Masterclass Chiavennasca. Trilogia del nebbiolo delle Alpi

Racconti dalle delegazioni
23 febbraio 2023

Masterclass Chiavennasca. Trilogia del nebbiolo delle Alpi

Una grande idea quella di AIS Brescia. Aggiungendo la dimensione delle denominazioni, spalanca uno scenario tridimensionale sul nebbiolo delle Alpi, che ci vedrà impegnati in tre incontri a partire dal Rosso di Valtellina DOC, fino al sontuoso Sfursàt DOCG, facendo tappa tra le Riserve di Valtellina Superiore DOCG.

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Valtellina al cubo presso la sede di AIS Brescia. Questa volta Alessandro Caccia ha voluto stupirci con un approfondimento, strutturato in più momenti, di una realtà di assoluto interesse.  Ma vediamo nel dettaglio le regole di ingaggio del percorso. Tre incontri, sette aziende e le tre denominazioni possibili per la vinificazione di nebbiolo-chiavennasca in Valtellina. Ogni sera avremo la possibilità di confrontare le produzioni per tipologia, mantenendo un filo conduttore tra le sette case vinicole che saranno appunto presenti in ciascuna batteria di degustazione, con le rispettive espressioni.

I primi magnifici sette indossano la casacca della DOC Rosso di Valtellina ma, prima di immergerci nell’analisi sensoriale degli apripista, rispolveriamo qualche curiosità sul territorio.

Terra tra i monti

Snodo commerciale di importanza strategica, sin dal medioevo, mette in collegamento la penisola italica al resto dell’Europa continentale attraverso il Cantone dei Grigioni. In tempi non sospetti, la Valtellina, era amministrata dai cugini svizzeri che, tutt’oggi, mantengono un legame diretto e profondo con questi territori, rivestendo un ruolo particolarmente attivo anche per quel che ne ha determinato la diffusione dei vini qui prodotti.

Vallata di orientamento inusuale, levigata dall’azione pulsante del ghiacciaio di epoca quaternaria che ha riportato depositi di origine morenica, si colloca su di una faglia longitudinale, che va da est ad ovest, come il fiume Adda (quarto fiume italiano per lunghezza) in questo tratto del suo corso in direzione della pianura padana,per confluire nel Grande Fiume. A sud emerge la placca delle alpi meridionali che in quest’area si manifesta dalle Prealpi bergamasche fino alle Orobie. 

Il versante retico, a nord del bacino idrografico, è caratterizzato invece da alcune delle porzioni più profonde dell’intera catena montuosa. Proprio qui, con esposizione interamente a sud, la vite abbraccia le rocce rosse rese fertili dal terreno di riporto. 

Chiavennasca a dimora

La diffusione della vite è strettamente collegata all’elemento paesaggistico caratterizzante i pendii valtellinesi, quei muretti a secco che tanto riescono ad emozionare, nella loro semplicità funzionale, custodi della tenacia dei popoli locali, costretti a terrazzare il fianco della montagna al fine di renderlo ospitale all’agricoltura di sussistenza. In questo scenario la superficie vitata ha raggiunto i 6000ha di estensione massima, prima di vivere una forte contrazione che ha ridimensionato il vigneto al suo minimo storico. Da diversi anni l’area ha trovato un nuovo impulso, che ha permesso agli attori della viticoltura locale di dare fiducia alla produzione di vino, riportando la viticoltura al centro dell’economia, anche in considerazione degli importanti sviluppi che questa può apportare al satellite dell’ospitalità e del turismo. Ecco che, con i suoi oltre 800 ettari attuali, si guadagna il titolo di vigneto montano più grande di Italia ed il trend è in continua crescita.

Chiavennasca: nebbiolo delle Alpi. Questo il toponimo del vitigno dominante il paesaggio severamente alpino. Alcuni lo ricollegano alla vicina Val Chiavenna, altri parlano di un adattamento dal dialetto ciuvenasca, a connotarlo quale vitigno particolarmente atto alla produzione di vino. Decisamente più chiaro è il ruolo da protagonista tra i vigneti, composti al 90% di questo biotipo. 

Tra gli alleati del sodalizio qualitativo dei vini di Valtellina troviamo le 1900 ore annue di luce in media (dato accostabile a quello di Pantelleria per dare un’idea), 2500km di muretti a secco, patrimonio dell’umanità per Unesco, i terreni di riporto di origine morenico-alluvionale e gli oltre 50 produttori che, con la loro dedizione, stanno scrivendo una bellissima storia da raccontare in un futuro di successo.

