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Vino e arte, la nuova etichetta del Valtellina Superiore Giovanni Segantini

di Sara Missaglia - 25 settembre 2018 © AisLombardia.It RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 24 settembre la storica azienda valtellinese ha presentato per la seconda volta, a cinque anni dalla prima edizione, il vino che riporta in etichetta un'opera del pittore italiano Giovanni Segantini

È meglio il vino o l’etichetta? Gli amanti non hanno dubbi, ma spesso sono proprio le immagini e i colori sulla bottiglia a colpire i nostri sensi prima del prezioso liquido. Il successo di un vino passa anche dal packaging e, a renderlo attraente, originale e accessibile è proprio l’etichetta. 

E se il vino è immaginato come capolavoro, il connubio con un’opera d’arte viene da sé: la storia di Château Mouton Rotschild si racconta a partire dal 1945 (dopo una prima iniziativa del 1924) attraverso etichette firmate dai più grandi artisti contemporanei: Dalí, Miró, Chagall, Kandinsky, Picasso, Andy Warhol, e molti altri protagonisti di un progetto artistico ed enologico. Casa Frescobaldi con il suo Ornellaia Vendemmia d’Autore dal 2005 anni affida ad artisti di fama internazionale - da Michelangelo Pistoletto a Ernesto Neto, da Rodney Graham a Rebecca Horn - l’interpretazione del vino attraverso un’etichetta esclusiva, i cui originali sono battuti all’asta per la raccolta di fondi. Dal 1981 artisti del calibro di Hundertwasser, Yoko Ono, Dario Fo si sono succeduti nel "firmare" l’etichetta del Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa. 

Valtellina Superiore Giovanni Segantini - Triacca

Incontro fatale tra arte e vino che anche Triacca in Valtellina realizza attraverso il Valtellina Superiore “Giovanni Segantini”: in etichetta dal 2012 con “Mezzogiorno sulle Alpi”, capolavoro del maestro del Divisionismo che ben esprime il legame e l’amore per la valle di cui era assiduo frequentatore. Martedì 24 settembre, presso la Tenuta La Gatta, convento del frati domenicani del ‘500 e proprietà della famiglia Triacca, è stata presentata la nuova etichetta del vino “Giovanni Segantini 2015”: “La raccolta del fieno”, opera di fine Ottocento del pittore. 

Il nuovo nato in casa Triacca si presenta alla degustazione non solo con la nuova etichetta, ma anche con una novità nella vinificazione rispetto all’annata precedente: l’affinamento avviene sempre in botte grande di rovere secondo la più rigorosa tradizione valtellinese, ma è preceduto da un periodo di circa 6 mesi in acciaio. Le uve nebbiolo, surmature per effetto dell’appassimento in vigna di circa 40 giorni ed allevate nelle vigne a ridosso della Tenuta La Gatta su argille sabbiose molto permeabili, sprigionano sentori fruttati a bacca rossa, uniti a note di violetta che ingentiliscono i ricordi speziati del ginepro, dell’alloro e della noce moscata. Il carattere giovane ed esuberante si esprime nel colore, un rosso rubino intenso che invita all’assaggio: il tannino è centrato, vigoroso e diretto, perfettamente integrato in una beva armonica, elegante, di lunga memoria e potenza. L’abbinamento ideale è con piatti del territorio, da carni rosse grigliate alla selvaggina, ai formaggi stagionati.

GiocondaLeykauf-Segantini

All’evento era presente la Signora Gioconda Leykauf-Segantini, nipote diretta di Giovanni Segantini: sua anni fa la proposta di dedicare il vino al nonno, un vero estimatore di quel nebbiolo in purezza affinato in botte grande, secondo la tradizione valtellinese.

“Château Mouton Rotschild ha avviato un percorso di prestigio internazionale, ed è interessante che la Valtellina abbia rinnovato con la nuova etichetta il legame tra Segantini e il nostro vino, grazie alla collaborazione del Museo di Saint Moritz”, ha raccontato Giovanni Triacca, dominus della casa vinicola. “Mio nonno amava questo vino”, afferma sorridendo la signora Segantini. Dal museo alla cantina il passo è breve.