Verdicchio dei Castelli di Jesi a Magenta: un laboratorio di degustazione
Racconti dalle delegazioni
08 giugno 2026
Serata di approfondimento esclusivamente dedicata al Verdicchio dei Castelli di Jesi, attraverso una degustazione tutt’altro che convenzionale, sotto la guida esperta di Maurizio Dante Filippi, Miglior Sommelier d'Italia 2016.
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Un vero laboratorio senso-territoriale pensato per indagare l’identità del Verdicchio attraverso i suoi cru e le differenti matrici pedoclimatiche della denominazione. Tutti i campioni degustati, ben 13, sono stati scelti nelle loro batterie con uniformità di annata, vinificazione e affinamento, serviti rigorosamente alla cieca in modo da rivelare, in ciascun calice, le peculiari caratteristiche del territorio di produzione.
A guidare il percorso sono stati i medesimi produttori e interpreti del territorio, con la presenza in sala di figure di riferimento della denominazione come Francesco Campanelli (Campanelli Azienda Vinicola) e Valerio Canestrari (Fattoria Coroncino), che hanno contribuito a costruire un confronto approfondito sul rapporto tra vitigno, suolo e paesaggio attraverso la degustazione.
Le Marche dei Castelli e il carattere del verdicchio
Il nome stesso della regione “Marche” - derivante dal tedesco “Mark”, regione di confine, come venivano un tempo chiamati i feudi di frontiera dell'Impero - indica una regione declinata al “plurale”: composta da territori estremamente diversi tra loro, sospesi tra mare e montagna, caratterizzati da climi mutevoli e suoli variegati.
In particolare, tra il XII e il XIII secolo, la città di Jesi estese il proprio dominio sui borghi fortificati in altura, i “castelli” a essa circostanti, che fungevano da cintura difensiva e rete di controllo del territorio d’intorno; borghi che oggi compongono i 25 comuni collinari siti nella Vallesina o Valle dell'Esino, un'area geografica definita dal fiume Esino, che si estende tre le province di Ancona e di Macerata.
La DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi, nata nel 1968, comprende un’area geografica delimitata a nord-ovest dal fiume Cesano, a sud-est dal fiume Musone e individuata in parte dai bacini geografici dei fiumi Misa ed Esino. L’influsso fluviale è determinante nella vinificazione del verdicchio poiché apporta escursioni termiche che giovano alla salubrità e alla maturazione degli acini e influenza la composizione minerale dei terreni su cui si sviluppano i vigneti. Altro elemento di spicco è la ventilazione: l’interazione tra i flussi della valle dell'Esino, l’aria salmastra del Mar Adriatico e le correnti montuose dell’Appennino mantiene le uve sane e asciutte, favorendo le migliori condizioni di maturazione del vitigno, che proprio qui ha eletto il suo luogo di appartenenza per esprimersi al meglio. Nel 2011 è stata istituita anche la Denominazione di Origine Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG che prevede rese per ettaro più basse e un periodo di maturazione maggiore rispetto alla DOC: almeno 18 mesi di cui almeno 6 in bottiglia.
La Denominazione d’Origine include circa 2.000 ettari vitati suddivisi tra quasi 400 coltivatori e produttori, i cui filari si espandono dolcemente dalle colline ai piedi dell’Appennino Umbro-Marchigiano fino quasi alle spiagge del Mar Adriatico. Riguardo le componenti che formano la matrice del terreno, si trovano substrati di calcare, marne e argilla nelle alture di Staffolo, Cupramontana e Apiro (i comuni più in quota) mentre, man mano che ci si avvicina alla costa e il terreno digrada, compaiono argilla e arenaria su terre di medio impasto, sino ai declivi più caldi e sabbiosi prossimi alle colline adiacenti al mare.
Questa distesa di terra che si sviluppa nelle provincie di Ancona e Macerata è l’habitat naturale del verdicchio, vitigno autoctono principe della regione Marche, che da secoli ha sposato le condizioni geomorfologiche e microclimatiche del territorio e da cui discende un vino unico e inconfondibile.
