I cinque Warth di Moser

I cinque Warth di Moser

L'aromatico italiano
di Massimo Zanichelli
12 gennaio 2026

Tra le colline sopra Trento e le alture della Val di Cembra la cantina Moser produce un suadente quintetto di bianchi aromatici.

Matteo e il cugino Carlo Moser guidano l’azienda di famiglia fondata a Palù, in Val di Cembra, dai loro padri Diego e Francesco Moser (il celebre campione di ciclismo) nel 1979. Il quartiere generale e la sede operativa, con annessa cantina di vinificazione, non si trovano più in Val di Cembra, dove rimangono ancora 11 ettari vitati dei 25 complessivi, ma a Maso Villa Warth, un’antica sede vescovile situata tra le colline di Gardolo di Mezzo, sopra Trento, lungo la riva sinistra dell’Adige. È Matteo, che da una quindicina d’anni ha in mano la conduzione tecnica, a presidiarla (classe 1980, si è diplomato all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, laureandosi in enologia nel 2005 con praticantati nel Nuovo Mondo prima di tornare a casa), mentre Carlo, più giovane di quattro anni e laureato in Economia all’Università Bocconi, segue la parte amministrativa e commerciale.

I cinque bianchi aromatici (e semi-aromatici, in questa rubrica li includiamo tutti) della linea Warth, tutti imbottigliati con tappo a vite (il migliore che oggi ci sia in commercio, specie per queste tipologie), formano una ghirlanda di ascendente intensità aromatica.

Il Sauvignon Blanc 2023, l’ultimo nato della casa (prima annata 2021) e l’unico ad avere l’etichetta color rosso, arriva da uve per metà del maso (guyot su terreni calcarei a 350 metri di quota) e per l’altra metà della Val di Cembra (pergole su suoli sabbioso-porfirici tra i 500 e i 550 metri): 20% della massa vinificato in vecchi tonneau, il resto in acciaio, un anno di affinamento in bottiglia prima di uscire sul mercato. Ha colore paglierino brillante, un naso arioso e accattivante di fragranze agrumate, di verzure dell’orto, di foglia di pomodoro, di bosso e biancospino, di pesca, di riflessi balsamici, una bocca matura, succosa, definita, impeccabile, cristallina, di belle movenze floreali, agrumate, balsamiche, con sottofondo pietroso e clamoroso finale di polpa di pesca bianca.

Dal terroir della Val di Cembra, nella parte più calcarea, meno porfirica che fa capo al Monte Corona, tra i 600 e i 650 metri di quota, il Müller Thurgau 2024 ha veste trasparente, nitida, profumi in filigrana, vaporosi e suadenti, di pesca, di erbe, di agrumi, un palato maturo-succoso, tonico-definito, fresco-invitante, sapido-salivare, di persistenza minerale-agrumata.

Proveniente da una vigna del maso rivolta a nord già piantata nel 1990 dopo il trasferimento di sede (oggi il vigneto, oggetto anche di un reimpianto, ha una ventina d’anni d’età) e da una vinificazione, come il Sauvignon, in acciaio e in tonneau, con un anno di permanenza in bottiglia prima di essere commercializzato, il Trentino Riesling Renano Warth 2023 ha colore intenso e definito, naso floreale e minerale screziato di erbe e di agrumi (pompelmo, mandarino), sorso pieno di succo quanto frontale, tonico e diretto, polposo e dinamico, con progressione gustativa di pietra, scorza di agrumi e persistenza fresco-acida, salivare, molto profonda.

Da uve esclusivamente del maso come il Riesling, il Moscato Giallo 2024 è un altro bijou della casa, qui in una versione attualmente tutta in levare, dal colore leggero e trasparente, dai profumi varietali e seducenti di assoluta rarefazione, dall’allungo a lento quanto persistente rilascio di albicocca, susina, erbe aromatiche, muschio e freschezza balsamica. 

Chiude il Trentino Gewurztraminer 2024, le cui uve provengono parte dal maso (guyot su suoli calcarei) e parte dal conoide di Sorni (pergole su terreni argillosi), nella zona delle colline avisiane o di Pressano. Il colore è paglierino leggero, i profumi, tra la rosa e il litchi, sono eloquenti, inconfondibili, quasi didattici, senza che questa parola ne sminuisca il profilo, il sorso è pieno, avvolgente, definito, aromatico, contrastato, dall’impeccabile allungo speziato.