I cinque Nicolodi 

I cinque Nicolodi 

L'aromatico italiano
di Massimo Zanichelli
19 agosto 2025

La Valle di Cembra è la “nuova” frontiera degli aromatici italiani. Il quintetto di Alfio Nicolodi dimostra perché.

Un paesaggio di montagna incuneato lungo il torrente Avisio nella parte nord-orientale del Trentino con 700 ettari di vigneto estremo per altrettanti chilometri di muri a secco su una piattaforma vulcanica in porfido (ampiamente visibili, sulla sponda sinistra, gli sbancamenti rosacei a cielo aperto delle cave, mentre su quelle destra, più vocata alla viticoltura, si estende la maggiore parte delle vigne). È, in estrema sintesi, la Valle di Cembra, le cui escursioni termiche tra giorno e notte sono perfette per la maturazione e l’espressione dei vitigni aromatici e semi-aromatici a bacca bianca. 

Se ne trova confortante testimonianza nei vini di Alfio Nicolodi, vignaiolo verace la cui passione per i motori è seconda solo a quella per il territorio. Il suo motto è «fare del buon vino con uve molto mature, come ci hanno insegnato i nostri avi». Eppure i suoi bianchi, tutti vinificati in acciaio, non si esauriscono nella polpa, ma trovano spesso la strada della finezza. 

Il Trentino Müller Thurgau 2023, le cui uve provengono dalla Valfraia di Cembra e dallo Stedro di Segonzano, è brillante al colore, punteggiato da finezze aromatiche (pesca, agrume “sprimaccino” ed erbe aromatiche come in un orto) e giocato sulle sottrazioni (davvero si fatica a comprendere lo scetticismo che ancora circonda questa varietà, la più rappresentativa della Valle di Cembra): un vino laminato, sapido, dall’allungo elegante e persistente. 

Il Kerner 2022, dai 3000 ghiaiosi metri quadri a 650 metri di quota dello Stedro di Segonzano, ha una pienezza mai disgiunta da un carattere fruttato-minerale, una grassezza che non sacrifica la profondità, un’intensità che sfocia nel sapore. 

Il vitigno riesling, già presente come madre nell’incrocio del müller thurgau (il padre è la madeleine royale) e come padre nell’incrocio del kerner (la madre è la schiava grossa, nota anche come trollinger), trova il proprio coronamento nel Trentino Riesling 2020, solcato da scie idrocarburiche, con un incipiente senso di nafta e un sorso succoso, maturo, caratteriale. 

Proveniente dalle zone Saosenti, Maurenti e Valvalè di Cembra, il Gewürztraminer 2022 ha profumi seduttivi di rose, frutta esotica e spezie, e quasi un tocco di botrite, senza mai essere troppo concessivo o barocco: la sua pienezza e la sua polpa lasciano il passo finale a una longilinea persistenza. 

Il Moscato Giallo, infine, nasce da due distinte parcelle: i 2.500 metri quadri a 700 metri di altitudine di fronte alle Piramidi di Segonzano, dai terreni leggeri e porfirici, e i 1.500 metri dei Saosenti di Cembra, dove il suolo è più argilloso. Il 2021 è fragrante (pesca, albicocca, gelsomino, agrume), fresco-succoso, con una persistenza di rosmarino e di balsami, ma qui a sorprendere è addirittura la sapidità, che quasi primeggia sull’aromaticità.