Il muscadet è fiero dei suoi cru


Il muscadet è fiero dei suoi cru


Approfondimento Francia
di Samuel Cogliati Gorlier
06 ottobre 2026

Con La Haye-Fouassière, Vallet e Champtoceaux il bianco di Nantes conclude d’iter di riconoscimento delle sue dénominations communales, che stanno per diventare ora dieci.

L’Inao raccomanda di chiamarle dénominations communales, dicitura appropriata, secondo l’istituto, per questo “livello gerarchico”. In Italia si riserverebbe loro un acronimo del tipo Mga, Uga...È difficile comprendere in che cosa il muscadet non possa pretendere alla rivendicazione di un cru, come nel Rodano meridionale o nel Beaujolais, per fare due esempi. Certo, le communales non sono denominazioni a pieno titolo, ma specifiche di appellations d’origine più grandi. Ma, in verità, il risultato non cambia: «un legame specifico e singolare con il terroir è finalmente riconosciuto ufficialmente», si rallegra la Fédération des vins de Nantes. 

Così, La Haye-Fouassière (un villaggio già molto quotato) e Vallet vanno ad aggiungersi alle altre sette comunali dell’Aoc Muscadet Sèvre-et-Maine, la denominazione di prestigio del muscadet, mentre Champtoceaux diventa la prima comunale dell’Aoc Muscadet Coteaux-de-la-Loire, più a nord, a prossimità del grande fiume.

Il muscadet ha tutti i motivi di voler rivendicare una specificità locale, data la complessità geologia e pedologica del suo territorio. Ancorato all’antichissima scocca primaria del Massiccio Armoricano, il terroir di quest’areale è tutt’altro che omogeneo, ma varia sensibilmente a poca distanza: dal gabbro allo gneiss, dall’ortogneiss allo scisto, dalle anfiboliti alle argille... Peraltro ormai numerosi produttori non fanno solo cuvée d’assemblaggio ma etichette parcellari. Davvero legittimo, dunque, pretendere che le istanze ufficiali riconoscano questa varietà. 

L’iter, su cui si è iniziato a ragionare alla fine del secolo scorso, ha preso il via ufficialmente una ventina di anni or sono. Cinque anni dopo, i primi riconoscimenti: Clisson, Gorges e Le Pallet. Un percorso lungo e tortuoso, che implica «analisi dei suoli, discussioni e degustazioni tra i vignaioli, scambi approfonditi con gli esperti dell’Inao», fa notare la Federazione.
L’Inao ha approvato a giugno i rapporti degli esperti e le delimitazioni territoriali delle tre nuove DGC; i disciplinari saranno modificati a brevissimo. Dopo la loro pubblicazione, ci sarà tempo due mesi per eventuali reclami. «Possiamo confidare nella proclamazione ufficiale entro fine anno o a inizio 2027», prevede Romain Mayet, della Fédération.

Questo felice risultato, che dovrebbe chiudere (o quasi) il lungo lavoro di catalogazione, si compie in un’annata particolare, quella di una vendemmia precocissima e rovente, iniziata addirittura il 10 agosto, ma anche quella del novantennale del riconoscimento delle Aoc Muscadet e Muscadet Sèvre-et-Maine, che taglieranno questo traguardo a novembre. Il muscadet guarda al futuro, e faremmo bene a seguirne le tracce. •

Foto di © Cl. Emeline BOILEAU/FVN