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50 anni di Amarone Bertani. Lo sbaglio che diede vita ad un capolavoro

di Sofia Landoni - 15 gennaio 2018 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

A Milano, il 29 novembre 2017, Bertani ha festeggiato i suoi "primi" 50 anni di Amarone. Un viaggio iniziato nel 1958 che abbiamo rivissuto nel bicchiere con una fondamentale verticale e sei eccezionali millesimi

Era il 1958. Mentre Ernesto Barbero si recava alla Luigi Bosca & Figli di Canelli per vestire i suoi panni di enotecnico, all'estremo opposto del nord Italia Guglielmo Bertani contemplava un mosto di Recioto che era scappato alle tempistiche rigorose della fermentazione proseguendo il suo percorso fino a diventare un vino secco. Il Piemontese ed il Veneto: il primo, sapeva cos'era il vino e sapeva bene come trattarlo; il secondo, il vino lo viveva ogni giorno e, ora, si stupiva di fronte a questo Recioto secco intuendo di avere per le mani qualcosa di unico. 

Amarone Bertani. 50 anni di Storia

L'intuizione crebbe, divenne desiderio e poi audacia. Sotto forma di proposta, raggiunse anche l'enotecnico di Canelli, chiamato inizialmente per assaggiare questo mosto insolito e darne un parere. Si emozionò a quel sorso, Ernesto Barbero, e dopo poco fece i bagagli per approdare in Valpolicella. La signorilità di un vino come il Barolo aveva educato le mani e la sensibilità di questo enologo, pronto a metterle a servizio di qualcosa di nuovo e sorprendente. Niente era definito e chiaro, se non questa intuizione. Erano in due ora a crederci: fu così che l'intuizione e l'audacia divennero inizio.

Bicchiere Amarone BertaniL'annata 1958 dell'Amarone Bertani, testimone diretta della storia, ci racconta molto bene come siano andate le cose. Un'affermazione secca su uno sfondo sfumato di aromi e profumi dolci, rotondi, tradisce l'incertezza dei primi passi, dimostrandosi però molto coraggiosa nel suo ideale alto. La complessità di questo vino è incredibile; sono il miele, la ciliegia, la confettura di prugne ed i fiori appassiti, così come il cuoio, il tabacco ed una scia balsamica dolce a scandirne i tratti principali. In bocca, come a mostrare il lato più intimo ed essenziale di sé, questo Amarone è chiaramente secco. Stupiscono la freschezza e la sapidità, che sono ancora vive, testimoniando la forza e la potenza di un cambiamento che ha saputo segnare un punto zero nella storia del vino italiano. Gli strascichi di un gusto dolce e morbido sono ancora presenti in questo vino, ma del resto, esso li porta in sé quasi con una tenera gratitudine verso la storia che lo ha definito - e voluto - fino a quel momento. Non si tratta di una recisione delle radici quindi, ma di un'evoluzione stupefacente, che parte da un grande potenziale e lo eleva alla sua migliore espressività. Un'evoluzione o, per meglio dire, una rivoluzione, che ha segnato un cambiamento incisivo anche nel gusto delle persone, le quali sono state educate ad un approccio diverso al vino che doveva essere capito, assaporato e, soprattutto, guardato con occhi curiosi. 

A distanza di 50 anni, l'annata 2008 dell'Amarone Bertani mostra i caratteri ereditati dal capostipite, ancora in fase giovanile. La freschezza è ancora un po' irrequieta e pungente, come di chi non ha ancora imparato a modulare e smussare le proprie durezze. Sta ancora percorrendo la sua strada, che lo porterà a maturare e ad integrare gli spigoli del suo carattere con tutte le altre sue sfaccettature in modo armonico, così che tutto risulti parte di una personalità univoca e complessa. 

In questi 50 anni di divario tra l'annata 1958 e la 2008, diverse tappe si sono susseguite nella vita di Bertani e del suo Amarone. Ogni annata riporta i passi del percorso, quasi come fosse una pagina di un diario. La 1967 si dimostra eccezionale, fioritura di un talento a cui qualcuno ha dato stima e credito. Il profumo di questo Amarone è intrigante, nelle sue note scure e vegetali, terrose e di liquirizia, di caffè, propoli e profumi speziati che rimandano a oriente. In bocca è ben presente con un corpo ricco ma elegante e la sapidità è ancora vividamente a servizio dell'equilibrio.

Amarone Bertani. 50 anni di Storia

Al contrario della '67, l'annata 1975 è stata fresca e piovosa. Forse poteva sembrare poco promettente, all'inizio. Ma, come il vino sa fare molto bene, ci sorprende e negli anni questo Amarone mostra la stoffa di cui è fatto. Ha un carattere pungente, sia al naso che in bocca. I profumi spaziano da note vegetali a sentori di cuoio, da frutta nera a fiori appassiti. All'assaggio sfida ad indovinare la sua età: quei 42 anni, portati con la brillantezza e la freschezza di un giovanotto nel pieno del suo vigore.

E poi l'annata 1986. Forse la più timida, ancora in attesa di aprirsi e mostrarsi nella sua interezza. Figlia di un'annata molto piovosa, è stata impreziosita da una freschezza che le ha donato doti di longevità. Sussurra ancora ciò che ha da raccontare, attraverso i suoi profumi di mora, di terra e di spezie. Chiede pazienza e fiducia, incarnando così la sfida che ha visto protagonista l'Amarone Bertani, fin dall'inizio della sua avventura.

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