Sicilia Sardegna, e il naufragar mi è dolce in questo mare

Le due maggiori isole italiane sotto la lente d’ingrandimento: ce ne hanno parlato Denise Dessena e Adriana Licciardello, attraverso otto vini autenticamente testimoni dei due territori.

Marco Agnelli

L’evento di apertura della stagione 2020-21 nella Delegazione AIS di Pavia è l’occasione per una bella serata di approfondimento sulle due maggiori isole italiane, la Sicilia e la Sardegna. Molto semplici le “regole di ingaggio”: sono stati scelti solo vini da vitigni autoctoni, e solo vini da monovitigno. Ce lo spiegano le relatrici, autoctone anche loro. Ospiti per la prima volta a Pavia Adriana Licciardello, siciliana di Catania e Denise Dessena, sarda di Benetutti, danno vita ad una serata frizzante e piena di brio, in cui si coglie tutta la passione del parlare di casa loro, di luoghi legati alla loro infanzia e al loro bagaglio di vissuto personale. Prima di entrare nel vivo dei vini selezionati, qualche coordinata per avvicinarci alle due isole.

In Sicilia convivono diverse realtà territoriali e climatiche, nonché il vulcano più alto d’Europa. Negli ultimi tre decenni la Sicilia vitivinicola ha avuto un importante cambio di passo, indirizzandosi alla produzione di vini di qualità e non più di quantità. La prima testimonianza storica importante è quella greca, a cui si deve il merito di aver introdotto nuovi vitigni e migliorato le tecniche di coltivazione, sebbene la vite esistesse da ben prima, presumibilmente portata sull’isola dai Fenici. Della Sicilia vitivinicola aporofondiremo quattro macro zone: area trapanese, area agrigentina, area etnea e area siracusana-ragusana.

La Sardegna, terra ricca di storia e di riscorse naturali, fu chiamata dai greci Ichnusa, per la somiglianza con l’impronta di un sandalo. Nell’isola c’è una fortissima presenza di vitigni autoctoni. La vite e il vino sono presenti in Sardegna da circa 5000 anni, cioè dall’età del bronzo. Un evento fondamentale fu la promulgazione della Carta De Logu, attraverso la quale Eleonora d’Arborea regolò la viticoltura fino al 1827.  Anche in questo caso approfondiremo quattro macro zone principali: area oristanese, area gallurese, area nuorese e il Sulcis.

Il viaggio può dunque cominciare!

Spumante Metodo Classico Extra Brut 2011 | Murgo | 100% nerello mascalese

Ci troviamo a Santa Venerina, su terreni di sabbie vulcaniche. Murgo è stata la prima azienda che, nel 1991, decise di spumantizzare il nerello mascalese, intuendone le notevoli potenzialità grazie alla vivace acidità caratteristica del vitigno. Bollicina elegante e persistente. Nel calice abbiamo la netta sensazione di avere un vino figlio del vulcano. «Questi sono i profumi della mia infanzia, della primavera in Sicilia», dice Adriana. Fiori bianchi e zagara ad aprire, con una fortissima connotazione territoriale. Poi crosta di pane, brioche, pasticceria e tutti quei sentori caratteristici del metodo Classico. L’acidità al sorso entra dritta, con una scia sapida molto interessante. Oltre la spiccata freschezza, avvertiamo una concomitante cremosità, a raccontarci della lunga permanenza di questo vino sui lieviti.

Sicilia Grillo DOC Lalùci 2019 | Baglio del Cristo di Campobello - 100% grillo

Siamo nella parte meridionale della Sicilia, vicino a Licata, a pochi chilometri dal mare, su terreni gessosi bianchi. Il versante olfattivo si apre su note vegetali che ricordano il sauvignon blanc, conseguenti alla scelta della criomacerazione. Seguono fiori e una spiccata sensazione iodata. La acidità e la sapidità si inseguono, ma all’esame gusto olfattivo il vino non risulta in alcun modo spostato sulle durezze. Il sorso è caldo, avvolgente ed appagante.

