Tre vitigni storici dell’Alto Adige: gewürztraminer, lagrein e schiava

Splendida serata dedicata a tre vitigni storici dell’Alto Adige in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Alto Adige. André Senoner, sommelier autoctono della Val Gardena, degustatore, relatore AIS e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, ci ha guidato alla conoscenza di vitigni, territori e stili delle diverse cantine.

Daniela Recalcati

L’Alto Adige, con i suoi 5600 ha, rappresenta meno dell’1% della superficie vitata italiana. I viticoltori sono circa 5000, con una media di 1 ha di superficie per ogni azienda agricola. Le cantine sono più di 274 e comprendono diverse Cantine Sociali che coprono il 74% della produzione totale altoatesina. Contrariamente a quanto avviene in altre regioni italiane, la Cooperativa retribuisce i produttori in base alla qualità delle loro uve e non in base alla quantità, con lo scopo di valorizzare al massimo l’identità del territorio. I vigneti, caratterizzati da un’altitudine compresa tra i 200 e i 1000 m, sono ubicati lungo il corso dei fiumi Adige e Isarco che immagazzinano il calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte, funzionando da termoregolatori. A Sud, nella Bassa Atesina, dove fa più caldo, si allevano il cabernet, il merlot, mentre sull’altopiano di Mazzon, il pinot nero. Il gewürztraminer viene coltivato nella zona di Termeno e nella parte centrale della Valle Isarco; la schiava, lungo il lago di Caldaro, a Cortaccia e a Santa Maddalena; il lagrein nella zona di Gries, sulle colline di Bolzano; il kerner, il sylvaner e il veltliner a Nord, in Valle Isarco. L’8% del vigneto è condotto in regime biologico. Le bottiglie prodotte ogni anno sono circa 40 milioni, (64% di vino bianco e 36% di rosso), cui si aggiungono 400.000 bottiglie di spumante Metodo Classico.

Cenni storici

Alcuni reperti archeologici dimostrano che, in Alto Adige, la vite si coltivava già 2500 anni fa e che i Romani, giunti nel 15 a.C., ripresero e affinarono, per vari secoli, la cultura enoica dei Reti. Nel 700 d.C. diversi monasteri bavaresi e svevi acquistarono appezzamenti vinicoli in Alto Adige e la vitivinicoltura fu sviluppata e tramandata, per anni, dai monaci. Nel 1850, l’arciduca Giovanni d’Asburgo promosse la coltivazione dei vitigni borgognoni, bordolesi e del riesling. Nel 1872 nacque l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige che, per primo, svolse un’attività di consulenza, ricerca e formazione enologica a livello istituzionale. Nel 1893 venne fondata, ad Andriano, la prima cantina sociale. Nel 1901 l’arrivo della fillossera distrusse buona parte dei vigneti e fu solo nel 1910 che la superficie vitata raggiunse la sua massima espansione, arrivando a 10.000 ha.

Nel 1931 il Santa Maddalena fu classificato, insieme a Barolo e Barbaresco, tra i grandi rossi d’Italia. Nel 1970 e nel 1975 vennero riconosciute le due DOC “Lago di Caldaro classico” e “Alto Adige”. Sempre nel 1975 nacque il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg e, dal 1980, si assistette a un graduale cambiamento dei vitigni coltivati, con interesse crescente per le bacche bianche e, alla tendenza, sempre maggiore, verso una produzione di qualità. Nel 2007 nacque il Consorzio Vini Alto Adige e, ad oggi, l’Alto Adige è riconosciuto un’eccellenza italiana per la produzione di vini bianchi.

Clima

Il clima è quasi ideale per la viticoltura. Le Dolomiti, a Nord, proteggono l’Alto Adige dai venti freddi settentrionali, mentre verso sud l’orografia del territorio si apre, accogliendo gli influssi benefici del Mediterraneo e del lago di Garda. Le forti escursioni termiche che ne derivano, unite alle numerose ore di sole all’anno (1946) e alle frequenti precipitazioni (814 mm/anno) permettono di produrre uve di qualità, perfettamente mature e ricche di aromi.

