Les Riceys, dove la Champagne si racconta in tre denominazioni
Racconti dalle delegazioni
09 luglio 2026
Nel cuore della Côte des Bar, nella parte più meridionale della Champagne, sorge Les Riceys, un luogo unico nel panorama vitivinicolo francese. Non è soltanto un villaggio del vino, ma un territorio dalla forte identità, capace di raccontare secoli di storia, una geologia straordinaria e una lunga tradizione enologica.
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Quando si parla di Champagne, l'attenzione si concentra spesso sulle grandi maison e sui nomi più celebri della regione, eppure alcune delle storie più interessanti arrivano dai territori meno conosciuti. È il caso di Les Riceys, un villaggio della Côte des Bar che ha costruito la propria reputazione su un'identità forte, una straordinaria varietà di terroir e un vino simbolo come il Rosé des Riceys. A condurci nel viaggio Gabriele Merlo e il delegato di AIS Monza e Brianza, Antonio Erba.
Un paese nato da tre villaggi
Con circa 1400 abitanti, 866 ettari vitati e oltre 140 tipologie di suolo, Les Riceys rappresenta una delle realtà più affascinanti e autentiche della Champagne. La sua particolarità più celebre è l’essere l'unico comune francese a vantare ben tre AOC: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys.
Les Riceys non è un borgo unitario, ma il risultato dell'unione di tre nuclei distinti: Ricey-Bas, Ricey-Haute-Rive e Ricey-Haut. Per secoli questi insediamenti hanno vissuto come villaggi autonomi, sviluppando una propria identità prima di essere riuniti amministrativamente.
Questa origine spiega ancora oggi la natura ‘sparsa’ del territorio: un paesaggio rurale, poco urbanizzato, dove vigneti, boschi e piccoli nuclei abitati si alternano armoniosamente, lontano dalle logiche della grande industrializzazione.

Un territorio fuori dagli schemi della Champagne
A differenza delle zone più celebri della Champagne settentrionale, Les Riceys conserva un carattere agricolo autentico e indipendente. Qui il protagonista assoluto è il pinot noir, vitigno che domina il paesaggio e definisce lo stile dei vini locali.
Nel 2017 il villaggio ha ottenuto il riconoscimento di Site Remarquable du Goût, certificazione francese che valorizza luoghi dove gastronomia, tradizione e patrimonio culturale si fondono in modo esemplare.
Passeggiando tra le colline si incontrano tre chiese, numerose cappelle, lavatoi storici, calvari e le caratteristiche cadoles, piccoli rifugi in pietra costruiti a secco dai vignaioli per ripararsi durante il lavoro nei campi.
Una storia secolare
La storia vitivinicola di Les Riceys affonda le radici nel Medioevo e attraversa alcuni dei momenti più significativi della viticoltura francese.
I vini del territorio erano già apprezzati alla corte di Luigi XIV, poi dal pittore Renoir, che si dice bevesse vino solo quando si trovava a Les Riceys. Nel XIX secolo i viticoltori dovettero affrontare la devastante crisi della fillossera che colpì i vigneti europei tra il 1892 e il 1906.
Particolarmente significativa fu la vicenda legata all'inclusione del comune nell'area della Champagne. Nel 1908 Les Riceys venne esclusa dalla denominazione, decisione che provocò forti tensioni. Solo tra il 1923 e il 1927 arrivò la reintegrazione definitiva.
Nel dopoguerra nacque ufficialmente la denominazione Rosé des Riceys AOC, mentre nel 1996 venne introdotta la caratteristica bottiglia che ancora oggi identifica questo vino unico.
Un mosaico di terroir
Uno degli elementi più affascinanti di Les Riceys è la sua straordinaria diversità geologica.
Il territorio è modellato dai fiumi Laignes e Senna e presenta oltre 140 differenti tipologie di suolo, distribuite tra colline, valloni ed esposizioni molto diverse tra loro. Questo crea una molteplicità di micro-terroir che contribuiscono alla complessità dei vini.
La base geologica è costituita principalmente dal Kimmeridgiano, una formazione risalente al Giurassico superiore composta da alternanze di marne e calcare. Sulle sommità delle colline emerge invece il più duro calcare Portlandiano.
