Paleo rosso. 20 anni di storia

Paleo rosso. 20 anni di storia

09 ottobre 2012 - scritto da Camilla Guiggi in Degustando

Una storica verticale, dal 1992 al 2009, ha visto protagonista a Milano uno dei vini paradigmatici di Bolgheri. Il Paleo rosso de Le Macchiole

Paleo RossoLe Macchiole, azienda storica bolgherese, nasce nel lontano 1983, da un’idea di Eugenio Campolmi e dalla sua passione per il vino. Il risultato di questa passione è il “Paleo”, un vino che fonde in sé la voglia d’innovazione e il legame con la tradizione: il cabernet sauvignon, vitigno bordolese, rappresenta il futuro di questa zona e il sangiovese, la tradizione. Eugenio, però, voleva di più: un vino con un carattere proprio, unico nel suo genere ed ecco che fa la comparsa il cabernet franc. Inizia la collaborazione con Luca D’Attoma e dopo qualche anno di sperimentazione il Paleo diventa un cabernet franc in purezza.

Il Paleo Rosso ha ormai oltrepassato i confini di Bolgheri: Svizzera, Belgio, Svezia, Inghilterra, Hong Kong e Singapore e poi ancora Stati Uniti e Giappone. Eugenio non può vedere tutto questo, ma la moglie, Cinzia Merli non ha voluto far passare inosservato questo traguardo e ha deciso di realizzare una serie di eventi, tra cui importanti degustazioni verticali, per festeggiare questo vino “futuristico”. 

Dopo Roma, il 2 ottobre 2012 è la volta di Milano, presso lo “Spazio Anni Luce”, protagonista di un’irripetibile verticale; dal 1992 al 2009 (non presente l’annata 1998). Una rara opportunità per assaggiare questo vino a partire dalle origini e sino all’ultima annata. Dal 1992 al 1995 l’uvaggio del Paleo è stato 90% cabernet sauvignon e 10% sangiovese. Dal 1996 al 1999 fa la sua comparsa il cabernet franc con un iniziale 5% che va ad aggiungersi all’85% di cabernet sauvignon e al 10% di sangiovese. Il 2000 è un anno di transizione, scompare il sangiovese e abbiamo un 70% di cabernet sauvignon e 30% di cabernet franc. L’anno seguente è quello della trasformazione definitiva, l’anno del cambiamento radicale. Il Paleo 2001 è un cabernet franc al 100% e da questo momento ha trovato la sua forma definitiva. Dall’eterea annata 1992 è un susseguirsi e un crescendo di emozioni uniche che ci portano allo scalpitante 2009, con il cambio di etichetta.

Vediamo, ora, di dare qualche indicazione sulle varie annate degustate.

Paleo Rosso - Le Vigne1992 - Rosso granato, un vino elegante e fine. Il suo bouquet è etereo, con qualche nota  balsamica. Un vino piacevole da meditazione.

1993 - Il bouquet vira su note di piccoli frutti a bacca nera con una freschezza ancora presente. Nonostante il sangiovese sia solamente un 10%, in quest’annata risulta abbastanza caratterizzante.

1994 - un’annata da tenere a mente. Il sentore di visciola la fa da padrone per poi passare a note più terziarie come la vaniglia, il cioccolato bianco e il tabacco. Elegante, di straordinaria beva; bella l’entrata in bocca seguita da una lunghissima PAI.

1995 - Un rosso granato profondo, il naso presenta sentori prevalentemente di macchia mediterranea, con note mentolate, di eucaliptus e richiami al the. Il vino non ha una persistenza lunghissima, ma in bocca risulta ben presente ed elegante.

1996 - Un’annata un po’ difficile a causa delle pioggie che hanno fatto ritardare la vendemmia. Il bouquet richiama sentori di resina e sottobosco. In bocca risulta un po’ corto se confrontato al 1994.