Terreno

Il suolo è estremamente vario, dal porfido vulcanico nella zona di Merano, Bolzano e Caldaro, alla roccia metamorfica di quarzo e mica in Valle Isarco, dal terreno calcareo o dolomitico dell’Oltradige, alle marne a sud di Cortaccia. In un terroir così variegato e complesso crescono ben 20 vitigni diversi, dando vita a una varietà espressiva dei vini davvero incredibile, in una zona di produzione così circoscritta.

La Degustazione

Alto Adige Valle Isarco DOC Gewürztraminer Aristos 2021 – Cantina Valle Isarco
gewürztraminer 100%

Cantina sociale del 1961, sita a Chiusa; 130 ha vitati; 150 soci; 900.000 bottiglie/anno. Vigneti a 550-650 m. Terreni alluvionali ghiaiosi contenenti diorite, ricchi di scheletro e molto profondi. Fermentazione a temperatura controllata e affinamento per 10 mesi sulle fecce nobili, parte in acciaio e parte in botte grande.

Colore giallo paglierino brillante. Il naso è fine, delicato e verticale, con note floreali di rosa e agrumate. In bocca il vino è fresco, sapido, snello e vibrante, con eleganti note citrine che lo rendono meno classico, più moderno e innovativo.

Abbinamento consigliato: carpaccio di petto d’oca.

Alto Adige DOC Gewürztraminer Selida 2022 – Cantina Tramin
gewürztraminer 100%

Cantina sociale del 1898 sita a Termeno; fusione con la storica cantina sociale di Egna nel 1971; 270 ha vitati; 300 soci; 1,9 milioni di bottiglie/anno. Vigneti a 300-500 m. Terreni ghiaiosi a contenuto calcareo con presenza di argilla. Vinificazione in acciaio.

Colore giallo paglierino brillante tendente al dorato. Il naso è molto più intenso rispetto a quello del vino precedente con note di litchi, frutta tropicale, mango e papaia. In bocca il vino è opulento e di grande struttura, esprime una grande forza alcolica, cui seguono note fresche e minerali.

Abbinamento consigliato: piatti asiatici speziati.

Alto Adige DOC Gewürztraminer Riserva Exilissi 2016 – Baron Di Pauli
gewürztraminer 100%

Piccola cantina sita a Sella, frazione di Termeno, che vanta 300 anni di storia illustre; 15 ha vitati; 60.000 bottiglie/anno. Vigneti a 480-550 m. Terreno calcareo-argilloso. Raccolta di uve leggermente surmature. Macerazione dell’uva per diversi giorni. Fermentazione spontanea e affinamento per 10 mesi in botte grande.

Colore giallo dorato intenso e brillante. Rispetto al vino precedente, il naso è meno esuberante, un po’ più fine ed elegante ed esprime note di frutta esotica matura. La bocca è avvolgente e rotonda, con lieve residuo zuccherino, meno calda, ma con più struttura e corpo.

Abbinamento consigliato: trippa di vitello cotta nel latte su sanguinaccio di maiale con aggiunta di ribes bianchi ghiacciati.

Alto Adige DOC Schiava Sonntaler Alte Reben 2020 – Cantina Kurtatsch
schiava 100%

Cantina del 1900 sita a Cortaccia, nella Bassa Atesina; 190 ha vitati; 190 soci; 1 milione e mezzo di bottiglie/anno. Il simbolo della cantina sono tre cipressi raffigurati sul vetro della bottiglia che simboleggiano i tre valori della cantina: la dedizione di una squadra dinamica e giovane, il lavoro umile ma fondamentale dei soci contadini e l’apprezzamento per il terroir unico. Vigneti di 70-90 anni, a 300-400 m. Terreno di sabbia e limo con dolomite, porfido e minerali argillosi. Fermentazione a temperatura controllata in acciaio. Fermentazione malolattica e affinamento in grandi botti di rovere.