Questa struttura a gradoni garantisce eccellente drenaggio, riserve idriche equilibrate e condizioni ideali per la coltivazione del pinot noir.

Il regno del pinot noir
La viticoltura locale è dominata dal pinot noir, che rappresenta circa il 93% della superficie vitata, pari a oltre 800 ettari.
Lo chardonnay occupa circa il 6% del vigneto, mentre la restante percentuale è suddivisa tra varietà tradizionali autorizzate in Champagne come meunier, arbane, petit meslier, pinot blanc e pinot gris.
Questo dato assume particolare rilevanza se confrontato con l'intera Champagne, dove il pinot noir rappresenta circa il 38% della superficie coltivata. Les Riceys si configura quindi come una vera e propria capitale di questo vitigno.
Un villaggio, tre denominazioni
L'unicità di Les Riceys è racchiusa nelle sue tre denominazioni: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys.
Le uve del territorio contribuiscono alla produzione di milioni di bottiglie di champagne ogni anno. Sebbene il raccolto locale potrebbe generare circa otto milioni di bottiglie, la pratica dell'assemblaggio permette al carattere di Les Riceys di ritrovarsi in una parte significativa della produzione complessiva della regione.
La denominazione Coteaux Champenois comprende vini fermi, bianchi e rossi. I bianchi sono generalmente ottenuti da chardonnay, mentre i rossi nascono dal pinot noir. Les Riceys rappresenta circa un quarto dell'intera produzione della denominazione, confermandosi uno dei centri più importanti per questa tipologia.
Rosé des Riceys è il vero gioiello del territorio e il vino che meglio incarna l'identità del villaggio. Prodotto esclusivamente a Les Riceys e soltanto nelle annate migliori, nasce da uve pinot noir raccolte a piena maturazione e sottoposte a una breve e delicata macerazione. Si tratta di un rosé fermo dalla personalità inconfondibile: strutturato, tannico e dotato di una sorprendente capacità evolutiva. A differenza della maggior parte dei rosati, può affinare in bottiglia dai tre ai dieci anni, sviluppando aromi complessi di frutta matura e spezie senza perdere freschezza. La produzione è limitata: mediamente si attesta intorno alle 50.000 bottiglie annue, rendendolo uno dei vini più rari e ricercati della Champagne.
La degustazione
Champagne AOC Zero Dosage Cuvée Gabine - Jean-Jacques Lamoureux
100% pinot noir, assemblaggio di 4 annate diverse, maturazione in acciaio, malolattica svolta, quattro anni sui lieviti.
Una maison familiare radicata nella Côte des Bar, le cui origini risalgono al 1947 quando René Lamoureux impiantò le prime vigne. Nel 1985 Jean-Jacques avvia la produzione in proprio, portando avanti una filosofia fondata sulla valorizzazione del vigneto e del territorio. Il domaine si estende su circa 12 ettari, coltivati prevalentemente a pinot noir, con una particolare attenzione alla sostenibilità certificata HVE.
Paglierino luminoso, apre su profumi di pasticceria e burro, segue la parte di frutta tropicale, chiude su sentori tostati di mandorla e nocciola. Il sorso è ricco, più fresco che sapido, contraddistinto da una carbonica avvolgente. Finale piacevolmente ammandorlato.
Champagne AOC Extra Brut Cuvée Les Amoureux – Jean-Jacques Lamoureux
100% pinot blanc, malolattica svolta, maturazione in acciaio e affinamento in bottiglia di due anni, dosaggio di 5 g/l.
Paglierino intenso e smagliante. Al naso è delicato: bouquet di fiori bianchi, pesca, frutta tropicale e frutta secca non tostata. In bocca denota la stessa raffinatezza espressa al naso: è rotondo, di piacevolezza immediata e facile beva, senza risultare scontato.
Champagne AOC Brut Cuvée Alexandrine 2020 – Jean-Jacques Lamoureux
100% chardonnay, malolattica svolta, maturazione in acciaio e affinamento in bottiglia di cinque anni.
Alla vista il vino è paglierino lucente con riflessi verdolini. Più timido al naso dei precedenti Champagne, presenta eleganti note di pasticceria, mela fuji, albicocca e pesca. L’attacco in bocca è deciso e verticale, dinamico e agile. Piacevole il finale fruttato.