1997 - il clima secco e caldo di quell’estate ha fatto sì che la produzione non fosse molto abbondante. Il vino è morbido e vellutato, ma l’acidità, ancora presente, non lo fa risultare pesante. Si notano sentori di caffè, cassis e liquirizia.

Paleo Rosso1999 - Un’annata un po’ particolare, l’inverno freddo seguito da una calda e secca estate hanno contribuito a rendere necessario un significativo diradamento. Il finale è leggermente ammandorlato e il corpo più esile rispetto ad altre annate.

2000 - All’esame olfattivo si notano delle sfumature vegetali più accentuate rispetto ad altre annate. In bocca è presente importante “estratto secco” e una piacevole componente glicerica. Non ritroviamo il vegetale, ma lo speziato e sentori terziari tipici.

2001 - Un’annata fantastica. Un vino ancora in evoluzione. Il cassis e i piccoli frutti a bacca nera, che si percepiscono al naso, li si ritrovano perfettamente anche a livello gustativo. Il vino si apre con note di the verde e ginepro. Il tannino è morbido e avvolgente con una spalla acida che gli conferisce una grande piacevolezza.

2002 - L’olfatto regala sentori di mora, cioccolato e resine, ma con sfumature di ribes che si ritrovano nettamente in bocca. Bella la trama tannica, corpo leggermente più esile rispetto ad altre annate, come ad esempio il 2000.

2003 - Le note di frutta sotto spirito sono predominati. Grande la morbidezza con un finale ammandorlato.

2004 - Ottima annata paragonabile al 2001. Il bouquet si apre su note speziate; cardamomo, liquirizia e sentori di macchia mediterranea. La bocca è elegante e la componente glicerica è ben bilanciata dalla trama tannica. Un vino elegante, da meditazione.

2005 - Un naso profondo con note di graffite, sfumature vegetali e resinose di pino marittimo. Piacevole ed elegante.

2006 - Il naso intenso con note di piccoli frutti a bacca nera, pepe bianco e spezie dolci. L’entrata in bocca è piena con un finale di vaniglia e un tannino ancora in evoluzione.

2007 - Bellissima annata anche se un tono sotto al 2001 e al 2004. Alla vista si presenta di un rosso rubino profondo con evidenti sfumature granate. Il bouquet è ampio e spazia dalle spezie dolci alle note di tostato del caffè e del cioccolato, con piccoli richiami alle erbe aromatiche. In bocca è perfettamente equilibrato e con un’acidità tale che gli donerà ancora una “long life”.

2008 - Rosso rubino cupo. Il naso si sviluppa in un susseguirsi di note di confettura di more e lamponi, per poi evolversi in note terziarie di liquirizia e pepe bianco su un sottofondo di note ferrose. L’alcol è presente e ben integrato con il tannino. Buona l’annata come in tutta la zona.

2009 - Un rosso rubino profondo. Il naso va dai frutti rossi alla spezie dolci, con note di tabacco biondo, resina e sfumature balsamiche. Un tannino elegante, un cavallo di razza in evoluzione, con qualche piccolo peccato di gioventù.

Per festeggiare il suo ventesimo compleanno, il fotografo Maurizio Gjivovich ha realizzato una serie di scatti con un tema comune: "Tutti hanno un pezzo di Paleo nel loro cuore". Da queste foto, che immortalano gente comune e personaggi noti accanto ad una bottiglia di Paleo, prende vita una mostra fotografica itinerante che oltrepasserà i confini dell’Europa e farà il giro del mondo.

L’Azienda, inoltre, ha dato vita anche ad un club online dedicato a questo vino per poter rimanere sempre aggiornati.

Appuntamento al prossimo compleanno e ai nuovi traguardi che sicuramente il Paleo raggiungerà e un ultimo pensiero a Eugenio Campolmi, un enologo, prematuramente scomparso, che ha fatto un pezzo della storia della Doc Bolgheri.

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