Colore rosso rubino trasparente. Il naso, inizialmente timido, si apre, poi, su note di frutti rossi, fragola e ciliegia, spezie ed erbe aromatiche, salvia, timo e rosmarino. In bocca il vino è agile, più sapido che fresco, il tannino è fine ed elegante, il corpo e la persistenza sono buoni.

Abbinamento consigliato: speck e rafano.

Alto Adige DOC Santa Maddalena Classico Vigna Premstallerhof 2022 – Hans Rottensteiner
schiava 93%, lagrein 7%

Cantina del 1956 sita sulla collina di Santa Maddalena (Bolzano); 90 ha vitati di cui 12 di proprietà; 450.000 bottiglie/anno. Vigneti a 450-550 m. Terreno sabbioso porfirico. Vinificazione in botte grande e acciaio.

Colore rosso violaceo molto fitto. Il naso esprime piacevoli note fruttate scure di mora e mirtillo nero e speziate di cardamomo e pepe. In bocca il vino presenta un corpo notevole e un tannino asciugante abbinati a una bella freschezza e a una lunga persistenza.

Abbinamento consigliato: sella di vitello in crosta di pistacchi e funghi champignon.

Alto Adige DOC Lagrein Kretzer Vendemmia tardiva 2021 – Mayr Josephus - Maso Unterganzner
lagrein 100%

Cantina storica nata nel 1629 e sita a Bolzano; 10 ha vitati; 70.000 bottiglie/anno. Vigneti a 280-350 m. Terreno alluvionale di origine porfirica. Una prima parte del mosto proviene dalla pressatura soffice delle uve; una seconda parte deriva dalla svinatura, dopo un periodo di macerazione di 6 ore; la restante parte è ricavata dalla pressatura di uve surmature, colpite parzialmente da marciume nobile. Fermentazione parte in acciaio a temperatura controllata e parte in botti di rovere di primo passaggio. Nessuna malolattica svolta. Assemblaggio e imbottigliamento a febbraio dell’anno successivo alla vendemmia.

Colore rosa corallo acceso. Il naso è delicato con note fruttate di lampone e fragola e floreali di zagara e arancio. La bocca è fresca e dissetante, dotata di grande acidità e di un tannino delicato ed elegante.

Abbinamento consigliato: crudo di mare.

Alto Adige DOC Lagrein vom Boden 2021 – Pfannenstielhof
lagrein 100%

Cantina sita ai Piani di Bolzano, di proprietà della famiglia Pfeifer dal 1816 e definita “maso avito” (cioè appartenente alla stessa famiglia da almeno 200 anni) dal 2017; 4 ha vitati; 45.000 bottiglie/anno. Vigneti a 270 m. Terreni alluvionali caldi e sabbiosi. Fermentazione a temperatura controllata e affinamento in botti di legno.

Colore rosso porpora impenetrabile, con unghia violacea. Il naso esprime note di frutta a bacca nera, confettura di more e mirtilli neri, ginepro e cardamomo, insieme a un tocco vegetale di foglie di ortica. In bocca si apprezza un tannino fine, una bella freschezza e una lunga persistenza.

Abbinamento consigliato: gulasch non troppo speziato con polenta.

Alto Adige DOC Lagrein Riserva Abtei Muri 2020 – Tenuta Muri-Gries/Cantina Convento
lagrein 100%

Cantina-Convento del 1400 sita a Gries-Moritzing e gestita dalla famiglia Werth dal 1988; 35 ha; 650.000 bottiglie/anno. Vigneti a 250-280 m. Terreni di origine alluvionale, con uno strato argilloso su una base di porfido quarzifero. Affinamento in barrique di rovere, nuove per il 40%, per 18 mesi.

Colore rosso porpora scuro e impenetrabile. Il naso esprime note di vaniglia derivanti dal legno che coprono un po’ il varietale. La bocca non è ancora equilibrata, domina l’alcol che produce una sensazione calorica nel retro-palato; il tannino è fine e delicato; lunga la persistenza.

Abbinamento consigliato: filetto di cervo con salsa di frutti di bosco rossi.