Champagne AOC Extra Brut L'Extra – Morel Père & Fils
100% pinot nero, fermentazione in acciaio, malolattica svolta, dosaggio di 4 g/l e affinamento minimo di cinque anni.
Azienda a conduzione familiare da oltre cinque generazioni, rappresenta una delle realtà storiche della zona. Dagli anni Settanta la famiglia Morel sviluppa il proprio progetto vitivinicolo, coltivando oggi circa otto ettari di vigneto. Il pinot noir è il vitigno principale, affiancato da una piccola quota di chardonnay, per una produzione che si mantiene volutamente contenuta e orientata alla qualità.
Colore intenso e sfavillante. Il corredo aromatico si compone di: mela cotogna, miele, camomilla, pepe bianco e fieno. In bocca esprime tutto il suo carattere tramite potenza e struttura. Più sapido che fresco, chiude leggermente amaricante.
Champagne AOC Brut Nature Expression – Morize Père et Fils
100% pinot nero, fermentazione in acciaio, malolattica svolta. In vinificazione vengono aggiunta una parte di riserve da annate precedenti. Affinamento minimo di 84 mesi.
Fondata nel 1830 l’azienda produce Champagne, Rosé des Riceys e Coteaux Champenois con uve proprie. I vini riposano nelle cantine cistercensi del XI-XII secolo nel cuore di Les Riceys.
Paglierino intenso di vivace luminosità. Al naso è elegante e fine: erbe aromatiche, timo e alloro, poi prugna gialla, piccoli frutti rossi, pompelmo e crema pasticcera. Sorso saporito; la lunga maturazione regala complessità e finezza mantenendo una piacevole freschezza.
Champagne AOC Brut Rosé – Batisse-Lancelot
100% pinot nero, macerazione tradizionale saignée. Dosaggio 8 g/l. affinamento minimo 36 mesi.
Azienda familiare fondata nel 1972 da André Batisse e Françoise Lancelot, tra le prime a trasformare direttamente le proprie uve in Champagne. Oggi la quarta generazione, rappresentata da Maryline e Guillaume, prosegue il lavoro di famiglia coltivando vigne situate nei dintorni di Les Riceys. L'approccio produttivo è attento all'ambiente e punta a esprimere la ricchezza dei diversi terroir della zona.
Bel corallo brillante. Profumi di frutti rossi e agrumi, incenso, erbe officinali e carcadè caratterizzano il quadro olfattivo. In bocca risulta un po’ scomposto, con un finale leggermente amaricante.
Coteaux Champenois AOC Rouge 2022 – Morize Père et Fils
100% pinot nero.
Rosso rubino di media fittezza e bella vivacità. Al naso è complesso: cassis, mirtillo, ribes rosso, seguiti da una gradevole balsamicità. Seguono profumi di rabarbaro, china, viola, rosa e liquirizia. In bocca è fresco, fruttato e delicato, di media persistenza.
Rosé des Riceys AOC Les Chanzeux 2022 – Pascal Walczak
100% pinot nero, macerazione a grappolo intero per 4-5 giorni. Maturazione in barrique e affinamento in bottiglia per 1-2 anni.
Luminoso granato trasparente. Profilo olfattivo tipico del vitigno: piccoli frutti neri, pompelmo rosa, arancia rossa, violetta, cannella e noce moscata. Sorso equilibrato, fresco e sapido. Tannino ben integrato che conferisce struttura e ‘carnosità’.
Rosé des Riceys 2020 – Morel Père & Fils
100% pinot nero, macerazione a grappolo intero per 4-6 giorni. Maturazione in botti di rovere per 10-12 mesi e affinamento in bottiglia per 3 anni.
Corallo intenso. Naso molto simile al precedente vino, con l’aggiunta di note empireumatiche e speziate. Sorso succoso, agrumato e fresco, non dimostra la sua età. Molto piacevole il finale agrumato.

Les Riceys è molto più di un semplice villaggio vitivinicolo. È un luogo dove storia, geologia, paesaggio e cultura si intrecciano dando vita a una delle espressioni più autentiche della Champagne. Questo territorio continua a custodire una tradizione fatta di piccoli produttori, antiche cantine, suoli straordinariamente complessi e vini che raccontano fedelmente il loro luogo d'origine.