Quando l’assemblaggio diventa un’arte
Racconti dalle delegazioni
14 ottobre 2026
La ripresa degli appuntamenti di AIS Monza e Brianza è affidata alle bollicine di A.R. Lenoble, storica Maison di Damery, nella Vallée de la Marne. Un incontro dedicato alla conoscenza di una realtà che, in oltre un secolo di storia, ha saputo coniugare la tradizione familiare con una costante ricerca tecnica, mantenendo al centro il vigneto e l’identità dei propri terroir.
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A guidare la serata è Andrea Montini, Miglior Sommelier della Lombardia 2016, affiancato da Alissa Ottolini, responsabile delle pubbliche relazioni di A.R. Lenoble per l’Italia. La serata ripercorre la storia della Maison, le peculiarità delle sue vigne e le scelte che ne hanno definito il savoir-faire, prima di lasciare spazio alla degustazione di sei cuvée, in un percorso che dalle Collection Vendage conduce fino alle espressioni più rappresentative e rare della Maison.
A.R. Lenoble nasce nel 1920 per volontà di Armand-Raphaël Graser, commerciante di vini di origini alsaziane, del cui nome restano le iniziali che ancora oggi identificano la Maison. Per quattro generazioni la famiglia ha mantenuto una dimensione produttiva volutamente contenuta, costruendo nel tempo un patrimonio di parcelle e di vini di riserva che costituisce oggi una delle ricchezze più importanti dell’azienda.
Nel 2023 si apre un nuovo capitolo con il passaggio della Maison alla famiglia belga Frère-Gallienne, già comproprietaria, insieme a LVMH, del prestigioso Château Cheval Blanc a Saint-Émilion. A guidare il nuovo corso è Ségolène Frère-Gallienne, figlia del finanziere belga Albert Frère, la cui volontà è di mantenere l’identità artigianale di A.R. Lenoble e, al tempo stesso, proseguire gli investimenti nella ricerca e nelle tecniche di produzione. Una realtà tra le più piccole della Champagne, con 18 ettari e una produzione di circa 300.000 bottiglie.
Tre terroir, tre vitigni, una sola identità
La geografia dei vigneti costituisce il punto di partenza per comprendere lo stile della Maison. Tre territori, ciascuno con caratteristiche pedoclimatiche differenti, contribuiscono alla costruzione degli assemblaggi, nei quali ogni vitigno porta con sé un’identità precisa e una funzione ben definita.
A Chouilly, Grand Cru della Côte des Blancs, lo chardonnay affonda le radici in suoli ricchi di calcare, che favoriscono finezza, freschezza e una caratteristica impronta gessosa e minerale. È da queste vigne che arrivano gli chardonnay destinati alle cuvée più importanti, capaci di sostenere lunghi affinamenti e di sviluppare nel tempo complessità senza perdere tensione.
A Bisseuil, Premier Cru della Montagne de Reims, il pinot noir contribuisce con struttura, profondità e delicatezza. Un’uva capace di dare consistenza agli assemblaggi, mantenendo al tempo stesso quella finezza che permette di non appesantire il sorso.
A Damery, nella Vallée de la Marne, è invece il meunier a trovare condizioni particolarmente favorevoli nei terreni argilloso-calcarei e nei vigneti caratterizzati da belle esposizioni. Il suo contributo porta agli assemblaggi una componente fruttata, morbida e rotonda, fondamentale per l’equilibrio complessivo delle cuvée.
Nell’incontro di questi tre vitigni A.R. Lenoble costruisce il proprio stile in una ricerca di equilibrio tra origini differenti, con la consapevolezza che la conoscenza delle parcelle sia essenziale per decidere come e quando far dialogare i vini.
Il tempo come ingrediente dell’assemblaggio
È soprattutto nella gestione dei vini di riserva che emerge una delle scelte più interessanti e distintive della Maison. Dal 2010 A.R. Lenoble ha sviluppato un sistema particolare di affinamento che prevede la conservazione di una parte significativa delle riserve in magnum, sotto tappo di sughero naturale, per quattro o cinque anni.