Caratterizzato da intensi profumi e sensazioni; strutturato e corposo, ma anche rotondo e molto elegante, si presenta di colore giallo paglierino con evidenti riflessi verdolini, da cui il nome “verdicchio”, che ne evidenziano i caratteri di piacevole freschezza e convinta sapidità. Al naso esprime note di fiori di campo, erba sfalciata ed espressioni vegetali (in gioventù), che si aprono a profumi di frutti tropicali e a polpa gialla, sino a impreziosirsi di sensazioni minerali e spezie dolci nella fase di maturità che, nel caso di questo formidabile prodotto, può arrivare anche dopo parecchi anni di affinamento in bottiglia. Inconfondibile il suo finale caratterizzato da un retrogusto ammandorlato. Il verdicchio è anche un vitigno di straordinaria versatilità: capace di esprimersi in versioni verticali e fresche, ma anche in interpretazioni più avvolgenti, complesse e gastronomiche. Spesso è definita come un’uva che “si regge da sola” dotata di vibrante acidità, solida struttura e i cui vini sono dotati di una longevità fuori dal comune.
Attraverso la degustazione, i vini hanno saputo comunicare la forte identità del verdicchio unitamente all’appartenenza con il territorio di produzione, evidenziando nei calici le caratteristiche pedoclimatiche e dimostrando che il legame con il territorio è la variabile fondamentale per individuare ed esaltare le future menzioni geografiche della denominazione e dare ancor più lustro ai luoghi d’elezione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
La degustazione
Tutti i campioni degustati saranno il risultato dell’impiego di sola uva verdicchio.
Prima batteria: le montagne del sud-ovest
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi prodotto nella sottozona sud-ovest (fascia collinare interna verso il Monte San Vicino) esprime maggiore struttura, mineralità spiccata, note agrumate ed erbe aromatiche più accentuate, grazie alle escursioni termiche elevate e ai suoli calcareo-argillosi di questa porzione della valle dell'Esino.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Superiore Riserva Origini 2023 – Fattoria Nannì
Giallo paglierino tenue con riflessi verdolini. Il naso si dipana con levità e discrezione su frutta bianca, fiori di campo, erba bagnata e gesso. Il sorso è sottile, verticale, sapido, con una chiusura ammandorlata e sapida che richiama l’oliva verde.
Verdicchio Castelli Jesi DOC Classico Superiore Palombare 2023 – Campanelli
Affinato tra acciaio e cemento per sette mesi, si presenta con riflessi verdolini e un profilo olfattivo aperto e accogliente: pesca bianca, mela golden e fiori dolci come gelsomino e zagara. In bocca si esprime progressivamente verso una salinità incisiva, simile al salgemma, che si àncora al palato e ne prolunga piacevolmente la persistenza gusto-olfattiva.
Seconda batteria: l’influenza del mare tra Serra de’ Conti e Morro d’Alba
Due comuni nell’entroterra della provincia di Ancona: Serra de’ Conti, che si trova su un colle a 217 m s.l.m. nella valle del fiume Misa, e Morro d’Alba, posto su un’altura tra le valli del Misa e dell’Esino. Entrambe le località hanno terreni a matrice argilloso-sabbiosa e sono distanti pochi chilometri dal Mar Adriatico. Qui l’influsso marino impatta su acidità e sapidità dei vini che acquisiscono note salmastre grazie alla vicinanza del mare.
Verdicchio dei Castelli Jesi DOC Classico Superiore Da Solo 2023 – Terralibera
Si presenta giallo paglierino di buona fittezza e al naso esprime un carattere agrumato e vegetale: scorza di agrume, erba sfalciata, susina, pera decana e fiori primaverili. Il sorso è fresco e vibrante, con un’acidità citrica che accompagna tutta la progressione gustativa.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva Salmariano 2022 – Marotti Campi
Il colore è dorato di vivace intensità. Alla prima olfazione si percepisce una maggiore maturità del frutto; emergono poi lavanda, rosmarino in fiore e pesca bianca come nitide e piacevoli note di una compiuta complessità. Il palato è avvolgente ed elegante, con una salinità iodica che richiama immediatamente la vicinanza delle viti del mare. Il finale è lungo permanendo su sentori di frutta a polpa gialla.
