Conte Vistarino, la firma di Ottavia sul Pinot nero

Conte Vistarino, la firma di Ottavia sul Pinot nero

Degustando
di Paolo Valente
28 ottobre 2026

Dal vigneto San Silvestro, a 460 metri sulle colline di Rocca de’ Giorgi, nasce l’etichetta che porta il nome di Ottavia Giorgi di Vistarino. Un progetto personale che rilegge l’eredità della cantina oltrepadana nel segno della freschezza e della finezza.

La presentazione ufficiale è avvenuta pochi giorni fa anche se i degustatori della Guida Vitae avevano già avuto, inconsapevolmente, il piacere di assaggiarlo e valutarlo positivamente. Parliamo di Ottavia, la nuova etichetta della cantina oltrepadana Conte Vistarino, un Pinot Nero in purezza che porta il nome della proprietaria dell’omonima cantina.

Una firma e insieme quasi una certificazione quella che Ottavia Giorgi di Vistarino ha voluto dare alle bottiglie di questo vino che non vuole chiamare cru – sarebbe il quarto dopo Tavernetto, Bertone e Pernice – anche se avrebbe tutte le caratteristiche per esserlo, quanto la concretizzazione di un’idea nata parecchi anni fa, una nuova visione dell’eredità aziendale che si evolve e si trasforma.

San Silvestro, un vigneto tra cuore e visione

Il Pinot nero Ottavia nasce dalle uve del vigneto San Silvestro, uno dei più antichi di Rocca de’ Giorgi. «San Silvestro è un vigneto che ho pensato, ideato e realizzato io: dalla scelta del sito all’esposizione, dal sesto d’impianto ai cloni borgognoni. Per me è un progetto di cuore, oltre che di testa» spiega la produttrice che nel 2014 decide di piantare viti di pinot nero da rosso estirpando un precedente impianto dedicato alla realizzazione di basi spumanti. Un luogo, quello di San Silvestro, nel quale Ottavia crede fortemente, per via della sua esposizione a nord insieme alla ventilazione costante e all’altitudine, 460 metri sul livello del mare, tutti fattori forieri di freschezza e finezza.

Ottavia è un vino che vuole raccontare una scelta, una contemporaneità: il futuro del vino non è quello di innovarsi solo con lo sguardo rivolto verso il mercato, ma è coniugare i tempi della vigna, decennali, con quelli del mercato che è fatto di stagioni. La storia di Conte Vistarino è profondamente legata al pinot nero e questo nuovo vino vuole essere l’interpretazione di una nuova realtà all’interno di una identità unica che affonda nella storia del vino.  

Una veste grafica differente

Anche etichetta e packaging è coerente con il desiderio di donare un’impronta nuova, che parte da una visione differente. Una moderna etichetta, disegnata dallo studio mimicoco design, richiama graficamente il blasone di famiglia e le colline dell’Oltrepò in un legame tra storia, territorio e contemporaneità; il colore, quasi monocromatico dai toni del blu oltremare riproduce quello che compare nelle insegne del casato. La continuità, quindi, non significa fare quello che si è sempre fatto, ma assumere delle decisioni che nel futuro saranno parte della storia, come sottolinea Lino Scaravonati, direttore generale dell’azienda. 

Nel bicchiere carattere e tensione

La fermentazione alcolica avviene in tini troncoconici di legno mentre quella malolattica e la maturazione di 12 mesi avvengono in barrique francesi di differenti provenienze; prima annata prodotta 2021. Dal luminoso colore rosso rubino con riflessi che rimandano al granato, si mostra intrigante e cangiante all’olfatto che spazia tra la frutta rossa fragrante, i fiori e sbuffi balsamici. Un lieve sentore della permanenza in legno accompagna le note speziate nere e dolci fino a un accenno di carruba. Tensione al palato guidato dall’ottima freschezza che si dipana nella lunga persistenza nella quale si ritrovano struttura e sapidità accompagnate da un tannino fine e perfettamente integrato. Un vino contemporaneo che esprime un Oltrepò Pavese in grado di competere con i migliori territori al mondo.