Non si tratta semplicemente di una modalità di conservazione, ma di un vero e proprio patrimonio enologico costruito lentamente, vendemmia dopo vendemmia. La Maison dispone di circa 25.000 magnum di vini di riserva, organizzate per annata e per cru: una sorta di biblioteca liquida che permette di attingere a vini con differenti livelli di evoluzione e caratteristiche, da utilizzare nella costruzione delle cuvée.
Al momento dell’assemblaggio le magnum vengono aperte manualmente, una per una. Il vino di riserva entra così nell’assemblaggio dopo aver seguito un percorso di maturazione autonomo, contribuendo alla complessità senza cancellare l’identità dell’annata più recente.
Accanto alla gestione delle riserve, anche la vinificazione e l’affinamento in legno rappresentano elementi importanti del savoir-faire della Maison. Una parte dei vini viene lavorata in legno, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del vino, lavorando sulla struttura e sulla complessità. Anche il rapporto con le fecce fini e la scelta dei tempi di maturazione fanno parte di una ricerca dell’equilibrio che richiede tempo e precisione.
Il risultato di questo lavoro è evidente anche nella scelta del dosaggio. Una maggiore maturità e complessità del vino permettono infatti di ricorrere a dosaggi contenuti, lasciando che siano il frutto, la freschezza, la componente minerale e la sapidità a definire il profilo dello champagne.
In questa prospettiva l’assemblaggio assume un significato più ampio: non è semplicemente l’incontro tra vitigni, annate e terroir, ma il punto di arrivo di un lavoro che comincia in vigna e può proseguire per molti anni in cantina. È il tempo, insieme alla conoscenza dei cru e alla precisione delle scelte, a diventare uno degli ingredienti fondamentali dello stile A.R. Lenoble.

La degustazione
Per questa straordinaria degustazione un ringraziamento speciale va a Julien Lardy, chef de cave di A.R. Lenoble che, non potendo essere presente, ha messo a disposizione del pubblico due delle cuvée più prestigiose: Les Millésimes Blanc de Blancs Grand Cru 2012 e Les Parcellaires Gentilhomme Blanc de Blancs Grand Cru 2012.
Collection Vendage – Extra Brut V. 21
55% meunier; 30% chardonnay; 15% pinot nero. Dosaggio finale 3 g/L. Affinamento in legno: 10%. Leggera presa di spuma: 10%. Vini di riserva: 51%. Invecchiamento: 36 mesi. Terroir: Côte des Blancs, Grande Vallée de la Marne, Vallée de la Marne.
Paglierino con riflessi ramati. La spuma è vivace, con bollicine fini e numerose. Il naso è intenso e fruttato, con mela, pera e richiami tropicali, cui si aggiungono delicate note di gelsomino e lavanda. Un profilo nitido e piacevole, che anticipa un sorso morbido e avvolgente. La spuma accarezza il palato e lascia progressivamente spazio a una lunga scia sapida, sostenuta da una bella acidità che dona equilibrio e slancio. Un Extra Brut deciso, ma dalla beva armoniosa.
Abbinamento: tartare di pesce bianco.
Collection Vendage – Dosage Zéro V. 19
40% meunier; 40% pinot noir; 20% chardonnay. Affinamento in legno: 20%. Leggera presa di spuma: 10%. Vini di riserva: 48%. Invecchiamento: 60 mesi. Terroir: Côte des Blancs, Grande Vallée de la Marne, Vallée de la Marne.
Il colore è dorato, più intenso rispetto al precedente, anche grazie all’apporto della vinificazione in legno. Al naso emergono profumi di frutta gialla matura e dolce, accompagnati da mandorla e frutta secca. Seguono una sfumatura balsamica e un delicato accenno di zafferano, che aggiungono complessità al quadro aromatico.