Vermentino di Gallura Superiore DOCG Soliànu 2017 | Tenute Ledda - 100% vermentino

Da un vigneto di 12 ettari a Cannigione, in Gallura, organizzato come una terrazza sul mare che guarda l’arcipelago de La Maddalena. Soliànu in sardo significa soleggiato, e per farci meglio capire dove ci troviamo Denise ci mostra un filmato della località incredibile dove nasce questo vino. Il terreno qui è costituito da disfacimento granitico e sabbione. Al calice possiamo apprezzare un colore elegante e luminosissimo. Avvicinando il naso si rivelano pian piano pesca, mela verde, scorze di agrumi, frutta tropicale e poi un profluvio di macchia mediterranea. L’assaggio ci porta verso una notevolissima scia sapida, che va a braccetto con un’acidità tesa, per chiudere poi su un finale di mandorla fresca. Complesso al naso e sorprendente in bocca

Carignano del Sulcis DOC Nero Miniera 2018 | Cantina Enrico Esu - 100% carignano

In località Medau, in zona di miniere. Il vino si chiama Nero Miniera, dedicato al padre di Enrico, minatore e contadino. Vigne di 45 anni coltivate ad alberello, su terreni sabbiosi. Rubino con riflessi granati, di colore intenso e cupo come il carbone. L’apertura olfattiva ci porta a ricordi di melograno, ciliegia e anche frutta nera tipo la marasca in confettura. Di nuovo macchia mediterranea su cui emerge soprattutto il mirto, e a seguire, note iodate e marine. L’assaggio è possente, il tannino è ancora un po’ scalpitante ma è di trama fine. Struttura e splendida acidità.

Eloro Nero d'Avola DOC Fontanelle 2014 | Curto - 100% nero d’Avola

Comune di Ispica, nelle vicinanze di Pachino, da vigne di età media di 50 anni su terreni calcarei con tufo e marne. Otto mesi in barrique. Rosso rubino impenetrabile. Si presenta con sentori di mora e frutta rossa molto evidenti, e altrettanto evidente è la nota mentolata di eucalipto, tipica del vitigno. Seguono rimandi di grafite e precisamente di punta di matita. Il frutto torna in bocca, in perfetta continuità con il versante olfattivo. Freschezza molto decisa, che sovrasta la sapidità. Vino elegante, di finezza, che invita alla beva.

Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena Riserva 2015 Pro Vois | Puddu - 100% cannonau

«Il Cannonau sta alla Sardegna come i sardi stanno al Cannonau», esordisce Denise. Questo vino, figlio di una annata meravigliosa in tutta Italia, è una riserva proveniente da un cru fatto di vigne coltivate ad alberello di 44 anni di età. Ci troviamo nel comune di Oliena, nel cuore della Barbagia, su terreni di disfacimento granitico. Colore non molto carico, tipico del cannonau, uva non particolarmente ricca di antociani. Frutta rossa, fragola, prugna, viola e note speziate di vaniglia e cannella. L’ingresso in bocca è di notevole impatto. La nota alcolica si sente, ma l’ampiezza è su tutti i componenti. Vino ricco con una persistenza da maratoneta. 

Vernaccia di Oristano DOC 2011 | Famiglia Orro - 100% vernaccia di Oristano

Uno dei tesori della Sardegna. Qui ci troviamo nella penisola del Sinis, nell’oristanese. Ottenuto con metodo ossidativo utilizzando lieviti a filmatura superficiale detti flor, e invecchiamento in secolari botti di castagno per un minimo di 60 mesi. Il colore è ambrato, ricorda un topazio luminosissimo. Il bouquet è decisamente ampio e sventaglia un caleidoscopio di frutta secca, datteri, fico. In bocca completamente secco, asciutto e avvolgente, con una punta sapida e una splendida persistenza.

Marsala DOC Donna Franca | Florio - 100% grillo

Quello che abbiamo nel calice è un vino liquoroso, dal momento che la tipologia prevede l’aggiunta di alcol. In questo caso la concia è stata fatta con mistella, mosto cotto e distillato di vino. Da una delle aziende più antiche della Sicilia, con una grande storia alle spalle. Da vigneti nel comune di Petrosino, terreno poco fertile, silicee e ricco di terra rosse con falda acquifera. Frutta secca, nocciola, miele e note tostate. Continuando a roteare il calice escono nota mediterranee e di eucalipto. È un vino semisecco, che tuttavia servito più freddo può funzionare splendidamente da aperitivo. All’assaggio ritornano la noce e le nocciole. Abbinamento ideale: un buon libro e un camino acceso.

Si conclude una serata costruita tutta “on the road”, come sottolineano le relatrici nel momento dei saluti finali. Chilometri e chilometri percorsi dall’una e dall’altra alla ricerca mirata dei vini da proporre al nostro pubblico, decine di messaggi scambiati con i responsabili della Delegazione di Pavia per selezionare giorno dopo giorno le bottiglie per l’occasione. Tutto questo calpestando i terreni, annusando i profumi delle vigne, ascoltando i racconti dei produttori. Questo è l’inestimabile valore aggiunto regalato da serate autentiche come questa!