Viadana, la sua gente, il suo vino

Con la collaborazione dell’Ais Mantova, Le Strade dei Vini e dei sapori di Mantova ed il Consorzio tutela vini a Viadana sono state dedicate le giornate sabato 2 e domenica 3 maggio 2009 al Lambrusco DOC, della sottozona Viadanese-Sabbionetano. Sono state due giornate interessanti ed intense

Maria Grazia

La DOC LAMBRUSCO MANTOVANO è stata istituita nel 1987, con le due sottozone: quella compresa tra l’Oglio e il Po, che è la Viadanese-Sabbionetana, e quella della destra del Po in vari comuni tra cui Gonzaga, Suzzara, …

La produzione dominante è di vitigno Viadanese, nei territori del Viadanese-Sabbionetano; infatti qui si esprime al meglio, poi Ruberti (vitigno distinto dal precedente, chiarito con studi dalla facoltà di Agraria presso l’Università di Milano), Marani, Maestri ed in qualità limitata dall’eccezionale uvino Ancellotta.

Si produce il Lambrusco Doc con i vitigni Lambrusco Viadanese, Marani, Maestri, Ruberti, Salamino tra l’85-100% E Uvino Ancellotta e Fortana (uva d’oro) fino ad un max del 15%.

La festa si è proposta di valorizzare il nostro vino, la gastronomia locale e le tradizioni, quindi una Viadana all’insegna della degustazione nei bicchieri abbinata alla buona cucina nei piatti. Si sono così fusi la tenacia dei viticultori e produttori nelle cantine, con il talento di abili cuochi ai fornelli.

Il sabato pomeriggio si è tenuto, presso il MU.VI, anche un convegno intitolato “Cin, Cin, … in sicurezza”, a sottolineare come sia importante poter degustare un buon bicchiere di vino, ma nel rispetto della moderata quantità abbinata al pasto. Il comandante della Polizia Locale Doriana Rossi, ha sottolineato che solo il 4/5 % degli incidenti sono dovuti all’alcol invece più del 90% sono imputabili a comportamenti scorretti alla guida (es. parlare al cellulare) o violazioni al codice della strada. Il capitano dei Carabinieri Zelasio ha evidenziato che esiste una normativa orientata a prevenire l’alcolismo. Poi la psicologa Antonella Taragnini e il medico Massimo Nizzoli, entrambi del Sert, nei loro rispettivi ambiti, hanno illustrato effetti fisici e psicologici legati all’abuso di alcol. Il cav. Boni Angelo Mario, intervenuto dal pubblico, ha ricordato di non drammatizzare sul vino, perché un buon bicchiere crea allegria, convivialità e permette di socializzare, come un tempo nelle osterie, e purtroppo oggigiorno i giovani utilizzano, droghe varie e superalcolici, imitando falsi modelli proposti dai mass media, come ha suggerito il collega sommelier Andrea Bonesi. Il moderatore era Graziano Rubes.

Uscendo dalla tavola rotonda presso il palazzo della cultura, è stato piacevole visitare i vari stand enogastronomici che allietavano la piazza di Viadana. I ristoranti, i bar , le gastronomie si sono impegnati per proporre cibi tradizionali e lambrusco, a prezzi convenzionati nel rispetto della qualità.

Interessante poi la cena di gala presso il ristorante Simonazzi, alla presenza dell’assessore alle attività produttive del Comune di Viadana, Maria Contin Galli, del presidente della Camera di Commercio di Mantova, Ercole Montanari e altre autorità locali.

I piatti della tradizione, squisitamente cucinati sono stati abbinati ad ottimo lambrusco prodotto dalla Cantina Sociale di Viadana, il cui presidente è Lino Schiroli.

I sommelier presenti hanno guidato l’abbinamento e si sono succeduti:

-Polenta abbrustolita con salame di 20-25 giorni marinato al lambrusco, alla griglia e passato nella salsa al pomodoro e vino bianco. In questo piatto prevale la tendenza amarognola data dalla polenta abbrustolita e dal salame alla griglia accompagnata dalla tendenza acida del pomodoro. Ma vi è anche la grassezza , untuosità, sapidità del salame. Ben si abbina un lambrusco fresco coadiuvato dalla effervescenza, secco, sapido, IL SALICO.

-Pasta e fagioli con maltagliati al lambrusco, e insieme le cotiche macinate.

Si percepisce la tendenza dolce della pasta e dei fagioli col loro sugo,vi è soffritto di verdure con lambrusco che danno nota untuosa e acidula. Poi la grassezza, untuosità e sapidità delle cotiche. E’ indicato ancora IL SALICO, LAMBRUSCO SECCO per il suo gusto fresco, coaudivato da effervescenza, e sapidità e con retrogusto piacevole al lampone per ripulire i palati.

-Risotto alla zucca, pesto di salame e lambrusco. Sicuramente presente la tendenza dolce della zucca e del riso, con la grassezza, untuosità e sapidità del pesto di salame, l’aroma delle erbe e del vino lambrusco con la sua nota amarognola, utilizzati durante la preparazione: il piatto è strutturato e da abbinare ad un vino altrettanto strutturato, ma fresco, effervescente e morbido, nonché persistente e con piacevole retrogusto di frutta rossa. Indicato un PROVINCIA DI MANTOVA.

-Stinco di vitello al ven crud (vino da uve lambrusco e rosato).

Succulenza, untuosità della carne e aromaticità data dal ven crud. Piatto strutturato. Ottimo l’abbinamento con un vino altrettanto strutturato, fresco, effervescente, morbido e poco tannico, secco;

quindi un VS.

-Budino belga (fatto con panna liquida, uova, cioccolato fondente 70% e caramello, il tutto cotto a bagnomaria) e alzatina di sbrisolona e bissulan.

Dolci tradizionali: il budino si unisce con gli altri dolci secchi e li rende più amalgamabili al palato; ma gli stessi dolci secchi venivano intinti nel lambrusco; può essere indicato un CORPETTO, in quanto la sua freschezza con effervescenza, meno astringente e amarognolo del VS e retrogusto insistente di frutta rossa matura, aiuta a ripulire il palato.

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