Il sorso è teso e fresco, attraversato da una spiccata componente sapida. Rispetto all’Extra Brut si rivela più gastronomico e strutturato: la spuma conserva la consueta capacità avvolgente, ma la percezione complessiva è più ampia e profonda. L’acidità mantiene il vino dinamico e ne sostiene la struttura, mentre la persistenza conferma la complessità della cuvée. Diverso nell’espressione, ma perfettamente coerente con lo stile della Maison.
Abbinamento: spaghetti con crostacei.
Collection Vendage – Blanc de Blancs Grand Cru V. 20
100% chardonnay; pinot noir 20% di cui il 6% vinificato in rosso. Dosaggio finale 2 g/L. Affinamento in legno: 20%. Leggera presa di spuma: 5%. Vini di riserva: 55%. Invecchiamento: 48 mesi. Terroir: Chouilly, Grand Cru de la Côte des Blancs.
Un dosaggio contenuto, appena 2 g/L, pensato per lasciare pieno spazio all’espressione dello chardonnay. Al naso emergono subito cedro e bergamotto, con una componente agrumata netta e precisa, accompagnata da una lieve nota balsamica e mentolata, da richiami di basilico e da una sfumatura gessosa che ricorda la roccia. Un profilo giocato sulla freschezza e sulla mineralità, privo di sensazioni dolci. Al palato l’approccio cambia: compare una piacevole componente cremosa e la spuma si integra con maggiore naturalezza nella struttura del vino. Il sorso si allunga su una scia salina, con una bella corrispondenza tra naso e bocca. La percezione può far pensare a una maggiore dolcezza rispetto ai vini precedenti, ma il dosaggio non è superiore: è la naturale rotondità dello chardonnay a conferire questa sensazione.
Abbinamento: ostriche.
Collection Vendage – Rosé V. 19
80% chardonnay; 20% pinot noir, il 6% vinificato in rosso. Dosaggio finale 0 g/L. Affinamento in legno: 100% in grandi botti da 50 hl e in botti da 228 l. Invecchiamento: 8 anni. Terroir: Chouilly, Bisseuil.
Con il rosé si chiude il percorso attraverso le cuvée costruite con l’apporto dei vini di riserva. In questo champagne il colore è luminoso e rimanda alla buccia di cipolla. Il naso è intenso e complesso, dominato da ribes, mirtillo e lampone, cui si affiancano una componente agrumata e un richiamo floreale. Emergono anche sensazioni vinosе, con un evidente rimando al pinot noir e una sfumatura di arancia sanguinella. Al palato il frutto rosso torna protagonista, accompagnato da una maggiore freschezza e da una spinta sapida che rende il sorso particolarmente dinamico. È il più verticale dei quattro vini della linea, con una beva agile e precisa, sostenuta da un bell’equilibrio tra frutto e agrume. Il millesimo 2019, annata caratterizzata da una maggiore freschezza rispetto alla 2020, trova qui una bella espressione.
Abbinamento: vitello tonnato.
Les Millèsimes – Blanc de Noirs Premier Cru – 2016
100% pinot noir. Dosaggio finale 3 g/L. Affinamento in legno: 20%. Leggera presa di spuma: 5%. Vini di riserva: 55%. Invecchiamento: 60 mesi. Terroir: Bisseuil.
Con i Millésimes si entra nel cuore delle cuvée più importanti della Maison: qui non sono i vini di riserva a costruire il profilo dello champagne, ma è l’annata a parlare in prima persona. Il 2016 mostra fin dal colore una luminosità notevole. Al naso la prima impressione è legata al legno, con sfumature tostate che richiamano la panificazione e la frutta secca. Seguono richiami di yogurt e frutti rossi, fino a note più profonde di sottobosco, terra e fungo. Un quadro aromatico ricco e stratificato, nel quale il pinot noir esprime tutta la propria complessità. Il sorso è diverso da quello delle cuvée costruite sulle riserve: meno rotondo e più diretto, lascia parlare con maggiore nitidezza l’identità dell’annata. Frutto e legno sono ben integrati e contribuiscono insieme alla struttura, mentre la chiusura è lunga e persistente.