Le batterie comunali
Terza batteria: Staffolo
Il borgo medievale è situato a 448 m s.l.m. ed è noto come il “balcone della Vallesina” offrendo una panoramica che spazia dalle montagne al mare Adriatico. I vigneti si sviluppano tra i 300 e 500 metri di altitudine, su suoli ricchi di sedimenti marini, argille e marne calcaree, che conferiscono al vino sapidità e potenzialità per un lungo affinamento.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva La Rincrocca 2022 – La Staffa
Paglierino pieno. Profilo olfattivo netto e suadente dominato da erbe aromatiche, macchia mediterranea e resina. In bocca è dinamico, convintamente fresco e sapido, con una chiusura lunga di frutta a polpa gialla e agrume succoso, precisa e lineare.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva Selezione Cimarelli 2022 – Cimarelli
Veste paglierino, al naso suggerisce un prodotto maturo e complesso: pesca Melba, zafferano, spezie e nocciola tostata si intrecciano a leggere sfumature ossidative. Il sorso è ricco, voluminoso, quasi masticabile, con un finale amaricante che richiama la natura argillosa dei suoli da cui discende.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Riserva Cor De Leone 2021 – Podere L’Infinito
Paglierino con riflessi olivastri. Un vino dal bouquet sfaccettato: gelsomino, litchi, succo di pesca, note vegetali e burrose. In bocca emerge una piacevole tensione acida che sostiene un sorso avvolgente e disteso.
Quarta batteria: San Paolo di Jesi
Zona caratterizzata da terreni argillosi (nella parte alto-collinare) e sabbiosi/arenacei (nella parte più bassa), e da un microclima favorevole in quanto attraversato dal torrente Cesola, noto per le acque ricche di sali minerali. I vini qui prodotti si distinguono per la spiccata mineralità, freschezza e longevità.
Verdicchio dei Castelli Jesi DOC Classico Superiore Colle Bianco 2022 – Edoardo Dottori
Giallo paglierino intenso e cristallino. Al naso emergono agrume biondo, zagara, spezie fini e leggere note boisée che caratterizzano un profilo elegante e teso. Il sorso è rapido, saporito, con ritorni di scorza d’agrume e una raffinata chiusura amaricante.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva San Paolo 2022 – Pievalta
Paglierino luminoso con riflessi dorati. È un Verdicchio di grande immediatezza e verve olfattiva: pesca, albicocca, ginestra, ranuncolo, camomilla e mandorla. Bocca salina e vibrante di citrina succosità, giocata sull’equilibrio tra acidità e verticalità.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva Ambrosia 2022 – Vignamato
Abito dorato cristallino. Interpretazione matura e avvolgente del vitigno, con eleganti richiami ad arancia candita, bergamotto, pesca noce e note tostate di mandorla. Lunga persistenza gustativa e sensazione sapida ben integrata con l’avvolgente rotondità del frutto.
Quinta batteria: Cupramontana
Considerata “la capitale del Verdicchio”, il borgo di Cupramontana è situato a 505 m s.l.m. a metà strada tra la costa adriatica e l'Appennino. Il terroir è caratterizzato da una notevole escursione termica tra giorno e notte e dalla presenza di calcare e argilla nel terreno.
Verdicchio Castelli Jesi Classico Riserva SM21 Torcolaccio 2023 – Ca' Liptra
Paglierino vivace. Al naso sentori di pesca, nocciola fresca, mandorla e corteccia di cedro introducono un vino dinamico e gastronomico. Il sorso è ricco e contemporaneamente verticale, attraversato da una vibrante acidità che ricorda l’arancia disidratata.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore San Michele 2022 – Campanelli (formato magnum)
Dorato brillante. Calice dal bouquet delicato e sfaccettato: sentori di ananas, yogurt, glicine, iodio e agrume a spicchi costruiscono un quadro aromatico elegante e complesso. In bocca spiccano tensione citrica e avvolgenza. Un vino di maturità e con un grande allungo saporito.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Riserva Gaiospino 2022 – Fattoria Coroncino
Il calice è dorato, il naso esprime sensazioni di uvetta, agrume biondo, note balsamiche, salinità iodata: note che insieme si fondono in un sorso dinamico, persistente, giocato tra arancia candita e tensione minerale.
La serata si è squisitamente conclusa con una cena conviviale che ha permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente con i produttori approfondendo ulteriormente il legame tra cucina marchigiana e Verdicchio mediante l’abbinamento con due piatti tipici regionali: torta salata con salame cotto di Urbino ed erbette e, a seguire, “vincisgrassi” (lasagnetta tipica marchigiana) con ragù di cortile.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi si conferma oggi un prominente alfiere del patrimonio vitivinicolo d’Italia: un vino capace di raccontare il territorio con precisione e veracità, evolvere egregiamente nel tempo ed esprimersi attraverso infinite sfumature stilistiche senza mai perdere la sua intrinseca autenticità.