso vale sicuramente la pena di partecipare alla manifestazione dedicata interamente a questo vitigno autoctono, “Mare e Vitovska”, un evento enogastronomico annuale organizzato nel suggestivo castello di Duino che sorge su un promontorio a ridosso sul mare e che offre un panorama davvero spettacolare.

La vitovska fruttifica poco e durante la potatura è importante lasciare le gemme più belle che porteranno ai grappoli. È un’uva neutra che grazie alla macerazione e all’affinamento riesce a esprimere un carattere e una persistenza assolutamente memorabili.

La degustazione

Venezia Giulia IGT Vitovska Majnik 2021 - Bajta Salez
Il vino degustato deve il suo nome al mese di maggio, Majnik, e all’olfatto richiama infatti i sentori tipici che si sprigionano in quel periodo. Andrej Skerlj ci racconta che Bajta Salez fu fondata dai genitori nel 1988 partendo dall’allevamento di suini e poi ampliata con un agriturismo e la produzione di vini con vinificazione in bianco.
Majnik matura sui lieviti in acciaio per 7 mesi. Il colore è un giallo paglierino brillante. Al naso propone un ventaglio odoroso fruttato e floreale con ricordi di mela selvatica e susina, acacia, tiglio, sambuco, biancospino e a seguire cenni di salvia. L’ingresso in bocca è morbido e sapido con una nota acida importante.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska 2020 - Skerk
La filosofia dell’azienda agricola Skerk, certificata bio da oltre vent’anni, prevede un approccio interamente naturale e biologico, come ci spiega Sandi Skerk: «Il 90% del lavoro è fatto in vigna». La cantina è una grotta scavata nella roccia carsica. I bianchi fanno macerazioni di durata variabile, in base all’uva e all’annata.
La Vitovska di Skerk, ottenuta da viti allevate ad alberello in parete, è un vino bianco espressivo, ricco e molto territoriale, vinificato con lunga macerazione sulle bucce e maturato per un anno in botte grande. Affascinanti profumi vegetali e tipici sentori del Carso (un po’ di rosmarino, erbe di campo, salvia e ginepro che regala balsamicità), albicocca matura, fiori e tè verde animano un sorso intenso, sapido e persistente.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska 2020 - Skerlj
Coltivati ad alberello e guyot, i vigneti si spargono nella località Sales, con piante alte cinquanta centimetri, in spazi ridotti che richiedono un meticoloso lavoro manuale e l’utilizzo di attrezzature fatte su misura.
La macerazione, in tini di legno aperti, dura circa tre settimane, cui seguono un anno in botte e un anno di affinamento in bottiglia. La Vitovska di Skerlj è un vino bianco del Carso macerato sulle bucce e dal profilo roccioso e ricco. Al naso sprigiona aromi di sambuco, tabacco, rabarbaro e incenso e decisi sentori minerali. Il sorso è espressivo, elegante e incisivo, di intensa freschezza minerale, più serio rispetto ai precedenti vini in degustazione e con una leggera nota tannica ottenuta grazie alla macerazione e all’uso del legno.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska Classic 2020 - Zidarich
Benjamin Zidarich, proprietario dell’omonima azienda agricola, produce il vino come lo facevano il papà e prima ancora il nonno: macerazione sulle bucce dalle due alle quattro settimane e affinamento in legno per due anni. Troviamo la Vitovska nelle tre linee: Classic, Kamen (che fermenta in tini di pietra) e Collection.
Il 2020 è stata sicuramente un’ottima annata. Grande ricchezza aromatica all'olfatto, con profumi di frutta matura, agrumi e spezie, e un gusto morbido, corposo e persistente. Si nota anche una certa tannicità.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska 2018 - Skerk
Annata molto equilibrata, favorevole e generosa che ha dato vita a tanta uva di qualità.
In degustazione si presenta più severo e rigido rispetto al 2020: è un vino più affinato che ha ormai cinque anni. Al naso mette in mostra un bouquet delicato con note di fiori e frutta gialla, come la pesca o l'albicocca, seguite da note erbacee. In bocca la struttura è cremosa e piena, ben bilanciata dalla vena acida e sapida, con un retrogusto che rimanda a sentori molto interessanti di mandorla ed erbe di campo.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska Kronos 2016 - Bajta Salez
Kronos rappresenta la filosofia dell’azienda: i vini del Carso hanno infatti bisogno di tempo per esprimersi e rivelano una potenzialità anche a distanza di diversi anni.
In degustazione si rivela molto differente dall’annata 2021: si percepisce in bocca una mineralità sulfurea che invoglia a berne ancora. Una Vitovska molto seria e rigida che si può proporre in occasioni importanti. Bella sapidità, un’iniziale sensazione abboccata che sparisce rapidamente con l’acidità.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska Collection 2016 - Zidarich
L’etichetta è blu e azzurra come i colori del mare in burrasca, ed è proprio al mare che guardano le vigne di Benjamin.
Quattro anni in legno in botti da 10 ettolitri, la Vitovska Collection è un vino evoluto che esce sul mercato dopo sette anni e solamente nelle migliori annate. Quando i vini del Carso invecchiano regalano espressioni incredibili e in questa Collection si sente tutto: il mare, la pietra, la freschezza e una mineralità spinta che arriva all’affumicatura a cui si aggiunge un profumo di rosmarino e di altre erbe aromatiche.
 
Venezia Giulia IGT Vitovska 2013 – Skerlj
La Vitovska Skerlj con ben 10 anni di evoluzione, ha un colore incredibile ottenuto giocando sui tempi di macerazione. Sentori quasi di incenso, cioccolato fondente, tabacco cubano. In bocca è fresco e sapido, con un certo equilibrio e una struttura dinamica; tannicità, per quanto possa esprimere un vitigno bianco macerato, e una bella persistenza.
 

I vini del Carso sono vini concreti, coerenti, influenzati dal terreno. Che dire: non resta altro che andare ad assaggiarli nelle loro cantine!