Abbinamento: ragù di coniglio.
Les Millèsimes – Blanc de Blancs Grand Cru – 2012
100% chardonnay. Dosaggio finale 3 g/L. Affinamento in legno: 20%. Invecchiamento: 12 anni. Terroir: Chouilly, Grand Cru de la Côte des Blancs. Sboccatura 2025.
Dorato e brillante, si presenta con un naso ricco e articolato, nel quale si intrecciano note speziate, floreali, fruttate e vinosе. La complessità è tale da rimandare al carattere di un grande vino fermo di Borgogna. Emergono burro fuso, ananas e miele, mentre la componente agrumata accompagna il profilo aromatico senza dominarlo. In bocca il vino cambia registro rispetto al Blanc de Noirs 2016: alla verticalità e alla tensione del precedente si sostituisce una maggiore cremosità e avvolgenza. Il sorso ha volume e generosità, sostenuti da una precisa tensione salina che invita a un nuovo assaggio. L’agrume torna nel finale e ripulisce il palato, donando equilibrio e complessità a un insieme nel quale frutto e note di panificazione si fondono progressivamente in una trama più morbida e armonica. Un vino dalla grande persistenza, con una notevole capacità di evolvere nel bicchiere.
Abbinamento: risotto con il pesce.
Les parcellaires – Gentilhomme Blanc de Blancs – Grand Cru – 2012
100% chardonnay. Dosaggio finale 3 g/L. Affinamento in legno: 25%. Invecchiamento: 12 anni. Terroir: Chouilly, Grand Cru de la Côte des Blancs.
Una produzione estremamente limitata, con un massimo di circa 2.000 bottiglie all’anno, destinate esclusivamente all’assegnazione. È un vino nel quale la parcella assume un ruolo centrale e dove anche l’età differente delle vigne contribuisce alla complessità del risultato. Il colore è giallo intenso e luminoso. Il naso si apre su fresche note tropicali, crema al limone e sfumature mentolate, cui si aggiungono richiami di foglia di tè. Un profilo elegante e raffinato, che presenta alcune assonanze con il Millésimes Blanc de Blancs 2012, ma sviluppa una propria identità. Al palato emerge una grande verticalità, accompagnata da una marcata componente sapida. Qui la struttura è più evidente e il vino rimane a lungo sul palato. La corrispondenza tra naso e bocca è precisa, soprattutto nella componente agrumata, mentre sul finale compare una nota vanigliata.
Abbinamento: faraona, capesante, riso allo zafferano.
Les parcellaires – Les Aventures Blanc de Blancs – Grand Cru
100% chardonnay. Dosaggio finale 2 g/L. Affinamento in legno: 40%. Vini di riserva: 2008 (15%), 2009 (20%), 2012 (65%). Invecchiamento: 12 anni. Terroir: Chouilly, Grand Cru de la Côte des Blancs.
Questo vino che chiude la degustazione porta all’estremo la ricerca della Maison sulla complessità e sulla profondità dello chardonnay di Chouilly. Il colore è dorato e luminoso. Il naso è ampio e complesso: il legno apre la strada a una delicata sensazione di cocco, seguita da pepe bianco e note fumé, fino a richiami più sorprendenti di tartufo e cedro.
In bocca il vino riunisce tutte le componenti incontrate nel corso della degustazione: volume, freschezza, sapidità e persistenza. Le diverse annate di riserva contribuiscono alla profondità del vino, mentre l’affinamento in legno ne accompagna la complessità.
Abbinamento: tartufo bianco.

Questa serata ci ha rivelato la grande personalità dei vini di A.R. Lenoble. Cuvée dopo cuvée, il vino ha acquisito profondità e identità, fino a dimostrare che il tempo, quando è ben interpretato, non è attesa, è stile, perché come ama dire Andrea Montini: «Il vino nel tempo non peggiora, cambia».
Foto di Gaia Bottacci