La degustazione

Rosso di Valtellina DOC Giùen 2021 - Azienda Nino Negri

Rubino rilucente. Subito in chiaro sensazioni fragranti e croccanti. Piccoli frutti rossi, ribes e fragoline avanti a tutti in un piccolo cesto di violette primaverili. Delicatamente trovano posto speziature mentolate. Piacevole l’ingresso al palato dove tra erbe officinali si scorgono le ciliege ed i frutti di bosco, gustosamente vanigliate. Freschezze e sapidità scortano un vino rosso dai tannini gentili.

Rosso di Valtellina DOC Téi 2021 - Azienda Sandro Fay

Accattivante rosso ruino dai toni accesi. L’olfatto apre ancora su piccoli frutti di bosco, protagonisti di una scena da amaro montano, dove china e rabarbaro marcano profumi di sottobosco. Pepe verde a donare dinamismo. Sorso gustoso, di ciliegia matura e mora di buon corpo, impreziosito da un tannino gentile di ravvivante freschezza.

Rosso di Valtellina DOC 2021 - Azienda Bettini

Prime tracce di granato in un rubino ben contrastato. Rosa carnosa in altalena con arancia amara. Una scia elegante accompagna al naso dolcezze da candy canes. Sorprende il palato con un oltremodo gradevole trama di rabarbaro e chinotto bilanciata da un tono vanigliato di immediata piacevolezza. Buona persistenza supportata da un tannino ammaliante di rimando ad un nuovo sorso.

Rosso di Valtellina DOC Santa Rita 2021 - Azienda Mamete Prevostini

Ricorrente rubino screziato da riflessi violacei. Piacevole incontro al naso di turgide fragoline di bosco, uva spina e ciliegia. Trama balsamica contorniata da genziana, cedro e sbuffi di liquirizia. Deciso ingresso palatale, di corpo e struttura. Al gusto materico e gastronomico. Ripresa di un frutto integro, variegato da fiori violacei, allungo su note agrumate e di tiglio. Gradevole persistenza.

Rosso di Valtellina DOC San Gregorio 2021 - Azienda Rinoldi

Rimbalzi veloci dal granato al rubino. Toni edulcorati, vagamente vanigliati e definiti. Roselline di bosco accompagnano melagrana, ribes ed altri piccoli fruttini rinfrescati da arancia sanguinella e variazioni di erbe balsamiche. Appagante il sorso si presenta rispondente all’olfatto, teso come le vette da cui proviene, si congeda su sensazioni di talco mentolato con tannino ben presente ed integrato.

Rosso di Valtellina DOC Nettare 2021 Azienda - Tenuta Scerscè

Granato lucente contorniato da una sfumatura aranciata. Attacco empireumatico di un ricordo al camino da poco spento. Espressioni di radici amaricanti inseguono un floreale di pot-pourri e corteccia. Liberato dalla terra umida con la mano troviamo un fungo porcino pepato. Ammaliante l’impatto gustativo, perpetra la trama boschiva rilanciando a tratti una prugna matura alternata da chiodi di garofano e pepe nero.

Rosso di Valtellina DOC Rosso Malaroggia 2019 - Azienda Assoviuno

Nuovamente abbagliati da un rosso carminio rilucente approcciamo una timida olfazione che invita ad esplorare alla ricerca dei toni soffusi della ciliegia e della rosa mosqueta. L’ingresso in bocca si muove dalla prugna matura alla rosa canina, in allungo erbe aromatiche ed una venatura di noce moscata. Tannino in equilibrio.

La serata si chiude con la consegna degli attestati di fedeltà agli associati di lungo corso perché, come è giusto giusto ricordare, un’associazione esiste in virtù dei propri soci, ed AIS Brescia riconosce questa importanza attraverso un gesto celebrativo che ci ricorda che sono regolarmente aperte le sottoscrizioni.

Corre l’obbligo di ringraziare AIS Brescia e tutto il suo staff per la splendida serata di approfondimento; il delegato, Alessandro Caccia, che con le sue degustazioni ambiziose mantiene un’interessante grado di curiosità a dispetto delle innumerevoli manifestazioni a calendario, Artur Vaso, per la puntuale conduzione e tutta la squadra che accompagna magistralmente gli eventi.

A presto per i racconti sulle serate dedicate a Riserva Valtellina DOCG ed allo Sforzato di Valtellina DOCG.