Pinot Nero, la centralità e il ruolo dell’Oltrepò Pavese

Pinot Nero, la centralità e il ruolo dell’Oltrepò Pavese

Attualità
di Redazione
21 gennaio 2026

Con 2.800 ettari in Oltrepò Pavese è presente la terza zona per estensione di pinot nero. Regione Lombardia ha ospitato la presentazione della nuova community “Visione Vino” di TEHA. Il 16 e 17 ottobre a Voghera la presentazione del primo rapporto.

Poco meno di 3000 ettari vitati di pinot nero in Oltrepò Pavese, terza zona per estensione di questa varietà dopo Borgogna e Champagne, contribuiscono a posizionare la viticoltura lombarda al settimo posto per valore con 459 milioni di euro generati dalla produzione certificata DOP e IGP nel 2024.

Sono alcuni degli spunti emersi dalla ricerca realizzata da TEHA (The European House-Ambrosetti) e illustrati nella sede di Regione Lombardia da in occasione della presentazione della community “Visione Vino”, forum che si terrà i prossimi 16 e 17 ottobre al teatro Valentino Garavani di Voghera e all’interno del quale verrà presentato il Rapporto Strategico Visione Vino 2026.

Oltrepò Pavese, casa del Pinot Nero

Con 2.800 ettari dedicati, pari al 24,9% della superficie vitata complessiva, l’Oltrepò Pavese è la patria italiana del pinot nero, oltre che cuore pulsante di tutta la viticoltura lombarda, con oltre il 62% della produzione regionale. Un patrimonio che si è costituito lungo un percorso di 150 anni e che, come ha evidenziato la ricerca di THEA, si è rafforzato grazie all’altissima incidenza di vigneti certificati (98%) e alla presenza di una varietà di suoli che permette al vitigno di esprimersi in molteplici forme, dal rosso fermo ai Metodo Classico, fino ai rosati e alle vinificazioni in bianco. 

“L’Oltrepò Pavese – ha sottolineato Benedetta Brioschi, Partner TEHA e Responsabile Food&Retail - tracciando la linea del cammino della nuova Community Visione Vino in vista del Forum del prossimo ottobre – riserva un potenziale ancora non pienamente espresso: a fronte degli oltre 2.800 ettari di Pinot Nero, la produzione certificata si ferma a meno di un milione di bottiglie tra Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG e Pinot Nero DOC, un divario che rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio e uno dei principali assi di indagine della nuova Community”.

Una visione confermata da Riccardo Binda, direttore Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese: "Nonostante la crisi del vino a livello globale, l'Oltrepò è il territorio italiano che ha più margini di sviluppo sia in termini di numero di bottiglie prodotte, sia per lo sviluppo di nuovi impianti soprattutto in altitudine per contrastare gli effetti del cambiamento climatico".

“Visione Vino”, il primo Forum a Voghera

Durante il forum “Visione Vino” che si terrà i prossimi 16 e 17 ottobre 2026 al teatro Valentino Garavani di Voghera verrà presentato in anteprima il Rapporto Strategico Visione Vino 2026, frutto del lavoro della nuova community TEHA. Approfondirà anche l’evoluzione dei consumi interni di vino — che vede l’Italia scendere al terzo posto mondiale — e quella dei mercati internazionali, nei quali il commercio in volume è diminuito del 9,1% rispetto al 2021 pur mantenendo stabile il valore complessivo. Una parte significativa è dedicata all’impatto del cambiamento climatico, che nel 2024 ha fatto registrare in Italia la più alta anomalia termica di sempre, pari a +2,72°C sulla media storica, portando a perdite economiche per 8,5 miliardi di euro nel settore agricolo, con una proiezione di oltre 13 miliardi entro il 2050. Spazio anche al tema dell’enoturismo, sempre più centrale nella valorizzazione dei territori, e al passaggio generazionale, un processo ancora in corso nel 40% delle aziende del settore.

Fonte news e foto: TEHA e Lombardia Notizie