Oltrepò Pavese, l'export del vino è cresciuto del 60% in quattro anni

Oltrepò Pavese, l'export del vino è cresciuto del 60% in quattro anni

Attualità
di Redazione
23 ottobre 2026

Secondo TEHA, le vendite estere della provincia hanno raggiunto 40,2 milioni di euro nel 2025. L’Oltrepò produce il 48% del vino lombardo, resta però un divario tra notorietà del territorio e conoscenza dei vini.

L’export vinicolo della provincia di Pavia passa dai 25,2 milioni di euro del 2021 ai 40,2 milioni del 2025, con un incremento di quasi il 60%. Il dato emerge all'interno del Rapporto strategico «Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano» elaborato da TEHA Group e presentato al Forum della Community Visione Vino lo scorso 17 ottobre a Voghera.

Al centro dell’analisi c’è l’Oltrepò Pavese, che con oltre 11.500 ettari vitati rappresenta la maggiore area viticola lombarda e contribuisce al 48% della produzione regionale. Il pinot nero occupa circa 3.000 ettari, confermando la specializzazione di un territorio impegnato a rafforzare la propria riconoscibilità sui mercati.

La crescita delle vendite estere si accompagna però anche alla presenza di un divario sul fronte dei consumatori. Secondo l’indagine su un campione rappresentativo di italiani, l’83% conosce l’Oltrepò, ma soltanto il 58% i suoi vini: una distanza di 25 punti percentuali. Il 72% si dichiara interessato a visitare la zona attraverso un itinerario enogastronomico e culturale, di cui il 23% nei successivi dodici mesi.

Secondo Benedetta Brioschi, partner e responsabile Food&Retail di TEHA Group, «il punto decisivo è fare sistema», collegando imprese, turismo e racconto delle denominazioni. In questa direzione si inserisce il marchio consortile Classese, adottato nel 2025 per valorizzare la tipologia Pinot Nero della Docg Metodo Classico.